![]() Nel nostro cammino possono presentarsi tante situazioni
che ci appaiono come veri e propri ostacoli e nelle quali diventa difficile
vivere e testimoniare la fede. Lesempio di Paolo ci incoraggia a guardare alle
risorse che il Signore vuol darci attraverso la sua presenza e attraverso la
sua Parola, trasformando gli ostacoli in strumenti e guidandoci a vivere la
testimonianza della nostra fede in qualsiasi circostanza. Il valore di essere radicati nella Parola Che importa? Comunque sia con ipocrisia o con
sincerit, Cristo stato annunziato: di questo mi rallegro e mi rallegrer
ancora...
(Filippesi 1:18) In questa piccola frase, cՏ il tesoro inestimabile di una
vita vissuta per Cristo e con Cristo, in una totale dipendenza dal Padre. un versetto che ho meditato una notte, mentre stavo
assistendo mio zio in ospedale, nelle sue ultime ore di vita. Per via della malattia non riconosceva pi familiari,
parenti e amici, ma ci nonostante ha avuto la lucidit di commentare queste
parole assieme a me, in quanto lunica cosa chiara e radicata nella sua memoria
era la Parola di Dio. Parola che ben radicata in quei credenti che vivono una
vita in sintonia con Ges, una vita passata a nutrirsi del continuo della
Parola di Dio. Solamente leggendo, studiando e meditando la sua Parola possiamo
possederla ed essere radicati in essa. In Colossesi 2:6-7 leggiamo: Come dunque avete ricevuto Cristo Ges il Signore, cos camminate in lui: radicati,
edificati in lui e rafforzati dalla fede, come vi stata insegnata, abbondate nel
ringraziamento. La nostra vita cristiana deve continuare con lo stesso zelo,
lo stesso desiderio iniziale: sotto la guida continua dello spirito,
nellautorit di Dio. Ma come facciamo a conoscere questa autorit? Come possiamo
farla nostra? Andando alla sua Parola. Solo con queste radici possiamo essere
edificati e rafforzati nella fede in Cristo, abbondando sempre nella
riconoscenza e nel ringraziamento in ogni circostanza della nostra vita. Testimoni del Vangelo, sempre e comunque! CHE IMPORTA? Queste parole furono pronunciate dallapostolo Paolo mentre
si trovava in carcere, incatenato per via del Vangelo. Lopposizione nei suoi confronti, sia allinterno che
allesterno della Chiesa era molto forte: ma questo non lo preoccupava
minimamente, lunica cosa che interessava a Paolo era adempiere la chiamata di
Dio, a qualsiasi costo. Nonostante gli ostacoli, i pericoli, lopposizione, queste catene anzich ostacolarlo gli servirono per
diffondere maggiormente il Vangelo di Cristo. Paolo voleva che i credenti di Filippi comprendessero che
per Dio non esiste il caso. Nessuno di noi infatti vive per s stesso, e nessuno
muore per s stesso
(Ro 14:7). Per lapostolo la vera preoccupazione era che ognuno
esaminasse il proprio cuore per essere sicuro che quello che stava facendo
coincidesse con quello che il Signore desiderava da lui. Il credente deve poggiare le proprie convinzioni sul Signore
perch ogni cosa appartiene a lui! Perci dobbiamo essere responsabili verso il
Signore in tutte le aree (sul lavoro, a scuola, in famiglia) e in tutte le
situazioni della vita (nelle gioie e nelle difficolt, sia nella vita che nella
morte) e dobbiamo vivere il nostro cammino non davanti alluomo, ma davanti a
Dio. Purtroppo, molto spesso tendiamo a fare lopposto, dando
pi importanza allapparire che allessere. Nonostante che Paolo si trovasse in carcere, il Vangelo
della grazia veniva proclamato con maggior forza. Noi forse non ci troveremo
mai incatenati a causa del Vangelo, ma potremmo comunque trovarci in
determinate situazioni, come in un letto di ospedale, in punto di morte, o in
altre situazione che la vita ci riserva. Ma dobbiamo avere ben chiara una cosa: nulla succede a caso
nella nostra vita. Di conseguenza: ogni luogo, ogni situazione, ogni momento
sono buoni per proclamare il Vangelo! Le persone che venivano in contatto con Paolo udirono
parlare di Cristo e proprio per la sua testimonianza capirono che era
incatenato a causa del Vangelo: infatti egli predicava la Parola di Dio (v. 13)
e le autorit di quel tempo credevano di poter mettere a tacere la Verit
privando lapostolo della sua libert, ma Cristo aveva cominciato unopera
