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La visione che Giovanni ricevette, fra le tante altre
rivelate nellApocalisse, delle centoquarantaquattromila persone in piedi
insieme allAgnello sul monte Sion non stimola soltanto uno studio approfondito
di un testo profetico che annuncia un avvenimento futuro, ma incoraggia la
nostra vita a non contaminarsi, a conservarsi pura, ad essere irreprensibile e,
tutto questo, seguendo con fedelt lAgnello. Introduzione bello vedere nel libro dellApocalisse, non soltanto la
rivelazione straordinaria del Signore Ges, ma anche esempi di fede
illuminanti come
quello dei 144000. Nel testo di Apocalisse 14:1-5, possiamo trovare diverse
caratteristiche e qualit spirituali che ritroviamo puntualmente anche nelle
epistole apostoliche ed in tutta la Scrittura. Queste semplici riflessioni hanno lo scopo di incoraggiarci
e spronarci ad un servizio sempre pi qualificante per il Signore in mezzo a questa generazione
storta e perversa. I 144.000 sul monte Sion Poi guardai e vidi lAgnello che stava in piedi sul
monte Sion e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo
nome e il nome di suo Padre scritto sulla fronte. Nel capitolo 14 di Apocalisse, dopo averne gi parlato nel
capitolo 7 (vv. 1-8), il testo torna a parlare dei 144.000, di questi segnati che stanno in piedi sul monte Sion,
insieme allAgnello. una bellissima scena quella che ci viene presentata, in
quanto, da questi Ebrei che nel periodo della grande tribolazione seguiranno
lAgnello, viene proposto un bellissimo esempio. Innanzitutto possiamo osservare che il testo menziona il
monte Sion,
luogo che, nella Scrittura, legato al popolo dIsraele e soprattutto alla
citt del Re. Il salmista poteva dire: Grande il Signore e degno di lode nella citt del
nostro Dio, sul suo monte santo. Bello si erge, e rallegra tutta la terra, il monte
Sion: parte estrema del settentrione, citt del gran re. Nei suoi palazzi Dio
conosciuto come fortezza inespugnabile (Sl 48:1-3). Il salmista, nellesaltare la Persona di Dio, menziona
altres la citt dellEterno identificata proprio in questa espressione il
monte di Sion citt del gran re. La citt del Re, da ci che la Scrittura afferma proprio Gerusalemme, ovvero quel luogo da dove, un
giorno, regner il Signore Ges, il Re dei re ed il Signore dei signori. Il
monte Sion rappresentava un punto di riferimento per il pio israelita. Addirittura il salmista usa questo monte, da un punto di
vista simbolico, come paragone, per identificare coloro che si confidano nel
Signore Quelli che si confidano nel Signore sono come il monte di Sion, che
non pu vacillare, ma sta saldo in eterno. Gerusalemme circondata dai monti e
cos il Signore circonda il suo popolo, ora e per sempre. Lo scettro
dellempio, non rimarr per sempre sulleredit dei giusti, affinch i giusti
non tendano le loro mani verso il male (Sl 125:1-3). interessante osservare la descrizione del salmista nei
confronti del monte Sion. Esso sinonimo di stabilit. Come Gerusalemme attorniata dai
monti, nello stesso modo il Signore intorno al suo popolo.Queste parole ci
ricordano che Dio sempre pronto ad intervenire per soccorrere i suoi. Perci,
il figlio di Dio pu proprio mostrare piena fiducia nei confronti del Signore.
