Nella Parola, soprattutto negli scritti dellapostolo Paolo, la vita cristiana spesso paragonata alla vita di un atleta. Scoprire gli aspetti particolari della vita di una persona sportiva, di un atleta, ci aiuter non soltanto a comprendere i motivi per cui questa vita viene additata come esempio, ma soprattutto a ricevere indicazioni ed incoraggiamenti che ci saranno utili nella nostra corsa.

 

 

Premessa

 

Nel linguaggio, riccamente figurato, delle Scritture, troviamo che il cristiano viene paragonato a un guerriero che indossa una vera e propria armatura, a un ambasciatore che porta buone notizie, a un pescatore che getta la rete per pescare, a un agricoltore che va a seminare, a un atleta impegnato a correre o a lottare come pugile, a un architetto che getta le fondamenta di una costruzione, ecc.,,

Tutte queste similitudini sono sostenute da passi biblici che ne costituiscono la chiave.

Il nostro testo chiave si trova in Ebrei 12:1-2:

Anche noi, dunque, poich siamo circondati da una cos grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che cos facilmente ci avvolge e corriamo con perseveranza la gara che ci proposta, fissando lo sguardo su Ges, colui che crea la fede e la rende perfetta.

Secondo questo testo, il cristiano come un corridore impegnato in una lunga corsa campestre, o una maratona; sicuramente una corsa ad ostacoli lunga ed impegnativa. Quanto lunga?

Lunga quanto tutta la sua esistenza terrena.

Vediamone insieme le caratteristiche.

 

 

Entrare in una societ sportiva

 

Un atleta per affermarsi deve entrare in una societ sportiva, perch non potr mai affermarsi da solo.

Un cristiano – e si diviene tale accettando Cristo nella propria vita – deve entrare in una comunit di credenti. Qui egli scopre di essere circondato da un grande numero di testimoni che si sono succeduti nel passato ed oggetto di particolari benedizioni (Sl 133:3).

Nel libro degli Atti leggiamo che il Signore stesso aggiungeva alla comunit i nuovi credenti (At 2:47). Questo ci dice che si tratta di una cosa molto importante.

 

 

Frequentare sviluppa lo spirito di corpo

 

Un atleta serio non trascura di frequentare la societ sportiva, gli allenamenti, le competizioni, i raduni che sviluppano lo spirito di corpo, perch sa che il danno sar in primo luogo suo, mentre la societ sportiva a propria volta verr a perdere lapporto del suo contributo.

 

Il credente che trascura la comunione dei credenti si indebolisce spiritualmente.

Si vedano le seguenti esortazioni:

Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci allamore e alle buone opere, non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare (Eb 10:24,25).

 

Desideriamo che ciascuno di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza, affinch non diventiate indolenti (Eb 6:11,12).

 

 

Lattrezzatura della societ sportiva

 

Una societ sportiva per dare buoni risultati deve essere adeguatamente attrezzata in funzione degli obiettivi che si propone di raggiungere.

 

Lassemblea che accoglie il nuovo convertito non un club qualsiasi, ma un corpo vivente che deve svilupparsi. Deve quindi essere viva spiritualmente e deve ricercare il bene dei suoi membri. Questo significa che la vita dellassemblea non deve essere un qualcosa che va avanti per forza dinerzia.

Al contrario, tutte le attivit dellassemblea: scuola domenicale, studio della Parola, attivit giovanili, comunione fraterna, riunioni di preghiera ed intercessione, lode e adorazione, testimonianza, visite ad ammalati ed anziani, ecc., tutto deve essere fatto per la comune edificazione, il che significa: maturazione, crescita, progresso.

Deve esserci quindi una tensione a fare sempre di pi e meglio.

 

 

Partecipare e gareggiare

 

Reciprocamente, sono le societ composte di veri atleti quelle pi attive, cos come sono pi attive e pi viventi le assemblee che non hanno dei pesi morti, ma dove tutti sentono la responsabilit ed il privilegio di rendersi utili.

