Si ormai concluso il cosidetto anno darwiniano. Nel corso di tutto lanno, nei vari contesti in cui lo si celebrato, lesaltazione dellevoluzionismo andata di pari passo con il discredito gettato sulla Bibbia e, di conseguenza, sulla sua ispirazione e sulla sua autorit come Parola di Dio. Davanti a questi attacchi concentrici, che hanno in realt come obiettivo il rifiuto di Dio, non possiamo restare indifferenti, ma dobbiamo, con dolcezza e rispetto, proporre una testimonianza chiara della nostra fede.

 

 

Relativismo e pluralismo

 

Affermare che Ges lunica via che porta a Dio, secondo quanto lapostolo Giovanni (Gv 14:6) afferma nel suo Vangelo (citando una dichiarazione solenne di Ges, N.d.T.) inaccettabile per i pensatori post-moderni, i quali sono convinti che ogni gruppo religioso abbia le sue proprie credenze, i suoi propri percorsi spirituali, i suoi propri obiettivi, ma che nessuno di loro abbia accesso alla verit. Non esiste una verit, ma esistono piuttosto delle verit, dei modi diversi di concepire e di vivere la propria spiritualit.

 

Dichiarare che Ges la verit, che lunica via significa compiere un sacrilegio nei confronti dei due di moderni della tolleranza e del pluralismo.

 

Inoltre, allo stesso modo bandito chi esalta i valori biblici che definiscono in modo chiaro e assoluto ci che bene e ci che male. Ogni gruppo religioso o sociale coltiva dei propri specifici valori, nessuno dei quali pu essere considerato assoluto.

Se in una societ dedita al cannibalismo il bene consiste nel trattare il proprio vicino in modo speciale per poi mangiarlo, chi dir che questo male? Secondo i pensatori postmoderni non esiste una verit assoluta n una giustizia assoluta, ma soltanto una variet di idee e di punti di vista di uguale valore.

Secondo questo stesso appello ad una maggiore apertura mentale, bisogna smettere di credere che la Bibbia sia un libro infallibile perch ispirato da Dio.

Ogni gruppo religioso possiede un proprio testo sacro e tutti questi testi sacri hanno unuguale utilit. Nessuno dessi presenta una verit assoluta, ma semplicemente delle idee particolari che favoriscono, secondo le epoche, gli obiettivi religiosi e politici di gruppi diversi.

 

Come si giunti a questo rifiuto dogmatico della possibilit di giungere ad una verit unica, a questa guerra dichiarata a tutti i conservatori che sostengono non soltanto lesistenza di questa Verit unica ma anche la possibilit di conoscerla?

 

 

1. Evoluzione delle idee in Occidente

 

Riassumiamo levoluzione delle idee in Occidente.

 

Durante il Medio Evo, grosso modo fra il VI ed il XVI secolo, si accettava come verit tutto quello che veniva affermato dalla Chiesa. Purtroppo per le idee veicolate dalla Santa Madre Chiesa erano ben lungi dallessere sempre in armonia con gli insegnamenti della Bibbia e con le prime conquiste della scienza sperimentale (Copernico, Galileo).

 

Durante il Rinascimento inizi la riscoperta dei classici dellantichit greca e romana, poco prima che i Riformatori traducessero la Bibbia partendo dai testi originali. Questo cammino di emancipazione rispetto allortodossia cattolica ha portato alcuni, nel corso dei quattro secoli successivi, ad un nuovo ideale (non biblico): la convinzione che luomo possa scoprire la verit da s stesso, con la sua sola intelligenza. Questo cammino stato poi chiamato razionalismo.

 

Il razionalismo, attestandosi sui suoi postulati, ha proseguito la sua ricerca del tutto umana della verit durante il cosidetto secolo dei Lumi (XVIII sec.). Pi recentemente, nel XIX e nel XX secolo, il razionalismo ha compiuto dei grandi progressi sul piano scientifico e tecnologico. Nello stesso tempo ha per cominciato a contestare seriamente lautorit della Bibbia. Sotto la spinta delle correnti naturaliste, positiviste e materialiste, il messaggio biblico stato sottoposto da quel momento ad un vero e proprio attacco frontale.

