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Insegnamenti
pratici da parte di Dio per noi LE RICCHEZZE: INDICAZIONI PRATICHE PER NOI In
un tempo di crisi, come quello che molti di noi stanno oggi vivendo, quanto mai necessario riscoprire le
indicazioni che Dio ci d relativamente al
nostro lavoro, ai nostri guadagni, al nostro rapporto con le necessit quotidiane e con il denaro. Questa
riscoperta quanto mai
necessaria per non essere travolti dalla peggiore delle crisi che un figlio di
Dio potrebbe conoscere nella sua vita: quella di valori morali
e spirituali. Ci sono crisi che hanno implicazioni solo per un tempo: Dio, con
la sua presenza e con i suoi insegnamenti, ci indica come affrontarle. Ma ci
sono crisi che hanno implicazioni per leternit e di queste che soprattutto dobbiamo
preoccuparci. Dare
valore alle cose Come
dobbiamo comportarci con le ricchezze? Fino
a che punto legittimo aspirare ad un tenore di vita pi agiato? Come
conciliare i tempi di crisi con le nostre abitudini? Sono
domande che spesso siamo costretti a farci, confrontandoci con la vita di tutti
i giorni. In questo articolo cerchiamo di considerare alcune indicazioni
pratiche della Scrittura che possono darci delle risposte al riguardo. Una
prima verit di fondo che dobbiamo riaffermare, che occorre dare valore alle
cose che si hanno,
anche alle pi piccole e alle pi consuete. Cominciando
dal cibo quotidiano, per il quale ringraziamo il Signore prima dei pasti,
dovremmo pensare a tutte le cose di cui disponiamo come un dono che Dio ci
largisce. Avere una casa in cui abitare, la possibilit di andare a scuola,
delle strade su cui viaggiare comodamente, le cure per la nostra salute, la
pensione per la nostra vecchiaia per non parlare dellacqua potabile, della
corrente elettrica, del riscaldamento, dei vestiti, delle automobili, delle
comunicazioni Spesso
pensiamo che sia normale, se non dovuto, avere tutte queste cose, ma non
affatto cos. Accade
di frequente (proprio nellepoca in cui possiamo vedere in tempo reale cosa
succede allaltro capo del globo!), che ci dimentichiamo con tanta facilit
delle condizioni di vita di tanti. Persone senza casa, senzacqua, afflitte
dalla fame, dalle inondazioni o dalla siccit, dalle malattie, dalle guerre,
dallo sfruttamento, persone che non possono neppure sapere delle possibilit
che hanno gli altri uomini al di l del loro piccolo mondo. Le loro immagini ci
passano davanti in televisione e molte volte ci lasciano indifferenti. Non
sembra anche a voi di essere diventati troppo insensibili? Non
dobbiamo dimenticare limportanza della riconoscenza a Dio per ogni cosa.
Infatti tutto quel che Dio che ha creato buono; e nulla da respingere, se
usato con rendimento di grazie (1Ti 4:4). ringraziando
continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Ges
Cristo (Ef
5:20). Esaminiamoci,
per verificare se non sia anche dentro di noi il male dellingratitudine, che un segno di
decadenza degli ultimi tempi. Riconoscenza,
oltre a dire grazie a Dio, anche non sprecare ci che abbiamo,
abusando dellabbondanza. Ricordo
i primi Campi biblici a cui partecipai da bambino: chi organizzava insisteva
affinch ci che, a tavola, si metteva nei piatti e nei bicchieri, venisse
consumato completamente prima della fine del pasto. Era una buona regola che mi
rimase impressa positivamente, perch con semplicit insegnava a non sprecare
nulla. Un
altro pericolo che corriamo, circondati da una societ che ne succube,
quello di non essere mai contenti. Vorremmo
di pi. Non vogliamo restare indietro nella corsa rispetto agli altri, cos
cerchiamo capi di abbigliamento firmati e alla moda, lultimo modello di
telefonino, e tante altre cose di cui ben potremmo fare a meno. La
pubblicit ovunque
e lofferta dei prodotti proposti sempre pi frequentemente accompagnata da
messaggi che trascendono il mero aspetto materiale dei beni. Infatti, sempre
pi spesso, i messaggi che vengono diffusi fanno leva proprio sui tre punti
deboli delluomo
che sono propri del mondo (1Gv 2:16): la concupiscenza della carne, la concupiscenza
degli occhi e la superbia della vita. Cos, non vogliamo
privarci dellultima comodit disponibile n delle tecnologie pi avanzate.
