500 anniversario della nascita di Calvino (1509-2009)

 

 

IL CALVINISMO

ALLA LUCE

DELLA PAROLA DI DIO

3. La totale depravazione umana

 

La debolezza di questa prima dottrina calvinista, che cercheremo di esaminare, non sta tanto nel sostenere che luomo totalmente depravato, quanto nellaffermare, come conseguenza, la sua irresponsabilit davanti alla chiamata di Dio, che resterebbe in questo modo unico sovrano responsabile del destino delle sue creature, destinando gli uni alla salvezza e gli altri alla perdizione eterna. Esamineremo quindi questa dottrina, ritenendone ci che bene, ma anche evidenziandone gli aspetti non coerenti con la Parola di Dio.

 

 

Introduzione

 

Iniziamo con il primo punto del cosiddetto TULIP (vedi nota su IL CRISTIANO n.1/2009 pag. 14): la totale depravazione umana (quindi la lettera T: Total Depravity). Citer i testi biblici su cui questo punto fondato per poi analizzarli pi da vicino. Secondo il Calvinismo per depravazione umana si intende che lessere umano sia del tutto storto, perverso, alterato e guasto. Questa natura corrotta ogni creatura umana la riceve in seguito alla caduta del peccato dei nostri progenitori che, tale e quale,, si riproduce in tutti gli esseri umani. Perci:

 

Il peccatore privo damore per Dio (Gv 5:42, 2 Ti 3:4, Gv 3:19).

 

Anche se il peccatore dotato di una facolt morale, essa in disordine e contaminata (Tt 1:15, Ro 7:18, Ro 3:10-12).

 

Luomo spiritualmente morto (Ef 2:1).

Perci la conclusione che luomo, essendo totalmente depravato non pu assolutamente rispondere alla chiamata di Dio o convertirsi a lui senza essere prima rigenerato dallo Spirito Santo. Quindi prima vi la fede che il Signore crea e successivamente la conversione.

 

Vi sono diverse cose che vanno analizzate ed altres affermare obiettivamente che molte di esse hanno un chiaro riscontro biblico. Ma analizziamo i testi pi da vicino.

 

 

Luomo empio non ama il Signore

 

Nel Vangelo di Giovanni il Signore Ges risponde ai Giudei con queste parole:

Io non prendo gloria dagli uomini; ma so che non avete lamore di Dio in voi (Gv 5:41).

In queste parole il Signore Ges assolutamente chiaro: questi Giudei, rifiutando il Messia, dimostravano concretamente di non amare il Signore e di non essere dei Suoi figli.

Lapostolo Paolo a Timoteo, parlando degli ultimi tempi afferma che gli uomini saranno amanti del piacere anzich di Dio. indubbio che tale considerazione sia vera.

Lempio non pensa certamente a rivolgersi al Signore o a cercare la volont di Dio, anzi tutto il suo essere incline a soddisfare le sue passioni e desideri.

Tutto ci sempre accaduto da quando Adamo caduto nel peccato. una costante che purtroppo i nostri occhi sono costretti a vedere tutti i giorni.

 

opportuno ricordare anche laffermazione di Ges:

Il giudizio questo: la luce venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perch le loro opere erano malvagie (Gv 3:12).

Anche questo un passo assolutamente emblematico. La luce venuta, il Signore Ges si mostrato, si manifestato, si rivelato, ma gli empi hanno preferito seguire le tenebre anzich il Signore.

Tutto ci per un motivo molto semplice: le loro opere, le loro azioni erano malvagie ovvero rispettavano quella che era la loro natura. Ricordiamoci delle parole del Signore Ges il quale disse che un albero cattivo non pu fare frutti buoni (Lu 6:43).

 

Perci possiamo affermare dalle Scritture che effettivamente per luomo non vi la possibilit da solo di rivolgersi al Signore. Egli ne incapace.

 

 

Lo stato di morte delluomo

 

Anche in questo caso la Parola di Dio chiara. Lempio visto come morto nei suoi falli e peccati dinanzi al Signore (Ef 2:1). Non vi certamente modo di eludere questo principio.

A proposito della presunta giustizia delluomo, il salmista dichiara:

Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non cՏ nessuno che faccia il bene, neppure uno. Son dunque senza conoscenza questi malvagi, che divorano il mio popolo come se fosse pane, e non invocano Dio? (Sl 53:3).

Da osservare che qui il salmista identifica gli ingiusti e gli stolti non in un tutti universale ma confinato a coloro che erano nemici del popolo dIsraele. Infatti si parla di malvagi che divorano Israele che vogliono il male del popolo di Dio.

