La diffusione della Parola di Dio, incoraggiata dalla Riforma, trov˜ uno strumento decisivo nellĠinvenzione della stampa. La Controriforma vi si oppose con ripetuti roghi soprattutto in Italia dove, diversamente dagli altri Paesi europei, le copie di edizioni della Bibbia salvate dal fuoco sono davvero pochissime. Quanto accadde fra Cinquecento e Ottocento testimonia che la Parola non pu˜ essere incatenata.

 

 

LĠinvenzione della stampa: minaccia per il potere ecclesiastico

 

LĠinvenzione della stampa segna una svolta epocale per la cultura illuminata, inimmaginabile allĠinizio, ma delineantesi via via, per le nuove aperture mentali, di libertˆ ed indipendenza personali, finora sconosciute per gli uomini del xv secolo.

Subito il potere, inteso dei prepotenti e dei soggetti controllati da Satana, cercano di arginare i motivi di liberazione connessi allĠinvenzione della stampa.

Le tipografie creano imprese ed autonomia, cose indigeste.

 

La Bibbia il primo libro stampato, seppur in latino, diviene un tomo inevitabilmente da imbrigliare ed arginare, dopo le prime dirompenti apparizioni.

Il libro non  pi solo ad appannaggio dei pochi eruditi, dei ricchi altolocati, diviene con lĠistituzione delle biblioteche pubbliche come in Germania, patrimonio degli umili e degli ultimi.

 

La Bibbia stampata e disponibile, si prende una smisurata rivincita sullĠimmagine, sugli scarni libri figurati medievali che necessitano dĠuna esternazione sommaria ed univoca da parte dei chierici.

Usufruire liberamente del testo biblico vuol dire conoscenza, rivelazione dello Spirito Santo, vittoria della Veritˆ sulle menzogne e sulle falsitˆ, elaborazioni spirituali e meditazioni sulla Parola scritta e non su delle statiche figure.

Sopratutto mina un potere ecclesiastico, che arroga a sŽ il diritto di dispensare a suo piacimento grazie ed autoritˆ divine.

 

In pericolo sono anche i simboli su cui si regge il potere, li elenco brevemente:

 

1. Una successione apostolica propagandata come ininterrotta, ma in realtˆ perpetuata grazie a lotte intestine e a feroci eliminazioni di dissidenti, grazie a drammatiche storie di corpi e di sangue di poveri malcapitati.

 

2 Corone regali tempestate di pietre preziose, simbolo del vero potere dei regni, quelli offerti da Satana a Ges durante le ore della tentazione, dispensate dagli intrighi della politica a fide ed ossequenti famiglie di vassalli. Le incoronazioni, nella storia erano i momenti pi importanti fra le nazioni. Lo sarˆ ancora quando il falso profeta incoronerˆ lĠanticristo, negli ultimi tempi, segno della messa da parte della Parola e della vittoria della cultura dellĠimmagine. Non per nulla, ogni ritrovamento odierno dĠimmagini, specie nelle catacombe viene fortemente ampliato, lĠostensione di reliquie o mostra di corpi imbalsamati o manipolati spudoratamente, sono avvenimenti seguiti dal popolo delle passioni ingannatrici (Ef 4:22). LĠincoronazione romana di Napoleone Bonaparte esplicita bene la cerimonia futura, solo un particolare  fuori posto: lĠimpaziente Napoleone prese la corona e sĠincoron˜ da solo, lˆ sarˆ il falso profeta il protagonista.

 

3. Le immense fortune accantonate giˆ da allora in banche compiacenti, possedimenti terrieri ed edilizi, innumerevoli opere dĠarte costituiscono un patrimonio esorbitante da esibire presso i poveri per schiacciarli.

 

4. I gesti manuali compiuti con la pretesa di impartire benedizioni inverosimili, essendo comprovato dalla realtˆ dei fatti, lĠimpossibilitˆ di benedire da parte umana.

 

5. I paramenti per il culto detti sacri, per spacciare una entratura privilegiata con il cielo ed un rapporto particolare con Dio. Inesistenti!

 

Ma... torno alla Bibbia.

