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“Come è stata edificante la predica di oggi!”, oppure: “Assistere a quella discussione non è stato affatto edificante!” Sono frasi che tutti abbiamo ascoltato o pronunciato qualche volta. Questo tipo di espressioni indicano il senso comune che abbiamo del concetto di edificazione. Di solito, per edificazione intendiamo qualcosa che ci fa stare bene, dei contenuti oppure un modo di porsi che ci trasmettono benefici attraverso le parole e l’esempio. In sostanza, un’esperienza positiva che possiamo consigliare anche ad altri di fare.

Riferendoci a questo tipo di “riscaldamento” interiore, penso ai due discepoli incamminati verso Emmaus che, dopo aver finalmente riconosciuto chi era il compagno di cammino improvvisamente sparito dalla loro vista, affermano: “Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentr’egli ci parlava per la via?” (Lc 24:32).

Per chi è impegnato con una rivista come la nostra, che ha nell’edificazione una delle sue finalità, diventa essenziale comprendere come si può raggiungere l’obiettivo di edificare. Scorrendo il Nuovo Testamento, è frequente incontrare il verbo “edificare” e il sostantivo “edificazione”, chiaro segnale che si tratta di uno degli elementi essenziali e distintivi della Chiesa e delle chiese locali. E comprendiamo ancora meglio se consideriamo una delle illustrazioni usate dalla Parola di Dio per spiegare che cos’è la Chiesa. Da circa duemila anni, la Chiesa è infatti l’edificio spirituale che il Signore costruisce (Ef 2:20-22): questa figura della Chiesa ci riguarda, non soltanto perchè ne siamo diventati le pietre viventi che lo compongono (1P 2:5), ma anche perché abbiamo il privilegio di contribuire alla sua costruzione. Nel farlo, compartecipiamo all’opera che compie il Signore Gesù: Egli promise “edificherò la mia Chiesa” (Mt 16:18), dunque non è un caso se siamo esortati ad essere tutti degli operai “sempre abbondanti nell’opera del Signore” (1Co 15:58). L’opera di edificazione appartiene al Signore Gesù, ed Egli la compie attivamente: ma la vuole eseguire con noi, attraverso di noi.

L’edificazione deve essere l’obiettivo dell’esercizio dei doni spirituali (1Co 14:12), l’obiettivo di ogni intervento pubblico durante gli incontri della comunità cristiana (1Co 14:26), ma anche, l’obiettivo di ogni parola che esce dalla nostra bocca (Ef 4:29), e l’obiettivo di qualunque cosa facciamo (Ro 14:19)! Nella nostra riflessione ci vengono in aiuto dei termini sinonimi, vale a dire “costruzione” e “costruire”, ma anche i loro contrari, cioè “distruzione” e “distruggere”.

Su questi presupposti, possiamo trarre dalla Parola il senso di che cosa sia l’edificazione: essa va molto oltre l’idea che, con una certa dose di superficialità, ci siamo fatti di essa. Perché non è sufficiente basarsi su aspetti emozionali-sentimentali per stabilire se un comportamento o un’attività siano edificanti o non lo siano. Che cosa edifica per davvero, e che cosa no? Non edifica mai la conoscenza che gonfia, ma lo fa l’amore (1Co 8:1). Ne consegue che dobbiamo avere un profondo rispetto per i fratelli e le sorelle, sgombro di ogni disprezzo, arroganza, provocazione e sarcasmo. Non edifica l’intransigenza su questioni di cibi e di giorni (Ro 14:20), non edificano le discussioni fini a sé stesse che si contrappongono alla fede che promuove l’opera (1Ti 1:4).

Al contrario, è la Parola che edifica (At 20:32, Gd 20), e quindi va sempre “fatta parlare”! È costruendo sul fondamento di Cristo, quindi valorizzandone la persona, l’opera ed il messaggio che costruiremo qualcosa di consistente, paragonabile all’oro, all’argento e alle pietre di valore (1Co 3:12)! E poi, si edifica quando si attribuisce all’altro più importanza che a noi stessi (Ro 15:2).

Come per gli altri comportamenti che il Signore valorizza, la nostra attitudine non dovrebbe fermarsi al valutare se veniamo edificati dagli altri, ma soprattutto quella di chiederci, regolarmente: “Sto edificando? Che cosa posso fare per edificare?”. Un simile atteggiamento costruttivo ci porterà ad essere arricchiti, perché avremo realizzato il privilegio di edificare insieme al supremo Edificatore.