A questattacco hanno contribuito in modo particolare le teorie di Darwin, che rimettono in discussione tutto il racconto biblico della creazione, ma vi hanno contribuito anche i lavori di alcuni teologi tedeschi (Schleiermacher, Strauss, Baur, Bultmann).

 

Ecco cosa si pu leggere nellEnciclopedia Britannica (edizione 1979) a questo proposito:

Fu nelle universit tedesche che nacque per la prima volta la questione della critica biblica: era possibile per una persona essere cristiana, cio un buon cristiano, mettendo nello stesso tempo in dubbio la veridicit di alcune parti della Bibbia? Questa fu la domanda fondamentale posta nel XIX secolo al protestantesimo, per non dire allinsieme della cristianit.

 

Definendo alcune parti della Bibbia come miti, molti membri del clero protestante hanno gettato lombra del dubbio su tutto linsieme della Bibbia.

Un commentario biblico protestante (Inter-
preters Bible
, in 12 volumi) si esprime cos nella sua introduzione, titolata La Bibbia: il suo significato e la sua autorit):

 

Da unindagine sommaria si deduce che non sarebbe per nulla contrario alle Scritture e neppure ai fondamenti della fede cristiana, ma piuttosto in accordo con la Bibbia, smettere del tutto di parlare delle Scritture come Parola di Dio.

 

Affermazioni del genere distruggono linfluen-
za esercitata dalla Bibbia nella vita di tante persone con unefficacia ben pi temibile di una bolla papale che ne proibiva la lettura.

 

Con il XXI secolo siamo entrati nellera postmoderna in cui luomo, consapevole di non essere riuscito a trovare, con la propria intelligenza, la verit sui grandi problemi dellesistenza, non si fida pi della ragione (fenomeno che Francis Schaeffer ha chiamato Fuga dalla ragione).

 

Luomo proclama cos in modo dogmatico che non esiste una verit unica e che, anche se ne esistesse una, non potremmo conoscerla a motivo della nostra visione soggettiva della vita, delle realt del mondo presente e di quelle del mondo a venire.

 

Alister McGrath, teologo di Oxford, scrive a questo proposito:

 

Questa disillusione verso il modernismo dei Lumi sfociata in una filosofia secondo la quale la verit che non esiste verit.

 

 

2. Ricerca di certezze

 

Ma luomo del XXI secolo non accetta del tutto i discorsi dei pensatori postmoderni. Egli infatti non si arrende allidea che non esista una verit assoluta ­n un solido fondamento sul quale basare la prop­ria esistenza.

Non accetta nemmeno di rimanere senza risposte relativamente alle sue origini, al significato della vita e al suo destino.

Per questo motivo, non avendo altre risorse, si rivolge alle scienze moderne o alle forze spirituali occulte, alla ricerca di certezze.

Una delle conseguenze perverse di questo cammino che gli uomini di scienza sono diventati i guru moderni ai quali si chiede si rispondere ai problemi esistenziali. Gli scienziati eccellono sicuramente nellesaminare un oggetto e nello spiegarne il funzionamento, ma i grandi problemi metafisici non sono alla loro portata. Tuttavia oggi sono proprio loro che tutti interrogano. La nostra generazione pende dalle loro labbra, nella speranza di essere incoraggiata ed illuminata.

 

E i giornalisti scientifici ne approfittano per accrescere i loro ascolti, proponendo le supposizioni scioccanti di questi saggi e presentando le ipotesi di questi ultimi come se fossero dogmi, spesso senza neppure averle esaminate.

(In Italia raggiungono da anni i pi alti indici di ascolto trasmissioni televisive, tipo Quark, indubbiamente accattivanti e ben fatte dal punto di visto documentaristico, ma nelle quali le supposizioni scientifiche pi fantasiose vengono propinate come se fossero verit storiche e scientifiche assolutamente indiscutibili, N.d.T.).

 

 

3. Distinzioni essenziali

 

Per evitare di lasciarci prendere in giro dalla minima pseudo-scoperta, bisogna innanzitutto stabilire una distinzione fra:

 

1) unopinione (una speculazione o una supposizione);

2) unipotesi;

3) una teoria;

4) una evidenza e

5) una prova.

