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anniversario della nascita di Calvino (1509-2009) IL CALVINISMO ALLA LUCE DELLA PAROLA DI DIO 10. La perseveranza dei
santi Lassoluta certezza della salvezza, come dono
eterno per sempre, il quinto principio
della dottrina di Calvino: un principio sul quale biblicamente non ci sono
obiezioni da opporre, ma vՏ solo lespressione di una piena condivisione. bello concludere il percorso di questi studi
sul Calvinismo proprio
con questa meravigliosa certezza che ogni figlio di Dio pu pienamente godere. Introduzione Con quest'ultimo punto
del cosiddetto TULIP si conclude questa serie di articoli sul Calvinismo. Possiamo certamente dire
che questo punto risulta essere forse quello su cui non vi niente da dire o
obiettare. Infatti quando si parla di Perseveranza dei santi si intende porre
l'accento sulla certezza totale della salvezza. Infatti un punto su cui,
giustamente, la teologia riformata insiste che un cristiano quando salvato
spiritualmente salvato per sempre. Ma come abbiamo fatto
per gli altri punti, andiamo alla Parola di Dio per verificare se le cose
stanno realmente cos. Una
precisazione su Efesini 2:8 Prima per vorrei
tornare un attimo indietro, in quanto, mi stata fatta giustamente notare, da
alcuni attenti lettori che ringrazio, un'imprecisione da me fatta nell'articolo
precedente a proposito del passo di Efesini 2:8. Infatti io scrivevo: In pratica essendo
touto di genere neutro femminile, anche i sostantivi precedenti devono avere
le stesse caratteristiche. L'imprecisione sta nel
fatto che un pronome dimostrativo neutro non pu essere n maschile, n
femminile, ma appunto neutro. Perci questo pronome in
realt non si pu riferire n alla grazia, n alla fede, in quanto il genere
del pronome, secondo la grammatica greca deve concordare con il genere del nome
e grazia e fede
sono di genere femminile. Perci dal contesto si
pu osservare che il dono di Dio di cui parla Paolo, riguarda tutto il concetto
e l'argomento da lui sviluppato precedentemente. Inoltre touto, unito alla
congiunzione kai
che sarebbe il nostro e in italiano pu avere anche una valenza
avverbiale e perci potrebbe essere tradotto e particolarmente,
specialmente, per di pi. Detto questo
proseguiamo. Romani
8:35-37 Chi
ci separer dall'amore di Cristo? Sar forse la tribolazione, l'angoscia, la
persecuzione, la fame, la nudit, il pericolo, la spada. Com' scritto: Per
amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come
pecore da macello. Ma, in tutte queste cose, noi siamo pi che vincitori, in
virt di colui che ci ha amati. Queste
parole di Paolo sono assolutamente uniche e straordinarie. Egli desidera
focalizzare l'attenzione sul fatto che niente e nessuno potr mai separarci
dall'amore di Cristo. qualcosa di impossibile. Per accentuare tale
affermazione, egli menziona sette circostanze angosciose nelle quali il
cristiano si pu trovare.
La tribolazione. Nessun cristiano pu sottrarsi alle circostanze tristi della
vita. Egli potr incontrare dolore, sofferenza, angoscia. Ma un vero figlio di
Dio non potr mai separarsi dall'amore di Cristo, nemmeno dinanzi a tali
circostanze. Ovviamente parliamo sempre di veri nati di nuovo, di veri figli di
Dio non di cristiani apparenti o falsi. L'angoscia. In questo caso Paolo
vuole evidenziare in termini generali ogni circostanza che provoca dolore
nell'animo. Il Signore Ges realizz simili circostanze, basti ricordare la sua
esperienza nellorto del Getsemani. Ma qualsiasi dolore anche quello pi forte
ed intenso, non potr mai separarci dall'amore di Cristo. Un vero figlio di
Dio, pur con le sue debolezze e difficolt, non potr mai rinnegare il Signore
nemmeno dinanzi a simili circostanze. Il
Signore il rifugio in tempo d'angoscia: Il
Signore sar un rifugio sicuro per l'oppresso, un rifugio sicuro in tempo
d'angoscia; quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te, perch, o
Signore, tu non abbandoni quelli che ti cercano (Sl 9:9-10). Anche
in questo caso troviamo davvero confortanti le parole del salmista. Il Signore
per colui che teme il Signore il rifugio sicuro proprio nel tempo
d'angoscia e di difficolt. Ma assolutamente necessario assumere
l'atteggiamento che descritto in queste parole; ovvero confidare nel Signore,
essendo certi che egli non abbandona coloro che Lo cercano. Dobbiamo
sempre ricordare che Dio conosce ogni nostra angoscia: Esulter
e mi rallegrer per la tua benevolenza; poich tu hai visto la mia afflizione,
hai conosciuto le angosce dell'anima mia (Sl 31:7). Come
nel caso della tribolazione, anche per quanto concerne l'angoscia, Dio
conosce perfettamente ogni nostra difficolt. Molte volte ci si trova di fronte a
delle scelte difficili da prendere, a dei bivi nella nostra vita che possono
radicalmente cambiarla. Dio conosce ogni nostra difficolt. Perci abbiamo ben
motivo di rallegrarci nel Signore, per la sua bont e benevolenza. La
persecuzione.