Perci non ci deve stupire che proprio sul monte Sion si trovino in piedi, con
lAgnello, i 144.000 di Apocalisse 14. Tra laltro il monte Sion, lo troviamo menzionato anche in
testi che parlano chiaramente del futuro regno milleniale del Signore Ges: Avverr, negli ultimi giorni, che il monte della casa
del Signore
si erger sulla vetta dei monti, e sar elevato al di sopra dei colli, e tutte
le nazioni affluiranno ad esso. Molti popoli vi accorreranno e diranno:
Venite, saliamo al monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci
insegner le sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri. Da Sion, infatti,
uscir la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli giudicher tra
nazione e nazione e sar larbitro fra molti popoli; ed essi trasformeranno le
loro spade in vomeri, e le loro
lance in falci; una nazione non alzer pi la spada contro laltra, e non
impareranno pi la guerra (Is 2:2-4). Sion sar il luogo-punto di riferimento, anche per quelle nazioni che
desidereranno andare a Gerusalemme, per udire la Parola del Signore. Come
scritto in questo brano, quando questo accadr, le nazioni non andranno a
Gerusalemme per combatterla o per muovere guerra, in quanto le loro spade saranno trasformate in vomeri e
le loro lance in falci. Sar un meraviglioso periodo di pace. Anche in Michea leggiamo: Ma negli ultimi tempi, il monte della casa del
Signore sar
posto in cima ai monti e si elever al di sopra delle colline e i popoli
affluiranno ad esso. Verranno molte nazioni e diranno: Venite, saliamo al
monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegner le sue vie
e noi cammineremo per i suoi sentieri. Poich da Sion uscir la legge (Mi 4:1-2). Questo testo molto simile a quello che abbiamo letto in
Isaia. Tuttavia il monte Sion, lo ritroviamo anche nel Nuovo
Testamento e lautore alla lettera agli Ebrei dir, parlando della chiesa
dei primogeniti: Voi vi siete avvicinati al monte Sion, alla citt del Dio vivente, la
Gerusalemme celeste, alla festante riunioni delle miriadi angeliche,
allassemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di
tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti... (Eb 12:22-23). In questo brano, il monte Sion, non assume pi una connotazione
terrestre, ma celeste. Questo testo ci rimanda alla descrizione della
Gerusalemme celeste descritta nei capp.21-22 di Apocalisse. Infatti possiamo
osservare le varie definizioni date dallautore monte Sion, Gerusalemme
celeste, citt del Dio vivente,festante riunione, assemblea dei primogeniti. Perci, in conclusione possiamo affermare
che il monte Sion, nella Scrittura ha una connotazione piuttosto ampia. Per
quanto concerne il cap. 14 di Apocalisse, possiamo sicuramente
affermare che questo capitolo si occupa di due argomenti principali: il
nuovo cantico che
questi 144.000 impareranno e latteggiamento di questi Ebrei segnati dal
Signore. Dal loro comportamento esemplare, tutti noi dobbiamo imparare.
Sicuramente da quello che si evince da questo testo di Apocalisse 14:1-5, la
scena si svolge in cielo, in quanto queste 144.000 persone sono davanti al
trono di Dio. La voce dal cielo Udii una voce dal cielo simile a un fragore di grandi
acque e al rumore di un forte tuono; e la voce che udii era come il suono
prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. Essi cantavano un cantico nuovo
davanti al trono, davanti alle quattro creature viventi e agli anziani. Nessuno
poteva imparare il cantico se non i centoquarant#940101;ttromila, che sono stati
riscattati dalla terra (Ap 14:2-3). In questo brano, viene immediatamente evidenziata questa voce
maestosa proveniente dal cielo, simile a un fragore di grandi acque. , questa, una bellissima
espressione che ci parla proprio dellimponenza della voce dellEterno. Il salmista poteva affermare: La voce del Signore sulle acque; il Dio di gloria
tuona; il Signore sulle grandi acque. La voce del Signore potente, la voce
del Signore piena di maest (Sl 29:3-4). Tutte le descrizioni che troviamo in questi due semplici
versetti, ci parlano della potenza della voce del Signore e della sua
maestosit. Non a caso che il salmista prende come esempio proprio le grandi
acque. Tutti noi rimaniamo colpiti quando ascoltiamo il rumore delle onde che
si infrangono su uno scoglio. Questo semplicemente un paragone per farci
minimamente comprendere quanto sia maestosa la sua voce. Cos come maestosa,
e nello stesso tempo meravigliosa, la Sua Parola. Laltro paragone che troviamo in Ap 14:2, quello del tuono. Anche in questo caso, dobbiamo
dire che questo paragone veramente azzeccato. Quando vi sono i temporali,
quando il cielo si copre di bagliori e quando udiamo il rumore del tuono,
sicuramente ne rimaniamo impressionati. Basti ricordare quel momento in cui il Signore si rivel a
Mos e al popolo sul monte Sinai: Mos fece uscire il popolo dallaccampamento per
condurlo a incontrare Dio; e si ferm ai piedi del monte. Il monte Sinai era
tutto fumante, perch il Signore vi era disceso in mezzo al fuoco; il fumo
saliva come il fumo di una fornace, e tutto il monte tremava forte. Il suono
della tromba si faceva sempre pi forte; Mos parlava e Dio gli rispondeva con
una voce (Diodati
riporta: gli rispondeva per un tuono) (Es 19:17-19). Il popolo non solo rimase impressionato da quella scena, ma
addirittura tremava. Era infatti consapevole di essere dinanzi al Signore.
