Come spesso succede quando le idee sono contrastanti, il
disegno di legge sul testamento biologico o sulla cosiddetta DAT (Dichiarazione
Anticipata di Trattamento) stato attualmente accantonato. probabile che in
futuro venga di nuovo sottoposto allapprovazione del Parlamento, per colmare
un evidente vuoto legislativo. Quale posizione assumere come credenti sulla
piena vittoria di Cristo sulla morte? Introduzione Il tema del cosiddetto fine vita coinvolge una molteplicit di
aspetti di carattere bioetico, filosofico, medico, legale, delle relazioni
familiari e personali e mette in gioco anche i valori e le convinzioni pi
profonde di ciascuno, rendendo a volte difficile la discussione e la
vicendevole comprensione. Con questo articolo ci proponiamo di contribuire a che
ciascuno possa formarsi una propria opinione e fare quindi su questo tema la
scelta che ritiene pi giusta per s in una visione cristiana della vita, e
anche di aiutare a comprendere le ragioni che talvolta portano persone
egualmente credenti, serie ed oneste a conclusioni diverse. Una breve cronistoria Il cosiddetto testamento biologico arrivato allattenzione
del grande pubblico italiano circa sette anni fa quando le fasi finali del caso
di Terri Schiavo scossero lopinione pubblica mondiale, la nomenclatura
religiosa (soprattutto cristiana) di mezzo mondo e quella politica e
giudiziaria degli Stati Uniti. Terri era caduta in coma persistente nel 1990 a causa di un
arresto cardiaco che aveva fatto mancare lossigeno al cervello causando danni
gravissimi. Veniva tenuta in vita con lalimen- tazione artificiale, accudita per le funzioni corporali e le
ferite da decubito, ma respirava normalmente. Sulla base delle affermazioni del
marito che Terri non avrebbe voluto vivere in queste condizioni, per due volte,
nel 2002 e 2003, lalimentazione era stata sospesa per decisione del giudice
della Florida e per altrettante era stata ripristinata dal giudice federale o
dal governatore. Finalmente nel marzo 2005 lalimentazione veniva definitivamente
sospesa, nonostante una procedura demergenza emanata del Presidente G.W. Bush
ed in mezzo a manifestazioni di protesta, veglie di preghiera, appelli da ogni
parte. E Terri, dopo quindici anni di stato vegetativo, chiuse definitivamente
la sua vita terrena. Intanto in Italia stava montando il caso Englaro. Lincidente in cui Eluana,
ventunenne, aveva subito il trauma che la teneva in coma persistente era
avvenuto nel gennaio del 1992. Anche lei respirava autonomamente, ma era
totalmente immobile e doveva essere nutrita artificialmente e pulita. Dopo
sette anni in queste condizioni il padre comincia a chiedere per via
giudiziaria la sospensione dellalimentazione a fronte di varie testimonianze
che Eluana aveva dichiarato, visitando un suo giovane amico in coma
persistente, che non avrebbe voluto essere mantenuta in uno stato simile. Iniziata nel 1999 la battaglia legale arriva nel 2006 in
Cassazione facendo appello allart. 32 della Costituzione. Dopo una prima
sentenza negativa per motivi formali, nellottobre 2007 la Corte risponde ad un
ricorso rimandando il giudizio alla Corte dAppello, stabilendo condizioni
molto rigide per autorizzare linterruzione dellalimentazione. Nel luglio 2008
la Corte dAppello concede a Beppino Englaro lautorizzazione. Scoppia allora una battaglia politico-mediatica senza
esclusione di colpi, che molti lettori certamente ricordano, in cui si
distinguono la Procura della Repubblica, il Ministero della Sanit, il
Presidente del Consiglio, il Presidente della Lombardia, la gerarchia
cattolica. Il culmine viene raggiunto mentre ad Eluana gi stata staccata
lalimentazione: il Consiglio dei Ministri approva un decreto legge che vieta
la sospensione dellalimentazione, ma il Presidente Napolitano non lo
controfirma per manifesta incostituzionalit. Allora in seduta straordinaria il Consiglio trasforma il
decreto in disegno di legge e lo passa al Senato, ma la sera del 9 febbraio
2009, mentre il Senato sta cercando di approvarlo, Eluana cessa di vivere, dopo
aver superato i diciassette anni di stato vegetativo. Il governo, allora, prepara velocemente un disegno di legge
sul testamento biologico che viene discusso e approvato dal Senato il 23 marzo