 

 

Nulla riesce a fermare la diffusione delle Scritture

 

La Bibbia stampata in lingue volgari nel XVI secolo diviene un vero e mortale pericolo per lĠorganizzazione demoniaca; il cardinale spagnolo Pacheco considera queste edizioni della Parola di Dio ÒMadri di eresiaÓ, al massimo consiglia di stampare e tradurre i Salmi e gli Atti degli Apostoli. Le epistole paoline o giovannee: quelle no!

Che dire poi di quelle scritte da Pietro? Un tesoro come Òle perle date ai porciÓ!

Cos“ nascono le note accompagnatrici del testo ed i commenti, lĠimprimatur, il divieto di stampa in Italiano lungo pi di due secoli.

Evidentemente ci˜ non basta a fermare la diffusione delle Sacre Scritture, che trovano vari caposaldi nelle terre europee, toccate dalla Riforma.

 

Ecco apparire lĠInquisizione spagnola, i Gesuiti, lĠelenco dei libri proibiti capeggiati da innumerevoli edizioni di Bibbie messe al bando, i processi, i roghi, le violenze ben assortite dagli specialisti del terrore.

 

Cittˆ come Londra, Lione, Ginevra, Basilea, Zurigo Wittenberg, Anversa, Soncino, Venezia sono fonti di migliaia di copie di Bibbie nelle lingue volgari; revisioni dei testi greci ed ebraici, promosse per tutto il Cinquecento, divengono oggetto di studi e di ricerche, per avere il testo, specialmente quello del Nuovo Testamento, il pi preciso e conforme.

 

Si consultano antiche pergamene manoscritte, sovente nascoste o dimenticate in polverosi scaffali di conventi e poi ritrovate, che diventano oggetto di varianti a margine dei testi, per arricchire gli studi e le meditazioni.

Il vento della contestazione riformata scuote lĠEuropa, nuove libertˆ nascono dalla libera esamina e dallo studio del testo biblico, nascosto per troppi secoli da unĠorganizzazione che ha per scopo di cancellare la fede, insegnata una volta ai santi (Giuda vers. 3).

 

La lotta alla Bibbia si affina anche con metodi truffaldini come copiare il frontespizio della richiestissima Bibbia versione Antonio Brucioli, aderente alla Riforma, e stampare quella di Santi Marmocchino pi conforme ai dettati ecclesiastici.

Espedienti inutili.

Occorre qualcosa di pi distruttivo, cos“ si torna ai roghi giˆ ampiamente collaudati nel tempo. Cumuli di Bibbie sono bruciate, una prassi durata in Italia fino alla fine degli anni 1960. In certi paesi del Sud, ma anche del Centro e del Nord, la caccia alla Bibbia da bruciare, era una prassi normale.

 

 

Poche ÒBibbieÓ... superstiti

 

Dimensionare il fenomeno dei roghi biblici oggi  difficile da appurare, incontestabile per˜  il quantitativo esiguo, meramente striminzito del numero di testi biblici presenti nelle biblioteche pubbliche italiane, a testimonianza degli enormi quantitativi di copie che sono andati distrutti e delle poche copie... superstiti.

 

Un poĠ di dati:

 

1. La traduzione di Niccol˜ De Malermi, a partire dallĠedizione del 1507 stampata a Venezia fino a quella ancora veneziana del 1567, (11 edizioni) vede 37 esemplari sparsi per lĠItalia.

 

2. La traduzione della Bibbia di Antonio Brucioli, dalla Giuntina veneziana del 1532 a quella del 1562 stampata a Ginevra (12 edizioni) vede presenti in Italia 46 esemplari, oltre a 10 tomi di Nuovi Testamenti stampati dal 1538 al 1552 ad Anversa, Venezia e Lione. Altri 29 esemplari cinquecentini in volgare, comprendenti traduzioni come quella del domenicano Fra Zaccheria da Firenze, quella di Massimo Teofilo processato per eresia e qualche libera revisione del testo Brucioli, si assommano ai precedenti.

 

3. La Traduzione di Santi Marmocchino dallĠedizione del 1538 e del 1546 annovera solo 17 esemplari nelle biblioteche italiane.

 

Questo computo confrontato con la disponibilitˆ di copie della Bibbia negli altri Stati europei, testimonia la lotta scientifica alla Bibbia, perpetrata dallĠorganizzazione demoniaca.