Anche i bambini vengono dotati di tutto il possibile. Talvolta poi occorre
lavorare molto per procurarsi e mantenere tutte queste cose, spesso a
scapito
del tempo che si potrebbe dedicare alla famiglia e, nel caso di credenti, alla
chiesa ed al servizio. Il problema che anche
quando si possiedono tante cose, non si soddisfatti, come correndo dietro
qualcosa che va sempre pi veloce di noi e non possibile afferrare. Ma non pensiamo che ben
presto lasceremo tutto qui in terra? Infatti non
abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; ma
avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. Invece
quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di
molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e
nella perdizione. Infatti lamore del denaro radice di ogni specie di mali; e
alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti
dolori.
(1Ti 6:7-10) Dovremmo essere contenti
di avere cibo per nutrirci (e noi a volte lo sprechiamo) e vestiti per coprirci
(e spesso ne abbiamo armadi pieni!). Non dovremmo forse
rivedere il nostro stile di vita alla luce di tutto ci? La vostra
condotta non sia dominata dallamore del denaro; siate contenti delle cose che
avete; perch Dio stesso ha detto: Io non ti lascer e non ti abbandoner.
Cos noi possiamo dire con piena fiducia: Il Signore il mio aiuto; non
temer. Che cosa potr farmi luomo? (Eb 13:5-6) Non
dobbiamo dubitare: il Signore non ci far mancare quello che ci veramente
necessario (Pr
10:3). Ma per parte nostra dobbiamo essere contenti delle cose che abbiamo e
non avere amore
(vale a dire il nostro cuore) per il denaro e le cose della vita. Il
credente pu sentirsi soddisfatto e sereno in qualunque condizione economica
venga a trovarsi,
come affermava lapostolo Paolo: io
ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella
povert e anche nellabbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere
saziato e ad aver fame; a essere nellabbondanza e nellindigenza. Io posso
ogni cosa in colui che mi fortifica. (Fl 4:11-13) Tanto
la ricchezza quanto la povert presentano il loro pericoli, tanto vero che
lautore di Proverbi, consapevole di questi pericoli, chiedeva a Dio di non
dargli n luna n laltra condizione di vita (Pr 30:7-9). Ma in Cristo diventa possibile
vivere qualunque situazione senza essere sopraffatti dai pericoli che comporta,
anzi, come servendo lui, e questo grazie al fatto che lui stesso ci fortifica
interiormente per avere una vita vittoriosa. In
linea generale, non dovremmo ambire ad avere grandi ricchezze e agi su questa
terra. scritto cos: Non
aspirate alle cose alte, ma lasciatevi attrarre dalle umili. (Ro 12:16). Essere
ripieni delle ricchezze spirituali Essere
sempre contenti non facile. Tutti
noi siamo, di pi o di meno, condizionati dalle circostanze. Ma se vogliamo
essere resi pi stabili per vivere sempre con soddisfazione, dobbiamo avere
il nostro cuore vicino al Signore ed alla sua Parola. Se
un vaso gi pieno, non potr essere ulteriormente riempito a meno di svuotarlo
del suo contenuto. Cos anche noi, se saremo pieni di tesori spirituali, non
cercheremo altro. Guardando ai loro
rispettivi contenuti, la lettera di Paolo agli Efesini pu essere definita la
lettera della ricchezza, mentre quella ai Colossesi la lettera
della pienezza.
