GENDER: discernimento e azione

L’articolo pubblicato nel numero di ottobre u.s. (pagg. 431-436) sulla possibile diffusione anche in Italia della cosiddetta “Gender theory” e sul dibattito che questo fatto ha suscitato nel nostro Paese, ha provocato diverse reazioni da parte dei nostri lettori. Pubblichiamo qui di seguito l’unica lettera che ha riproposto alcune delle problematiche affrontate che evidentemente hanno bisogno di un ulteriore approfondimento. Dobbiamo essere davvero allarmati? E cosa dobbiamo fare, come cristiani e come cittadini, per proteggere i nostri figli?

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Qualche chiarimento sul Family Day

È biblico il concetto di co-belligeranza con cui si è voluta giustificare (sic!) la partecipazione di “cristiani evangelici” ad una manifestazione che riuniva persone dalle più variegare posizioni (idolatre e nemmeno credenti in Cristo)? Qual è l’obiettivo prioritario che il Signore nella sua Parola pone davanti a noi per essere autentici e fedeli proclamatori del Vangelo? E quale è il bisogno fondamentale degli uomini oggi?

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Battezzare nel nome di Gesù o della Trinità?

Come rispondere a chi considera in contraddizione l’indicazione data da Gesù per il momento del battesimo (“nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”) con i tanti battesimi che ci vengono raccontati nel libro degli Atti e nei quali si fa esclusivo riferimento al nome di Gesù? Come devono comportarci oggi le chiese locali nel battezzare i nuovi convertiti?

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Chiarimenti su rapimento e regno

Un articolo sul ritorno del Signore, apparso nel numero di dicembre 2013, ha provocato alcune domande da parte di due nostri abbonati che ringraziamo per la loro volontà di interagire con l’autore. Le loro domande hanno consentito allo stesso autore di chiarire quanto insegnato intorno ai tempi ed agli aspetti del rapimento della Chiesa, ma anche intorno all’avvento del regno di Dio.

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È biblico parlare di matrimonio felice?

Non sempre l’ubbidienza ai principi stabiliti dalla Parola di Dio per la relazione matrimoniale è garanzia di felicità, soprattutto quando questa ubbidienza è unilaterale e non bilaterale come dovrebbe essere. Non dobbiamo però permettere che questa realtà, indubbiamente triste, porti a pensare che la felicità non sia possibile nel matrimonio e che l’ubbidienza al Signore sia inutile quando non è condivisa.Matrimonio felice: obbiettivo fuorviante?!

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