 

La domanda che ogni credente dovrebbe porsi : In quale settore io posso servire il mio Signore ed i miei fratelli e le mie sorelle? Anche se non potremo andare, potremo sempre pregare.

In qualunque modo, la nostra esperienza sar quella indicata in Proverbi 11:25: chi annaffia sar egli pure annaffiato.

 

 

Avere un valido allenatore

 

Un atleta che non entrasse in una societ sportiva si troverebbe in grande imbarazzo circa il metodo di vita da adottare, come nutrirsi, quanto riposare, quali attivit intraprendere, come allenarsi, ecc. Viceversa, quello che vi entra ha un allenatore che lo ammaestra in ogni cosa.

Cos il cristiano: egli trova in Cristo il suo Allenatore, il suo Maestro, la sua Guida. E come lo trova? Attraverso la Parola e lo Spirito Santo. Si noti quante affermazioni in questo senso troviamo nella nostra Bibbia:

 

Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida... (Is 48:17).

Il nostro Dio, in eterno sar la nostra guida (Sl 48:14).

Il Signore il mio pastore mi guida, mi conduce (Sl 23:1-3).

Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perch lo sono (Gv 13:13).

lo Spirito della verit vi guider in tutta la verit (Gv 16:13).

seguendo la verit nellamore, cresciamo in ogni cosa in colui che il capo, cio Cristo (Ef 4:15).

 

 

Importante: non montarsi la testa!

 

I giovani atleti che si dedicano allo sport non hanno esperienza ed hanno quindi bisogno di una guida. Inoltre non devono avere una eccessiva presunzione (=orgoglio!) nelle proprie possibilit. Al contrario, richiesta loro molta umilt, per sottoporsi di buon grado a tutte le prove necessarie che li metteranno in grado di ottenere risultati sempre migliori.

Cos il cristiano. Occorrono lunghi anni di esperienza cristiana per maturare e comunque il cristiano avr sempre bisogno della guida del suo Signore.

Lumilt precede la gloria (Pr 15:33).

Senza di me (dice Ges) non potete far nulla (Gv 15:33).

Io camminer con umilt durante i miei an-

ni (Is 38:15).

dopo tanto tempo dovreste gi essere maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi (Eb 5:12).

 

 

Mollare i pesi inutili

 

Latleta non corre la gara con le tasche piene di monete o col cappotto, ma vestito in maniera appropriata perch niente possa impacciarlo nei suoi movimenti.

Analogamente non pu fare grandi progressi il cristiano attaccato al denaro o che pieno di sollecitudini per tutti i vantaggi presunti o reali che il mondo nel quale viviamo pu offrire. Ricordiamo il verso di quellinno che dice:

Al tuo pie depongo il peso che ritarda il mio cammin.

 

deponiamo ogni peso (Eb 12:1): qui si tratta di tutto ci che pu rallentare il nostro progresso e perfino immobilizzarci: le preoccupazioni della vita, lamore per il denaro, il timore dellopinione altrui, ecc.

deponiamo il peccato che cos facilmente ci avvolge (Eb 12:1). Il peccato paragonato ad una rete che pu paralizzarci nei nostri movimenti. Si tratta di tutte le tentazioni che rischiano di farci deviare dalla retta via.

deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignit, calunnia; e non vi escano di bocca parole oscene (Cl 3:8).

deposta ogni impurit e residuo di malizia (Gm 1:21).

 

 

Importanza di una giusta alimentazione

 

Non un buon corridore chi segue una dieta sbagliata: occorre essere morigerati e temperati in ogni cosa se si vuole ottenere una continuit di rendimento.

Il vero e sano nutrimento del credente deve essere da un lato la Parola di Dio e dallaltro la comunione con il Signore evitando, peraltro, di nutrire il proprio animo con cose che possano avvelenarlo.

Chiunque fa latleta temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile (1Co 9:25).

tu sarai un buon servitore di Cristo Ges, nutrito con le parole della fede e della buona dottrina che hai imparata (1Ti 4:6).