In esse lo Spirito Santo ha sottolineato la portata immensa di tutto ci che
possediamo come credenti in Cristo, cose di cui dovremmo prendere sempre pi
consapevolezza. Perch invece,
assomigliamo tanto a Laodicea, che deve sentirsi dire dal Signore: sei
infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo (Ap 3:17)? Perch la nostra vita
attinge molto dal mondo, dove per Dio cՏ la povert spirituale, e pochissimo
dal cielo dove cՏ il Signore e la ricchezza? Se solo dedicassimo pi
tempo per la meditazione della Parola di Dio! Saremmo arricchiti e al tempo
stesso colmati di gioia. Notiamo nei brani seguenti lesperienza di chi ha attinto
da essa: Gioisco
seguendo le tue testimonianze, come se possedessi tutte le ricchezze (Sl 119:14) La legge della
tua bocca per me vale pi di migliaia di monete doro e dargento (Sl 119:72). Le tue
testimonianze sono la mia eredit per sempre, esse sono la gioia del mio cuore (Sl 119:111). Perci io amo i
tuoi comandamenti pi delloro, pi delloro finissimo (Sl 119:127). Gioisco della
tua parola, come chi trova un grande bottino (Sl 119:162). Beato luomo
che ha trovato la saggezza, luomo che ottiene lintelligenza! Poich il
guadagno che essa procura preferibile a quello dellargento, il profitto che
se ne trae vale pi delloro fino. Essa pi pregevole delle perle, quanto hai
di pi prezioso non lequivale (Pr 3:13-15). E ancora, perch
non arricchirsi di opere buone (1Ti 6:18), quelle opere che, come donne e
uomini rigenerati per la grazia di Dio, dovrebbero occuparci senza sosta (Ef
2:10)? Sono quelle opere che nel giorno di Cristo rimarranno ed avranno la loro
ricompensa (1Co 3:14). Anche il nostro
carattere, se controllato dallo Spirito Santo, considerato da Dio un bene
di valore.
Lapostolo Pietro, parlando alle mogli cristiane, si esprimeva cos: Il vostro ornamento
non sia quello esteriore, che consiste nellintrecciarsi i capelli, nel
mettersi addosso gioielli doro e nellindossare belle vesti, ma quello che
intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e
pacifico, che agli occhi di Dio di gran valore (1P 3:3-4) Alla luce di queste cose
che per Dio sono beni di valore, forse dobbiamo ammettere che la nostra
scala di valori ha bisogno di essere di nuovo regolata in base al metro di Dio. Se le ricchezze di Dio
ci colmeranno, saremo soddisfatti e contenti al punto di non desiderare altro. Saranno altres posti i
presupposti per un approccio sobrio ed equilibrato nei confronti di tutti i
beni materiali. Il
lavoro: un dovere da apprezzare Dopo
aver parlato di ricchezze spirituali, si potrebbe pensare che il credente non
abbia sufficienti indicazioni dal Signore per vivere sulla terra, dove tutti
necessitiamo un coinvolgimento con il denaro ed i beni materiali, al punto da
non essere neppure nelle condizioni di offrire una testimonianza credibile alla
generazione in cui vive. In
realt, la Scrittura molto concreta e realistica. Ci ricorda che, mentre
abbiamo vita su questa terra, non soltanto abbiamo la necessit di lavorare
ma ne abbiamo il dovere. Infatti, voi
stessi sapete come ci dovete imitare: perch non ci siamo comportati
disordinatamente tra di voi; n abbiamo mangiato gratuitamente il pane di nessuno,
ma con fatica e con pena abbiamo lavorato notte e giorno per non essere di peso
a nessuno di voi. () Infatti, quando eravamo con voi, vi comandavamo questo:
che se qualcuno non vuole lavorare, neppure deve mangiare (2Te 3:7-8, 10). Il lavoro era previsto
per luomo ancor prima dellingresso del peccato nel mondo, infatti il compito che
Dio affid ad Adamo in Eden era di lavorare il giardino e custodirlo (Ge 2:15). Lavorando, luomo
irradia un riflesso dellimmagine e somiglianza di Dio che porta in s, in