2009 (ddl Calabr). quindi in unatmosfera da battaglia ideologica parossistica
che vede la luce il primo disegno di legge sul testamento biologico. Ma il fuoco di paglia del grande scontro si va spegnendo: il
ddl, passato subito alla Camera, va in letargo alla Commissione Affari Sociali
da cui emerge, dopo esame e modificazioni, soltanto a marzo 2011, dopo le
sollecitazioni del mondo cattolico preoccupato che le decisioni di una magistratura
creativa possano
introdurre una deriva eutanasica nel nostro Paese. Il nuovo testo viene discusso, modificato ed approvato dalla
Camera a met luglio 2011 e torna al Senato che a settembre ne avvia la
discussione. Ma i problemi del Paese sono diversi, molto pi gravi e
importanti, inoltre molti ritengono che sia meglio non aver alcuna legge
piuttosto che una legge come questa quindi il disegno di legge oggi di
nuovo in frigorifero. Cosa il Testamento Biologico? La Costituzione Italiana, allart. 32, afferma: Nessuno
pu essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per
disposizione di legge. La legge non pu in nessun caso violare i limiti imposti
dal rispetto della persona umana. Oggi ormai pratica consolidata che al paziente capace di
intendere e di volere, venga richiesto di dare o rifiutare il suo consenso
informato alle cure
e ai trattamenti a cui verr sottoposto. Il concetto di testamento biologico in s molto semplice: Estendere la possibilit del paziente di dare o di negare
il suo consenso informato anche al tempo in cui non sia pi in grado di
esprimere la sua volont. Quindi il Testamento Biologico, o Dichiarazione Anticipata
di Trattamento (DAT), il documento con cui una persona capace di intendere e
di volere esprime la propria volont circa le terapie ed i trattamenti sanitari
cui desidera o rifiuta di essere sottoposta nelleventualit in cui dovesse
perdere la capacit di esprimersi a causa di un trauma oppure nella fase
avanzata di una malattia degenerativa. Esso, oltre che volontario, , di per s, neutro, cio non impone alcuna scelta. Le direttive che linteressato pu esprimere possono
teoricamente spaziare da zero interventi (esclusione totale di qualunque
sostegno vitale a partire dal momento della diagnosi dello stato vegetativo)
fino al massimo possibile (mettere in atto tutti gli strumenti disponibili per
essere mantenuto in vita e sollecitato terapeuticamente nellattesa di un
potenziale risveglio). Ma se il Testamento Biologico cos semplice e neutro
perch, allora, cos forte la battaglia ideologica e politica su di esso? Le ragioni della contesa In realt la battaglia sui contenuti della DAT. In particolare sulla questione se i cosiddetti trattamenti
di sostegno vitale, nutrizione e respirazione artificiali (quelli necessari a
mantenere in vita i pazienti in stato vegetativo), sono da considerare come
terapie mediche, quindi oggetto del consenso/dissenso informato, oppure se sono
atti infermieristici non rifiutabili. La stranezza ideologica di questa battaglia dimostrata
dal fatto che questi stessi trattamenti possono essere rifiutati da un paziente
in grado di esprimere la propria volont (come stato nel caso di Piergiorgio
Welby), e invece, li si vuole imporre a chi cade in stato vegetativo. Infatti anche il codice deontologico dichiara chiaramente: Il medico, anche tenendo conto delle volont del paziente,
laddove espresse, deve astenersi dallostinazione in trattamenti diagnostici e
terapeutici da cui non si possa fondamentalmente attendere un beneficio per la
salute del malato e/o un miglioramento della qualit della vita (art. 16). E, ancora, in ogni caso, in presenza di documentato
rifiuto di persona capace, il medico deve desistere dai conseguenti atti
diagnostici e/o curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico
contro la volont della persona (art. 35). Per altro anche la Conferenza Europea di Bioetica del 2008
dichiar: Lasciare che un soggetto muoia senza intervenire con
procedure mediche sproporzionate ed eccessive non affatto un gesto di
eutanasia, ma un modo degno di accompagnare i malati alla fine, un modo di
rispettare e promuovere la loro dignit. Ma, a giustificazione di coloro che sono contrari alla
sospensione di questi trattamenti, bisogna capire il processo temporale