 

Unopinione corrisponde semplicemente al punto di vista soggettivo di una persona su una data questione.

Unipotesi la possibile spiegazione di un fenomeno osservato.

Una teoria un insieme organizzato di spiegazioni astratte che si pongono lobiettivo di spiegare un fenomeno.

Unevidenza simpone allo spirito con una tale forza che non cՏ bisogno di alcuna prova per riconoscerne la verit o la realt.

Una prova infine costituisce la base solida che serve a stabilire che una cosa esiste davvero o che un fenomeno davvero accaduto. La prova pu essere o storica o sperimentale.

 

Perch una prova sperimentale sia riconosciuta, si deve poter osservare una trentina di volte lo stesso fenomeno, nelle stesse identiche condizioni ed ottenendo gli stessi risultati.

Soltanto a queste condizioni si pu veramente parlare di prova scientifica. In tutti gli altri casi, non si tratta che di supposizioni o dipotesi.

 

Ma ecco il paradosso: i pensatori e gli scienziati postmoderni, disprezzando queste regole, non esitano a conferire lo statuto di dogmi alle loro opinioni particolari! Ora, il loro rifiuto sistematico di ogni verit assoluta dovrebbe logicamente renderli estremamente prudenti

Un esempio sconvolgente di queste contraddizioni offerto da un recente reportage sullorigine delluniverso e delluomo, ispirato al 200 anniversario della nascita di Darwin. Ma vediamo le cose pi da vicino

 


4. Darwinismo o Creazionismo?

 

Le teorie di Darwin e gli insegnamenti dei suoi successori avrebbero provato senza alcun dubbio che luomo il prodotto di un processo evolutivo qualunque. Di conseguenza non possiamo assolutamente fidarci della Genesi e del resto della Bibbia, per conoscere la verit relativa alle sue origini.

 

Bertrand Couture, microbiologo, ha brillantemente dimostrato nel suo libro LEvoluzione: scienza o credenza? e nelle sue conferenze, che la teoria dellevoluzione non superare il test del metodo scientifico.

 

La maggior parte delle persone pensa che levoluzione sia unevidenza scientifica, mentre in realt non altro che una semplice supposizione. Ma utilizzando a vanvera il termine scienza si d lillusione di essere fondati sulla roccia. La parola scienza sembra agire come una sorta di formula magica capace di dissipare tutti i fantasmi del dubbio e di eludere la minaccia di opinioni contrarie.

 

Ma, quando si esaminano le cose da pi vicino, con lo sguardo obiettivo di un vero ricercatore, ci si rende presto conto che la teoria dellevoluzione assomiglia molto pi ad una congettura che ad un fatto scientifico.

 

 

La complessit delluniverso

 

In primo luogo, difficile attribuire al caso lesistenza di un mondo cos straordinariamente strutturato.

Pensate allorganizzazione meravigliosamente complessa delle colonie delle formiche o delle api.

Pensate un momento al nostro occhio il cui funzionamento supera quello della videocamera pi perfetta.

Pensate nello stesso modo ai diversi organi del corpo umano: al cuore, ai polmoni, alle reni Pensate al cervello che solo ora luomo comincia ad esplorare e la cui grande complessit ancora gli sfugge.

Pensate al genoma umano.

Pensate al semplice volo degli uccelli che un tempo ha fatto sognare Leonardo da Vinci e che ancora oggi fa sognare gli ingegneri aereonautici.

Pensate anche alle condizioni estremamente precise che consentono la vita sulla terra.

 

Ecco che cosa possiamo leggere nel numero di agosto 2005 della rivista specializzata Lactualit, in un articolo intitolato Le condizioni vincenti scritto da Franois Brousseau:

 

La ricetta della vita richiede una ventina di ingredienti, il cui segreto appartiene solo alla Terra.

La lista impressionante.

Una giusta Luna dalle giuste dimensioni, posta ad una giusta distanza, per stabilizzare la rotazione e linclinazione della Terra.

Un grosso pianeta (Giove) che, per la sua gravitazione massiva, ha il buon gusto di attirare su di s comete e meteoriti che altrimenti avrebbero causato frequenti impatti catastrofici.

