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Il
passaggio dallAntico al Nuovo Patto LETTERA AGLI EBREI (XXV) Amore fraterno e fedelt
matrimoniale Nelle
relazioni con gli altri deve svilupparsi una chiara testimonianza
dellidentificazione di un discepolo con il suo Signore e Maestro e con i suoi
insegnamenti. Sono segni di questa testimonianza la disponibilit ad aprire
lintimit della propria casa e dei propri beni agli altri e la santificazione
del matrimonio. Introduzione Nel
capitolo 12 della lettera agli Ebrei i destinatari sono stati identificati come
membri dellassemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli (v. 23). Questa
posizione privilegiata dipende dalla loro relazione con Ges, il mediatore
del nuovo patto
il cui sangue stato sparso per la remissione dei peccati (vv. 22-24) e li
costituisce eredi di un regno che non pu essere scosso (v. 28). La
posizione privilegiata di coloro che sono stati trasportati dal regno delle
tenebre nel regno del suo amato Figlio (Cl 1:13) assicura loro lassistenza divina a
fare la volont di Dio sulla terra. Pi volte si parlato in questa lettera di
come il Grande Pastore delle pecore sia in grado di simpatizzare con
coloro che sono afflitti o incontrano difficolt sul loro cammino, e di
soccorrerli, sia perch si seduto alla destra della Maest nei luoghi
altissimi
sia perch ha fatto unesperienza personale di vivere sulla terra (1:3;
2:14-18; 4:14-16; 13:21). Inoltre, in 12:5-12, si parlato della pedagogia
amorevole del Padre che corregge i suoi figli per facilitare la loro crescita
nella santificazione. Lautore
della lettera si sofferma anche su ci che significa manifestare i valori del
regno di Dio sulla terra. Cos
lultimo capitolo inizia con una serie di indicazioni che descrivono la
volont di Dio per letica sociale e che favoriscono una vita di santificazione,
sia a livello individuale sia come membri della comunit del nuovo patto (vv.
1-17). In
questarticolo considereremo i principi contenuti nei vv. 1-4. A
proposito dellamore fraterno (vv. 1-2) Il
primo principio etico che dovrebbe caratterizzare la vita di coloro che hanno
ricevuto la grazia di entrare nel nuovo patto lamore fraterno (v. 1). Vine
definisce lamore la legge del Regno. Le implicazioni di questo fatto non
devono sfuggirci: mentre la nuova nascita viene sperimentata da ogni persona
singolarmente, le persone rinate a opera dello Spirito diventano parte della
comunit del nuovo patto dove gli interessi sono in comune. I primi lettori di
Ebrei avevano espresso amore fraterno in tempi difficili (10:32-34) per cui
lautore li esorta qui a continuare ad amarsi come fratelli. Se
abbiamo ragione nel credere che i primi lettori vivevano nella Diaspora
giudaica, ne consegue che le loro condizioni di vita potevano essere
caratterizzate da una certa precariet. Inoltre cera il rischio concreto di
persecuzione per i Giudei che credevano in Ges, sia che vivessero nella
Diaspora sia che vivessero in Giudea (13:13; cfr. 1P 1:3-9; 4:16; 5:8-9; At
21:27; 24:5). Quindi ci sarebbe stato molto bisogno di incoraggiamento
reciproco e
di solidariet
con chi si trovava nel bisogno (cfr. 1 Gv 3:16-18). Questaspetto
delletica del nuovo patto comprende la pratica dellospitalit (v. 2). Non si tratta di
uno scambio di visite secondo un principio di par condicio, bens di provvedere
altruisticamente per chi di passaggio o per persone nel bisogno, secondo le
proprie possibilit (cfr. Ro 12:13). Il compenso talvolta ricevuto viene
descritto come la scoperta di aver dato ospitalit ad angeli, il che sembra unallusione
allesperienza di Abraamo raccontata in Genesi 18. Per non dovremmo pensare
che lautore stesse pensando soltanto alla possibilit di ospitare esseri
sovraumani. Un esempio biblico di ospitalit che sort grande arricchimento
quello di Aquila e Priscilla quando aprirono la loro casa a Paolo (At
18:1-3). Questi coniugi erano arrivati a Corinto da poco, essendo stati
cacciati da Roma dallimperatore Claudio, insieme con tutti gli Ebrei. Quindi
possiamo immaginare che non avessero chi sa che cosa da offrire allapostolo.