buona in Paolo e nella sua grazia egli lavrebbe portata in fondo, fino
allultimo istante della sua vita (v. 6). Nella mano di Dio gli ostacoli diventano strumenti Tutti gli ostacoli, le difficolt, le opposizioni che gli
altri possono costruire, non impediscono a Dio di portare a termine ci che ha
iniziato. La sofferenza di quei mesi, ha permesso a mio zio di avere
la possibilit sia direttamente che indirettamente di annunciare la Parola a
persone che si trovavano nella sua stessa condizione, lasciandoci in questo un
prezioso esempio. Nella sofferenza lapostolo Paolo ha avuto la forza di
annunciare comunque Cristo, non ha aspettato di essere libero, non ha aspettato
di trovarsi in una condizione migliore, non ha aspettato che i credenti, dai
quali dovremmo aspettarci il meglio, smettessero di mettergli in qualche modo i
bastoni fra le ruote. No! L, in carcere, Paolo continu imperterrito ad
annunziare Cristo! Paolo non era un superuomo, non aveva delle doti speciali, la
sua forza proveniva dalla divina presenza nella sua vita e dalla Parola di Dio
radicata nel suo cuore. Allo stesso modo pu essere radicata nei nostri cuori e diventare anche
per noi una fonte inesauribile di meraviglie. Ma lincarcerazione dellapostolo ebbe anche un altro
effetto (v. 14): non solo la sua incarcerazione stata uno strumento di
testimonianza per le persone che non credevano, ma fu anche di incoraggiamento
per coloro che erano titubanti e timidi nel parlare di Cristo. La reazione positiva di Paolo di fronte alla sua
incarcerazione indusse gli altri ad essere pi arditi, senza paura
nellannunciare Cristo. Ci rendiamo conto che spesso il modo di pensare di Dio
totalmente diverso dal nostro? Per portare delle anime a Cristo e spronare i fratelli ad
essere pi coraggiosi nellevangelizzare, cera bisogno di incatenare Paolo... S, per Dio cera bisogno di questo! Al tempo di Paolo cera la paura di essere messi in prigione
a causa di Cristo, oggi, almeno qui in Italia questo timore non cՏ, ma cՏ
un problema ancora pi grave fra i credenti: la timidezza, la vergogna di essere suoi testimoni. Se stiamo cercando stimoli per superare la timidezza,
eccoli: prendiamo come esempio Paolo, che non aveva vergogna di annunciare la
Parola di Dio. A volte pensiamo che esistano determinati momenti e
determinate circostante ideali per avvicinare una persona a Cristo, ma per
Dio a volte lopposto. Paolo forse non avrebbe mai potuto immaginare che il suo
essere rinchiuso allinterno di un carcere stava compiendo quello che le
circostanze fuori dalla prigione non avrebbero mai compiuto, eppure fu cos. Lobiettivo pi importante: Cristo glorificato in
noi! Come ho detto in precedenza, dobbiamo essere disposti ad
annullare noi stessi nella vita di tutti giorni, ricercando la volont del
Padre. Cerano due tipi di persone che annunciavano Cristo (vv. 15
a 18): Alcuni predicavano Cristo per invidia e per rivalit; Altri lo predicavano di buon animo, lo facevano per amore. Coloro che predicavano Cristo per invidia lo faceva con
spirito di rivalit. Essi intenzionalmente o involontariamente avevano provocato
qualche afflizione a Paolo mentre si trovava in carcere. Ma il cuore di Paolo si rallegrava, perch Cristo veniva
comunque predicato (anche
se da alcune persone lo facevano con motivazioni sbagliate). in questo contesto (v. 18) che Paolo dice: Che
importa?. Nonostante la sofferenza e le umiliazioni, Paolo si
rallegrava perch era certo che, sia con la vita che con la morte, Cristo
sarebbe stato glorificato in lui. Lode a Dio! Queste parole lapostolo le pronunciava quando era
incatenato, ma potremmo usarle in qualsiasi circostanza difficile della nostra
vita: Che importa se sono nella difficolt? Che importa se sono su un letto di ospedale? Che importa se sto per morire? Limportante che Cristo sia glorificato nella mia vita. E le uniche basi su cui Paolo si poggiava erano le suppliche
dei credenti e lassistenza dello Spirito Santo. Paolo voleva mettere in evidenza che nella sofferenza i
credenti non sono lasciati soli perch lo Spirito di Dio viene in aiuto
alla nostra debolezza. Il Signore Ges alla presenza di Dio e intercede per noi.