Inoltre, come scritto in questo testo, quando Mos parlava direttamente con
il Signore, come gli rispondeva? scritto che rispondeva per un tuono. Anche lelemento del tuono, ci
parla della potenza della voce del Signore. Eluci confess durante la sua conversazione con lamico
Giobbe: A tale spettacolo il mio cuore trema e balza fuori dal
suo posto. Udite, udite il fragore della sua voce, il rombo che esce dalla sua
bocca! Egli lo lancia sotto tutti i cieli e il suo lampo guizza fino alle
estremit della terra. Dopo il lampo, una voce rugge; egli tuona con la sua
voce maestosa; quando si ode la voce, il fulmine non gi pi nella sua mano.
Dio tuona
con la sua voce in modo prodigioso; grandi cose egli fa che noi non
comprendiamo (Gb
37:1-5). Questuomo che ad un certo punto, nei vari discorsi che si
intrecciano nel libro di Giobbe, apre la sua bocca, in questo testo parla
proprio della magnificenza del Signore che tuona con la sua voce in modo
prodigioso; grandi cose egli fa che noi non comprendiamo. Ancora troviamo questo particolare paragone. Il fatto che
noi non abbiamo nemmeno la lontana immaginazione, di quanto sia efficace e
potente la Parola del Signore. Ancora un salmista ha scritto: Tu lavevi coperta delloceano come duna veste, le
acque si erano fermate sui monti. Alla tua minaccia esse si ritirarono, al
fragore del tuo tuono fuggirono spaventate, scavalcarono i monti, discesero
per le vallate fino al luogo che tu avevi fissato per loro (Sl 104:6-8). Nel parlare della meraviglia della creazione di Dio,
perfetta in ogni suo particolare, il salmista mette in evidenza lautorit
sovrana e suprema della Parola del Signore, mediante la quale egli ha creato ogni cosa. Nel
parlare di questa autorit, il salmista afferma che le acque si ritirarono
al fragore del tuo tuono. Perci, tutte queste immagini ci ricordano limponenza, la
maestosit della voce del Signore, la sua autorit, ma vi anche un terzo
paragone: ...e la voce che udii era come il suono prodotto da
arpisti che suonano le loro arpe. Questo paragone ci parla della dolcezza della Parola del
Signore e della
gioia che essa produce in chi lascolta. Come mai proprio questo particolare
paragone? illuminante un brano che troviamo nel primo libro di
Samuele: Saul mand a dire a Isai: Ti prego, lascia Davide al
mio servizio, perch egli ha trovato grazia agli occhi miei. Or quando il cattivo spirito
permesso da Dio veniva su Saul, Davide prendeva larpa e si metteva a sonare;
Saul si calmava, stava meglio e il cattivo spirito andava via da lui (1Sa 16:22-23). Saul, a motivo del suo peccato, si era allontanato dal
Signore e lEterno non solo gli tolse lo Spirito Santo, ma gli mand uno
spirito malvagio. Per questo motivo Saul chiese a Isai, padre di Davide, di
mandare a corte suo figlio, affinch, con la sua cetra o arpa, portasse
giovamento al re. Sono convinto che quando udiamo il dolce suono di unarpista
che suona il suo strumento, tutti noi ne sentiamo il giovamento. Il salmista cita molte volte
questo strumento musicale, per lodare il Signore. Ad esempio: Allora ti celebrer con il salterio, celebrer la tua
verit, o mio Dio! A te salmegger con la cetra, o Santo dIsraele! Le mie
labbra esulteranno, quando salmegger a te, e cos lanima mia, che tu hai
riscattata. Anche la mia lingua parler tutto il giorno della tua giustizia,
perch sono stati svergognati, sono stati umiliati quelli che desideravano il
mio male (Sl 71:22-24). Ancora nel Sl 98 scritto: ...salmeggiate al Signore con la cetra, con la cetra e
la voce del canto. Con trombe e al suono del corno acclamate il re, il Signore
(Sl 98:5-6). Il salterio pieno di queste parole di lode e di adorazione
nei confronti del Signore e nel descrivere lo stato danimo gioioso del salmista, egli cita la sua
cetra, la sua arpa, utilizzata solo ed esclusivamente per adorare il Signore.