quanto Dio stesso creativo ed operativo. Il credente, che per la
grazia ha ricevuto certezze in vista del suo futuro eterno, a maggior ragione
degli altri deve vivere il presente, con tutti i doveri che esso comporta, con
consapevolezza e con impegno. Basti leggere alcuni
passaggi del libro dei Proverbi per ricordare che Dio non gradisce per
niente il pigro (6:6-11;
10:26; 15:19; 18:9; 24:30-34; 26:13-16). Il Nuovo Testamento non
manca di esortare, in vari brani, tanto chi ha la responsabilit di essere padrone (titolare, datore di
lavoro) tanto chi ricopre la posizione di servo (dipendente,
subordinato), insegnando i doveri reciproci degli uni e degli altri. In questo frangente
vorrei mettere in evidenza solo una delle esortazioni che incontriamo in questi
passaggi, valida per chi si trova in un contesto non facile: Qualunque cosa
facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini,
sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa leredit. Servite Cristo, il
Signore!
(Cl 3:23-24). Lavorare di buon animo,
ecco che cosa il Signore ci insegna a fare! Lavorare come se
stessimo svolgendo la nostra attivit per Lui e non per gli uomini. Certo, si
potrebbe osservare che vi sono luoghi di lavoro in cui ben pi difficile di altri
mettere in pratica queste parole, per il tipo di lavoro, per i titolari, per i
colleghi, per i sottoposti, per la retribuzione Ma se Dio con noi,
in qualsiasi contesto ci troviamo non potr che manifestarsi il frutto della
sua presenza. Il giovane Giuseppe
un esempio incoraggiante al riguardo: bench si trovasse ingiustamente schiavo in
Egitto, tutti potevano riscontrare che Dio era con lui e che il Signore gli
faceva prosperare nelle mani tutto ci che intraprendeva (Ge 39:3). Giuseppe non
era un pigro e Dio poteva manifestarsi attraverso di lui mentre svolgeva le sue
mansioni lavorative. Dobbiamo lavorare con
onest e con impegno, per sovvenire non solo alle nostre necessit, ma anche
per aiutare gli altri. scritto infatti: Chi rubava non
rubi pi, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani,
affinch abbia qualcosa da dare a colui che nel bisogno (Ef 4:28). Limpegno nel proprio
lavoro, se vissuto con la dovuta onest, da apprezzare in quanto, oltre a
consentire di condurre una vita dignitosa, permette anche di donare agli altri. Dio ama un
donatore gioioso
(2Co 9:7). Cos dunque,
finch ne abbiamo lopportunit, facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai
fratelli in fede
(Ga 6:10). Dobbiamo essere pronti
a condividere i redditi derivanti dal nostro lavoro con chi ci circonda,
primi fra tutti i fratelli e le sorelle in fede. Non dimentichiamo che, anche
quando abbiamo qualcosa che deriva dalle fatiche delle nostre attivit
quotidiane, esso rimane un dono di Dio che dobbiamo rendere a lui perch possa
essere utile secondo i suoi buoni propositi. Lungi
da noi la sete di arricchire e di essere egoisti, lungi da noi il pensiero di
spendere nei nostri piaceri (Gm 4:3): ne risentirebbe negativamente tutta
la nostra vita e la nostra crescita spirituale. Al contrario, pi doneremo e
pi saremo benedetti, perch Chi benefico sar nellabbondanza, e chi
annaffia sar egli pure annaffiato (Pr 11:25). Pianificare
con umilt e fiducia in Dio Quando
siamo alle prese con i beni materiali, si tratti del denaro, di propriet, di
investimenti o altro ancora, dobbiamo spesso confrontarci con il tempo che
ci sta davanti e fare dei programmi. Specialmente in questi tempi di crisi,
dobbiamo fare i conti con lopportunit di intraprendere o meno una certa
impresa, fare o non fare un acquisto importante, e via di seguito. Vi
sono due indicazioni della Parola che dovremmo tenere presenti.