Una Terra n troppo vicina n troppo lontana dal Sole, altrimenti lacqua o evaporerebbe o gelerebbe.

Un Sole, anche lui, collocato proprio l dove occorre, nella Galassia.

Elementi chimici di fondamentale importanza - carbonio, ossigeno - n troppo presenti n troppo rari.

Un dettaglio cruciale: se mancasse uno solo di questi elementi, tutto ledificio crollerebbe. Tutte queste condizioni, se prese in considerazione una ad una, risulterebbero gi frutto di eventi molto rari. Messe insieme, ci presentano il pianeta blu come un fenomeno unico, come un miracolo di equilibrio fra mille variabili che non avrebbero per altro mai dovuto incontrarsi fra loro.

Lontano dalla definizione banale per cui sarebbe un sobborgo della galassia - come si cercato di dipingerla - la Terra un asso di scala reale nel poker cosmico della vita. Meglio ancora: come vincere alla lotteria dieci volte di seguito.

 

Si potrebbe immaginare che tutti questi fattori di una precisione inaudita siano il frutto del caso, ma il nostro umile parere ci porta piuttosto ad affermare che sia molto pi serio e credibile pensare che unintelligenza superiore sia allorigine di questa grandiosa orchestrazione. Ed proprio questo, esattamente, ci che la Bibbia afferma:

 

Nel principio Dio cre i cieli e la terra (Ge 1:1).

 

Quanto sono numerose le tue opere, Signore! Tu le hai fatte tutte con sapienza, la terra piena delle tue ricchezze (Sl 104:24).

 

Con la saggezza il Signore fond la terra, e con lintelligenza rese stabili i cieli (Pr 3:19).

 

Levate gli occhi in alto e guardate: Chi ha creato queste cose? Egli le fa uscire e conta il loro esercito, le chiama tutte per nome; per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza, non ne manca una (Is 40:26).

 

Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua saggezza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli (Gr 10:12).

 

... le sue qualit invisibili, la sua eterna potenza e divinit, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue, perci essi (gli uomini) sono inescusabili (Ro 1:20).

 

Noi non possiamo provare scientificamente che Dio ha creato il cielo e la terra, ma lipotesi, per non dire la teoria, meglio sostenuta dallevidenza.

La complessit delluniverso esige lesistenza di un disegno intelligente. Daltronde, anche se rifiutano il creazionismo biblico come modello esplicativo delle origini, molti uomini di scienza e molti pensatori riconoscono che quella del caso una spiegazione ben lungi dallessere soddisfacente.

 

Jacques Monod, famoso biologo francese, ha scritto queste parole a proposito delle api nel suo libro Le hasard et la necessit (Il caso e la necessit):

 

Inoltre e soprattutto, il programma noter che lestrema complessit della loro struttura (numero e posizione dei peli addominali, per esempio, o delle nervature sulle ali) si trova riprodotta da un individuo allaltro con straordinaria corrispondenza. Questa la prova pi sicura che questi essere sono il prodotto di unattivit costruttrice premeditata e deliberata e del pi raffinato degli ordini.

 

Senza identificare Dio come autore di questa complessit biologica, Monod afferma nel suo libro che il caso non pu esserne la sola spiegazione.

 

Ecco che cosa ha scritto a sua volta leminente biologo Jean Rostand:

Purtroppo io non arrivo ad immaginare altra causa che il caso. Ma biologicamente mi sembra difficile spiegare anche un fiore con il caso (...)

 

 

La stabilit delle specie

 

Oltre alla complessit delluniverso, dobbiamo considerare il fenomeno della stabilit delle specie. Nessuno ha mai osservato la trasformazione di una specie in unaltra

Che questa trasformazione sia potuta accadere una semplice supposizione.

 

E in quale modo un essere vivente potrebbe sopravvivere fra due stadi di evoluzione? In quale modo, ad esempio, potrebbe sopravvivere, senza branchie e senza polmoni, un pesce che sarebbe sul punto di trasformarsi in rettile?

Cosa dice la Bibbia in relazione alle specie?