 

VĠ da rilevare come molti esemplari si son salvati dal fuoco, in certi fondi dei frati domenicani, in comunicazione occulta ma fruttuosa con Martin Lutero ed i suoi scritti, fondi sequestrati dallĠamministrazione civica napoleonica e dispersi nei primi dellĠOttocento, tra biblioteche pubbliche e private.

 

Il Cinquecento oltre a vedere la fine del protestantesimo italiano nel sangue, ma direi pi comprensibilmente di uomini e donne assassinati, vede lĠesilio di molte famiglie come quelle lucchesi, che riescono ad emigrare a Ginevra ed a rifarsi una vita decente, altri in Germania o in Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia.

SullĠItalico suolo, come detto, vige il divieto di stampa della Bibbia in volgare o in lingua thoscana, propriamente detta.

 

 

Stessa guerra contro la Bibbia Diodati!

 

Una realtˆ mostruosa che provocherˆ un mai ridotto ritardo culturale agli Italiani, perpetrato ancora con lĠedizione meravigliosa proposta da Giovanni Diodati, lĠesule lucchese, nel 1607.

La cosidetta Diodatina, opera monumentale per il lessico adoperato, per lĠintensitˆ ed i termini sopraffini utilizzati, per la fedeltˆ al testo cui solamente un uomo di levatura superiore e con doni comunicati dallo Spirito Santo, ha potuto compiere pur in una giovane etˆ, a conferma di una schietta consacrazione.

 

La seconda edizione del 1641 viene edita con la revisione dellĠautore ancora vivente e con i Salmi tradotti in poesia, che ci comunicano la vena poetica di questo particolare studioso, professore di lingue antiche a ventĠanni e successore di Calvino con Theodore de Beze allĠuniversitˆ, come rettore magnifico a venticinque.

 

Qual  il patrimonio pubblico italiano di queste edizioni?

Per la traduzione Giovanni Diodati del 1607 stampata a Ginevra, sono presenti 12 esemplari, per quella del 1641 stampata a Ginevra editore P.Chovet, si contano 23 copie.

 

Da aggiungere che sono presenti 5 esemplari del Nuovo Testamento, edito lĠanno successivo nel 1608, da T. Guttbier a Ginevra, edizione minuscola e maneggevole adatta ad essere nascosta.

Ancora si annoverano 6 esemplari stampati in Olanda ad Haerlem da J. Albertz nel 1665.

Questo  tutto il patrimonio Italiano cartaceo: unĠinezia.

I danni provocati, dal divieto di stampa del Libro, alla cultura e creativitˆ intellettuale italiana, sono enormi.

LĠarretratezza nei confronti degli altri popoli europei  evidente ancora oggi,  stato un funesto attentato ritardatario nel modo di pensare, esaminare, giudicare.

 

Dalla Controriforma ci deriva il modo di sentenziare su tutto, senza esamina rigorosa dei fatti, cos“ come derivano i ritardi nellĠamministrare la giustizia, la confusione tra veritˆ e menzogna, la giustificazione delle bugie.

 

 

Due annotazioni su Brucioli e su Diodati

 

Prima di passare al Settecento due annotazioni la prima sul Brucioli, la seconda sul Diodati.

 

Il Brucioli, trovandosi a Lione intorno al 1523/1525 aderisce alla Riforma, forse in maniera ancora titubante per le conseguenze pericolose connesse ad una simile scelta; questo non gli impedisce di pubblicare nel 1532 la Bibbia presso Lucantonio Giunti a Venezia.

La dedica  per il re di Francia Francesco I.

Interessanti sono le xilografie dellĠApocalisse, attribuite a Matteo da Treviso, copiate da quelle di Hans Holbein inserite nella Bibbia tedesca di Lutero, stampata a Basilea nel 1523 presso Thomas Wolf.

LĠartista riporta i disegni pi marcatamente antivaticani, quali la corona a forma di tiara papale con cui  incoronata la bestia sul trono, la giusta identificazione di Babilonia con Roma, riconoscibile da Castel SantĠAngelo che cade in rovina.

Per inciso, le xilografie di Matteo da Treviso, improvvisamente scompaiono e non saranno pi utilizzate in nessuna altra Bibbia.

