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In un tempo in cui l’orgoglio religioso continua a esprimere la pretesa di proclamare nuovi “santi” e in cui l’orgoglio umano trascina i leader mondiali a vivere un pericoloso delirio di onnipotenza, è importante avere consapevolezza di ciò che Dio ci chiede come suoi figli e figlie. La mia riflessione nasce dalle parole con cui Pietro ci esorta a essere santi “come colui che ci ha chiamati è santo” (1P 1:15). In concreto, cosa significa essere santi COME Dio?

Un’osservazione importante prima di rispondere a questa domanda. L’essere COME Dio fu l’obiettivo che convinse Eva a disubbidire al divieto divino, incoraggiandola a mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male (Ge 3:5). Eva quindi pensò di poter diventare COME Dio, disubbidendo alla sua Parola ed esprimendo in questo modo un sentimento, provocato in lei dalle parole di Satana, che Giovanni definì “superbia della vita” (1Gv 2:16) e che provocò in lei il desiderio di possedere il potere di Dio e la sua autorità. Questo desiderio purtroppo continua a caratterizzare l’esistenza della maggior parte degli uomini che pretendono di essere autosufficienti, autori del loro destino illudendosi di potersi porre al di sopra di ogni potere.

Quando gli uomini, così come accadde a Eva e successivamente ad Adamo, ascoltano la voce del Nemico considerando Dio come il Modello da raggiungere mossi però dal desiderio di sostituirlo, diventando dèi di sé stessi, finiscono in realtà per allontanarsi tragicamente dal Modello. Infatti il Modello non può essere imitato attraverso l’ubbidienza alla parola di Satana, che alimenta e sollecita l’orgoglio, ma soltanto attraverso l’ubbidienza alla Parola di Dio che scaturisce dall’umiltà. La visione del Modello di Dio che è santo, totalmente separato dal male e dal peccato, spingerà anche noi a desiderare di essere gradualmente separati dal male.

Per altro, è bene notare che non siamo esortati a diventare COME Dio, ma piuttosto a diventare santi COME Dio è santo. Dio infatti rimane il Creatore sovrano al di sopra di ogni altra creatura. L’aspirazione che siamo esortati ad avere è quella di essere simili a lui nella sua santità, vivendo il cammino della santificazione. La motivazione e il desiderio che devono spingerci alla santificazione è proprio quello di essere come il nostro Padre e di non essere dei “figli snaturati”, che rivelano nella loro condotta di essere ben diversi dal Padre. Quindi: dal momento che il nostro Padre è santo, noi dovremmo ogni giorno desiderare di essere come lui.

Santi COME Dio: in quali aspetti della nostra vita? L’estensione indicataci dalla Parola è massima: “in tutta la vostra condotta”. Non ci sono realtà che possiamo escludere dalla nostra chiamata a essere santi, non devono esserci aspetti della nostra vita (dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti, delle nostre parole, delle nostre azioni) che possiamo gestire al di fuori del processo di santificazione che Dio ci chiama a vivere.

La presenza dello Spirito Santo in noi deve penetrare in ogni ambito relazionale del nostro cammino, a partire dall’ambito principale che è quello della cura della nostra relazione con Dio. Avere una condotta santa nella nostra intima e personale comunione con Dio, attraverso la preghiera e la lettura quotidiana della sua Parola, ci spingerà ad avere una condotta santa anche nella nostra relazione con gli uomini, vivendo e operando con loro ma avendo uno stile di vita completamente diverso. Il nostro essere “santi”, cioè “separati, messi a parte” ci porterà a vivere in mezzo a loro esprimendo quel quadro divino di valori che ci farà essere davvero “sale della terra” e “luce del mondo”.

Certamente sarà un impegno difficile, dal momento che viviamo in una società che si sta sempre più allontanando da Dio, dal nostro Modello. Ma ricordiamo che il valore della nostra vita, davanti a Dio e nella chiesa, e il valore della nostra testimonianza nel mondo sono strettamente legati al nostro vivere una condotta santa, al nostro desiderio/impegno di essere santi COME Dio è santo!