Nel cantare al Signore, nelladorarlo, le sue labbra avrebbero giubilato,
perch tutti i suoi nemici erano stati confusi. Questo era motivo per
ringraziare il Signore. Ed era anche motivo per rivolgere al Signore un nuovo
cantico. Nel Salmo 33 scritto: Cantategli un cantico nuovo, sonate bene e con gioia.
Poich la parola del Signore retta e tutta lopera sua fatta con fedelt (Sl 33:2-4). In questo brano si parla esplicitamente di un nuovo cantico,
ovvero di un canto con parole che esprimano in una maniera rinnovata e nuova, la propria adorazione al Signore,
a motivo del fatto che la sua Parola diritta, integra e giusta. Ed ancora nel Salmo 144: Tendi le tue mani dallalto, salvami e liberami dalle
grandi acque, dalla mano degli stranieri, la cui bocca dice menzogne e la cui
destra giura il falso. O Dio, ti canter un nuovo cantico, sul saltrio a
dieci corde salmegger a te... (Sl 144:7-9). In questo brano il salmista invoca lEterno
per essere liberato dai suoi nemici e nel ringraziarlo, egli lo esalta dicendo:
...ti canter un nuovo cantico. Il canto fondamentale nella vita di un figlio di Dio. bellissimo ascoltare dei cristiani che, anche nei momenti
di prova e di sofferenza, cantano al Signore. Questo significa che la loro
occupazione non quella di pensare al momento di sofferenza che stanno
vivendo, ma tutto il loro essere occupato ad adorare e ringraziare il
Signore. Come poteva dire Paolo: La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente;
istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; cantate di cuore
a Dio, sotto limpulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali.
Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del
Signore Ges, ringraziando Dio Padre per mezzo di lui (Cl 3:16-17). Quando la Parola di Cristo, dimora in noi, abita in noi,
divenendo parte integrante di noi stessi, allora il nostro atteggiamento, la
nostra mentalit, tutto il nostro comportamento diviene sempre pi simile a
quello di Cristo. Tutto questo espresso anche dai salmi, inni e canzoni
spirituali,
cantando con grazia al Signore. Ma come noi sappiamo un giorno eleveremo al Signore un nuovo
cantico meraviglioso: Quando ebbe preso il libro, le quattro creature viventi
e i ventiquattro vecchi, si prostrarono davanti allAgnello, ciascuno con una
cetra e delle coppe piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. Essi
cantavano un cantico nuovo, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e di
aprirne i sigilli perch sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo
sangue, gente di ogni trib, lingua, popolo e nazione; e ne hai fatto per il
nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra (Ap 5:8-10). Quale sar il tema di questo nuovo cantico? Il riscatto! Il Signore Ges, lAgnello divino, ci ha riscattato dalla
nostra antica schiavit, mediante il suo sangue. Il tema del riscatto citato
proprio dai 24 anziani. Ed il nuovo cantico citato in Apocalisse 14, scritto
che lo impareranno solo i 144000 che sono stati riscattati dalla terra. Essi potranno veramente cantare al
Signore intorno a quel miracolo che accaduto nelle loro vite. Le caratteristiche dei 144.000 Essi sono quelli che non si sono contaminati con
donne, poich sono vergini. Essi sono quelli che seguono lAgnello dovunque
vada. Essi sono stati riscattati tra gli uomini per esser primizie a Dio e
allAgnello. Questa schiera di 144.000 Ebrei si distinguono proprio per
il loro atteggiamento e per le caratteristiche spirituali che essi mostrano. Perci, questo brano deve essere, per noi, veramente un
punto di riferimento per come un figlio di Dio si deve comportare. Innanzitutto osserviamo che questi 144000, che si trovano
davanti al trono di Dio, quando erano sulla terra, si sono astenuti da
qualsiasi contaminazione rimanendo nella purezza. Questo principio richiama tutti
quei brani che troviamo sia nellAntico che nel Nuovo Testamento, i quali
esortano ciascuno di noi alla purezza e alla santificazione. Nella legge, leggiamo ad esempio queste parole: Non vi contaminate con nessuna di queste cose, poich
