Vi era anche
Anna, una profetessa, figlia di Fanuel, della trib di Aser, la quale era molto
avanzata in et, avendo vissuto dopo la sua verginit sette anni con il marito.
Ella era vedova e, sebbene avesse ormai ottantaquattro anni, non si allontanava
mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta ella pure in quel momento, lodava il Signore e parlava di quel
bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme (Luca
2:36-38). Obiettivi spirituali, preparati negli anni Pu
un credente, seppur nella sua vecchiaia essere ancora utile a qualcuno o a
qualcosa? Sembra
una domanda scontata ma non lo . Se
ci addentriamo nelle nostre comunit (chiese) non sono cos numerose le persone
anziane molto arzille o attive, anche nel campo del Signore. In genere
purtroppo sempre pi anche i nostri cari vecchi si adeguano alle attivit e
attitudini del mondo che ci circonda. Cosa
ha da dare, o da dire, una persona credente che , o si avvia a diventare,
vecchia /anziana di et ? Ma
quello che andremo a scoprire studiando questo personaggio avr molto da dire
anche a chi vecchio non . Vediamo
assieme cosa ha da dirci al riguardo la cara vecchia Bibbia. Credo
che anche per noi credenti del 3millennio la Parola di Dio sia ancora utile
nel darci degli stimoli, non solo a chi gi in l con gli anni, ma
soprattutto ai tanti che sono nella mezza et e che si avviano alla cosiddetta
terza et. Stimoli
che comunque devono arrivare anche ai pi giovani cos che possano riflettere
su come raggiungere certi obiettivi spirituali, consapevoli che anche in campo spirituale limpegno e la costanza
sono non solo necessari ma anche benefici. Nel
Vangelo di Luca tra i personaggi che vengono ricordati attorno al racconto
della nascita del Salvatore, troviamo Anna, una donna non pi giovane anzi
molto in l con gli anni. A
dire il vero a quel tempo una persona era gi nella vecchiaia intorno ai 45-50
anni, a causa della vita non proprio facile e comoda, ed anche a causa delle
molte malattie che molto presto minavano il fisico. Cos
gli 84 anni di questa donna erano un traguardo incredibile da raggiungere. Ma
quello che ci interessa non tanto la sua et, dobbiamo piuttosto chiederci:
perch la Parola di Dio ci presenta questo esempio, e quale insegnamento
possiamo trarre noi credenti di oggi? Ci
lasceremo guidare dalla Parola che come sempre lunica che pu parlare a
ciascuno di noi, nel profondo del nostro cuore, lasciandoci stupire da ci che
questo tesoro pu rivelarci. La
Scrittura ci presenta Anna, questa figura straordinaria, in un breve brano
nellEvangelo di Luca (2: 36 a 38). Solo lo Spirito Santo poteva far
racchiudere dallo scrittore, Luca, in queste poche frasi, la spiegazione di una
vita spirituale ricca e dal profumo inestimabile. Maria
e Giuseppe la incontrano a Gerusalemme, mentre stanno portando il bambino Ges
per presentarlo allEterno nel tempio,
come prescritto dalla legge. Ma
visto che vogliamo farci ammaestrare dalla Parola dobbiamo cominciare
dallinizio della seppur breve storia. Pochi dati, ma quanto significativi! Chi
era questa donna? Sappiamo
poche cose di lei, come daltronde di molti personaggi minori della Bibbia,
non sappiamo molto, a parte che si chiamava Anna e che aveva 84 anni, e
che era rimasta vedova fin da molto giovane. A
dire il vero lo scrittore aggiunge che non sallontanava mai dal tempio e che serviva Dio giorno e notte, e che era profetessa. Cosa questa che pu apparire molto strana ad una
lettura superficiale. Lultima
cosa che viene detta di lei che ha avuto il privilegio di vedere il
Signore appena nato e che, per la gioia
scaturita dallaverlo incontrato si mise a parlare di lui a tutti coloro che
aspettavano la redenzione di (in) Gerusalemme. Mi
sono innamorato di questo personaggio, e in modo particolare ho veramente
desiderato di ricevere dal Signore luce e indicazioni spirituali utili per la
mia vita, pensando a come potrei essere io quando, a Dio piacendo, e se lui
non torner prima, entrer nella terza et. Ovviamente
va detto che queste indicazioni sono utili a tutte le classi di et ricordando
che non si diventa saggi e grandi servitori del Signore in un battibaleno, o
semplicemente frequentando un corso biblico. Occorre
una vita (nel senso della durata) per
maturare verso laltezza perfetta che il Signore ha stabilito per ognuno di
noi. E per far questo le indicazioni che troviamo in questo brano possono
essere molto utili. Incominciamo
a conoscerla questa donna meravigliosa. Se accanto ad un nome possiamo mettere
un aggettivo che cosa potremmo dire di Anna? Se
qualcuno potesse sintetizzare in una parola la vita di questa donna, io
proporrei di prendere spunto da un lato del suo carattere: la sua fedelt. La fedelt di Anna La
fedelt uno di quei valori di cui oggi poco si parla e ancor meno si pratica.
