Sabato 24 aprile 2010 si svolto il Convegno delle
sorelle della riviera adriatica. Le partecipanti erano provenienti dalle
assemblee di Fano, Rimini, Cattolica, Senigallia, Ancona e Marotta. Per
loccasione stata invitata la sorella Delia Frasca dellassemblea di
Bussolengo (VR) che ha sviluppato una serie di riflessioni sulla felicit, uno
stato danimo che tutte vorremmo conquistare e conservare. Introduzione: Lea, un personaggio poco conosciuto La giornata del Convegno stata divisa in due parti. Nella
mattinata si svolta la prima parte dello studio e, dopo il pranzo insieme,
abbiamo terminato nel pomeriggio con la seconda parte. La sorella Delia Frasca ha illustrato in maniera molto ampia
tutto ci che riguarda la felicit, mostrandoci soprattutto come si pu
arrivare a questo stato danimo. stato preso in considerazione un personaggio biblico,
probabilmente non molto conosciuto: Lea, la primogenita di Labano. Subito dopo la conversione, si vive una sorta di innamoramento
con Dio, dove tutto sembra nello: la fede grandissima, ci fidiamo ciecamente
di Dio senza porci troppe domande e ci affidiamo totalmente a lui. Gli
ubbidiamo e siamo convinte che sar sempre cos. Cio pensiamo che la
conversione porti solo ed esclusivamente felicit, spazzando via ogni problema
ed ogni tristezza. Ma non affatto cos. Spesso, appena si presenza la prima
difficolt, rimaniamo subito deluse. Per comprendere come mai pu succedere tutto questo, abbiamo
fatto una sorta di viaggio nel tempo insieme a Lea, che ha vissuto una vita non
proprio felice, considerando tre aspetti legati al concetto di felicit e
vedendo, per ciascun aspetto: unombra, causa della mancata felicit, e una luce, rimedio alla mancata felicit. Nei capitoli da 29 a 33 della Genesi raccontata la storia
di Giacobbe che si dirige verso il paese degli Orientali dove incontra Rachele,
figlia dello zio Labano, e se ne innamora. Nonostante si fosse messo daccordo
con suo zio di sposare Rachele dopo aver lavorato per lui sette anni, viene
imbrogliato da Labano che gli consegna sua figlia Lea e che, solo dopo altri
sette anni di lavoro, gli diede anche Rachele. La vita di Lea caratterizzata in un primo momento da ombre
che la resero infelice, ma in un secondo momento qualcosa in lei cambi e solo allora inizi a
vivere nelle luci che la portarono verso la felicit, non certo perch erano cambiate le
circostanze, ma perch lei stessa era cambiata. Le persone infelici non lo sono
per le situazioni in cui si trovano, ma perch decidono di esserlo. Primo aspetto: il legame Nella Bibbia non viene precisato in quale modo Lea abbia
affrontato questo matrimonio: se costretta oppure se complice con il padre
nellimbroglio. Possiamo per immaginare chella abbia avuto, come ogni donna,
delle aspettative da questa unione: essere soddisfatta nei suoi bisogni
affettivi, essere amata ed apprezzata dal marito. Ma Lea non ebbe praticamente
quasi niente di tutto ci, anzi comprese subito di non essere voluta ed
apprezzata e questo sicuramente la rese infelice, cos cerc di trovare
appagamento nella nascita dei figli, esprimendo attraverso i loro nomi tutti i
suoi stati danimo (Ge 29:32-35). Chiam il primo figlio Ruben, che significa il Signore ha
visto la mia afflizione, ora mio marito mi amer. Nonostante la nascita di Ruben
per la vita di Lea non cambi, Giacobbe continu a non amarla. Poi nacque il secondo figlio che Lea chiam Simeone, che significa il Signore ha
visto che ero odiata e mi ha dato anche questo figlio. Nonostante ci, Lea continuava ad
essere disprezzata dal marito. Quando nacque il terzo figlio, Lea lo chiam Levi, credendo che sarebbe diventata
unita a suo marito, ma fu di nuovo delusa. I nomi dei suoi tre figli sottolineano la sua sofferenza nellavere
un marito che non la amava. Tutto questo perch Lea non cercava in Dio la fonte
per essere felice. OMBRA: mancanza di un legame profondo con Dio. Quindi la mancanza di felicit causata dallassenza di un
vero e profondo rapporto con Dio. Con la nascita del quarto figlio qualcosa
per cambi. Lea non guard pi a suo marito come fonte damore, ma guard a
Dio e chiam questo figlio Giuda, cio: celebrer il Signore!. Lea era davvero cambiata, perch anche con i figli
successivi fece ricorso a nomi incentrati sulla gioia, su ci che aveva e non
