In questi giorni stiamo assistendo da parte della chiesa
cattolica al tentativo, antistorico e per questo vergognoso e ridicolo, di
attribuirsi meriti in vista delle celebrazioni, previste per il prossimo anno,
del 150Ħ anniversario dellĠUnit dĠItalia. é incoraggiante riscoprire invece,
in questa prospettiva, il ruolo avuto da chi, nonostante feroci persecuzioni,
ha promosso nel XIX secolo la diffusione della Scrittura in Italia. Leggere la Bibbia: una scelta rivoluzionaria! LĠavvicinarsi della ricorrenza dellĠUnit dĠItalia ci
ricorda il cammino dellĠEvangelo, inteso come fonte di fede e della stampa biblica sul suolo
patrio, irto di mortali contrasti, dĠinaudite sofferenze sopportate da credenti
eroi della fede. Non vĠ dubbio alcuno sulla velenosa guerra, da parte della
chiesa cattolica, portata con inusitata ferocia nellĠOttocento contro la
diffusione della Parola di Dio in lingua italiana, che mina un potere temporale fatto
di soprusi, violenze, roghi, impiccagioni ed oggi di loschi giri finanziari
coperti dalla comoda extraterritorialit. Bisogna ricordarsi che uno degli atti pi rivoluzionari
ed eversivi del Risorgimento era leggere la Bibbia, meglio se nella traduzione di
Giovanni Diodati, la versione cara a molte generazioni di credenti, specie
quelle, come la mia, avviata alla lettura con un lessico un poĠ arcaico, ma con
le parole aggiunte in corsivo, per rispetto del testo oggi scomparse. LĠanno 1860 corona la nascita di un Nuovo Testamento nella traduzione
di Giovanni Diodati, il terzo stampato sul suolo Italiano, edito dalla casa editrice torinese
e valdese ÒClaudianaÓ. Le tremila copie di tiratura sono immediatamente distribuite e
polverizzate da attenti lettori, tramite alcune librerie; non indifferente
pure il lavoro di volenterosi colportori ed evangelisti itineranti. LĠedizione povera, schematica, la carta non delle
migliori, niente a che fare con quelle raffinate inglesi, conta solo il tomo
biblico finalmente stampato in terra italiana. Un poĠ di storia, prima del Risorgimento Ho detto il terzo, perch? Due edizioni avevano visto la luce a Pisa e a Roma nel
1849: quella romana
fu promossa da Giuseppe Mazzini stesso, apostolo laico illuminato e triumviro
con Armellini e Saffi alla guida della Repubblica romana. Un poĠ di storia: la Bibbia Diodati vuol dire i primi nuclei
evangelici tollerati in Piemonte, lettori perseguitati, imprigionati, esiliati
nel resto dĠItalia. Tra poco tempo inizier ÒLĠOpera di Dio in ItaliaÓ, questo il nostro nome originale,
non Òle chiese dei FratelliÓ. Le Bibbie in lingua italiana sono ancora promosse dalla Societ
Biblica Britannica e Forestiera (S.B.B.F.), arrivano di contrabbando nei porti di Genova,
Livorno, Napoli, trasportate da navi guidate da compiacenti comandanti inglesi
credenti. Le varie polizie dei tanti staterelli in cui era divisa
lĠItalia vigilano l dove si erge il divieto di leggere la Bibbia: un divieto che dura da pi di
due secoli (dal Ġ500) e che pesa come un macigno sui pochi alfabetizzati italiani. Da pochi anni stato tolto il divieto di stampare la Bibbia
in italiano, ma per leggerla occorre sempre una dispensa vescovile personale, senza quella non si pu leggere la
Parola di Dio e la sola versione autorizzata rimane la traduzione di A.Martini,
arcivescovo di Firenze, edita a Torino la prima volta nel 1776 nella Stamperia
Reale. Dopo quellĠedizione, altre citt si sono cimentate nella
stampa della ÒMartiniÓ: Firenze, Venezia, Napoli, Prato. I tipografi hanno annusato lĠmportanza dellĠapertura, si
distinguono in molteplici formati, arricchiti da varie xilografie, ma
imperturbabili restano le condizionanti note: lĠimprimatur, gli apocrifi... Le Bibbie sovente, seppur legittimamente acquistate sono relegate