con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per cacciare
davanti a voi (Le
18:24). Il popolo dIsraele si doveva mantenere assolutamente puro,
senza contaminarsi, diversamente da quello che facevano le nazioni che erano
intorno a loro, e non si doveva conformare a quei costumi pagani corrotti e
idolatri che li caratterizzavano. Ancora leggiamo sempre nel libro del Levitico: Non vi rivolgete agli spiriti, n agli indovini; non li consultate per non
contaminarvi a causa loro: Io sono il Signore, vostro Dio (Le 19:31). Questo brano riguarda quelle pratiche occulte e demoniache
che contraddistinguevano le nazioni pagane. Secondo la legge, era assolutamente
proibita qualsiasi forma di negromanzia e divinazione. Nello stesso tempo la
legge proibiva anche determinate azioni che, se svolte, contaminavano la
persona. Ad esempio leggiamo questo riguardo alla figlia del
sacerdote: Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi,
ella disonora suo padre; sar bruciata col fuoco (Le 21:9). Da osservare la punizione che Dio aveva previsto per un tale
atto: morte attraverso il fuoco. Perci, quando si parla di contaminazione,
nella Parola di Dio, non ci si rivolge ad un solo campo della sfera della vita
umana. Colui che timorato del Signore chiamato a conservarsi puro sempre
e comunque, in ogni aspetto della sua vita; sia esso relazionale, sessuale, sociale e via
dicendo. Un esempio eclatante di tutto questo labbiamo in quelle
regole che caratterizzavano il voto di nazireato: Parla ai figli dIsraele, e di loro: Quando un uomo o donna
avr fatto un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi al Signore,
si asterr dal vino e dalle bevande alcoliche; non berr aceto fatto di vino,
n aceto fatto di bevanda alcolica; non berr liquori duva e non manger uva,
n fresca n secca. Per tutto il tempo del suo nazireato non manger alcun
prodotto della vigna, dagli acini alla buccia. Per tutto il tempo del suo voto
di nazireato il rasoio non passer sul suo capo; fino a che siano compiuti i
giorni per i quali egli si consacrato al Signore, sar santo; si lascer
crescere liberamente i capelli sul capo. Per tutto il tempo che egli si
consacrato al Signore, non si avviciner a un corpo morto; si trattasse anche
di suo padre, di sua madre, di suo fratello e di sua sorella, non si
contaminer con loro alla loro morte, perch porta sul capo il segno della sua
consacrazione a Dio. Per tutto il tempo del suo nazireato egli consacrato al
Signore (Nu
6:2-8). Come scritto in questo testo, il nazireo doveva rispettare
diverse regole inerenti alla sua persona. Egli non doveva bere vino, n nessuna
bevanda alcolica, non doveva passare rasoio sopra il suo capo, doveva rimanere
puro dal punto di vista sessuale e non doveva toccare nessun morto. Tutto
questo con un unico scopo: essere santo al Signore. I 144000 si distingueranno proprio per la loro santit, per
la loro totale separazione dal peccato. Considerando che questo gruppo proverr
proprio da Israele, consolante questo, soprattutto se si considerano tutte
quelle volte in cui Israele ha fallito dinanzi al Signore. Il salmista ricorda: Essi non distrussero i popoli, come il Signore aveva loro comandato;
ma si mescolarono con le nazioni ed impararono le loro opere. Servirono i loro
idoli, che divennero un laccio per essi; sacrificarono i propri figli e le
proprie figlie ai demni; e sparsero il sangue innocente, il sangue dei propri
figli e delle proprie figlie, che sacrificarono aglidoli di Canaan; e il paese
fu profanato dal sangue versato. Essi si contaminarono con le loro opere e si
prostituirono con i loro atti. Lira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli prese in abominio la sua eredit (Sl 136:34-40). In questo testo proprio ricordata la corruzione di Israele
che, invece di distruggere i popoli pagani che lo circondavano, come Dio aveva
comandato, si mescolarono con loro, praticando le stesse terribili azioni
abbominevoli che Dio odiava. In pratica, Israele si pi volte contaminato.