Quanto poco oggi si ha a che fare con la dedizione costante (fedelt) continua
a qualcosa o qualcuno. La
lealt, altro aspetto o sinonimo della fedelt, una virt sempre pi in
disuso nel mondo in cui viviamo. Parole
come tenacia, attaccamento, dedizione, lealt sono sinonimi della fedelt e
dovrebbero essere tratti distintivi di ogni credente. La
fedelt, per, anche uno dei principali tratti del carattere di Dio, ed uno di quei caratteri che proprio Dio vuole
trasmettere ai suoi figli, perch siano luce alle genti ed esempi al mondo.
Daltronde cosa ci chiede il Signore se non di essere come Lui? (Ef 5:1). Perch
possiamo considerare questa donna veramente fedele? Cosa
faceva di cos importante?
detto di lei che non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e
giorno con digiuni e preghiere. Uno
dei modi migliori per studiare la Parola di Dio quello di approfondire la
lettura ponendosi delle domande riguardo al testo. Perch
Anna non si allontanava mai dal tempio? Perch serviva Dio notte e giorno? Come
mai serviva Dio attraverso digiuni e preghiere? Ma
si pu veramente servire il Signore in questo modo silenzioso e nascosto? Perch
la Bibbia ce la ricorda? La
Parola ci indica che Anna conosceva personalmente il suo Dio, ed ella sapeva che cosa era il tempio, e chi e
cosa poteva trovarci. Anna era sicuramente riempita di letizia alla presenza
dellEterno. (Sl 16:11). Il
desiderio di Anna era simile a quello del salmista quando esclam: che io
dimori nella casa dellEterno per meditare nel suo tempio (Sl 27:4). Perch tutto nel tempio
esclama/proclama Gloria a Dio (Sl 29:9). Stando
nel tempio ella voleva essere saziata della santit di Dio (Sl 63:4). Anna
sapeva che stare nel tempio significava poter stare accanto alla santit e alla
gloria di Dio. Quanto
meraviglioso e importante decidere di stare alla presenza di Dio. Stando sempre alla presenza del Signore lei sapeva
di adempiere anche la profezia del Salmo 140.3 gli uomini retti abiteranno
alla tua presenza. Come
si fa a conoscere con tale profondit Dio? Sicuramente il modo migliore per
conoscere a fondo una persona, con i suoi pregi e difetti (non il caso del
Signore ovviamente per i difetti!), proprio quello di starle accanto del
continuo e in ogni situazione della vita. Credo
che fosse per questo che Anna stava al tempio con tanta dedizione, perch amava
Dio e voleva conoscerlo sempre di pi stupita dalla sua grazia e riempita dalla
sua presenza e dalle benedizioni del Signore. Mi
viene in mente a proposito la preghiera che lapostolo Paolo elev a Dio per i
suoi fratelli Colossesi, chiedendo per loro che fossero ripieni della
profonda conoscenza della volont di Dio (Cl
1:9), che poi altro non che conoscere Dio stesso! Anna
era una donna molto vicina a Dio, lo
conosceva personalmente e per questo era vera per lei la parola scritta in
Levitico: Io
(lEterno) sar santificato per
mezzo di quelli che mi stanno vicini (Le
10:3). Anche questo brano di una meraviglia unica: noi che stiamo vicini a
Dio lo santifichiamo! Mi domando se vero per me! Sicuramente
pi noi si sta vicini a Dio pi si sta lontani dal male e dalle sue tentazioni. Pi
stiamo vicini a lui e pi siamo santificati, e abbiamo cos la possibilit di
assomigliare sempre di pi a Dio !! Il dono di Anna Ma