Eppure la condivisione di quello che avevano non solo fu una fonte di
benedizione l per l, ma cambi il corso della loro vita (si veda At 18:18-26;
Ro 16:3-4). Chi tiene per s gelosamente quel poco o tanto che ha, non solo
disconosce la logica dellamore fraterno ma perde molte opportunit di
arricchimento personale. Solidariet
con i carcerati e i perseguitati (v. 3) Si
tratta di un esempio particolare di amore fraterno. Ci che colpisce qui il
grado di identificazione prevista. I fratelli che non si trovano in carcere
sono invitati a immaginarsi in carcere, legati insieme, con quelli che lo sono
davvero. Una tale solidariet implica almeno due cose. Significa
pregare per coloro che sono in carcere a motivo del loro amore per Cristo e per
il Vangelo (cfr. Ef 6:21-22). Organizzazioni come Porte Aperte e il Fondo
Barnaba fanno bene a informare le chiese di coloro che, nel ventunesimo secolo,
sono in carcere a motivo della loro fede, permettendo cos che i loro fratelli
e sorelle in tutto il mondo li presentino al trono della grazia. In
secondo luogo immedesimarsi con coloro che sono in carcere richiede che, l
dove sia possibile, chi in condizione di poterlo fare li visiti, portando tutto ci di
cui possono avere bisogno, magari quotidianamente (cfr. Mt 25:36, 40). Nella
sua lettera ai Filippesi Paolo, che si trova in carcere, esprime particolare
apprezzamento per la visita di Epafrodito, con cui i Filippesi avevano
rinnovato le loro cure di lui (Fl 2:25; 4:10-18). In
unaltra occasione, lapostolo implora Timoteo di raggiungerlo il pi presto
possibile, portando con s un mantello e dei libri, che gli servivano per poter
affrontare il freddo dinverno e portare avanti le sue letture (2Ti 4:9-13,
21). Queste esigenze pratiche di Paolo esemplificano i bisogni che hanno coloro che si
trovano in carcere a motivo della loro fede o, comunque, ingiustamente. Nel
mondo contemporaneo ci sono molti di questi casi. Similmente
i lettori sono chiamati a ricordarsi della sofferenza fisica di coloro che stanno
subendo persecuzione anche se non sono stati rinchiusi in carcere. La
concretezza dellespressione ricordando che anche voi siete nel corpo fa pensare al modo in
cui Ges si immedesimato nella situazione dellumanit che viveva nel peccato
e che egli venuto nel mondo per salvare (Lu 19:10). Ci ricorda anche come
egli attualmente simpatizzi con noi nelle nostre afflizioni e debolezze (cfr.
4:15). Come
suoi discepoli siamo chiamati ad amarci a fatti e verit (1Gv 3:16-18), come
Egli ha amato [noi]
(Gv 13:34-35). Il
piano di Dio per il matrimonio (v. 4) Per
lautore della lettera agli Ebrei il matrimonio da intendere come patto
inviolabile.
Lo si deduce dalle due esortazioni e dallavvertimento contenuti nel v. 4. Ecco
la prima delle esortazioni: Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti. Ci sono diverse ragioni
pe le quali importante tenere il matrimonio in onore.
In primo luogo perch il matrimonio fra un uomo e una donna, finch la morte
non li separi, corrisponde al piano di Dio per il nucleo basilare della vita
sociale (Ge 1:26-28; 2:24; cfr. Mt 19:4-6). Ma non soltanto questo che d un
valore unico al matrimonio.