negli scaffali dei libri proibiti, di biblioteche private e familiari. Ma, qualunque siano gli umani condizionamenti, la Parola
illuminata dallo Spirito Santo pi forte degli uomini: storie straordinarie di
conversioni si realizzano, generando in parenti e vicini nuove adesioni. Come detto la S.B.B.F. ha una visione per lĠItalia: negli
anni del contrabbando ha fatto una revisione sul testo Diodati, affidata ad un
militare novarese fuoriuscito e riparato in Gran Bretagna: G.B. Rolandi. Nel 1822/23 scompaiono finalmente gli apocrifi e la Diodatina
assume il ruolo di ÒBibbia dei ProtestantiÓ, ma direi: dei nati di nuovo. Negli anni 30/40 le edizioni si arricchiscono di formati
pi piccoli e pi maneggevoli, adatti ad essere pi facilmente nascosti, le copertine sono
di cartone finemente impresso e lavorato. Intorno al 1846 nascono due edizioni di Nuovi Testamenti
veramente come quello ÒmiticoÓ rimasto nel taschino della giacca del conte
Guicciardini,
quando arrestato e condotto in carcere a Firenze, lĠestrasse e continu la
lettura e la meditazione, con i fratelli gi incarcerati e con altri detenuti. In questi anni di rivolgimenti, vede la luce la Repubblica
veneta con Manin e
Tommaseo traduttore dal greco di un Nuovo Testamento in Italiano; il granducato
di Toscana liberato dai Lorena. Roma fa fuggire Pio IX a Gaeta, decretando solennemente la
nascita della Repubblica romana. Edizioni della Bibbia durante la Repubblica romana Giuseppe Mazzini per le sue frequentazioni inglesi affascinato dalla
cultura anglosassone, impregnata da principi biblici, frutto di secoli di
libera esamina dei Vangeli. Il libero pensatore crede che per Roma, sia giunta lĠora di
conoscere appieno la Bibbia, di respirare la libert dello Spirito, di formare
uomini fuori dallĠidolatria dei papi e consapevoli della Rivelazione biblica. La libert di stampa e di religione non statale, sono
cardini stabiliti dalla gracile ma determinata Repubblica Romana, su essa
soffia un vento libertario fino ad allora del tutto sconosciuto. Riuscir la rivoluzione mazziniana e garibaldina a vivere
con i suoi peculiari intenti di emancipazione o finir come tutte le lotte per
affermare la libert? Purtroppo finir! Allo stesso modo oggi possiamo affermarlo, il secondo
Risorgimento leggi la lotta partigiana, affogata nelle acque melmose della
meretrice che siede sulla citt dei sette colli ebbra del sangue dei santi. (Ap
17:6 ). Ritorno al 1849: Mazzini in un pubblico discorso ai
romani indica il Vangelo come fonte dĠogni liberazione, memore pure degli insegnamenti
della madre, donna di levatura superiore, e della sua lettura della Bibbia,
durante la prigionia al Priamar di Savona nel 1830. Nella sua concretezza e non solo retorica, Mazzini ordina
la stampa di un Nuovo Testamento versione Diodati proprio nella citt dei papi, undici anni prima dellĠedizione
torinese della Claudiana e ben ventitr prima di unĠaltra edizione romana,
stampata nel 1872 dopo la breccia di Porta Pia. La pubblicazione repubblicana accompagnata da una edizione
fiorentina, traduzione Martini di 3000 copie sotto gli auspici del S.B.B.F. ed
una pisana marcata Italia, versione Diodati, del medesimo quantitativo. LĠedizione romana ha come referente Mazzini ed il pastore
Theodore Paul, un teologo francese giunto in Toscana dalla Svizzera nel 1843. Uno scozzese amante dellĠItalia James Douglas dona duecento
sterline per la stampa del libro al Paul, nel frattempo approdato a Roma,
liberata (purtroppo solo temporaneamente) dal dominio e dalla presenza papale. Al Paul si associa un suo amico svizzero di nome Vaucher: insieme
contattano un tipografo romano Luigi Piale e concordano una tiratura di 4000
copie. La longa manus clericale si esercita a far desistere un