in che modo lEterno era santificato in lei, una donna, e per di pi anziana? Anna
era una profetessa, una persona, cio, particolarmente dedicata al Signore
tanto da diventarne la portavoce, perch questo uno dei significati della
parola profeta/profetessa. Sappiamo
che a quei tempi la Parola di Dio era rara,
come ai tempi di Samuele, ma nonostante il popolo di Israele si considerasse il
popolo di Dio, in realt era un popolo dal collo duro, ribelle e
viveva lontano dal suo Dio. Erano passati centinaia danni dalle ultime
profezie, e un silenzio pesante era calato tra Dio e il suo popolo Israele che si trovava in una situazione spirituale
disastrosa, non certo per colpa dellEterno. Ma
in ogni epoca il Signore, nella sua immensa grazia, non permette che le
tenebre abbiano il sopravvento, n abbandona il suo popolo, anzi vuole guidarlo ed istruirlo avendo gli occhi
sui suoi (Sl 32:8). Egli sempre pronto a rivelarsi a coloro che lo ricercavano
col cuore, e secondo la sua Parola, e quello era proprio il tempo profetizzato
in cui il Signore stava per far accadere qualcosa di veramente grande ed
importante. Stava
finalmente per risplendere la luce
tanto attesa per il suo popolo (Mt 4:16). Anna,
apparentemente senza fare grandi cose, era diventata cos una di quelle persone
che poteva dare parole di conforto, di saggezza, di consolazione e consiglio
che le provenivano dallEterno. Anna,
come secoli prima Esdra, si era dedicata completamente alla conoscenza di Dio e
questo impegno la portava a vivere e praticare la sua volont e a testimoniarla
(Ed 7:10). Chiss
forse cera anche qualche prelato di quel tempo, infastidito nel sapere che
cerano persone che non andavano dai sacerdoti o dagli scribi, per trovare
aiuto spirituale, ma si rivolgevano invece a persone come questa praticona,
come verrebbe definita oggi. Ma costoro non si domandavano certo il perch,
dato che altro non facevano che discutere di cose inutili spiritualmente,
capaci solo di porre grossi pesi da portare alla gente, mentre loro non
toccavano neanche una piuma, ed abili nel giudicare chiunque non rispettasse
anche le pi minime pratiche religiose. Questa
situazione mi ricorda quanta responsabilit hanno le guide del popolo di
Dio nel dover stare vicini alle persone
credenti e preoccuparsi dei loro bisogni, e lontano dalle inutili
contese che generano solo fiumi di parole
e non servono a nulla e a nessuno (2Ti 2:23). Quello
che Anna aveva era un dono di Dio e della sua grazia, e non certo merito della
sua persona o delle sue capacit. (1Co 1:5 e 7). Lei era stata arricchita da
Dio, per mezzo dello spirito questa sua ricchezza la metteva a disposizione
degli altri (1Ti 6:18). A
dire il vero nella Scrittura si parla molto poco di donne profetesse, ma ci sono, ed alcune di loro sono molto
conosciute come Maria la sorella
di Mos ed Aaronne, oppure Debora,
di cui il Signore si serviva per rivelare al suo popolo la sua volont. Altre
sono quasi sconosciute, come una certa Hulda che profetizz durante il regno di Giosia e che
veniva consultata a volte su importanti questioni di stato, o che rivel il
disegno dellEterno al re di Giuda (2Re 22:14-20). In
generale alcuni aspetti accomunano tutti i profeti, essi erano comunque uomini
(e donne) che: 1.