 

La terra produsse della vegetazione, delle erbe che facevano seme secondo la loro specie e degli alberi che portavano del frutto avente in s la propria semenza, secondo la loro specie. Dio vive che questo era buono (Ge 1:12).

 

Dio cre i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, e che le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, e ogni volatile secondo la sua specie. Dio vide che questo era buono (Ge 1:21).

 

Dio fece gli animali selvatici della terra secondo la loro specie, il bestiame secondo le sue specie e tutti i rettili della terra secondo le sue specie. Dio vide che questo era buono (Ge 1:25).

 

Degli uccelli secondo le loro specie, del bestiame secondo le sue specie e di tutti i rettili della terra secondo le loro specie, due di ogni specie verranno a te, perch tu li conservi in vita (Ge 6:20).

 

essi e tutti gli animali secondo le loro specie, tutto il bestiame secondo le sue specie, tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo le loro specie, e tutti gli uccelli secondo le loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati (Ge 7:14).

 

Ci che la Bibbia anticipa corrisponde esattamente a ci che noi osserviamo nella natura. La Bibbia ci parla di specie ben definite che si riproducono fra di loro piuttosto che di specie che si evolvono trasformandosi in altre specie e ci esattamente quello che le osservazioni scientifiche confermano.

 

Il limite di ogni specie scientificamente definito dallincapacit di riprodursi.

Noi possiamo incrociare un cavallo con un asino, ma il mulo sar sterile. Possiamo incrociare un cane con un lupo e anche un leone con una tigre ma nel giro di poco tempo i loro discendenti saranno colpiti da sterilit e la successione non andr molto lontano.

Se noi ripetessimo queste esperienze pi di trenta volte, otterremmo sempre gli stessi risultati.

Questa considerazione ci allontana decisamente dallidea di fiaba o di mito e ci avvicina a colpo sicuro allidea di prova scientifica.

 

 

Stravaganti estrapolazioni

 

Inoltre, come possibile sapere quello che davvero accaduto miliardi di anni fa, soprattutto presupponendo che le condizioni ambientali non hanno mai smesso di evolversi?

serio tutto questo?

Luomo non in grado di prevedere lampiezza dei cambiamenti climatici ed i loro effetti da qui a cinque anni

 

 

Luomo, un essere a parte

 

E chi che davvero fra gli esseri umani pensa che luomo non che un semplice animale?

Come spiegare allora il suo senso morale?

E la Corte internazionale di giustizia?

E il fenomeno religioso presente in tutti i popoli, anche in quello pi isolato?

E come spiegare laspirazione degli uomini ad un mondo giusto e pacifico, dal momento che la sopravvivenza del pi idoneo o del pi adatto dovrebbe essere, se fosse davvero un animale, la sua unica preoccupazione?

 

Non potrebbe essere che la Bibbia dica la verit quando sottolinea che luomo un essere creato allimmagine di Dio (Ge 1:26-27) piuttosto che un semplice animale un po pi evoluto degli altri?

 

Prima di proclamare alto e forte che il creazionismo una favola e che la teoria dellevoluzione una conquista scientifica converrebbe soppesare obiettivamente le evidenze di queste due visioni delle origini e resistere alla tentazione di adottare delle conclusioni costruite su dei presupposti anticristiani.

 

 

Conclusione

 

Se la Bibbia fosse la parola di una qualsiasi comunit, sarebbe normale considerarla fallibile e pi o meno affidabile sul piano storico.

Ma se essa la Parola ispirata da Dio, come afferma lapostolo Paolo scrivendo a Timoteo (2Ti 3:16), perch non dovrebbe essere credibile sul piano storico nello stesso modo in cui essa lo sul piano spirituale?

 

Abbiamo presentato qui alcune evidenze a favore della storicit e dellaffidabilit della Bibbia. Ma restiamo ovviamente consapevoli del valore della fede in ogni percorso spirituale. Ognuno libero di scegliere di credere o di non credere.

Tuttavia nessuno dovrebbe permettersi il diritto di screditare la Bibbia sulla base di pregiudizi o di opinioni infondate. Questo significherebbe dar prova di mancanza di apertura mentale e di disonest intellettuale.

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Bernard Guy