Il Signore Ges disse molto chiaramente che chiunque avesse voluto seguirlo,
sarebbe stato perseguitato. Non vi sono distinzioni di sorta. La persecuzione
pu essere fisica, psicologica, spirituale, ma il cristiano chiamato ad
affrontarla. Ciononostante, nemmeno la persecuzione pi feroce potr separarci
dall'amore di Cristo. Anzi in mezzo alla persecuzione il cristiano ha cura non
solo di rimanere fedele al Signore, ma egli stesso ne uscir come un un figlio
di Dio migliore. vero, succede ed accade che alcuni, in mezzo alla
persecuzione abbandonano il Signore e lo rigettano. Ma la domanda rimane:
parliamo di veri nati di nuovo o solo di cristiani apparenti?
La fame.
Con questo termine si indicano tutte le difficolt di ordine materiale. Non
possiamo certamente dire che queste circostanze non esistano. Anzi ci sono
tanti luoghi del mondo nei quali si soffre molta fame e si muore per questo. Ma
il vero figlio di Dio sar in grado di affrontare queste situazioni confidando
nel Signore e non certamente rinnegandolo.
La nudit.
Con questo termine si intende la mancanza di vestiti per coprirsi. Anche queste
sono circostanze davvero dolorose e difficili su cui il Nemico pu fare leva.
Ma anche in questo caso il figlio di Dio potr sempre contare sull'aiuto del
Signore.
Il pericolo.
Quante volte ci troviamo nei pericoli pi svariati? Quante volte dobbiamo
affrontare situazioni difficili? Come risponderemo al Signore? Rimanendo
attaccati a lui. La salvezza ci data come dono ed i suoi doni non sono
revocabili. vero che talvolta ci si lamenta, si mormora e ci si comporta come
un giorno fece Giobbe in mezzo alla prova ed alla difficolt discutendo anche
con il Signore. Ma non si potr mai arrivare al punto di rinunciare alla
salvezza eterna, per alcun motivo.
La spada.
Come sappiamo la spada uno strumento di morte. Molti cristiani sono
condannati a morte a motivo della loro testimonianza e nel corso dei secoli la
Chiesa del Signore ha dovuto affrontare proprio queste problematiche. Come
abbiamo gi detto, anche oggi, in molte parti del mondo, ci sono cristiani che
soffrono e che muoiono per l'Evangelo. Ma anche quest'attacco terribile di
Satana non potr mai separarci dall'amore di Cristo. Il suo amore ci avvolge e
ci protegge. Quindi,
sette realt, sette circostanze difficili che raggruppano la totalit
dell'esistenza umana, ma la conclusione pu essere solo una Noi siamo
pi che vincitori in virt di Colui che ci ha amati. Romani
8:29-30 Perch
quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi
all'immagine del Figlio suo, affinch egli sia il primogenito tra molti
fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha
chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure
glorificati. Rimanendo
sempre in Romani interessante osservare questo passo che gi abbiamo
analizzato nellarticolo sull'elezione incondizionata. Senza ripetere concetti
gi espressi possiamo notare cinque tappe del piano redentivo del Signore che
ci permette di dire che il cristiano pu essere certo della sua salvezza.
La preconoscenza di Dio. Il Signore ha sempre avuto da ogni eternit,
prima ancora che noi esistessimo, una conoscenza intima dei suoi. Come sappiamo
il Signore al di fuori del tempo, essendo l'eternit senza tempo. Prima
ancora che noi venissimo al mondo egli gi ci conosceva in un modo unico ed
impareggiabile. E mai scritto nella Scrittura che qualcuno di coloro che Dio
ha conosciuto da sempre si sia perso.
La predestinazione. Abbiamo gi avuto modo di osservare che la predestinazione
non connessa all'argomento salvezza, quanto a ci che il cristiano ha
ricevuto con la salvezza. Il figlio di Dio predestinato alla gloria. Anche in
questo caso tutto ha origine dalla misericordia e dalla clemenza del Signore.