erano completamente sottomessi a Dio; 2.
curavano la loro comunione col Signore attraverso la preghiera costante; 3.
per queste caratteristiche erano adatti a ricevere le rivelazioni di Dio
(tipico esempio quello di Samuele, 1Sa 7:5; 8:6; 12:23; 15:11); 4.
erano usati da Dio come mezzi di trasmissione (altoparlanti) della sua volont
o Parola. Ecco
spiegata lattivit di profetessa della nostra Anna, colei che era la
portavoce di Dio a disposizione di tutti
coloro che si trovavano in quel luogo santo, persone che potevano avere di
tutto nel cuore (dubbio, insicurezza, disperazione, voglia di Dio, dolore per
il proprio peccato, etc.). Tutti sapevano di poterla trovare l, nel tempio,
visto che lei viveva sempre l, e l faceva il suo servizio di
preghiera e digiuno a favore degli altri, del suo popolo. Mi
immagino quanto sia bello e buono per chi nel bisogno sapere di trovare
qualcuno che sa ascoltare e dare conforto; qualcuno che non si affretta a
giudicarti per ci che sta accadendo, o che sa anche stare in silenzio accanto
a chi soffre, e che comunque si impegna nella preghiera dintercessione! La
gente del popolo sapeva che Anna avrebbe trovato sempre tempo per loro, forse
solo per ascoltarli, oppure per comunicare loro la Parola del Signore. Non era
certamente come quei sacerdoti sempre indaffarati in beghe religiose e che
tanto somigliano ai politici di oggi, sempre pronti a fare tante chiacchiere,
ma senza concludere mai niente se non perseguire o raggiungere i propri fini o
interessi, o a farsi pubblicit vantandosi dei propri titoli. Anna
non assomigliava per nulla ai tanti maestri di quel tempo che erano preoccupati di mostrare la loro capacit
intellettuale, ostentando di essere dei insegnanti della legge sempre pronti a fare erudite disquisizioni e a farsi
chiamare maestri (oggi diremmo forse: professori), ma che erano cos lontani, non solo da Dio, ma
anche dai bisogni e dalle miserie del popolo e, soprattutto avevano anche
dimenticato la loro responsabilit di pascere – servire il popolo di Dio
(At 20:28), trascurando di praticare la misericordia. Anna
era soltanto una donna, per altro molto anziana, che poteva essere apprezzata
perch era particolarmente vicina a Dio e sua serva nel mondo. Non
risulta che avesse ricevuto un mandato ufficiale, da vantare o da mettere in
mostra. Non aveva nemmeno un ufficio da consulente spirituale dove poter
ricevere i clienti magari su appuntamento. Niente di tutto questo, eppure la
gente sapeva di poterla trovare l, nel luogo del culto, perch lei ogni
giorno, da tantissimi anni, si recava l per pregare. Quella
donna era davvero vicina a Dio, in comunione con lui, e ne sentiva le parole e
ne riceveva le rivelazioni. Se le
preghiere dei santi sono un profumo soave che sale alle narici del Signore
chiss quanto profumo avr elevato al suo Dio la nostra Anna. Ancora
oggi credo che tutti noi abbiamo bisogno di riscoprire il valore di stare ai
piedi dellEterno, in comunione stretta ed intima con lui in preghiera. Quanta
crescita mancata quando si sta senza preghiera personale con il Signore. Quanti
credenti, non solo anziani, dimenticano questo ministerio e cadono nelloblio,
adagiandosi e accettando una vita spirituale mediocre. Che il Signore ci
faccia sentire sempre di pi il bisogno di avere una vita di preghiera continua
e fedele! La dedizione alla preghiera
una disciplina importante per il credente, e soprattutto ci permette di portare
a Dio ogni cosa lasciando a Lui il peso di prendersi cura di noi e delle