attraverso il quale si arriva al punto critico. Immaginiamo un chirurgo che nel reparto di emergenza sta
intervenendo su un traumatizzato grave: lotta con ogni mezzo per salvargli la
vita, ma quando, dopo mesi o anni, constata che il risultato dei suoi sforzi
un corpo senza coscienza, si chiede se ha fatto bene a lottare. Se avesse
saputo in anticipo che questo sarebbe stato il risultato, non avrebbe lottato
cos strenuamente, avrebbe ritenuto giusto desistere e lasciare che la morte si
prendesse il suo paziente. Ma ora, di fronte a questo corpo senza coscienza
tenuto in vita da uno o due anni non se la sente di desistere dalla terapia di
sostegno, di prendere liniziativa e interromperne lalimentazione. Un testamento biologico del paziente aiuterebbe ad
alleggerire il fardello morale delle decisioni che il medico deve prendere. Ma ci sono anche coloro che si oppongono per principio, in
base a valori che dichiarano non negoziabili, alla sospensione delle terapie di sostegno a
persone in stato vegetativo persistente ormai senza speranza. Da dove nasce quindi questo contrasto in cui si invertono addirittura le
parti, per cui chi crede ufficialmente nellimmortalit dellanima appare
pervicacemente abbarbicato alla vita biologica, mentre chi crede che la morte
sia la fine di tutto sembra pronto a lasciare tranquillamente una vita
giudicata non pi degna di essere vissuta? Visioni contrapposte Le differenze emergono dalle diverse visioni della vita e
delluomo che ispirano i comportamenti delle persone: esse coprono un ampio
spettro, ma le posizioni estreme possono essere descritte come: Visione laica o egolatrica che si rifa a John Stuart Mill che
proclamava (1858): Nella condotta di chiunque, lunico aspetto soggetto
alla competenza della societ quel tanto che riguarda gli altri. Per ci che
riguarda lui e lui solo, la sua indipendenza , di diritto, assoluta. Su s
stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente, lindividuo sovrano. Essa pone laccento sullautodeterminazione
dellindividuo e
sulla qualit della vita, vita che pu esser rifiutata se ritenuta non degna di esser vissuta. Visione sacrale o biolatrica in cui la vita assume un valore
assoluto intrinseco, non deve essere violata da altri, ma non neppure
disponibile al suo possessore e perci ҏ illecito pretendere di disporre
direttamente della vita provocando o affrettando la morte perch uno dei
principi fondamentali della morale naturale e cristiana ricorda che luomo non
signore e proprietario, ma solo usufruttuario del suo corpo e della sua
esistenza (Pio XII
1957). In una visione sacrale della vita nemmeno il rifiuto
cosciente di certi trattamenti sarebbe ammissibile. Sullinviolabilit e
sullindisponibilit della vita insiste in modo ossessivo il disegno di legge
sul Testamento Biologico. Naturalmente molti assumono posizioni meno nette ed assolute
e tra questi vanno segnalati anche diversi movimenti cattolici che contestano
vivacemente le posizioni rigide che la gerarchia ha assunto in generale su
questo tema ed in particolare sul caso Englaro. Per una corretta discussione e comprensione del problema
occorre avere sempre presente che il Testamento Biologico riguarda decisioni
che concernono il singolo e quindi occorre distinguere fra libert di scelta
mia, che riguarda soltanto la mia vita, e le regole che si vogliono invece
applicare alla vita altrui. Uno stato laico dovrebbe legiferare in modo da permettere
lespressione e lapplicazione libera delle convinzioni dei singoli fino a dove
queste non vanno a ledere la libert e lespressione delle convinzioni di altri
cittadini. Come cristiani non detto che ci sentiamo di utilizzare
tutte le libert previste dalla legge (ci gi avviene anche in altri campi),
ma questo non ci autorizza ad imporre ad altri regole che riteniamo giuste
per noi o a
chiedere libert che ledano quelle altrui. Peraltro, indipendentemente dal testamento biologico, un
legislatore con una visione egolatrica della vita potrebbe stabilire delle regole che
prevaricano la volont del paziente in stato vegetativo, o dei suoi familiari,
vietando, ad esempio, il sostegno economico al mantenimento di persone in
condizioni di vita che, a suo parere, la rendono non degna di essere vissuta.