Anche se non sappiamo pregare ed esprimere la nostra richiesta, lo Spirito
Santo intercede per noi: che meraviglia! Tempo fa leggevo uno studio di un grande uomo di Dio,
Charles H. Spurgeon, che scriveva: In fondo in fondo a volte come credenti siamo un po
semplici. Indipendentemente dalla nostra et, nelle cose spirituali siamo
piuttosto infantili. Appena creduto in Cristo eravamo ancora pi ingenui...
pensavamo che essere perdonati comportasse tante cose, che poi abbiamo scoperto
non avere nulla a che fare con il nostro perdono. Per esempio, pensavamo che
non avremmo mai pi peccato; che la battaglia era gi vinta; che ci trovavamo
in un bel campo di fiori, senza pi guerre da combattere; che avevamo gi la
vittoria; che dovevamo soltanto alzarci in piedi e agitare il ramo di palma;
che tutti i problemi erano finiti, che dovevamo solo confidare in Dio e saremmo
entrati in cielo, senza dover combattere alcun nemico terreno. Ovviamente erano
pensieri sbagliati. Anche se nella parola di Dio scritto che: Chi crede non
condannato non scritto da nessuna parte che chi crede non sar messo alla
prova. La mia fede la tua fede deve essere esercita, altrimenti che fede ? Dio
non ha mai inteso di dare la fede alluomo senza mai provarla, anzi la fede
serve proprio ad affrontare le prove della vita. Quando chiediamo al Signore
maggiore fede dobbiamo considerare che come se chiedessimo maggiori
difficolt. Non puoi pensare di avere una grande fede per tenerla da parte. Se abbiamo una grande fede, dobbiamo usarla tutta senza
risparmiarne un po!. La fede, provata per glorificare... Vi ricordate le parole di Pietro? ...affinch la vostra fede, che viene messa alla prova,
che ben pi preziosa delloro che perisce, e tuttavia provato con il fuoco,
sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di
Cristo (1P 1:7). Sono le prove che plasmano la fede di un credente,
purificandola come loro, verificandone la consistenza. La fede un qualcosa che non potr mai deteriorarsi e a
motivo di questo sar un bene che procurer lode, gloria e onore al nostro Dio,
fino alla manifestazione di Ges Cristo. A volte la fede potr indebolirsi, ma non dobbiamo
scoraggiarci perch se siamo veri credenti, come lo era lapostolo Paolo,
potremo essere tormentati, ma non ridotti allestremo, combattuti ma non
disperati, perseguitati ma non abbandonati, addolorati ma non uccisi. Dio non permetter mai che siamo tentati al di l delle
nostre forze. Con le difficolt, egli ci dar anche la via per uscirne. Paolo non era sicuro, che per la sua fede sarebbe stato
liberato dalla sua prigionia, ma di una cosa era certo: voleva che
Cristo fosse glorificato nel suo corpo in entrambi i casi. Non si
preoccupava per ci che sarebbe accaduto a lui, ma per la testimonianza e il
profumo che egli avrebbe lasciato per il Signore. Abbiamo la stessa preoccupazione? Prima o poi ci toccher lasciare questa terra... e come
lapostolo Paolo avremo terminato la corsa. Ma avremmo lasciato davvero un buon
profumo? Per Paolo, la liberazione gli avrebbe permesso di continuare a
predicare Cristo, ma anche il martirio avrebbe fatto avanzare la causa di
Cristo. Lo scopo principale di Paolo era: glorificare Cristo nella sua vita! (v. 21). Mio zio fino allultimo stato testimone di Cristo. Prego
Dio che anche noi possiamo essere dei testimoni fino allultimo nostro respiro.
Chiediamo al Signore che possa infondere in noi lo stesso sentimento di Paolo e
che la nostra vita possa testimoniare il desiderio di glorificare Cristo nel
nostro corpo, sia con la vita che con la morte! Eze Ahanonu (Assemblea di Luni, SP) |