Influenza della sorte?

 

Il Brucioli, dopo alcune esperienze tipografiche redatte sotto le protezioni ed i finanziamenti cospicui di alcuni nobili, assieme ai suoi fratelli stampa un Nuovo Testamento secondo una traduzione ancora pi letterale e precisa, nella tipografia familiare instaurata e funzionante a Venezia.

Nonostante il successo di questa edizione, di altre tirature di opere classiche e delle Bibbie del 1541/1544, lĠimpresa tipografica non decolla, infine va male, processi e prigionia pongono fine allĠesperienza grafica, intendente a dare una Bibbia in lingua volgare ai credenti Italiani a prezzi accessibili.

 

Antonio Brucioli muore o in prigione o pi probabilmente al rogo, raggiunto dalla vendetta papale. Sulla sua fine cĠ confusione.

Per inciso, del Nuovo Testamento del 1544 ne esiste solo ed unicamente una copia in Italia, lĠaltra  uno dei volumi in dotazione alla Mostra della Bibbia.

 

Seconda annotazione, relativa questa volta a Diodati.

Nel tradurre Isaia 40:22 Diodati nel 1607 dice: ÒEgli  quel che siede sopra il giro della terraÓ. La parola, tradotta con ÒgiroÓ, nellĠoriginale significa in realtˆ Òglobo, sferaÓ, ma la terra per la conoscenza dĠallora, era piatta.

Una opportuna correzione viene apportata nellĠedizione del 1641, dopo Galileo ed il suo processo farsa, condotto da chi peculiarmente  contro la scienza e la cultura.

Dio, giˆ dal tempo di Isaia aveva rivelato la terra essere un globo.

 

Nel Settecento, le Bibbie in lingua italiana si stampano solo in Germania e Svizzera.

Lipsia, Norimberga, Colonia, Coira, Zurigo, vedono rare edizioni della Diodatina, quella del 1711 stampata a Norimberga da Mattia DĠErberg,  il seguito di Nuovi Testamenti stampati nel 1702, 1709, 1710 di cui esistono in Italia otto esemplari.

Le Bibbie settecentine giacenti in Italia sono pi numerose: in tutto 29.

 

 

Una tipica edizione della Controriforma

 

Le uniche Bibbie stampate in Italia sono le cosidette Vulgate latine, versione Clementina; i frontespizi divengono ligi alla Controriforma e prospettano scene figurative multiple tratte dai racconti, specie quelli relativi alla creazione, alla nativitˆ, alla crocifissione.

La pi rappresentativa comunque,  quella incisa da suor Isabella Piccini (vedi foto a destra) nella Bibbia edita a Venezia da Nicola Pezzana nel 1669, ripresa in varie forme, con leggere modifiche fino alla fine del Settecento.

In essa a sinistra si vede una donna dai lineamenti madonnei, imploranti, con il triregno in testa, leggi: chiesa cattolica che rivendica il primato mondiale.

Con la mano destra sorregge la croce ed il calice eucaristico, il messale, le chiavi del paradiso, mentre dal suo cuore parte un fascio di luce che illumina il mondo, con scritto Europa, Africa.

Ai suoi piedi son raffigurati i quattro evangelisti nelle vesti degli animali leone, aquila, toro, angelo, che sorregge il titolo centrale ÒBiblia SacraÓ.

A destra unĠaltra donna simboleggiante il sacerdozio ebraico, con in mano destra il bastone dĠolivo, nella sinistra le tavole della legge ed il turibolo dei profumi. Sul petto le dodici pietre ovvero le trib dĠIsraele, il vestito ha i melograni e campanelli.

 In secondo piano spunta lĠarca con le stanghe, come oggetto insignificante.

In alto una piccola colomba raffigura lo Spirito Santo, che vola in un fascio di luce rivolto sul capo della prima donna.

Unico assente giustificato, tanto non conta nulla  la figura di Ges.

Non cĠ!

 

Questa xilografia  emblematica anche per noi: quando si parla troppo di Chiesa, Ges scompare!