su ci che le mancava. Solo quando Lea ebbe un rapporto pi profondo con il
Signore, dirigendo i suoi desideri verso di lui, intravvide la vera felicit. LUCE: costruzione di un legame profondo con Dio. importante scegliere quotidianamente di consacrare la
propria vita per la gloria di Dio. La base per una vera e salda felicit si trova solo
costruendo un rapporto profondo e costante con il Signore, ogni giorno. Per
questo necessario: Investire il proprio tempo nella meditazione della
Parola di Dio. Ogni giorno possiamo scegliere come investire il tempo che
Dio ci dona. Possiamo contare le benedizioni o possiamo contare gli eventi
negativi. Noi possiamo scegliere. Per natura siamo portate a scegliere cose
sbagliate, ma se vogliamo essere felici dobbiamo rivolgere la nostra mente ed
il nostro cuore verso Dio, meditando la sua Parola. Quando ci allontaniamo da Dio, la nostra mente alimenta
dubbi anche sul rapporto che abbiamo con il Signore. Non dobbiamo per leggere
superficialmente: la Bibbia deve essere meditata con attenzione; dobbiamo
lasciare che Dio ci parli. Se non lo facciamo, non potremo mai essere felici. Riprogrammare la propria mente verso giusti pensieri (Ro 12:2; La 3:21). Quotidianamente dobbiamo rinnovare la nostra mente per
riuscire a combattere e ad affrontare qualsiasi situazione. Ci che accade
solo passeggero e sappiamo che alla fine avremo in Cristo la vittoria (Fl
4:4-9). Liberarsi da ogni peso e da ogni astio. Ogni giorno dobbiamo pregare per vivere lautocontrollo
davanti alle tentazioni e per essere pronte a vivere il perdono, cos come Dio
ha perdonato noi. In questo modo riusciremo ad amare pi noi stesse e le
persone che ci sono vicine. Secondo aspetto: lesercizio OMBRA: mancanza di rapporti profondi. Quali rapporti aveva Lea? Con Giacobbe: lecito pensare che Lea non sia stata del tutto onesta
con Giacobbe, non rivelandogli la sua vera identit la prima notte di nozze.
Eppure Lea sapeva che Giacobbe amava Rachele. Forse era gelosa della sorella
minore, descritta come pi bella di lei; inoltre aveva dei problemi di vista.
Lea sperava di conquistare Giacobbe con linganno, ma il risultato non fu certo
dei migliori. Lunico aspetto sottolineato nel racconto biblico che Lea,
quando mor, fu sepolta con i patriarchi, mentre Rachele no. probabile che
alla fine Giacobbe abbia riconosciuto le buone qualit di Lea. Con Rachele: anche dopo il matrimonio, il rapporto di Lea con la sorella
fu caratterizzato dalla rivalit e dalla gelosia. Lea desiderava lamore di suo
marito, e non lo ebbe. Rachele desider avere figli, ma non poteva averne.
Cera sofferenza da entrambe le parti, ma rimasero comunque rivali e lontane
fino alla fine, senza appoggiarsi luna sullaltra nei momenti di difficolt. LUCE: costruire rapporti profondi. importante coltivare quotidianamente i rapporti in
famiglia, nella chiesa e con le persone con cui siamo a contatto. Lea si era concentrata troppo su s stessa e sui suoi
problemi, mettendo cos in ombra la sua felicit. La sua situazione cambi in
positivo, non solo quando si focalizz su Dio, ma anche quando decise di
pensare ai doni belli che aveva: i suoi figli. Questo vale anche per noi: ci concentriamo solo su noi
stesse o dedichiamo del tempo speciale anche agli altri? Lapostolo Paolo (Ro 12:9-15) ci esorta ad essere altruiste,
tolleranti, comprensive e ci ricorda che chi fa cordoglio sar felice, perch
sar consolata. La gioia di dividere qualcosa con gli altri non paragonabile
a nessunaltra gioia nella vita. Dio stesso ci invita ad avere del tempo per
amare gli altri. Siamo state create per avere relazioni con gli altri e,
questo, non pu che farci del bene. Investire del tempo con il marito, con i
figli, con unamica fa proprio bene! importante fare del bene fisicamente
(uno sguardo, un abbraccio), emotivamente (una telefonata, un sms),
spiritualmente (un momento di preghiera insieme). Terzo aspetto: lautostima OMBRA: mancanza di autostima. un aspetto da non sottovalutare se pensiamo che una
delle cause principali della depressione. Lea era delusa e rifiutata e questo
lha portata a perdere fiducia in s stessa. Pu succedere ad ognuna di noi,
davanti a una malattia, ad una difficolt: perdiamo la sicurezza e alla fine ne