 

 

Evitare laria malsana

 

La vita in ambienti malsani pu rovinare un atleta. Occorre fare ossigenare bene i polmoni, affinch tutte le cellule del corpo abbiano il proprio nutrimento.

Laria che il credente respira deve essere laria del santuario, nel senso che deve vivere continuamente in unatmosfera di comunione con il Signore, affinch laria che respira sia purificata dal filtro della presenza divina:

chiunque nato da Dio Dio lo protegge e il maligno non lo tocca (1Gv 5:18).

colui che pu preservarvi da ogni caduta (Gd 24).

 

 

Allenarsi in vista delle gare

 

Un atleta che non si esibisce mai non serve a nulla. Ma per poter gareggiare bene, un atleta deve essere preparato ed essersi allenato bene.

Lo stesso principio vale per il cristiano. Un credente che non si allena spiritualmente sar impreparato ad affrontare le prove che si presenteranno davanti a lui.

Ma come far ad allenarsi?

Un credente si allena spiritualmente con la piet, ossia rafforzando il proprio rapporto con Dio:

esrcitati alla piet, perch lesercizio fisico utile a poca cosa, mentre la piet utile ad ogni cosa (1Ti 4:8).

La piet utile ad ogni cosa ed un grande guadagno (1 Ti 6:6).

inoltre esortato ad attenersi alla dottrina che conforme alla piet: se qualcuno non si attiene alla dottrina che conforme alla piet un orgoglioso (1Ti 6:3).

Deve, poi, ricercare la piet: Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose e ricerca la piet... (1Ti 6:11).

Nello stesso tempo egli deve evitare lavidit, il desiderio di arricchire, lamore per il denaro (si consiglia di leggere tutto il capitolo 6 della prima lettera a Timoteo).

 

Oltre che nella piet il credente deve allenarsi con la comunione con il Signore. Avere comunione con il Signore significa ricercare la sua volont in tutto quello che facciamo, rendendolo in un certo senso partecipe di tutte le vicende della nostra vita:

quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano (Is 40:31).

Io correr per la via dei tuoi comandamenti (Sl 119:32)

Ascolta, figlio mio, ricevi le mie parole se corri, non inciamperai (Pr 4:10,12)

per correre, non basta essere agili (Ec 9:11), ma - aggiungiamo - occorre la saggezza.

 

Un altro aspetto dellallenamento del credente la testimonianza.

La testimonianza sicuramente uno dei mezzi migliori per essere fortificati spiritualmente.

Gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Ges... (At 4:33).

Non aver dunque vergogna della testimonianza del nostro Signore ma soffri anche tu sorretto dalla potenza di Dio (2Ti 1:8).

 

Un uomo che si era allenato bene, lapostolo Paolo, poteva dire:

Io quindi corro cos; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte laria; anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavit, perch non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato (1Co 9:26,27).

Il termine squalificato proprio di colui che, non avendo resistito alla prova, non sar premiato al termine della gara.

 

 

Risultati non comuni ottenuti dagli atleti

 

Latleta un uomo che possiede delle doti non comuni. Si pensi ad un sollevatore di pesi, ad un lanciatore o ad un corridore. Egli pu fare ci che altri uomini non sono in grado di fare. Come vi pervenuto? Con lesercizio, abituando il proprio fisico a sostenere prove sempre pi impegnative.

 

Cos il credente, se ha veramente fede, pu arrivare a fare cose eccezionali. Ai discepoli, meravigliati delle opere che egli compiva, Ges disse: In verit, in verit vi dico che chi crede in me far anchegli le opere che faccio io e ne far di maggiori (Gv 14:12).

 

La cosa meravigliosa che queste opere ci sono donate: la vita eterna, il perdono dei peccati, lessere fatti figli di Dio, la vittoria su Satana, la vittoria sulla morte che non ci signoreggia pi, la comunione personale con Dio ecc.