In secondo luogo perch il matrimonio monogamo, inteso come patto inviolabile,
esemplifica limpegno di Dio nei confronti di Israele (si veda Osea) e il
rapporto di Cristo con la chiesa (Ef 5:22-33). Soltanto quando si tengono
presenti queste profonde radici si potr apprezzare appieno il carattere del
matrimonio come patto inviolabile. Alla luce di questo valore che Dio
attribuisce al matrimonio non appare affatto strano che, al posto di rispondere
ai farisei che gli chiesero per quali ragioni un uomo potesse divorziare sua
moglie, Ges ripropose il progetto divino originale che non aveva
contemplato il divorzio per niente (Mt 19:3-6). Questo orientamento viene
confermato dal comandamento di Ges: Quello dunque che Dio ha unito, luomo
non lo separi!
(v. 6).
Un terzo motivo per tenere il matrimonio in onore il fatto che oggi
assistiamo al tentativo di equiparare altri rapporti di convivenza, in sede legale,
allistituzione matrimoniale, perfino la convivenza di persone dello stesso
sesso!
Un quarto motivo perch ci sono movimenti religiosi che declassano il
matrimonio, ritenendolo uno stato inferiore a quello del celibato
o, addirittura, vietandolo del tutto (si veda 1Ti 4:1-5).
istruttiva la reazione dei discepoli di Ges alle risposte che egli diede ai
farisei: Se tale la situazione delluomo rispetto alla donna, non
conviene prender moglie (Mt 19:10). Al che Ges, al posto di ridimensionare il suo
comandamento, convenne che lubbidienza a questo comandamento non alla
portata di tutti ma soltanto alla portata di coloro per cui il comandamento era
stato dato, ovvero per i suoi discepoli (vv. 10-11; cfr. 28:20; Mr 10:10-12). Il
corollario di questa precisazione che alcuni avrebbero dovuto rinunciare al
matrimonio (o a un secondo matrimonio, nel caso che il primo fosse finito in
uno divorzio), come certuni sono costretti a fare in quanto eunuchi per natura
oppure fatti tali dagli uomini (v. 12). Per quanto concerne i discepoli di
Cristo, apprendiamo dalla 1Corinzi che lo Spirito Santo elargisce loro un dono
specifico di grazia (gr. carisma), che permette loro di vivere il rapporto
matrimoniale alla gloria di Dio (1Co 7:7). Un simile carisma rende capaci di
glorificare Dio anche nel celibato. Nel periodo in cui veniva scritta la
lettera agli Ebrei cera un grande bisogno di tornare a onorare il
matrimonio.
Infatti secondo alcuni rabbini un divorzio poteva essere concesso per
qualsiasi ragione (Mt
19:3) mentre nella societ romana bastava che in uno dei coniugi venisse a
mancare la volont di rimanere unito in matrimonio perch questo vincolo
venisse sciolto. Oggi ci ritroviamo in una situazione analoga: per molti basta una
presunta incompatibilit di carattere, sviluppatasi dopo uniniziale
dichiarazione di amore e decisione di sposarsi, per giustificare il divorzio.
Ecco perch lesortazione a onorare il matrimonio di grande attualit. La
seconda esortazione : Il letto matrimoniale sia puro. Qui ci si riferisce al
rapporto sessuale, mettendo lenfasi sullunione sessuale della coppia come
lelemento caratterizzante il matrimonio (cfr. Ge 2:24; Mt 19:4-6; Ef 5:31).