compositore dal proseguire lĠopera, un altro ogni volta che appare la parola ÒpubblicaniÓ
la corregge in ÒrepubblicaniÓ, ritardandone il compimento. Superate difficolt e ritardi, il testo pronto rilegato in
cartone telato rigido. Inizia la distribuzione. Quattro copie rilegate in pelle, una per Paul, tre per i
triumviri, sono oggetto di dono gradito. Sulla copia destinata a Mazzini, Paul scrive di suo pugno
una dedica recitante un versetto biblico: ÒDovĠ lo Spirito del Signore
quivi libertÓ (2Co
3:17). Purtroppo le premesse della distribuzione naufragano
velocemente, per lĠintervento delle truppe francesi che sbarcate a
Civitavecchia, accerchiano in un baleno Roma. Garibaldi organizza la difesa della Repubblica, cadono da
eroi Goffredo Mameli, Luciano Manara ed altri, innumerevoli sono gli atti di
puro eroismo sostenuti dai resistenti. Il 4 luglio 1849 avviene la capitolazione: Garibaldi e
Mazzini con altri esuli fuggiti fortunosamente, troveranno soccorso e rifugio
durante lĠesodo, in accondiscendenti famiglie evangeliche, in donne benestanti
inglesi sposate in Italia, prodighe in aiuti e protezione. Il Paul, vista la malaparata e per evitarne la distruzione,
recapita i Nuovi Testamenti invenduti, circa 3000, allĠAmbasciata americana in
Roma e ripara a Ginevra. Roma occupata dai Francesi e dalla polizia vaticana, subisce
una feroce repressione: agli amanti della libert, compromessi con la Repubblica son riservati
tempi durissimi. Sono pagine dolorose, costellate da carcere e da morti
tormentate. LĠextraterritorialit degli altri non vale: i Nuovi Testamenti di Mazzini sono
violentemente sequestrati nellĠAmbasciata americana, durante una brusca
irruzione e bruciati con un bel rogo di medievale memoria, in un cortile
interno vaticano, con la benedizione e la regia di Pio IX, ritornato in auge da
Gaeta. Come possano oggi i Riformati, reggere le lusinghe ed i richiami
a rifugiarsi sotto le capienti ali di quegli eredi, mi resta incomprensibile. Un parziale risarcimento di ottanta sterline (bont loro!)
sono inviate alla S.B.B.F. cifra restituita al figlio erede di James Douglas,
in quanto il finanziatore della stampa nel frattempo era deceduto. Di questa gloriosa edizione, oggi nel mondo, pare ne
siano rimasti solo sei o sette esemplari: uno nella Biblioteca Valdese a Torre Pellice, due a Roma,
uno nella Biblioteca Nazionale, lĠaltro nella Biblioteca dellĠIstituto di
Storia Moderna, gli altri ancora in Inghilterra al Museo Britannico Londinese,
nella Biblioteca della S. B.B.F. ed in America. Gli effetti devastanti della repressione pontificia Termina cos, nellĠindegna violenza del rogo della Parola di
Dio, il tentativo laico di coniugare libert e pensiero religioso fuori dalle
tenaglie clericali. Le speranze di libert finiscono nella restaurazione
pontificia, scesa
in campo pi violenta che mai. Solo nel 1860 come accennato, la traduzione Diodati del
Nuovo Testamento vede la luce a Torino, accompagnato sul finire dellĠanno da
unĠaltra edizione stampata a Firenze dallĠeditore Le Monnier, vista lĠenorme
richiesta e fame di Verit. In questo periodo, non si pu tacere lĠinfluenza benefica
degli Evangelici sui Garibaldini combattenti: molti dopo le campagne per
lĠindipendenza tradurranno nei dialetti natii parte delle Scritture, pensando
di favorirne la diffusione. Alessandro Gavazzi il cappellano dei Garibaldini, prete
spretato, convertito allĠEvangelo, con i suoi infervoranti discorsi un
megafono viaggiante ante litteram, fra le camicie rosse. Garibaldi stesso ebbe modo durante la sua vita, di usare e
leggere diverse copie del santo libro donategli da amici credenti. Un altro bellĠesempio di martire dellĠEvangelo Carlo
Pisacane, tradito
ed ucciso pi per il messaggio proponente che per i moti rivoluzionari
