Un partecipante al Congresso evangelistico, che si
svolto ad ottobre a Citt del Capo in Sud Africa, ci racconta la storia dei
congressi che portano il nome della ben nota citt svizzera illustrandoci sia
gli obiettivi che si intendono realizzare nel pi ampio mondo evangelico
mondiale sia quanto stato fino ad ora concretamente realizzato, anche in
questultimo appuntamento. Introduzione Nel 1974, Roy Coad, storico delle Assemblee inglesi, nello
scrivere la prefazione alla seconda edizione del suo libro, A History of
the Brethren Movement (Paternoster Press, 1976) riteneva che cerano i segni per affermare che
levangelismo internazionale e interconfessionale avrebbe in futuro attinto
sempre pi, da un punto di vista ecclesiologico, alle correnti di pensiero come
quella che lui descriveva nel suo libro, vale a dire le Assemblee dei Fratelli. Nel dire questo Coad si riferiva esplicitamente alle notizie
e agli echi che giungevano dal grande Congresso Internazionale
sullEvangelizzazione del mondo, tenutosi a Losanna nello stesso anno in cui
Coad faceva questo commento (il 1974). Se Coad avesse o meno ragione (il
rapporto tra il mondo dei Fratelli e questa esperienza stato analizzato da
altri con risultati differenziati a seconda della posizione che i vari analisti
avevano nei confronti delle Assemblee), il suo commento da un lato ci ricorda
limportanza che levento ebbe allepoca in tutti gli ambienti, compreso il
nostro e, dallaltro lato, sempre il suo commento ci permette di introdurre la
comunicazione che segue. Dal 15 al 26 ottobre si svolto a Citt del Capo, in
Sudafrica, il Terzo Congresso della serie Losanna (Losanna III). Ho avuto il
privilegio, insieme ad altri dieci fratelli e sorelle (la maggior parte pi
giovani di me), di partecipare come delegato italiano a questo evento. Inoltre,
da quando iniziata la procedura di invito e accreditamento (a Citt del Capo
si sono radunati 4000 delegati provenienti da tutto il mondo e quasi la met di
quel numero di operatori di vario genere), ho il privilegio di far parte anche,
insieme a fratelli conosciuti fra le nostre Assemblee come Rinaldo Diprose
(Roma Borgata Finocchio) e Daniele Salini (Piacenza vicolo Molineria S.
Nicol), del Comitato nazionale della Delegazione che si pone anche lobiettivo
di far conoscere in modo chiaro in Italia, e meglio che nel passato, il
Movimento di Losanna. Losanna andiamo con ordine Nel 1974, sotto limpulso di Billy Graham e di John Stott si
radunarono a Losanna in Svizzera 2700 evangelici provenienti da tutto il mondo,
tranne che dal blocco sovietico e dalla Cina, per capire il modo in cui
rispondere meglio al mandato missionario ed evangelistico che Ges Cristo ha
rivolto ai suoi discepoli di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Levento fu presentato dalla stampa occidentale come il pi
grande raduno di cristiani della storia (si badi che i Congressi e le
iniziative che portano il nome di Losanna non sono espressione di una
denominazione n di una tradizione teologica!). Il risultato di quel primo
congresso, a cui segui, come Congresso generale, quello di Manila nel 1989, pu essere indicato in tre punti
(naturalmente ce ne sarebbero molti altri). 1. Il Patto di Losanna I delegati a Losanna parteciparono attivamente, grazie allo
stimolo di un gruppo di lavoro guidato da John Stott, alla stesura di una
dichiarazione di intenti nel quale tutti si impegnavano (da qui lidea di
chiamarlo patto) ad adempiere il mandato missionario nella sua globalit verso
tutto il mondo. La frase Tutta la chiesa deve portare tutto il
Vangelo a tutto il mondo divenne il motto del Congresso e rappresenta la sintesi del
Patto. Da allora in poi, rifarsi al Patto di Losanna ha significato esprimere
concretamente il desiderio di cooperare, in un clima segnato dalle regole della
Parola di Dio, alladempimento del mandato missionario. Per saperne di pi sul