questa la deriva eutanasica tanto temuta dal mondo cattolico, e non solo. Ma essa, in effetti, non riguarda il Testamento Biologico
che, invece, concerne scelte che il paziente fa soltanto per s stesso e per
condizioni molto specifiche (stato vegetativo persistente). quindi fuorviante
parlare di deriva eutanasica in questo contesto. Una prospettiva cristiana Il cristiano ha la prospettiva della vita eterna, sa che la
sua vita non termina con la fine della vita biologica e quindi non teme la
morte, perch essa stata vinta da Cristo. Come lapostolo Paolo nellepistola ai Filippesi egli pu
dire: Poich per me il vivere Cristo e il morire guadagno
Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e desser con Cristo,
perch cosa di gran lunga migliore; ma il mio rimanere nella carne pi
necessario per voi Daltro canto, come dice il Salmo 139, la nostra nascita
e lintera nostra vita sono nelle mani del Signore ed inoltre Cosa di gran momento
agli occhi dellEterno la morte dei suoi diletti (Sal 116.15). Perci il credente vive nella serena fiducia nellamore del
suo Signore e nei momenti critici accoglie la sua volont senza ribellarsi e senza cercare di
forzarne la mano. Non sappiamo cosa succeda a livello spirituale ad una
persona in stato vegetativo, ma sappiamo, anche dalle testimonianze di chi ha
sperimentato situazioni di pre-morte, che la fine della vita biologica non
banale come lo
spegnersi di una candela. Il mistero che avvolge le fasi di questo passaggio
esige il nostro ammutolito rispetto e muove in noi il timor dellEterno. Con questo atteggiamento e visione della propria vita, a
testimonianza della propria fede nella vita oltre la vita biologica, il credente pu quindi chiedere
che la medicina non resista spasmodicamente a quella che lui vede come la
volont di Dio e pu in questottica rifiutare sia certi trattamenti che
ritiene sproporzionati sia il mantenimento artificiale in stato vegetativo. Viceversa, se si venisse a trovare in condizioni gravi, in
uno stato avanzato di una malattia degenerativa senza speranza, pur accettando
tutte le cure palliative disponibili, non chiederebbe di accelerare il proprio
trapasso, forzando il decorso naturale della malattia e la volont divina che
lui riconosce in questi eventi. Anzi, sulla base della stessa visione della
vita, se si dovesse trovare in stato vegetativo, potrebbe anche chiedere di
esservi mantenuto, senza staccare la spina, fino a quando altri eventi non
concludano la sua parabola terrena. Ecco quindi, come, partendo da una stessa visione della
vita, si pu anche arrivare a scelte in parte diverse: chiedere di non
resistere e di sospendere la nutrizione artificiale per poter tornare
tranquillamente al Padre Celeste, oppure chiedere di non forzare la mano con la
sospensione della nutrizione e attendere che altri eventi determinino la fine
del nostro soggiorno terreno. Ambedue queste scelte meritano comprensione e rispetto. Ma per far s che siano applicabili
occorre che la legge sul Testamento Biologico permetta la sospensione della
nutrizione e idratazione artificiali. Cosa che lattuale ddl non fa. Attualit del testamento Una delle obiezioni pi frequenti al testamento biologico
che le volont espresse quando si in salute non corrispondono affatto a
quelle che esprimeremmo in caso di malattia grave. Quando siamo sani ci facile dire io in quelle
condizioni non vorrei vivere, ma quando cadiamo nella malattia facciamo presto ad
adattarci alla nuova condizione e scopriamo che anche cos il vivere ha un
senso. Dobbiamo tener presente, per, che questo cambiamento pu
