Lesempio che Paolo ci ha lasciato, come apostolo-discepolo di Cristo, ma soprattutto come missionario per la diffusione dellEvangelo in tante regioni dellImpero romano, l a ricordarci che la testimonianza autentica di ogni cristiano pu svilupparsi soltanto camminando coerentemente sui sentieri dellamore, dellunit, di una piena consacrazione e della santit.

 

 

Lunico Evangelo (Galati 5:6)

 

La storia dellapostolo Paolo, estraneo alla cerchia dei dodici eppure cos eminente, ci nota soprattutto per lesposizione relativamente ampia e dettagliata che troviamo nel libro degli Atti e nelle sue stesse lettere.

Paolo a ragione considerato il missionario per eccellenza, colui che ha portato il messaggio evangelico al maggior numero di persone fondando alcune delle pi importanti comunit cristiane.

 

Il tema centrale del suo annuncio Cristo risorto: senza la resurrezione vana sarebbe la nostra fede, la nostra fiducia in Dio sarebbe illusoria (1Co 15:14).

Ma dallannuncio di questo unico evangelo, quello della morte e resurrezione di Cristo, scaturiscono conseguenze pratiche per la nostra fede e per il nostro agire di cristiani.

 

 

Ci che lo spirito produce nella vita del cristiano

 

Pretendere di ottenere la salvezza attraverso le opere o la circoncisione (o il battesimo) vuol dire affidarsi alle proprie forze e rinunciare a Cristo e alla sua grazia. aderendo al suo dono di salvezza che luomo supera il male che nel suo essere: le opere dellamore fioriscono da quelladesione alla grazia divina.

La fede si concretizza, assume forma e consistenza in un rapporto dinamico con lamore. Infatti in Cristo Ges non ha valore n la circoncisione n lincirconcisione: ha valore la fede che opera per mezzo dellamore (Ga 5:6).

Egli ci ha lasciato un esempio affinch camminiamo sulle sue orme (1P 2:21).

 

La visione del Cristo crocifisso e risorto deve sfociare in uno stile di vita cristiano, altrimenti unillusione. Non si tratta tanto di dare il buon esempio con la propria condotta perch in primo piano non cՏ la paura del giudizio di coloro che ci stanno intorno. Si tratta piuttosto di un irradiamento di luce che scaturisce dalla comunione con colui che la luce del mondo (Gv 3:19; 8:12) e rende i suoi seguaci il sale della terra: la luce del mondo, citt posta sopra un monte, lampade che irradiano la luce di vita (Mt 5:13-14).

 

Il cristiano si muove sempre tra la tentazione di assuefarsi al mondo circostante e quella di arroccarsi in unautodifesa che sfocia spesso in un senso di superiorit. Il lievito cristiano diventa invisibile nella pasta che fa fermentare. Ma ci avviene solo se il sale non diventa insipido (Mt 5:13) e il lievito conserva tutta la sua forza di fermentazione, il suo dinamismo di crescita che trascina con s tutto e tutti.

Se il sale diventa insipido inservibile. Ed quello che accade se i discepoli perdono la forza dellessere cristiani non attenendosi alla Parola di Dio.

 

Lamore gratuito e salvifico di Dio dato a tutti in modo visibile in Ges Cristo. proprio lesperienza concreta di sentirci amati dal Padre in Ges Cristo che assume una funzione pedagogica, educativa per noi credenti, ponendoci in grado di riflettere sugli altri lo stesso amore ricevuto gratuitamente da colui che non ha esitato a dare il suo unico Figlio per noi.

Lamore dimostrato nel dono del figlio unico, del prediletto, la prova massima di fede in Dio come per Abramo (Ge 22), lo stesso amore disinteressato, ferito, ma libero e gratuito, dimostrato dal Padre nel dono del Figlio Ges Cristo e questo amore divino, riversato anche nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo diventa sorgente alla quale si possono abbeverare tutti gli assetati del mondo.