Patto si pu ora consultare in italiano il commento che lo stesso Stott fece a
questo documento (Tutta la chiesa deve portare tutto il vangelo a tutto il
mondo, Edizioni
GBU, 2010) Il Movimento di Losanna Gli organizzatori del primo Congresso del 1974 ebbero la
saggezza di proseguire questa esperienza senza cadere nella tentazione di
creare un organismo mondiale sovraecclesiale (come il Consiglio Ecumenico delle Chiese). Non questa la sede per elencare il pullulare di iniziative
poste in essere da comitati e gruppi di lavoro agilissimi ma tutti
rigorosamente mondiali e interdenominazionali, a partire da quel Congresso e
che sostanziano il Movimento di Losanna. Tuttavia pu essere utile segnalare
quello che ritengo essere il frutto migliore e maggiormente fruibile di tutto
il Movimento: mi riferisco ai LOP (Lausanne Occasional Paper), vale a dire studi
e ricerche finalizzati a comprendere particolari ambiti del mondo e, studiandoli alla luce della
Parola, capire come possono essere approcciati con una proclamazione del
Vangelo fedele ed efficace. Chi volesse rendersi conto, trover nella pagina
internet dedicata ai LOP (vi si accede dalla home page principale: http://www.lausanne.org) una messe di materiale (in inglese
purtroppo) da analizzare per trarre validi spunti nella testimonianza. 3. Lo spirito di Losanna Il terzo punto del Movimento di Losanna che deriva da quel
primo congresso del 1974 e che si cerca di preservare ancora oggi quello che
fu subito definito lo spirito dellevento. Per descriverlo bene lasciare la parola a
John Stott: Eravamo consapevoli di una profonda e straordinaria
unit per il fatto che prendevamo sul serio Cristo e la sua Chiesa. Abbiamo
lodato Dio per la sua grande salvezza, e ci siamo rallegrati per la comunione
che egli ci ha dato con s e gli uni con gli altri. sempre difficile
esprimere delle sensazioni con le parole. Eppure lo spirito di Losanna era
tangibile ovunque. Abbiamo cercato di catturarlo nella scelta delle frasi. Una
serie di relatori auspicarono che il congresso fosse segnato pi dal pentimento
che dal trionfalismo. La fiducia in s stessi e l'autogratificazione non sono
mai appropriate tra i figli di Dio. Lo spirito di Losanna dunque uno spirito
di umilt e uno spirito di pentimento. Quando ci si rende conto dei fallimenti
del passato e della presente azione di Dio, ci ci porta a guardare al futuro
con speranza. Questo stato il contesto del nostro patto pubblico. La
convinzione che il Vangelo sia la buona notizia di Dio per l'intero mondo, si
esprime forse con il linguaggio della conquista o con il suono della
presunzione? Se cos allora meritiamo le critiche, perch noi siamo ambasciatori
di Ges Cristo, e il regno che cerchiamo il Regno di Dio (Mt 6:33). Il
Signore risorto ci ha ordinato di proclamare il Vangelo a tutta l'umanit e di
fare discepoli da ogni popolo (Mc 16:15; Mt 28:19) Losanna III Il tema del Terzo Congresso di Losanna stato: Dio in
Cristo, riconcilia il mondo a s. Il Congresso era organizzato in questa maniera (riporto le
scansioni maggiori e pi importanti): Ogni giorno era dedicato a un tema: la verit (difendere la verit dellunicit di
Cristo, in un mondo pluralistico); la riconciliazione (realizzare la pace di Cristo in un
mondo segnato dalle divisioni e dalle fratture); fedi mondiali (portare la testimonianza
dellamore di Cristo a persone appartenenti ad altre religioni); priorit (discernere la volont di Dio per
levangelizzazione nel nostro secolo); integrit (lappello alla chiesa di Cristo a
tornare allumilt, allintegrit e alla semplicit); collaborazione (comunione allinterno del corpo di
Cristo in vista di un nuovo globale equilibrio tra tutte le sue componenti). Nella mattinata cerano due sessioni plenarie: nella prima avevamo unesposizione
biblica tratta dalla lettera di Paolo agli Efesini (si sono alternati
nellesposizione: A. Fernando dello Sri Lanka, Ruth Padilla del Costa Rica, J.