Una domanda: cosa dire di questi Òfondamentalisti, letteralisti, di destraÓ, che si ostinano a diffondere la Bibbia, a predicare ancora lĠEvan-

gelo, che non sono dĠaccordo con lĠodierna Societˆ Biblica Britannica e Forestiera (S.B.B.F.) e che non vogliono farsi irretire nellĠecumenismo e da quel tipo di organizzazione?

AllĠofferta ecumenica rispondiamo con un secco e deciso: ÒNo Grazie!Ó.

 

 

Riprende a buon ritmo la stampa di Bibbie o solo di Nuovi Testamenti

 

LĠeroica e vera S.B.B.F ottocentesca, a cui va il perenne ringraziamento degli evangelici italiani per quello che ha fatto in armonia con il divino disegno, riprende a stampare in lingua italica.

Il divieto di stampa in Italiano si  sgonfiato, la nazione  divisa e analfabeta: che bello!

Per leggere la Bibbia occorre sempre e comunque la dispensa vescovile.

Quasi mezzo secolo  trascorso dallĠultima edizione biblica in lingua italiana, si stampa al buio ma con la luce nel cuore, i soldi non contano.

Sulla traccia di unĠedizione francese del 1803 stampata a Parigi dai fratelli Levrault (tre copie esistenti in Italia) Heney e Heddon tipografi londinesi stampano un Nuovo Testamento versione Diodati nel 1808, due copie giacciono ora in patria.

UnĠaltra edizione, sempre con la regia S.B.B.F. vede la luce nel 1813 stampata da Shacklewell, T. Rutt a Londra (tre copie in Italia).

 

Nel 1819 a Londra appare la Bibbia completa revisionata da Giambattista Rolandi,  R. Priestley lo stampatore (quattro copie in Italia) seguono unĠedizione stampata da Samuel Bagster Londra, nel 1821/1823 finalmente senza gli apocrifi (due copie), una edizione nel 1825, (quattro copie), ancora unĠaltra nel 1827 (cinque copie) sono il nostro patrimonio.

 

A Basilea la Societˆ Biblica Svizzera ordina la stampa presso E. Thurneisen a Basilea:  la nota edizione del 1822: quattro sono le copie in Italia.

In questo periodo sono promosse edizioni maneggevoli, come quella del 1828 della versione A.Martini, nellĠintento di favorire la lettura del testo biblico ai cattolici, gli stampatori londinesi sono S.Bagster e Thoms.

La richiesta di Bibbie pervade il suolo Italiano, vĠ fame del messaggio,  lĠora del contrabbando.

Edizioni in 16Ħ furoreggiano, anche i Nuovi Testamenti come lĠ edizione del 1836 stampato da W.M.Dowall a Londra (cinque copie rimaste) e quella promossa dalla Society for Promoting Christian Knowledge del 1840, altra gloriosa societˆ (una copia esistente), accompagnata da unĠaltra copia del Nuovo Testamento della medesima data.

 

Negli anni Ġ30 gli stampatori inglesi si allargano, escono edizioni bibliche per R.Watts 1830 (quattro copie esistenti) 1833 S. Bagster (due copie) 1835 (sei copie), 1836 (sei copie).

I fermenti rivoluzionari in Italia, dai moti Napoletani in avanti, vanno di pari passo con le edizioni bibliche, sempre pi intense e con quantitˆ maggiori.

 

Gli anni Ġ40 vedono molte tirature da Watts nel 1841 e nel 1844 (complessivamente tre copie), a quella di Spottiswoode e Shaw nel 1848 (cinque copie), ora in biblioteche italiane.

 

Nel 1846 vedono vedono la luce i Nuovi Testamenti mini, stampati da Watts con versioni Diodati e Martini, ancora il medesimo stampatore cura unĠedizione nel 1848 (una copia).

 

Nel 1849 a Roma durante la Repubblica, si stampa per la prima volta in Italia la versione Diodati, il celebre Nuovo Testamento di Mazzini (due le copie rintracciate: il resto di tremila copie bruciate) e lĠaltra edizione sempre Diodati stampata a Pisa nel medesimo anno.

 

LĠapprossimarsi degli anni Ġ50 vede intensificarsi la persecuzione: i processi di Firenze ed Alessandria, gli esili di molti evangelisti Italiani in Inghilterra.