 

Questa la nostra missione: unetica fondata su uno stile di vita che ci caratterizza come persone innamorate di colui che innamorato di noi, colui che ha sposato la natura umana unendosi a noi per sempre.

Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinch chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna (Gv 3:16).

 

La nostra risposta piena, entusiasta, generosa a questo amore sar la miglior testimonianza di questa buona notizia. Solo cos la nostra vita di cristiani potr esser presa a modello.

I non credenti spesso cercano nei cristiani punti di riferimento precisi. In un mondo che spesso disorienta coloro che fondano la loro vita sulla certezza della roccia spirituale che Cristo (1Co 10:5) i cristiani infatti devono fungere da faro per aiutare gli altri a trovare un porto sicuro.

La qualit dellamore di Cristo ci aiuta a rendere credibile e praticabile nella nostra vita di cristiani, lamore disinteressato e attento del Padre che si prende cura di noi.

Che cosՏ luomo perch tu lo ricordi? Il Figlio delluomo perch tu te ne prenda cura? Eppure tu lhai fatto solo di poco inferiore a Dio e lhai coronato di gloria e donore (Sl 8:4-5).

 

 

Annunciare, perfettamente uniti

 

Lapostolo Paolo dunque chiede di essere cristiani visibili anche se umilmente nascosti come il lievito nella pasta. Proprio Paolo ci aveva ricordato che la fede impossibile senza un ascolto concreto, un annuncio visibile (Ro 10:17).

E allora il cristiano non pu semplicemente pensare di essere discepolo nel profondo del cuore o allinterno della propria famiglia senza che ci abbia anche un influsso nellambiente sociale. Ai credenti Paolo rammenta uno degli aspetti principali di un concreto annuncio cristiano:

 

Rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno con umilt stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse ma anche quello degli altri. Abbiate in voi lo stesso sentimento che stato anche in Ges Cristo (Fl 2:2-5).

 

Cristo ama ciascuno in particolare, ma uguale a s stesso per tutti coloro che gli si accostano! Egli vuole donarsi completamente a tutti e non d pi ad alcuni e meno ad altri.

Il Padre celeste d lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono (Ro 11:13).

Lunica differenza sta nellapertura di colui che lo riceve e noi lo riceviamo in misura della generosit con la quale ci apriamo al suo dono gratuito.

 

Con uno stile diverso da quello di altre lettere, Paolo fa alla comunit di Corinto unesortazione pressante, urgente e importante proprio allinizio della loro lettera:

 

Ora fratelli vi esorto, nel nome del Signore nostro Ges Cristo, ad avere tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire (1Co 1:10).

 

Le discordie e le divisioni allinterno delle famiglie e delle comunit cristiane sono la peggior contro-testimonianza al Vangelo di Cristo.

Lapostolo sembra scongiurare in ginocchio i suoi compagni di fede di non stracciare la tunica unita di Cristo (Gv 19:23), quella tunica tutta dun pezzo, senza cuciture, simbolo dellamore del Padre per il Figlio diletto.

La sua veste siamo noi: la sua Chiesa, lEcclesia, la comunit di coloro che si radunano attirati dalla sua Parola e dal suo amore.

 

Come possono allora coloro che sono partecipi dello stesso amore gratuito spinto fino al dono estremo di s essere gli uni contro gli altri?

Unit non vuol certo dire uniformit. Non vuol dire avere tutti la stessa uniforme, parlare per frasi fatte, che diventano facilmente linguaggio tecnico di lite. Come diceva un caro fratello in suo studio sulle chiese locali vuol dire vivere uniti le verit fondamentali a cui ci si deve attenere fermamente per raggiungere la maturit in Cristo.

 

Da come ci amiamo, possiamo testimoniare che siamo suoi e rendere visibile lamore del Padre per tutti noi. Quando cՏ lamore, anche le differenze di opinioni non lacerano n feriscono lunit dei cuori.

Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri (Gv 13:35).

 

Senza amore invece anche le pi piccole divergenze diventano pretesto per accuse reciproche, emarginazione, se non addirittura odio.