Nella comunit del nuovo patto ci sono anche altri tipi di rapporti fra fratelli e sorelle, sia di comunione che
di collaborazione (Fl 4:2-3; Ro 16:12), per in questi casi il rapporto di un
uomo con una donna, che non sia la propria moglie o il proprio marito, deve
ispirarsi al rapporto familiare di un fratello e una sorella (1 Ti 5:1-2). Da
ci che ci dato di sapere del rapporto di Paolo con i coniugi Priscilla e
Aquila (At 18:2-3; Ro 16:3), possiamo pensare che esistesse un rapporto di
autentica amicizia e stima reciproca fra lui ed entrambi, come pure fra Paolo e
Perside (Ro 16:12b). La comunione dei membri del corpo di Cristo produce legami
profondi di amicizia, difficilmente raggiunti in altri ambiti. Per tale
comunione e amicizia non devono confondersi con unattrazione di tipo carnale, tanto meno con un
rapporto sessuale, se no il letto matrimoniale viene contaminato. Dal
momento che i primi lettori della lettera avevano familiarit con la legge
rivelata sul monte Sinai, appropriato scoprire dalla legge ci che avrebbe
contaminato il letto matrimoniale. Levitico 18 descrive unampia gamma di
rapporti extra-coniugali contaminanti (Le 18:1-23), poi aggiunge: Non vi
contaminate con nessuna di queste cose; poich con tutte queste cose si sono
contaminate le nazioni che io sto per cacciare davanti a voi (v. 24). Un
altro brano che parla di contaminazione, Deuteronomio 24:1-4, contribuisce pi
direttamente al nostro tema. Questo brano richiede che, qualora un uomo, per la
durezza del suo cuore, mandasse via sua moglie, perch aveva trovato in lei
qualcosa di indecente, doveva scrivere e consegnare nella mano di lei un
certificato di divorzio. Inoltre, nel caso che qualcun altro la prendesse come
moglie e poi divorziasse da lei o morisse, il primo marito non poteva riaverla
perch era stata contaminata dal secondo matrimonio. Similmente
Ges descrive il divorzio seguito da nuove nozze come adulterio, estendendo tale
definizione anche a chi sposa una donna divorziata (Lu 16:18). Parlando in casa
con i suoi discepoli afferm inoltre che il discorso vale sia per una donna
divorziata che sposi un altro uomo che per un uomo divorziato che sposi
unaltra donna (Mr 10:10-12). A
rendere pi urgenti le due esortazioni di cui sopra lavvertimento solenne: Dio giudicher i
fornicatori e gli adulteri. La fornicazione e ladulterio sono loggetto del giudizio
di Dio perch tali comportamenti sono contrari alla rivelazione della volont
di Dio. da notare che lautore di Ebrei distingue qui fra fornicazione (gr. porneia) e adulterio (gr. moicheia). Questo fatto riveste
una certa importanza perch anche Ges distingue fra questi due generi di
peccato, bench entrambi appartengono allambito sessuale. In Matteo 19:9, Ges
afferma che chiunque manda via sua moglie, eccetto a motivo di fornicazione (porneia), e sposa
unaltra donna, commette adulterio (moichatai). Fa la stessa distinzione nel
sermone sul monte ma, in questo caso, aggiunge che chiunque viene coinvolto in
un matrimonio con la persona divorziata a motivo di fornicazione (porneia) commette
adultero
(5:32), come in Luca 16:18. Possiamo
seguire due piste per scoprire ci che Ges intende indicare con i termini fornicazione e adulterio quando li distingue in
Matteo 5:32 e 19:9. La prima parte dal fatto che nel Sermone sul monte Ges sta
spiegando il vero senso della legge e, similmente, nel capitolo 19 i suoi
interlocutori sono farisei. In
entrambi i casi Ges fa comprendere che gli scribi e i farisei sbagliano quando
usano lobbligo di scrivere un certificato di divorzio nel caso in cui un uomo
decide di mandare via sua moglie, per far apparire rispettabile la pratica del
divorzio, anche perch un divorzio spesso seguito da un nuovo matrimonio, che
equivale tecnicamente alladulterio (5:32). Il motivo citato nella legge
del divorzio
(De 24:1-4) per cui un uomo dal cuore duro poteva mandare via sua moglie purch
