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Ci stiamo avvicinando alla fine di un anno indubbiamente drammatico per tanti popoli: guerre, inondazioni, terremoti, carestie… Fra poco quindi vivremo il passaggio da un vecchio a un nuovo anno. Anche nel 2025 non è mancato niente per ricordarci la nostra fragilità e la nostra stupidità quando la presunzione e l’orgoglio provocano in noi un delirio di autosufficienza e addirittura di potenza. Pensando a tutti gli eventi che hanno evidenziato come sia irreversibile la china dell’autodistruzione sulla quale questo povero mondo stia scivolando, verrebbe la tentazione di dimenticare, di cancellare dalla memoria tutto ciò che ci ha turbato e che, pensando al futuro, continua a turbarci.

Io invece, incoraggiato dalla Parola, VOGLIO RICORDARE: “Io voglio ricordare le bontà del SIGNORE, le lodi del SIGNORE, considerando tutto quello che il SIGNORE ci ha elargito; ricorderò il gran bene che ha fatto alla casa d’ Israele (e alla MIA casa e a me personalmente), secondo la sua misericordia e secondo l’abbondanza della sua bontà” (Isaia 63:7)

Prima di tutto io VOGLIO RICORDARE la bontà del Signore nel giorno della mia Pasqua personale, del mio passaggio dall’Egitto del peccato alla terra promessa della salvezza. Il 31 dicembre vivrò un’altra Pasqua (e ora sono davvero tante!), vivrò il passaggio da un anno all’altro ma cosa avrei da festeggiare se non avessi vissuto il vero passaggio, quel passaggio dal vecchio al nuovo che non mi verrà certo dal calendario? È Dio che, in Cristo, ha già operato nella mia vita il vero passaggio, ben ricordato dalla Parola: “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Cl 1:13).

Io VOGLIO RICORDARE per lodare il Signore, voglio cantare le sue lodi e non solo per la bontà che mi ha mostrato guidandomi nel passaggio dalle tenebre alla luce, ma anche per tutti i doni con i quali ha accompagnato il mio cammino nell’anno che sta per finire: la sua guida, la sua protezione, la sua consolazione, il suo sostegno, la sua riprensione, la sua correzione: “Ricordatevi delle meraviglie che egli ha fatte, dei suoi miracoli e dei giudizi della sua bocca… Ricordatevi per sempre del suo patto, della parola da lui data per mille generazioni… Date al Signore la gloria dovuta al suo nome… Si rallegrino i cieli e gioisca la terra! Si dica fra le nazioni: “Il Signore regna”… Celebrate il Signore, perché egli è buono, perché la sua bontà dura per sempre” (da 1Cr 16:12, 15, 29, 34).

Io VOGLIO RICORDARE per servire il Signore, perché è il quotidiano ricordo di tutto quello che egli ha fatto per me che mi incoraggia e mi spinge a fare per lui, ad essere un suo testimone partendo dalla mia famiglia: “Soltanto, bada bene a te stesso e guardati dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste, ed esse non ti escano dal cuore finché duri la tua vita. Anzi, falle sapere ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli” (De 4:9). Il modo migliore per servire il Signore è proprio quello di trasmettere ad altri la conoscenza della sua Persona e di quanto egli ha fatto nella mia vita.

Io VOGLIO RICORDARE per attendere il giorno nel quale so che… dimenticherò: Poiché, ecco, io creo nuovi cieli e una nuova terra; non ci si ricorderà più delle cose di prima; esse non torneranno più in memoria” (Isaia 65:17).  Verrà un giorno in cui non avrò bisogno di ricordare, un giorno in cui nuovo non sarà l’anno, ma tutta la realtà nella quale il Signore mi farà la grazia di vivere… un giorno in cui non avrò più bisogno di memoria, perché la mia vita sarà senza tempo.