Se questi sentimenti negativi sono presenti nelle nostre comunit dobbiamo chiederci seriamente se stiamo seguendo la via giusta, lunico Evangelo e se siamo un solo corpo in Cristo (Ro 12:5).

Lapostolo Paolo nella sua lettera alla chiesa di Corinto, lacerata da invidie e discordie, ambizioni e pretese di supremazia personale scrive:

 

Il calice della benedizione che noi benediciamo non forse la comunione col corpo di Cristo? Siccome vi un unico pane, noi che siamo molti siamo un corpo unico perch partecipiamo tutti a questunico pane (1Co 10:16-17).

 

Lunit dei credenti simboleggiata dallunico pane: Cristo Ges, lunico che pu guarire le ferite che lacerano la Chiesa.

 

 

Annunciare lamore di Cristo attraverso una vita santa

 

Santificatevi dunque e siate santi perch io sono santo (Le 11:44; 1Te 4:7; 1P 1:15:6; 2Co 7:1; Ef 1:4; Eb 12:14).

CՏ un libro della Bibbia che a noi sembra sorpassato: un insieme di regole, di codici e di prescrizioni pedanti, minuziose, tese a regolare ogni ambito della vita umana: il Levitico. Il suo nome preso dalla versione dei settanta.

 

Proprio questo libro usato dai nostri fratelli maggiori ebrei come sillabario: i bambini imparano a leggere su questo testo biblico, imparando molto presto a santificare ogni istante della vita quotidiana. Il libro quasi completamente formato da leggi promulgate da Dio stesso per mezzo di Mos. Infatti la frase: Il Signore disse ancora a Mos ricorre una trentina di volte e cominciano cos venti dei ventisette capitoli del Levitico. dunque un codice di legge divina, da imparare e mettere in pratica (Le 18:3-4), in particolare la parte nota come Legge o codice di santit (capp. 17-26), che riporta istruzioni per i sacerdoti sulla vita quotidiana.

Il concetto di santo definisce lorizzonte entro cui sono il santuario, i riti, i sacerdoti e i partecipanti al culto, una specie di consacrazione, che coinvolge tutto Israele.

Per questo ripetuto pi volte:

Santificatevi dunque e siate santi perch io sono santo.

Riconoscendo che Dio tutto, che il Santo, alla base e al vertice di ogni azione umana si riconosce anche la santit di coloro con i quali Dio ha voluto dialogare, ai quali ha rivolto la sua proposta di vita: lalleanza.

 

Come ogni amicizia ha le sue regole, anche tacite, cos le ha anche lalleanza che Dio ci offre. Come dice un noto proverbio: Patti chiari amicizia lunga. Dio misericordioso, pietoso, lento allira (paziente) e pieno di grazia (Gl 2:13). Ha preso liniziativa di salvare il suo popolo facendo della salvezza storica di un popolo il paradigma di tutte le altre salvezze individuali e collettive dellumanit. Ha poi indicato le regole di questa amicizia: il Codice di santit. Risuona un ritornello insistente, assolutamente centrale e importante:

Santificatevi dunque e siate santi, perch io sono santo

 

Troviamo anche la motivazione di questinvito: la riconoscenza per colui che ha costituito il popolo stesso e lo ha liberato.

Poich sono il Signore che vi ho fatti uscire dal paese dEgitto per essere il vostro Dio. Siate dunque santi perch io sono santo (Le 1:45).

Accogliere la chiamata alla santit vuol dire credere alla possibilit che Dio stesso ci offre: vivere nella santit il nostro modo di riconoscere Dio come liberatore e di ringraziarlo.

 

Non ci si sforza di diventare santi, si santi in quanto siamo stati liberati. la condizione per vivere nella terra santa cio in un spazio di santit e di comunione con Dio e fra noi. Siamo santi in quanto apparteniamo a Dio:

 

Santificatevi dunque e siate santi perch io sono il Signore vostro Dio (Le 20:7;11:44).