nostre sollecitazioni (1P 5:7). Oltre a questo possa ognuno di noi adempiere il
comandamento: Fratelli..pregate gli uni per gli altri (Gm
5:16). Quanto prego per i miei fratelli? Quanto tempo dedico al giorno per
questo? Qualcuno ha detto che la preghiera per i nostri fratelli un debito
damore verso Dio.che Dio mi dia la forza spirituale di pagare i miei debiti
ogni giorno! Sono personalmente convinto che attraverso la preghiera io ho la
benedizione di chiedere a Dio di intervenire, in una certa situazione, mettendo
tutta la mia fede nellattendere la sua risposta, qualunque essa sia! La vita di Anna Comera
stata la vita di Anna? Dopo soli sette anni di matrimonio era rimasta vedova,
probabilmente anche senza figli. Questo
fatto potenzialmente poteva trasformarsi in una tragedia: una vedova viveva e
si trovava in una condizione davvero triste allora. Dalla
storia sappiamo che a quel tempo le ragazze si sposavano molto presto, intorno
ai 13 – 15 anni. Per cui possiamo supporre, con una certa
approssimazione, che Anna fosse gi rimasta vedova intorno ai 20 – 22
anni. Chiunque
si sarebbe potuto domandare perch? Perch a me? E Anna, a quel tempo giovane
donna avrebbe potuto ragionevolmente chiedersi: perch proprio a me, e a
questa et? Dovera la bont di Dio verso questa sua figliuola? DovՏ la cura
che Egli promette ai suoi? DovՏ la sua fedelt nei confronti di una donna
giovane e sola? Che
delusione sarebbe stata per altre donne quella perdita! Come avrebbe dovuto
reagire a questo fatto? Prendendosela magari con Dio, arrabbiandosi con Lui?
Oppure cadendo in depressione? Oppure allontanandosi dalla fede? Daltronde
senza pi il marito sapeva che le sarebbe mancato sostegno economico, la
compagnia, qualcuno con cui parlare, con cui lavorare, qualcuno che la
sostenesse ma era anche molto giovane e le cose potevano cambiare. Ma
la societ in cui viveva Anna, nonostante le prescrizioni del Signore, era
ostile alle vedove, anche se giovani. Perch
vivere ancora? Che scopo ha la mia vita, poteva chiedersi Anna?. Anna, per
non se la prende con il Signore Dio, sapeva che Lui lavrebbe accolta, dandole
Egli stesso rifugio per la sua vita. Ma questa prova avrebbe cambiato
completamente questa giovane donna, e soprattutto la prospettiva della sua
vita. (Prov.19:21) Lei
sapeva che avrebbe potuto trovare rifugio presso Dio. Anna aveva fatto sua
lesperienza del salmista che dice: Oh, quanto amabili sono le tue dimore, o
Eterno degli eserciti! Lanima mia anela e si strugge per i cortili
dellEterno; il mio cuore e la mia carne mandano grida di gioia al DIO vivente.
Anche il passero trova una casa e la rondine un nido, dove posare i suoi
piccoli presso i tuoi altari, o Eterno degli eserciti, mio Re e mio DIO. Beati
coloro che abitano nella tua casa e ti lodano del continuo. Beati quelli che
ripongono la loro forza in te e che hanno in cuore le tue vie! (Salmo 84:1-5).
Anna,
come molti di noi hanno fatto, avrebbe scoperto giorno dopo giorno quanto fosse
grande la consolazione di trovare rifugio presso Dio, sperimentando la gioia di
trovare in Lui la propria forza, e con amore fare la volont del Signore, per
piacergli in ogni cosa. Anna
aveva riposto la sua speranza nel Signore, felice di confidare in Lui, sapendo
quanto fosse mille volte preferibile frequentare la casa di Dio che la dimora
temporanea e precaria di chi ignora e disprezza Dio. (Salmo 23:6; 26:8; 52:8;
84:10 etc.) (1. continua) Enrico Pasquini (Assemblea di Lodi) |