La prima, che dobbiamo essere caratterizzati dalla prudenza e dallumilt. Nella
societ del tutto e subito, i figli di Dio devono distinguersi anche per la
capacit di pianificare la propria vita personale e familiare in modo
equilibrato, senza presunzione e senza azzardi. E
ora a voi che dite: Oggi o domani andremo nella tale citt, vi staremo un anno,
trafficheremo e guadagneremo; mentre non sapete quel che succeder domani! Che
cosՏ infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi
svanisce. Dovreste invece dire: Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o
questaltro. Invece voi vi vantate con la vostra arroganza. Un tale vanto
cattivo. Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato (Gm 4:13-17). Dobbiamo
pensare al nostro domani tenendo conto del fatto che esso potr essere condizionato
da tanti fattori che non possiamo e non potremo controllare. Saremo
ancora in vita? Sar
gi tornato il Signore? Saremo
nelle condizioni di mettere in azione i propositi che abbiamo oggi? Se
ci sar possibile, lo sar esclusivamente per la bont di Dio. Abbiamo la
possibilit di fare dei progetti, lecito avere delle ambizioni, ma non
dimentichiamo di anteporre a questi progetti e a queste ambizioni il se
Dio vuole.
Poche parole che non devono essere uno slogan, ma lespressione convinta
della nostra sottomissione alla volont di Dio per noi. E
se quei piani che avevamo formulato non vedessero la realizzazione, questo non
dovr essere per noi un motivo di tristezza e di rancore, ma sempre di
riflessione e di ringraziamento a Dio.
La seconda indicazione biblica, che dobbiamo cercare la volont di Dio e
attendere con fiducia le sue risposte. Alluomo
spettano i disegni del cuore; ma la risposta della lingua viene dal Signore.
Tutte le vie delluomo a lui sembrano pure, ma il Signore pesa gli spiriti.
Affida al Signore le tue opere, e i tuoi progetti avranno successo (Pr 16:1-3). Riponi
la tua sorte nel Signore; confida in Lui, ed egli agir (Sl 37:3). Dobbiamo
anzitutto sottoporre tutti i nostri desideri al Signore, perch possano essere vagliati
alla luce della sua presenza e della sua Parola che giudica, cos da venire
purificati da tutti quelli che sono dettati da noi stessi e provengono da
motivazioni impure. Poi,
dobbiamo avere una vita di preghiera attraverso la quale presentare a Dio le
nostre richieste. Dobbiamo farlo con la fiducia piena ed incondizionata che Dio
compir quei propositi che corrispondono alla sua volont. In
questa esperienza di comunione intima con lui comprenderemo anche quali sono le
cose che invece non dobbiamo pi cercare di realizzare. Ma non dubitiamo di
lui: egli agir sempre per dare successo alle nostre opere che gli abbiamo
affidato nella prospettiva che, portate a compimento, lo glorificheranno. A
volte le risposte di Dio non arriveranno subito, ma impariamo anche in quei
momenti a dipendere da lui, i cui tempi spesso non corrispondono ai nostri. Anche
se viviamo in tempi di crisi, facciamo in modo che la nostra vita non debba
risentire della peggiore delle crisi: quella dei valori morali e spirituali. Cerchiamo
quindi di portare, nel tempo in cui ci troviamo a vivere, i valori di Dio e
delleternit, avendo un approccio equilibrato con i beni materiali, in base
agli insegnamenti della Parola che abbiamo brevemente considerato. Bruno Aresca (Assemblea di Mombercelli, AT) |