Gli editori anglosassoni ne approfittano per revisioni marginali del testo Diodatino, per lĠinserimento di cartine geografiche colorate, per nuove vesti tipografiche, per promuovere con i nomi dei revisori le ultime edizioni.

Nascono cos“ quelle del De Sanctis, del Ferretti, del conte Guicciardini, del Rossetti. Sono gli anni del glorioso ÒEco di SavonarolaÓ, il giornale degli esuli italiani a Londra, dei permessi conferiti da Cavour a Rossetti per la predicazione del Evangelo nel regno dei Savoia, del divieto al Conte Guicciardini di regalare al re Vittorio Emanuele II, in visita in Inghilterra una Bibbia, da parte di Massimo dĠAzeglio.

 

Lungi dal tediare il lettore con altre statistiche, gli anni Ġ50 vedono un fiorire prepotente di edizioni delle Sacre Scritture fino allĠUnitˆ dĠItalia, dove riprende la stampa versione Diodati in Italia.

 

La casa Editrice Claudiana dˆ un fondamentale impulso nella stampa, affiancandosi agli editori Inglesi, sempre attivi sotto la direzione della S.B.B.F.

Da segnalare il Nuovo Testamento stampato a Roma nel 1872 e la Bibbia da Tavola stampata ancora a Roma nel 1875, presenti in alcune nostre adunanze in bella vista aperte, a dimostrazione che il Libro  libero, senza cerniere di rame o legacci, come nel Cinquecento.

Dietro le Tavole si esercita il ministerio, cos“ i Fratelli; senza gradini o pulpiti arnesi protestanti.

Ricordo come delle interessanti edizioni Diodati, sono la traduzione italiana accorpate al testo ebraico edite a Trieste, crocicchio culturale mitteleuropeo.

 

Una splendida edizione del Nuovo Testamento Italiano/Greco,  ancora un regalo inglese, molto apprezzato alla cultura biblica italica e ottocentesca, vista sicuramente lĠesigua tiratura del tomo.

Un investimento a perdere, certamente non remunerativo, immaginato per la gioia spirituale di pochi Italiani.

Grazie Inglesi!

 

 

Note inopportune

 

Termino con un commento sulla revisione del 1885 edita da Clay, iniziata da T.H. Bruce, completata dal pastore valdese Augusto Meille, agente S.B.B.F.e con lĠaiuto di Alberto Revel, docente universitario alla Facoltˆ valdese.

Vengono apportate pi di quattrocento variazioni e cambiate molte note allĠintroduzione dei capitoli.

Apparentemente innocue, una di queste, ripresa pure dalla versione francese L. Segond, sarˆ deleteria per lo sconquasso che porterˆ nellĠambito delle comunitˆ evangeliche.

La sovrascritta di 1Corinti 11:2, che interrompendo arbitrariamente il testo, inserisce affinchŽ sia ben visibile la dicitura: Òcontegno della donna nella chiesaÓ, innesca il ministerio della Parola e la preghiera delle donne nellĠadunanze e nei culti. Chiaramente nel capitolo, la questione  sul velo per le sorelle, se indossarlo nelle riunioni fuori dalle raunanze ufficiali di chiesa, dove le donne possono esercitare la testimonianza evangelistica e la preghiera.

Non vĠ dubbio, sul tipo di condizionamento teologico ed esegetico che la sovrascritta, inserita nel testo biblico, procura a chi legge; questo pensiero proveniente dalla scuola liberale tedesca, darˆ adito a quel che sfocierˆ nel xx secolo, al pastorato femminile, tacciando come idee paoline 1Corinti 14:34. Paolo (1Co 1:17) per il rispetto delle Scritture e delle rivelazioni ricevute, ammonisce sŽ stesso di non rendere vana la croce di Ges con la sapienza umana (1Co 2:4-5.) ricordando che la sua predicazione ovvero la sue lettere, si basano e si confermano esclusivamente sulla potenza divina.

Per non morire da parte di fuoco amico, occorre ribadire con forza 2Timoteo 3:16-17 anche se dispiacerˆ a qualcuno.

Se vi sarˆ lĠoccasione torner˜ sulle Bibbie Diodati dal 1850 a fine secolo, con molte altre notizie.

 

Ferruccio Iebole

(Assemblea di Finale Ligure, SV)