Piper degli Stati Uniti, Vaughan Roberts dellInghilterra, Callisto Odede del
Kenia, Chris Wright, anchegli inglese e R. Atallah, egiziano); nella seconda
plenaria cerano altri oratori che sviluppavano il tema della giornata. Il resto del programma quotidiano era occupato da sessioni
dedicate esplicitamente ai temi (multiplexes sessions) e ad approfondimenti di una serie
di altre tematiche che facevano da corollario (dialogue sessions). In un tempo di mutamenti, il Vangelo non cambia! Non cՏ ununica ragione che ha spinto le diverse guide
del movimento evangelico mondiale a cimentarsi con lorganizzazione (imponente)
di un Terzo Congresso mondiale della serie Losanna. Forse la pi importante
scaturisce dalla constatazione che la vita degli uomini sulla terra, a tutte le
latitudini, ma in particolare in Occidente, alle prese con il labile e
sfuggevole fenomeno del mutamento, un fenomeno che si sviluppa a volte a velocit e con
rapidit difficili da gestire. Gli spostamenti fisici e la digitalizzazione
dellinformazione rendono il nostro mondo un posto che per certi versi
piccolo in quanto tutti siamo in rete, tutti collegabili. Di fronte alla realt
del mutamento, di fronte ai cambiamenti sociali ed economici viene da chiedersi
se anche il messaggio cristiano (tutto il Vangelo) non sia una realt che possa
essere sottoposta, pi o meno coscientemente, al cambiamento. Losanna III aveva
lo scopo di rispondere a questo terribile quesito e (mediante il Cape Town
Commitment) ha
risposto di no: il Vangelo non muta: Il Vangelo non un concetto che ha bisogno di nuove
idee, ma una storia che ha bisogno di essere raccontata in modi sempre nuovi.
La storia che non cambiata quella di ci che Dio ha fatto per salvare il
mondo, supremamente negli eventi storici della vita, della morte, della
risurrezione e del regno di Ges Cristo. In Cristo cՏ speranza (Traduzione italiana provvisoria del
Cape Town Commitment). Poco prima nel Commitment si era parlato molto
opportunamente della condizione degli uomini peccatori, anchessa non mutata
rispetto al quadro che presenta la Bibbia, e della prosecuzione della missione
della chiesa, anche questa una realt che non cambia, con il cambiare dei
tempi. Un cambiamento positivo Unaltra ragione che stava alla base del Congresso era, al
contrario della prima, la registrazione di un cambiamento questa volta
positivo: il
Cristianesimo evangelico non pi una prerogativa e un vanto dei paesi
occidentali. Mentre in Occidente in diminuzione, nel sud del mondo (in
Africa, Asia e Sud America) in forte espansione. Tutte le chiese e denominazioni evangeliche sono in forte
crescita negli scenari pi poveri e terribili del nostro mondo.
significativo, quello che sta avvenendo nella Comunione anglicana: praticamente
in banca rotta in Occidente a causa delle sciagurate scelte etiche
(omosessualit su tutto) al contrario in forte crescita nel sud del mondo: una
crescita sana, segnata da una fedelt al vangelo e dal netto rifiuto del
lassismo e del relativismo occidentale. Ecco perch stata lAfrica a ospitare Losanna III. Si
credano alle testimonianze di chi ha partecipato al Congresso: la sera, durante
la sessione plenaria dedicata alle varie zone del mondo, i nostri cuori erano
toccati e segnati dalla straordinaria forza dellEvangelo in mezzo alla
situazioni pi difficili e impensabili come la guerra, la persecuzione da parte
dei vari fondamentalismi, il degrado delle grandi metropoli asiatiche con la
piaga della prostituzione minorile, e poi lAIDS, i regimi totalitari e la
Cina. Gi, la Cina stata lunica nazione al mondo a negare, ai duecento
delegati gia pronti a partire, di raggiungere Citt del Capo. Nellimmensa sala delle riunioni
cerano qua e l delle sedie vuote: erano i posti dei fratelli e delle sorelle
cinesi. Preoccupazioni interne Altre ragioni per questo congresso erano: come bisogna
condurre levangelizzazione allorquando si alle prese con fenomeni sociali
