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Una
domanda ancora senza risposta: QUALE LIBERT RELIGIOSA? Da
anni si parla di una nuova legge sulla libert religiosa e del superamento
delle leggi sui culti ammessi del 1929-30. Ma nel Parlamento italiano non si
mai realizzata la volont di dare soddisfazione a questattesa. Anzi fino ad
ora si piuttosto realizzata la volont opposta che ha trasformato questa
legge in una perenne chimera. Scopi
di unintervista Daniele
Moretti nella sua veste di Presidente dellOpera delle Chiese Cristiane dei
Fratelli, costretto da questo suo ruolo di servizio per le Assemblee a
tenersi informato su tutte le questioni che riguardano i rapporti fra lo Stato
e le varie confessioni religiose. Per questo motivo a lui che ci siamo rivolti
per avere un quadro aggiornato di questi rapporti, resi sempre pi
difficile da uno Stato che manca di attenzione (e spesso di rispetto!) nei
confronti delle minoranze e che si lascia sempre pi condizionare, nelle sue
scelte etiche, politiche ed amministrative, da una chiesa (ovviamente: quella
cattolica) che sta confermando le sue prerogative storiche di centro di potere
politico ed umano. Da
parte nostra cՏ un rifiuto ben motivato ad essere classificati come confessione
religiosa,
infatti, se vogliamo rimanere fedeli al modello neotestamentario della Chiesa, dobbiamo
evitare
che la realt delle Assemblee sia trasformata in un organismo giuridico o,
peggio ancora, in una istituzione umana. Tuttavia come cittadini di questa
nazione siamo anche chiamati ad essere soggetti alle sue leggi. Sappiamo
che ancora non sono state del tutto superate le famigerate leggi sui culti
ammessi,
frutto nel 1929-1930 del tentativo di garantire un minimo di libert (davvero
minimo!) a tutti i movimenti religiosi non cattolici dopo aver garantito alla
chiesa cattolica di tutto e di pi attraverso il Concordato fra il governo
fascista ed il Vaticano. Come
sappiamo quel Concordato fu recepito in toto dallart. 7 della Costituzione
della Repubblica Italiana con il seguito del solito contentino rappresentato
questa volta dal successivo art. 8 che prevede la stipula di Intese con le
confessioni religiose non cattoliche. Guarda
caso, per quasi quarantanni lart. 8 stato del tutto ignorato e la sua
applicazione iniziata subito dopo la revisione del Concordato, a
testimonianza evidente che, nella cultura e nella mentalit dei nostri
legislatori, il piatto pi sostanzioso sempre per la chiesa cattolica, poi ci
si ricorda anche degli altri dando loro... le briciole! Da
allora alcune chiese evangeliche hanno ceduto alla allettante sirena delle
Intese o dei mini-concordatini, come qualcuno le ha appropriatamente definite,
acquisendo in questo modo una serie innegabile di privilegi, pur se sempre briciole rispetto a quelli
concessi alla chiesa cattolica. Ringraziamo
Daniele Moretti per aver accettato di buon grado di rispondere ad alcune nostre
domande. Concordato
e Intese: fonte di discriminazioni IC.
Qual
attualmente la situazione delle chiese che non sono sotto il cappello protettore
delle Intese ? D.M.
Sono
passati pi di 25 anni da quando i Valdesi si sono messi il cappello
protettore delle Intese, come tu lhai definito, cui hanno fatto seguito negli
anni altre cinque intese; altre sei gi firmate nel 2007 attendono lapprovazione
del Parlamento. LIntesa
Valdese fu firmata il 21 febbraio 1984, appena tre giorni dopo il Concordato
con la Chiesa Cattolica che costituisce un ben pi ampio sombrero. Le
famigerate leggi, come tu le hai giustamente definite, sui culti ammessi
cessano di avere efficacia ed applicabilit nei riguardi di coloro che firmano
unintesa con lo Stato, ma restano in vigore per tutti gli altri. Apro
una parentesi per ricordare che con quelle leggi lo Stato (fascista) impose alle nostre Assemblee, fra le
altre angherie, di avere dei Ministri di Culto che dovevano essere accettati
dal regime e presenziare ad ogni incontro. Ricordo
che le Assemblee si definiscono dei fratelli per sottolineare il rifiuto di
ogni mediazione umana e la libert di ogni credente di entrare nel luogo
santissimo per mezzo del sangue di Ges per quella via nuova e vivente che egli
ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, e avendo
noi un grande sacerdote (Eb 10:19-21). Ricordo
ancora che come conseguenza di questa disposizione molte Assemblee
rifiutarono di avere ministri di culto e furono perseguitate ed i loro locali
chiusi. Altre
Assemblee, come ci ricorda Abele Biginelli, per timore umano e per mancanza di
fedelt aderirono
allimposizione, ma in tantissimi casi la loro sorte non fu migliore perch i
ministri indicati non ricevettero la nomina perch non graditi al governo
fascista. Questo tema, pur essendo superata ogni imposizione legislativa al
riguardo, ancora motivo di incomprensione e sofferenza. Chiudo
la parentesi sottolineando che il trattamento di favore dello Stato nei
riguardi della Chiesa Cattolica si estende a chi sottoscrive Intese accentuando la
discriminazione nei confronti di chi le Intese non riesce ad ottenerle e di
chi, come nel nostro caso, non le vuole. Nonostante
che la Corte Costituzionale si sia espressa chiaramente in senso contrario, si
continua a legiferare a tutti i livelli (dallo Stato ai Comuni) usando una
espressione (i cui rapporti con lo Stato siano disciplinati ai sensi
dellart. 8, terzo comma, della Costituzione) che, (sentenza della Corte
Costituzionale 195/1993) enuncia un criterio discriminante e quindi
costituzionalmente illegittimo. Sono
personalmente convinto che una piena e reale libert religiosa, in uno Stato
democratico, la si ha soltanto quando non ha bisogno di Concordati o Intese
(coi relativi privilegi pi o meno grandi specialmente di natura economica) ma
la sua applicazione sottoposta soltanto al diritto comune. Situazione
di stallo IC. La tanto conclamata
nuova legge sulla libert religiosa a che punto nel suo cammino parlamentare
pi volte rinviato o interrotto? D.M.