promossi. Anche i fratelli Bandiera condotti alla suprema pena rifiutarono il conforto
religioso clericale, affermando lo loro fede evangelica. Purtroppo la Storia ufficiale ignora o nasconde queste
notizie e fatti. Lo spauracchio del sacerdozio universale dei credenti,
sancito dalle Sacre Scritture, non andava e non va a genio, allĠodierne caste
operanti sullĠitalico suolo. Osservando attentamente i fatti dĠallora, non si capisce
come molti movimenti evangelici vogliano rinunciare al compito primario, quello
di distribuire la Bibbia ed annunziare Cristo Unico Salvatore e si rifugino tra
le braccia ospitanti e mortali della grande meretrice. Paolo scrive chiaramente che per servire Dio, occorre
convertirsi dagli idoli (1Te 1:9). I seguaci della grande meretrice esercitano un servizio
pregno dĠidoli, di statue, di reliquie e le azioni turpi smascherate in questi
giorni, sono le dirette conseguenze dellĠavarizia e della idolatria. La svolta con lĠunit dĠItalia Il 1861 (Unit dĠItalia) e il 1870 (breccia di Porta Pia), sono le due
date che segnano il progresso della stampa biblica. Non dimentichiamo il
carrettino trainato da un cane ed il colportore a seguito dei bersaglieri,
carico di Bibbie per il popolo romano. Un libretto contenente lĠEvangelo di Luca e le due Epistole
di Pietro (1871) distribuito in quegli anni a nuove pietre vive romane. Pure la S.B.B.F. trova una sede locale per diffondere la
Diodatina, seguiranno altri negozi-librerie in varie citt, nellĠItalia
unificata. Ultima segnalazione: un Nuovo Testamento stampato nel
1875 a Londra dai
fratelli Unwin, unĠedizione straordinaria e compendiata da un notevole apparato
comprendente: 1) armonia tra i quattro Evangeli; 2) indice delle materie negli altri libri del Nuovo
Testamento; 3) indice dei punti principali di fede e controversia.
Come si vede, un manualetto di 496 pagine con ricerca
immediata e facilitata dei versetti per contrastare gli errori e le menzogne,
una vera edizione adatta alla controversia forte di quei tempi. Ciliegina sulla torta il frontespizio di tale tomo (vedi
foto). Il richiamo al frontespizio Diodatino dellĠedizione del 1641
forte: infatti, invece delle quattro colonne rappresentanti i quattro
Evangeli, qui le colonne sono due a dimostrare i due patti: il Vecchio
Testamento ed il Nuovo Testamento, sormontati da un capitello ad arco e da due
angeli, per indicare lĠunit della Parola nel tempo e nella rivelazione. Al centro sotto la titolazione de ÒIl Nuovo Testamento di
Ges Cristo nostro Salvatore Sommo Sacerdote e SignoreÓ campeggia la scritta evangelica: ÒInvestigate
le ScrittureÓ. Ai piedi delle colonne sono raffigurate due figure
allegoriche. A destra una giovane donna con un libro in grembo che
insegna ad un fanciullo, simboleggiante la nuova nascita e lĠerudizione
evangelica dispensata dalla vera chiesa, giovane, casta, illuminante e
rassicurante, con la mano destra indicante la titolazione del tomo ovvero Ges
Cristo. A sinistra un uomo anziano con un libro in mano,
simboleggiante lĠinsegnamento della legge e dei profeti, con il viso di
Giuseppe Garibaldi. Il volto di Garibaldi lĠomaggio degli stampatori a colui
che nellĠimmaginario inglese, aveva contrastato pi duramente la prepotenza
vaticana contro lĠUnit dĠItalia e combattuto con la Repubblica Romana gli
errori papeschi. Garibaldi aveva sentenziato un giorno: ÒNon sar il
cannone a liberare Roma dal Papa, sar lĠEvangeloÓ. Forse il grande nizzardo non era un profeta, ma noi non
disperiamo di vedere fruttare il buon seme seminato da lungo tempo, fin dal
Risorgimento. Sul fondo del frontespizio campeggia un programmatico indirizzo: ÒSi
vende presso la chiesa apostolica di Cristo - 35 piazza di san Lorenzo, ROMAÓ. Ferruccio Iebole (Assemblea di Finale Ligure, SV) |