avvenire in noi finch siamo coscienti e cio quando il testamento non ancora
in vigore. Inoltre abbiamo sempre la possibilit di modificarlo e quindi di
mantenerlo attuale finch ne siamo in grado. CՏ poi la figura del fiduciario
che possiamo nominare affinch interagisca col medico e, conoscendo le nostre
idee e i nostri desideri, rappresenti a lui quali sarebbero le nostre decisioni
se potessimo esprimere ancora la nostra volont. Cogenza del testamento Alcuni vorrebbero che le volont del paziente fossero
vincolanti per il medico. Bisogna per distinguere tra: Volont prescrittive, dove il paziente chiede certi
trattamenti. Ci si
trova di fronte alla sostanziale impossibilit di elencare con competenza ed
attualit tutti i trattamenti che si desiderano o a cui si acconsente di essere
sottoposti in vista di malattie ancora ignote! bene non fare richieste di
questo tipo, ma lasciare alla competenza e alla deontologia del medico la
scelta dei trattamenti necessari nel caso specifico. Rifiuto di certi trattamenti. pi facile elencare i trattamenti
che non si desiderano, perch gi si conoscono. Questi potrebbero avere un
valore vincolante maggiore per il medico ed essere una chiara indicazione
dellorientamento del paziente, che permette al medico di prendere con una
certa tranquillit decisioni che potrebbero essere altrimenti contestabili. In sostanza non sembra opportuno che le dichiarazioni del
paziente siano rigidamente vincolanti per il medico. Un controllo flessibile
sulladerenza del medico alle richieste del paziente pu essere pi
correttamente fatta dal fiduciario. Conclusioni Il testamento biologico uno strumento neutro che si
propone di estendere il diritto del paziente a dare il suo consenso informato
anche nel periodo in cui non fosse pi in grado di esprimersi. Ma non impone
scelte di alcun genere. La persona libera di indicare le eventuali terapie a
cui accetta di sottoporsi e quelle che invece vuole rifiutare ritenendole straordinarie rispetto alle proprie convinzioni,
alle proprie idee di vita, alla propria fede. Nutrizione e idratazione artificiali, che si vogliono rendere
obbligatorie, sono chiaramente dei trattamenti medici sottoposti al consenso
informato e quindi anche oggetto del testamento biologico. Ma il modo in cui si giunge al momento in cui si deve
decidere di sospendere o meno la nutrizione ne rende moralmente problematica
lattuazione. Il cristiano crede in una vita eterna al di l di quella
biologica, riconosce la mano di Dio in tutte le fasi della vita e nel mistero
del trapasso che accoglie con serenit. Egli dimostra la sua fede non facendo ricorso a tutti i
possibili mezzi per resistere alla malattia e rinunciando ad essere mantenuto
in stato vegetativo. Daltro canto, sulla base della stessa fede, il credente che
arriva a trovarsi in stato vegetativo pu anche chiedere che non si forzi la
situazione sospendendo la nutrizione, ma che si lasci che le cose evolvano
secondo la volont superiore di Dio. Tutto quanto abbiamo scritto realizzabile oggi sulla base
delle sentenze della magistratura creativa e della mancanza di una legge in
merito. possibile firmare il proprio testamento biologico presso diversi
comuni ed associazioni. Ma, se fosse approvato il disegno di legge in
discussione al Senato, il Testamento Biologico verrebbe svuotato di ogni
contenuto. Marcello Favareto Paolo Apicella Luca Sgro Maurizio Turello (Larticolo il sunto, preparato dagli stessi autori, di
una conferenza tenuta nella sala dellassemblea di Torino via Virle domenica 2
ottobre 2011) |