Coloro che Dio ha preconosciuti, hanno anche ricevuto tutto ci che consegue
alla salvezza, ovvero la vita eterna ripiena di gloria. Nella Gerusalemme
celeste vi entreranno solo coloro che hanno i nomi scritti nel libro della
vita dell'Agnello.
La chiamata.
Abbiamo precisato che la chiamata del Signore rivolta a tutti quanti, senza
distinzioni. Ma Paolo parla di coloro che hanno risposto in modo chiaro e
positivo alla chiamata di Dio.
La giustificazione. Il verbo giustificare ha una valenza
giuridica. Significa dichiarare giusto in modo definitivo. Quando si
giustificati da Dio si diviene realmente giusti. Questo non significa non
peccare pi, ma la giustificazione di Dio implica un fatto ancora pi
importante e glorioso: avere la garanzia che si appartiene a Dio per sempre.
Dio non giustifica per poi giudicare nuovamente colui che ha giustificato.
La glorificazione. Quest'aspetto riguarda specificatamente tutto ci che noi
realizzeremo quando saremo alla sua presenza, ma che gi oggi possiamo
pregustare per fede. Noi siamo gi stati benedetti di ogni benedizione
spirituale in Cristo (Ef 1:3). Nessuno di coloro che fanno parte della grande
famiglia di Dio si perder, sempre se parliamo di veri e reali figli di Dio. Per
sottolineare quest'aspetto vi un altro passo meraviglioso della Scrittura. Giovanni
10:28 ...
e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapir dalla mia
mano. Queste
parole mirabili le esplic il Signore Ges quando si rivel come il buon
Pastore. un passo talmente chiaro che non ha bisogno di commento. Il
Signore Ges dona la vita eterna per le sue pecore, ovvero per coloro che
hanno il sigillo, la caparra e la persona dello Spirito in loro. Se fosse vero
che un figlio di Dio si pu perdere o perch il Signore revoca la sua salvezza,
o perch lui a rigettarla, non sarebbero vere queste parole del Signore.
Infatti possiamo osservare tre cose:
Essi hanno la vita eterna. Questo il dono che riceve colui che salvato
da Dio. Avere la vita eterna significa realizzare la vera vita, abbondante e
sovrannaturale del Signore, gi qui su questa terra. Ma la domanda : questo
dono pu essere tolto? Andiamo allora alla seconda realt.
Non periranno mai. Parole che sono assolutamente chiare e limpide. Non vi sono
clausole o eccezioni. Le pecore che appartengono al gregge del Signore non
potranno mai perire. Questo
significa che un vero figlio di Dio non potr mai conoscere la morte
spirituale. Ci sarebbero tantissimi passi in contraddizione. Ma come sappiamo
la Bibbia non si pu contraddire.
Nessuno le rapir dalla mia mano. Una pecora del Signore nelle mani, nelle
braccia del buon Pastore. Come
potr il nemico, il brigante o il ladrone depredare anche una sola pecora del
gregge del Signore? Se
fosse vero che un figlio di Dio pu rifiutare la salvezza di Dio ci
significherebbe che Satana ha il potere di rubare le pecore al Signore. Ci
possibile? Nel
modo pi assoluto: No!
vero che ci sono passi nella Scrittura che di primo acchito sono pi ostici
rispetto a quelli che abbiamo letto e che apparentemente dicono l'opposto. Li
cito di passaggio: 1Ti 1:19, 2P 2:20-22, Eb 6:4-8, Eb 10:26-29 pi qualche
altro. Non
li analizzo in quanto l'argomento di questa serie di articoli il Calvinismo e
non la dottrina che sostiene che si potrebbe perdere la salvezza. Tuttavia
sono convinto che, se si leggessero questi passi parallelamente a queste parole
del Signore Ges Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrer nel
regno dei cieli, ma chi fa la volont del Padre mio che nei cieli. Molti mi
diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome
tuo e in nome tuo cacciato demni e fatto in nome tuo molte opere potenti?.
Allora dichiarer loro: Io non vi ho mai conosciuti..., (Mt 7:21-22), tutto
risulterebbe pi chiaro e limpido. Conclusione Sono
contento che il Signore mi abbia dato questa possibilit di condividere con la
fratellanza queste modeste riflessioni intorno al Calvinismo. Come
gi dissi all'inizio, il mio scopo non era certamente la polemica, ma la
disamina serena di ci che afferma la Scrittura in merito a questi cinque punti
del TULIP. Vorrei
concludere con le straordinarie parole del salmista: Mi
diletter nei tuoi statuti e non dimenticher la tua parola (Sl 199:16). Che
cos sia per ciascuno di noi! (10. fine) Andrea Belli (Assemblea di Fontanellato, PR) |