Quanto a potenti operazioni, come ridare vista ai ciechi, salute agli infermi, vita ai morti, ecc. erano i segni dellapostolo, ossia credenziali che Dio concedeva ai suoi apostoli in un momento speciale, per confermare che il messaggio dellEvangelo era un qualcosa di divino. Si verifichi quanto afferma in proposito lapostolo Paolo, parlando di s, mentre scrive ai Corinzi: I segni dellapostolo sono stati compiuti tra di voi, in una pazienza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti (2Co 12:12).

Ma ricordiamo: se avete fede quanto un granello di senape (Mt 17:20): in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo il Signore pu operare potentemente ed egli lo fa in risposta alla preghiera fatta con fede.

 

 

Partire bene e non distrarsi

 

Una cosa importante per il corridore saper partire: la posizione di partenza studiata in maniera particolare per sfruttare al meglio le caratteristiche dellatleta.

La posizione di partenza del cristiano devessere labbassamento, lumiliazione ai piedi della Croce. Se cadiamo durante la corsa, possiamo riprendere la corsa dopo avere ripreso questa posizione, che quella dellumilt.

chiunque si abbasser sar innalzato (Mt 23:12)

innalza quelli che erano abbassati (Dio) (Gb 5:11).

 

Durante la corsa necessario guardare avanti, ignorare i consigli della folla e ricordare solo quelli dellallenatore.

Cos il cristiano deve proseguire la corsa:

a) fissando lo sguardo su Ges (Eb 12:2),

b) non voltandosi n a destra n a sinistra (De 5:32)

c) non voltandosi indietro (Is 1:4; Lu 9:62),

d) non fermandosi (Voi correvate bene; chi vi ha fermati?, Ga 5:7),

e) correndo con perseveranza, cio seriamente, mettendocela tutta, in senso sportivo.

Lapostolo Paolo diceva: Io corro verso la mta per ottenere il premio (Fl 3:14). Dunque: Corriamo con perseveranza la gara che ci proposta (Eb 12:1).

Correre non trascinarsi e questo implica dellenergia per non perdere tempo. Ma noi incontriamo dei pericoli e sopravviene la fatica. Non perdiamoci danimo: il Signore presente per darci la forza di perseverare fino alla fine della corsa.

 

 

Il divino Allenatore corre insieme a noi

 

Il corridore corre da solo, non insieme allallenatore. Pensate che vantaggio sarebbe per il corridore, se lallenatore potesse correre con lui, stargli vicino, consigliarlo.

Questa straordinaria condizione sussiste nella corsa cristiana: il nostro divino Allenatore corre con noi, al nostro fianco!

Il Signore sar al tuo fianco e guarder il tuo piede (versione Diodati), cio preserver il tuo piede da ogni insidia (vers. Riv. di Pr 3:26).

 

 

Arrivo e premiazione

 

Il corridore termina la corsa quando taglia il filo del traguardo.

Il credente termina la propria corsa cristiana quando si spezza il filo della vita fisica, o quando il Signore viene a rapire la sua Chiesa.

Allora facciamo una meravigliosa scoperta: il nostro divino Allenatore al di l del traguardo che ci tende le braccia. E noi cadremo idealmente nelle sue braccia se avremo corso bene, dopo essere partiti bene. Ricordiamo: la posizione di partenza ai piedi della croce di Cristo.

ho finito la corsa, ho conservata la fede (2Ti 4:7), scriveva lapostolo Paolo.

 

Terminata la corsa, vi la premiazione da parte dei giudici per chi avr corso bene.

Il nostro divino Allenatore ci accompagner allora al tavolo del Giudice, non per il giudizio, ma per ricevere il premio:

Rallegratevi e giubilate, perch il vostro premio grande nei cieli (Mt 5:12);

Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo (1Co 9:24);

corro verso la mta per ottenere il premio... (Fl 3:14);

ho finito la corsaOrmai mi riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegner in quel giorno; e non solo a me (2Ti 4:7,8);

per ricevere una corona incorruttibile (1Co 9:25);

Che sia cos per ciascuno di noi!

 

Augusto Lella

(Assemblea di Torino, via Virle)