Si crea una linea di demarcazione tra i credenti e coloro che scelgono liberamente di appartenere ad altri signori, gli idoli, o che hanno scelto il marchio della bestia (Ap 13:15-16).

Dio offre a tutti ma sceglie, ossia prende con s unisce alla sua santit coloro che aderiscono alla sua alleanza, che decidono di ascoltare e osservare le regole della sua alleanza della sua santit:

Mi sarete santi poich io, il Signore sono santo e vi ho separati dagli altri popoli perch foste miei (Le 20:26; 19:2).

 

Non si tratta ovviamente di distinguerci dagli altri per la divisa che indossiamo n per un particolare modo di pensare che faccia credere di essere superiori agli altri: la differenza qualitativa.

Scegliendo di vivere in comunione con il Santo, tutta la nostra vita impregnata da questa scelta.

Vivendo a stretto contatto con Dio, i suoi pensieri sono diventati i nostri, il suo stile di vita il nostro e il nostro profumo si confonde con il suo: il profumo della sua santit diventa nostro. Il cristiano santo, separato, messo a parte per emanare il profumo di Cristo, il Santo e il Verace per eccellenza.

Questa la volont di Dio, che vi santifichiate (1Te 4:3).

 

Dio non poteva smentire s stesso e quello che ha iniziato con un popolo particolare lo ha portato a compimento in modo che diventasse vero per tutti i popoli. Il dono di essere un regno di sacerdoti, una nazione santa (Es 19:6) viene messo a disposizione di quanti accolgono il desiderio stesso del Signore: che noi siamo santi come egli santo. il desiderio di Dio di donarci s stesso e si concretizza nel Signore Ges: in lui e con lui possiamo vivere la nostra vita di santi:

 

Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nellignoranza, ma come colui che vi ha chiamati santo anche voi siate santi in tutta la vostra condotta (1P 1:14-16).

 

CՏ sempre un popolo santo, una ekklesia, unassemblea convocata dal Signore. Egli chiama: se accogliamo la sua chiamata, essa diventa la missione di annunciare con la nostra vita la possibilit di incontro e di trasformazione della nostra miseria nella sua santit.

 

Cosa vuol dire allora per noi essere missionari, come lo fu lapostolo Paolo, annunciando Cristo con la nostra santit personale?

 

Anzitutto significa sapere che formiamo una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa (1P 2:9), che siamo consacrati a Dio in Cristo e chiamati a progredire verso la piena manifestazione di questa essenziale caratteristica che deve portare i suoi frutti.

 

Come gi prestaste le vostre membra a servizio dellimpurit, cos prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la santificazione (Ro 6:19).

 

Certo impossibile raggiungere la santificazione con le nostre forze, ma non lo se ci apriamo umilmente al dono gratuito che Dio fa e ha gi fatto a tutti in Ges.

E dove risiede principalmente questa perfezione di vita, questa santit?

Dove si pu vederla allopera?

Secondo le parole di Ges, riportate da Luca, nella misericordia:

Siate santi e misericordiosi comՏ misericordioso il Padre vostro (Lu 6:36).

 

Accogliendo lamore di Dio, anche noi possiamo irradiare la carit, dono gratuito di Dio per tutti.

Se la santit consiste nellaccogliere lamore misericordioso di Dio fino a diventare misericordiosi noi stessi, allora il nostro annuncio sar quello di un sincero e visibile amore fraterno.

 

Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri (Gv 13:35).

 

Allora il nostro pellegrinaggio terreno sar un cammino di luce, un cammino dove la nostra santit risplender sempre pi a gloria di Dio e a benedizione degli uomini.

Allora si avverer laugurio dellapostolo Paolo:

 

Il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente e lintero essere vostro, lo spirito, lanima e il corpo sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Ges Cristo. Fedele colui che vi chiama ed egli far anche questo (1Te 5:23-24).

 

Ezio Coscia

(Assemblea di Alessandria)