molto duri? qui che negli ultimi anni si sviluppato negli studi sulla
missione lidea che la Chiesa non ha semplicemente una missione da svolgere,
tra le tante cose che fa, ma segnata indelebilmente dalla missione. Lessere missionaria da parte della Chiesa non una sua
qualit ma il suo stesso modo di essere. Ragion per cui assume una grande importanza il
vivere con coerenza il Vangelo che si proclama. Uno dei momenti pi toccanti del Congresso stato
allorquando alcuni dei relatori hanno evidenziato che i pericoli pi grandi per
la missione e la proclamazione del Vangelo non sono rappresentati dai nemici
esterni del Vangelo, ma da veri e propri idoli che attanagliano il mondo
evangelico
internazionale. Alcuni oratori sono stati molto chiari: cՏ un calo
pauroso degli standard etici nel mondo evangelico; cՏ bisogno di una nuova riforma,
se non si vuole sempre pi assomigliare alla chiesa corrotta del tardo
medioevo. Larrivi- smo, il successo, larroganza, i soldi, il prestigio, sono i
peccati pi evidenti nel mondo evangelico. Un servizio mosso dallamore Al Congresso stato proposto un documento dal titolo Limpegno
di Citt del Capo. Si tratta di un documento che esorta gli evangelici a riaffermare
la fedelt al Vangelo e a tutto ci che esso comporta. Ma questo impegno - questa la
ratio dellesortazione - non deve essere vissuto allinsegna della paura n
tanto meno pu essere qualcosa che si pu procrastinare nel tempo. Ma che cosa pu far s che un impegno assuma lurgenza di un
compito non rimandabile, senza scadere nellansia del legalismo? lamore! Questa dichiarazione di intenti
infatti formulata nel linguaggio dellamore. Lamore latmosfera che circonda la relazione che Dio ha
istituito nella storia con gli uomini e in particolare con il suo popolo, una
relazione che ha preso sempre la forma di un patto: I patti biblici, antico e nuovo, sono lespressione
della grazia e dellamore redentrici che si versano sullumanit perduta e
sulla creazione deturpata. Essi esigono in risposta il nostro amore. Questo
nostro amore si esprime nella fiducia, nellubbidienza e nellimpegno
appassionato per il patto che abbiamo con il Signore. Questo patto dovrebbe spingerci a manifestare: Il nostro amore per tutto il Vangelo, considerandolo come la gloriosa
buona notizia in Cristo, per ogni dimensione della sua creazione, in quanto
questa stata devastata dal peccato e dal male. Il nostro amore per tutta la chiesa, considerata il popolo di Dio,
redenta da Cristo e tratta da ogni nazione esistente sulla terra in tutte le
epoche della storia, chiamata a condividere la missione di Dio in questa epoca
e a glorificarlo per sempre nellera a venire. Il nostro amore per tutto il mondo, cos lontano da Dio ma cos
vicino al suo cuore, quel mondo che Dio ha cos tanto amato che ha dato il suo
unico Figlio per la sua salvezza. (Traduzione italiana provvisoria del Cape Town Commitment). Naturalmente, come ogni cosa che noi uomini possiamo fare
sulla terra, anche con il miglior intento di rendere al Signore tutta la gloria
che gli dovuta, anche questo straordinario evento non stato perfetto. Anche
in questo caso certo ognuno dei partecipanti avrebbe voluto vedere
enfatizzato un aspetto invece di un altro. I prossimi anni, se il Signore non
torna prima, ci vedranno impegnati a sottolineare aspetti positivi e negativi
di questo evento. Ma una cosa certa, come coglieva un giornalista italiano
del Corriere della sera nellunico articolo apparso in Italia sullevento di
Citt del Capo: Nella mega assise di Citt del Capo, gli evangelici si sono
rilanciati come potenza mondiale, come chiesa globale di Ges Cristo. una chiesa in crescita per numeri e
influenza (M. Ventura, Corriere della Sera, sabato 30 ottobre 2010). Per ulteriori informazioni: gdiga@tiscali.it Giacomo Carlo Di Gaetano (Assemblea di Chieti Scalo, via
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