scrivesse per lei un certificato di divorzio, era la scoperta di qualcosa
di indecente
in lei: Quando un uomo sposa una donna che poi non vuole pi, perch ha
scoperto qualcosa di indecente a suo riguardo (v. 1). Sembra
che si tratti di qualche irregolarit nellambito sessuale che lei porta nel
matrimonio (cfr. De 22:13-21). Sebbene la prova che una sposa aveva commesso un
atto indecente prostituendosi in casa di suo padre prima di sposarsi,
prevedeva la pena di morte, per vari motivi tale pena di morte non sempre
veniva eseguita. A
titolo di esempio Giuseppe, descritto come uomo giusto, allo scoprire che
Maria era incinta, non volendo esporla a infamia, si propose di lasciarla
segretamente (Mt
1:18-19). La
seconda pista, seguita da John Piper, prende in considerazione proprio il
comportamento di Giuseppe quando scopr che Maria, sua promessa sposa, era
incinta e laccusa lanciata contro Ges dai Giudei da parte di chi non credeva
alla sua origine divina (Gv 8:41). Secondo i suoi accusatori, Ges sarebbe nato
da fornicazione. Va
notato che il pensiero di Giuseppe, prima di ricevere la rivelazione che Ges
era stato concepito a opera dello Spirito Santo, di lasciarla segretamente, viene attribuito al
fatto che era un uomo giusto (v. 19). Piper conclude che il termine fornicazione, nella frase eccetto
per fornicazione
si riferisce a un rapporto sessuale con una persona che non fosse il promesso
sposo (o la promessa sposa) durante il periodo di fidanzamento. Che il termine fornicazione non vada inteso come un
sinonimo di adulterio trova ulteriore conferma nella distinzione fatta da Ges
fra questi due categorie di peccato in Matteo 15:19 e Marco 7:21. Lautore
della lettera non solo mantiene qui la distinzione fra fornicazione e
adulterio
che abbiamo visto nellinsegnamento di Ges; ma con lordine delle parole in
13:4, prima fornicatori e poi adulteri, rispecchia anche la
cronologia in cui tali peccati vengono commessi. Dio
giudicher tanto le persone che hanno rapporti sessuali prima di aver sancito
un patto matrimoniale o che si lasciano coinvolgere in rapporti promiscui al
posto di sposarsi (fornicatori, cfr. 1Co 7:2), quanto chi sposa unaltra
persona mentre ancora in vita colui o colei con cui era entrato in un patto
matrimoniale (adulteri, cfr. Ro 7:1-3). Per
evitare il giudizio di Dio, chi diventa fornicatore oppure adultero, come nel
caso di qualsiasi altro tipo di peccato, deve ravvedersene in vista di ricevere
il perdono di Dio. Dio, sebbene santo al punto di essere descritto come un fuoco
consumante
(Eb 12:28-29), anche misericordioso come Ges stesso ha dimostrato e il suo
ministero sacerdotale continua a dimostrare (2:17-18; 4:14-16). Per ci non
toglie che la vita nel nuovo patto si caratterizza come una ricerca della
santificazione senza la quale nessuno vedr Dio (12:14). Come
Dio rimane fedele alle sue promesse, rimane fedele anche alle parole di avvertimento:
Dio giudicher i fornicatori e gli adlteri (13:4). Quando siamo
tentati, lo stesso Dio fedele non permetter che siamo tentati al di l
delle nostre forze e con la tentazione dar anche la via per uscirne (1Co 10:13). Per
la riflessione personale o lo studio di gruppo 1.
In quali modi concreti possiamo esercitare lamore fraterno oggi, per esempio
verso persone di passaggio? 2.
Quali passi concreti possiamo fare per immedesimarci con i fratelli e le
sorelle intorno al mondo che vengono perseguitati e chiusi in carcere
ingiustamente a motivo della loro testimonianza? 3.
Onorare il disegno di Dio per il matrimonio oggi significa scontrarci con
opinioni, leggi e sentimenti comuni. In quali modi possiamo contribuire a
ribaltare le attuali tendenze ed evitare che le future generazioni di discepoli
di Cristo si lascino conformare al mondo in questa dimensione cos vitale tanto
della vita della chiesa quanto della societ? (25.continua) Rinaldo Diprose (Assemblea di Roma Borgata Finocchio) |