L’odio di Dio

Nella rivelazione che Dio fa di se stesso attraverso le pagine della Bibbia ci parla in modo particolare del suo amore per l’uomo peccatore, ma ci parla anche del suo odio verso il peccato e del suo avere in abominio chi lo commette: come sono conciliabili queste due realtà? Cioè come è possibile nella stessa persona di Dio la coesistenza di amore (“Dio è... Amore”!!) e di odio e ira?

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Il sacrificio completo

Quale significato hanno per noi oggi le numerose prescrizioni, relative al culto ed ai sacrifici, contenute nel libro del Levitico? Attraverso di esse quali insegnamenti Dio voleva trasmettere al suo popolo in merito alla relazione che doveva vivere quotidianamente con lui? Oltre che prepararci alla comprensione del sacrificio perfetto di Cristo, quali altri obiettivi possono realizzare questi insegnamenti nella nostra vita?

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Canto nuziale di... tremila anni fa!

In quale modo la Bibbia dimostra la sua autorità come Parola di Dio ed il suo valore permanente ed eterno? Non è forse anche attraverso gli scritti profetici che, composti migliaia di anni fa, ci portano a riflettere su fatti avvenuti successivamente e che sono già “storia”, ma anche su fatti che devono ancora avvenire e che ci consentono di conoscere in anticipo il nostro futuro come figli di Dio? In quale modo questi fatti, tutti concentrati sulla persona di Cristo, coinvolgono anche la nostra vita ed il nostro destino?

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Non vivere mai quel “trentaseiesimo” anno 2CRONACHE 14-16

È possibile, dopo un lungo periodo di cammino fedele con il Signore e di ricerca continua della sua presenza nella propria vita, dimenticarsi di lui e cercare aiuto e soluzioni altrove? La svolta negativa, che vi fu nella vita del re Asa fra i primi trentacinque e gli ultimi sei anni del suo regno, costituisce per ciascuno un incoraggiamento a riflettere bene sulle nostre scelte e sulle loro inevitabili conseguenze.

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“Tu hai pensato che io fossi come te” DAL SALMO 50

Nella nostra relazione con Dio dobbiamo avere la certa consapevolezza del suo essere totalmente altro rispetto a noi. Dobbiamo imparare ad evitare di cadere nella tentazione di credere che egli pensi ed agisca come noi, trasformandolo in un nostro pari e manifestando così l’atteggiamento che da sempre è alla radice del peccato: la pretesa dell’uomo di essere come Dio.

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