risentono negativamente anche le nostre relazioni. La mancanza di autostima
cancella la gioia perch ci fa sentire senza valore, fragili, prive di ogni
senso di appartenenza. Ecco tre aspetti per avere un concetto sobrio di s stesse: Appartengo: appartenere si traduce nellessere amate, accettate
e gradite cos come siamo. Solo un amore incondizionato pu curare la fragilit
dellautostima. Ricordiamoci che siamo amate ed accettate per mezzo di Cristo e
di certo non per le nostre opere, ma per lopera perfetta di Ges. Se
comprendiamo e viviamo il perfetto amore di Dio per noi, saremo motivate ad
accettarci, sapendo che egli pu aiutarci a vincere i nostri difetti e le
nostre debolezze. Sono degna. Dio nel suo amore ci offre la possibilit di essere
sue figlie, di conoscerlo e di servirlo, di vedere con i suoi occhi e di agire
di conseguenza. Sono capace. Siamo figlie di Dio e per la potenza dello Spirito
Santo possiamo veramente ogni cosa per lopera sua. Sentirsi capace significa
quindi avere la convinzione di poter fare qualsiasi cosa con lui. Per questo
dobbiamo conoscere la potenza di Dio per sfruttarla al massimo. Lea ha vissuto una vita difficile, non era accettata, ma ha
imparato che la gioia dipendeva soltanto dal suo rapporto con Dio. Impariamo anche noi che Dio ci
benedice in modi diversi, impariamo a lodarlo per ci che ci dona, portando a
lui i nostri desideri. Paolo ha scritto ai Romani: Dico dunque a ciascuno di
voi che non abbia di s un concetto pi alto di quello che deve avere, ma
abbia di s un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnato a
ciascuno (Ro
12:13). Ma perch Lea non aveva un concetto sobrio di s stessa? Il nome: Lea significa mucca selvatica, non d proprio lidea di grazia e
bellezza. Il comportamento e le scelte: se avesse avuto un rapporto
limpido con Rachele non avrebbe accettato di ingannare Giacobbe. Forse lo fece
perch era insicura di s stessa, del suo fisico e del fatto che probabilmente
non si sarebbe pi sposata, se avesse perso quelloccasione. Dopo il matrimonio
si deve essere cariche di autostima grazie allamore dato dal proprio marito.
Per Lea non fu cos. La fiducia: Lea non credeva di essere capace di conquistare suo
marito, ma lo conquist in qualche modo attraverso i figli. Il concetto di s stessa: Lea era concentrata su di s e non
riusciva ad avere relazioni chiare e costruttive con gli altri, in pi –
come chiunque si trovi nella sua situazione – dipendeva dagli altri ed
aveva paura di quello che gli altri pensavano di lei. Le relazioni: Lea non vedeva la sorella come unamica (Ge 30:8). Inoltre
erano entrambe insicure, si sentivano inferiori e per questo erano in
competizione tra loro. Lea aveva di certo dei desideri leciti, ma cercava di
soddisfarli in modi sbagliati tenendo Dio lontano da lei. LUCE: Dio ristabilisce la nostra autostima. Disciplinarsi nel conoscere limmagine di Dio. Dio sovrano, giusto, amore, eterno, conosce ogni
cosa, ovunque, onnipotente, verit, stabile e immutabile, fedele,
santo. Dalla conoscenza della sua immagine dipendono la nostra
immagine e la nostra sicurezza. Cercare di capire cosa ci rende pi sicure. molto importante nella vita quotidiana fare cose, nel
servire Dio, che ci diano soddisfazione. Mettere laccento sulle nostre qualit e allontanare i
punti deboli. Ognuna di noi sa di saper fare bene qualcosa e di non saper
fare bene altre cose. importante concentrarsi sulle capacit che si hanno ed
evitare impegni per i quali sappiamo di non essere ben preparate e capaci. Conclusione Per tutte noi che abbiamo scelto Ges come Salvatore e
Signore della propria vita, la felicit una scelta. Paolo ha scritto: Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perch
abbondiate nella speranza per la virt dello Spirito Santo (Ro 15:13). La relazione con Dio dovrebbe quindi farci abbondare nella
gioia. Possa il Signore ricordarci ogni giorno di vivere attraverso
le luci della felicit, consolidando costantemente il nostro rapporto con lui e
con gli altri e vivendo con la certezza che un giorno il Signore torner a
prenderci per vivere eternamente nella gioia completa! Delia Frasca (Assemblea di Bussolengo, VR) Appunti raccolti da Daniela Cardinali (Assemblea di Pesaro, via
Valentini) |