Ebbene cos non deve essere per il figlio di Dio. Come afferma Paolo: Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente; siccome
disse Dio: Abiter e camminer in mezzo a loro, sar il loro Dio ed essi
saranno il mio popolo. Perci uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il
Signore, e non toccate nulla dimpuro; e io vi accoglier. E sar per voi come
un padre e voi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente. Poich
abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di
carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio (2Co 6:127-7:1). Noi siamo il tempio di Dio e dello Spirito Santo e come
raccomanda Paolo non vi pu essere nessuna comunione fra la luce e le
tenebre. Perci
lapostolo esorta, includendo anche se stesso, di purificarsi da ogni
contaminazione di carne e spirito. molto importante tutto questo. Non si pu pensare alla
salvezza ricevuta in dono da Dio e poi disinteressarsi di quella santificazione
pratica che il Signore chiede a ciascuno di noi. Daltro canto, come prima
della nostra conversione, dimostravamo di essere dei morti nei falli e
peccati, da quando
ci siamo convertiti al Signore, siamo chiamati a dimostrare di essere dei
figli di Dio.
Questo dobbiamo mostrare al mondo. Inoltre ci detto, dei 144.000, che essi sono quelli
che seguono lAgnello dovunque vada (Ap 14:4). Questo esattamente latteggiamento che ogni seguace,
discepolo di Cristo, deve manifestare. Non ci si pu chiamare cristiani, se non si segue Cristo. Ges stesso ci ricorda: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse
mi seguono;
e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapir dalla mia
mano (Gua
10:27-28). Le pecore che il Signore Ges conosce intimamente e
personalmente, sono quei figli di Dio che appartengono a lui e che lo seguono,
veramente, dovunque egli vada. Come sappiamo il Signore Ges asceso al Padre, tornato a
quella gloria che da sempre gli appartenuta. Ma come dichiara Pietro, egli ci ha lasciato lesempio
eccellente, affinch possiamo seguire le sue orme Infatti a questo siete stati chiamati, poich anche
Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio perch seguiate le sue orme.
Egli non commise peccato e nella sua bocca non si trovato inganno.
Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si
rimetteva a colui che giudica giustamente... (1P 2:21-23).. Il cristiano non si definisce in questo modo perch aderisce
a qualche organizzazione religiosa, ma perch segue il suo divino Maestro. Il Signore Ges, con il suo atteggiamento, con il suo comportamento,
con le sue parole, risulta essere il punto di riferimento per eccellenza per
ciascuno di noi. Egli non solo non commise mai peccato, ma oltraggiato, non
oltraggiava, soffrendo, non minacciava. LAgnello sar il punto di riferimento di questi 144000 che,
nello stesso tempo si sono anche mantenuti vergini. Questo lo stesso termine che
Paolo utilizza nei confronti della fidanzata dellIanello, ovvero della Chiesa: Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perch
vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo (2Co 11:2). Domandiamoci: Qual la situazione spirituale della Chiesa oggi? Si sta mantenendo pura, nonostante i continui attacchi del
nemico? Oppure si sta conformando al mondo? Essi sono irreprensibili... Nella bocca loro non stata trovata menzogna: sono
irreprensibili (Ap
14:5). Ovviamente, dal comportamento tenuto dai 144000 non si pu
giungere che a questa conclusione: essi sono irreprensibili. Questa
caratteristica, come leggiamo nella Scrittura, richiesta a tutti i figli di
Dio, nessuno escluso. Paolo ha scritto agli Efesini: Ma voi non cos che avete imparato a conoscere Cristo.
Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verit
che in Ges, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a
spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici,
a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente a rivestire luomo
nuovo che creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santit che
procedono dalla verit. Perci, bandita la menzogna, ognuno dica la verit al suo prossimo perch siamo
membra gli uni degli altri (EU 4:20-25). Che cosa significa imparare Cristo? Significa, come scritto in questo
brano, spogliarsi del vecchio uomo per rivestirsi del nuovo. Purtroppo accade
che, talvolta, le nostre azioni, i nostri pensieri invece di rispecchiare
luomo nuovo, sono un riciclaggio delluomo vecchio. Come afferma Paolo, luomo vecchio si corrompe seguendo
le passioni ingannatrici. Ma luomo nuovo creato a immagine di Dio nella giustizia e nella
santit che procedono dalla verit. Perci, si pu essere graditi a Dio, solo se siamo del
continuo caratterizzati dalla uomo nuovo. Ovviamente tutto questo bisogna
mostrarlo. Perci, bisogna deporre ogni menzogna, come i 144.000 che manterranno
pura anche la loro bocca. Da loro non uscir menzogna. Nella lettera aio Colossetti scritto: Ora invece deponete anche voi tutte queste cosa: ira,
collera, malignit, calunnia; e non vi escano di bocca parole oscene. Non
mentite gli uni agli altri, perch vi siete spogliati delluomo vecchio con le sue
opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a
immagine di colui che lha creato (Cl 3:8-10). Deporre la menzogna, significa altres deporre
tutto ci che non glorifica il Signore, ovvero tutte quelle opere che
provengono dalla carne: ira, cruccio, malizia, maldicenza e via dicendo. Ed
ancora Paolo ricorda di deporre luomo vecchio per rivestirsi del nuovo. Non
a caso che nella Scrittura troviamo tutte queste esortazioni. Oggi pi che mai
abbiamo bisogno di queste lezioni. Il nostro obiettivo deve essere sempre quello
dellirreprensibilit,
come scrive Paolo ai Filippis: Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute, perch
siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una
generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo...(Fl 2:14-15). Noi non siamo di questo mondo, ma viviamo, ci muoviamo, in
questo mondo. Siamo circondati, come afferma Paolo, da una generazione
storta e perversa. Quale dovr essere, dunque, il nostro atteggiamento? Essere
irreprensibili, il che non significa essere perfetti. Essere irreprensibili
significa non dare adito ad altri di essere ripresi. Dobbiamo veramente risplendere come astri nel mondo,
tenendo alto la parola di vita. Ci possiamo identificare tutti quanti in questa immagine? Sempre Paolo ha scritto ai Tessalonicesi: ...e quanto a voi, il Signore vi faccia crescere e
abbondare in amore gli uni verso gli altri e verso tutti, come anche noi
abbondiamo verso di voi, per rendere i vostri cuori saldi, irreprensibili in
santit davanti
a Dio, nostro Padre, quando il nostro Signore Ges verr con tutti i suoi
santi (1Te
3:12-13). Ovviamente per raggiungere questo obiettivo, abbiamo sempre
bisogno dellintervento del Signore. Solo Dio pu raffermare, rendere ben saldo
il nostro cuore, per essere irreprensibili in santit. Cosa eravamo noi un tempo? Ecco
quello che Paolo scrive ai Colossesi: E voi che un tempo eravate estranei e nemici a causa dei
vostri pensieri e delle vostre opere malvagie, ora Dio vi ha riconciliati nel
corpo della carne di lui, per mezzo della sua morte, per farvi comparire
davanti a s santi, senza difetto e irreprensibili, se appunto perseverate nella
fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che
avete ascoltato, il quale stato predicato a ogni creatura sotto il cielo e di
cui io, Paolo, sono diventato servitore (Cl 1:21-23). Questo noi eravamo: lontani da Dio, suoi nemici. Ma per la grazia di Dio, e per
lopera che il Signore Ges ha compiuto, siamo stati riconciliati per
comparire un giorno davanti a lui santi ed irreprensibili. Ma nello stesso tempo,
fondamentale perseverare nella fede, rimanendo fondati e fermi nella Sua
Parola. assolutamente importante la perseveranza. Oggi manca molto questa qualit cristiana. Si pieni di
buoni propositi, per poi, dopo poco tempo, lasciare tutto. Il Signore ci
richiama alla perseveranza, a dimostrare concretamente e continuamente di
essere dei figli di Dio che non si contaminano, che si conservano puri, che
seguono lAgnello e che sono irreprensibili. Questo deve essere il nostro
obiettivo! Andrea Belli (Assemblea di Fontanellato, PR) |