Anche
nellintento di mettere fine alla discriminazione di cui abbiamo appena parlato
e di abrogare quindi, per tutti, le leggi sui culti ammessi, dal settembre
del 1990 (eravamo alla decima legislatura) al 2008 (quindicesima legislatura!!)
si sono susseguite, senza successo, varie iniziative legislative, parlamentari e perfino
governative per emanare una disciplina di carattere generale. Siamo
ora nel secondo anno della sedicesima legislatura e per la prima volta dal 1990
non cՏ nemmeno un disegno di legge, in materia, depositato in
Parlamento non essendo stati rieletti i promotori delle precedenti iniziative. Difficilmente,
a mio parere, il Parlamento torner ad affrontare largomento finch ci sar
questo Governo. Forse
non sar neppure un male perch non ci si limiterebbe di sicuro ad abrogare le
leggi fasciste, ma sarebbero certamente dettate norme sulla libert
religiosa
e lesperienza insegna che ogni intervento legislativo sui diritti
Costituzionali non ottiene altro risultato che limitarli. In
assenza attualmente di iniziative legislative cՏ da registrare, fatto che pu
sorprendere, una manifestata sensibilit sullargomento del Presidente della
Camera e la proposta del Presidente della Commissione sulla libert religiosa
della Presidenza del Consiglio Margiotta Broglio di un Testo Unico delle norme
gi in vigore nella normativa internazionale, in quella europea ed in quella
italiana riguardante le Intese, abbandonando quindi la prospettiva di una legge
organica perennemente vittima di veti incrociati. Sempre
pi concessioni e privilegi alla Chiesa cattolica IC.
Quali
sono recentemente i fatti che fanno pensare ad una crescente influenza del
Vaticano e quindi della Chiesa Cattolica sullo Stato Italiano e sulla sua
legislazione nazionale e regionale ? D.M.
Mai
nel nostro Stato si registrata cos poca laicit come adesso: nemmeno ai tempi
in cui un partito dichiaratamente cattolico aveva la maggioranza assoluta in
Parlamento, il Vaticano era riuscito ad ottenere tanto. Abbiamo
gi visto le vicende relative allabrogazione delle leggi fasciste sui culti
ammessi cui si accompagna il tentativo di reinserire nella legislazione
italiana il reato di manipolazione mentale. Ci
sono poi da aggiungere i numerosi provvedimenti a favore della Chiesa
cattolica ed a carico di tutti i contribuenti che vanno dallesenzione dellICI per
gli immobili commerciali di propriet della Curia, al finanziamento degli
Oratori, dai consulenti negli ospedali a quelli nelle carceri. A
tutto questo si aggiunge, in spregio dellart. 33 della Costituzione, il
finanziamento alle scuole private cattoliche e, ciliegina nella torta, limmissione
in ruolo di decine di migliaia di insegnanti di religione nominati a tempo
indeterminato dai Vescovi, ma pagati dallo Stato. Nel
contempo, fatto senza precedenti, continuano a proliferare norme, locali e
regionali, che impediscono nei fatti lapertura di locali di culto. Il
20 settembre 2008 poi avvenuta a Roma, fra una indifferenza ed un silenzio
preoccupanti, la celebrazione dei 19 soldati dellesercito di Pio IX caduti a
Porta Pia in sostituzione del tradizionale saluto ai bersaglieri che resero
possibile il compimento dello Stato unitario. Mai una cosa simile era avvenuta
nei 138 anni precedenti, nemmeno durante il fascismo. Cosa
fare in concreto? IC.
La
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia insieme allAlleanza Evangelica
Italiana, alla Federazione delle Chiese Pentecostali ed allUnione Italiana
delle Chiese Cristiane Avventiste del 7 giorno hanno promosso il 13 giugno
scorso a Roma una manifestazione per la libert religiosa. Hanno senso, secondo
te, certe iniziative ? D.M.
Con
questo raduno, ha spiegato il relatore principale Domenico Maselli, si voluto
risvegliare nel mondo della politica la consapevolezza che la libert religiosa
un diritto fondamentale, attraverso il quale si misura lo stato generale
della libert di un Paese. La
tua domanda sul senso di certe iniziative fa trapelare un certo scetticismo che
fa presupporre che lascino il tempo che trovano.
difficile escludere che andr cos ancora una volta, ma credo che, alla luce
delle considerazioni fin qui svolte, abbiamo il diritto e forse il dovere di gridare
nel deserto. Il
valore della preghiera IC.
Da
parte nostra cosa possiamo auspicare o per cosa dobbiamo pregare? D.M. Il mio personale
auspicio sarebbe quello di poter vivere in uno Stato, in una comunit civile,
dove tutte le Chiese siano ugualmente libere, senza pregiudizio ed
intolleranza, ma anche senza privilegi. Mi rendo conto che
questo un sogno ed allora continuo a sperare che anche dal punto di vista
legale il mio culto, ancora soltanto ammesso possa essere finalmente
libero. Nel contempo continuiamo
a pregare (1Ti 2:2) per tutti quelli che sono costituiti in autorit,
affinch possiamo continuare a condurre una vita tranquilla e quieta in tutta
piet e dignit.
Intervista con Daniele Moretti (Assemblea di Anghiari, AR) |