 

Tuttavia Paolo estende il tutti in un senso universale quando cita questo salmo ed altre parole nel cap. 3 della lettera ai Romani. Nessuno si pu definire giusto, per mezzo di proprie opere o perch vi una qualche giustizia in lui, in quanto come scritto:

Tutti quanti siamo diventati come luomo impuro, tutta la nostra giustizia come un abito sporco, tutti quanti appassiamo come foglie e la nostra iniquit ci porta via come il vento (Is 64:6)

Nessuno pu assolutamente vantare una propria giustizia. Davanti a Dio luomo si trova effettivamente in una situazione di morte spirituale.

 

Come il Signore disse ad Adamo prima che egli cadesse:

Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dellalbero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perch nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai (Ge 2:17), avvertimento che poi purtroppo si tragicamente concretizzato.

Infatti la Scrittura ci presenta almeno due tipi di morte: fisica e spirituale. Ma dobbiamo domandarci: che correlazione esiste tra la morte fisica e quella spirituale? Possiamo fare lo stesso tipo di ragionamento parlando delluno e dellaltra?

Questa domanda importante in quanto il Calvinismo sostiene che essendo luomo morto nei suoi falli e peccati assolutamente insensibile e inerte a qualsiasi sollecitazione esterna.

Perci vorrei evidenziare almeno due cose molto importanti:

 

La morte spirituale implica che ci sia liniziativa provvidenziale del Signore.

 

Di conseguenza luomo realmente inescusabile.

 

Ora vedremo in che modo Iddio prende liniziativa.

 

 

Iddio ha messo nelluomo una coscienza

 

Questa una lezione molto importante da considerare. Luomo si distingue dal resto della creazione, dagli animali e dalle piante proprio per il fatto che egli ha una coscienza, ovvero un lato morale caratterizzato da pensieri e da sentimenti.

 

La coscienza accusa luomo (Gv 8:9). Questo esattamente lo scopo della coscienza. Certamente lempio cauterizza e calpesta la voce della sua coscienza, ma essa un elemento talmente importante che rende luomo veramente inescusabile.

Ecco cosa leggiamo nel Vangelo di Giovanni:

E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: Chi di voi senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ci, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai pi vecchi fino agli ultimi; e Ges fu lasciato solo con la donna che stava l in mezzo (Gv 8:7-8).

Il contesto quello relativo al famoso episodio della donna colta in flagrante adulterio, una donna che secondo la legge doveva essere condannata a morte. Ma il Signore Ges, potentemente, richiama gli accusatori della donna alla loro responsabilit ed al loro stato di peccato. scritto chiaramente che essi accusati dalla loro coscienza uscirono uno ad uno.

Di certo non sufficiente la coscienza per il ravvedimento, ma un elemento importante che richiama luomo al suo stato di peccatore dinanzi a Dio

 

La coscienza implica una legge che scritta nel cuore delluomo (Ro 2:15).

Paolo ha scritto:

Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a s stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda scritto nei loro cuori, perch la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda.

Paolo parla della relazione stretta esistente tra la legge ed il peccato. Ma indiscusso che ancora prima che vi fosse la legge, luomo era comunque inescusabile per il fatto che la legge morale era scritta gi nel suo cuore. Possiamo dire che la coscienza una sorta di freno alla malvagit delluomo.

 

Lempio ha contaminato la sua coscienza (Tt 1:15). Anche questo un dato che dobbiamo tenere presente:

Tutto puro per quelli che sono puri; ma per i contaminati e gli increduli niente puro; anzi, sia la loro mente sia la loro coscienza sono impure.

Lempio ha la mente ottenebrata e la coscienza impura, proprio per il fatto che egli vuole camminare nel peccato. Ma ci non toglie che la coscienza svolga comunque il suo compito. Gli accusatori della donna adultera non scritto che si ravvidero, ma sicuramente furono richiamati alla loro responsabilit.

 

Lesempio di Giuda Iscariota (Mt 27:3).

Sicuramente Giuda Iscariota, il traditore del Signore Ges, non si ravvide, anzi prefer suicidarsi anzich andare dal Maestro per chiedere perdono. certamente un esempio negativo e su questo non ci sono dubbi.

Tuttavia il testo dichiara che egli si pent. Certo, non era sufficiente, nel suo cuore non vi fu ravvedimento, n conversione, ma una sorta di pentimento s, ovvero la consapevolezza di aver sbagliato e questo fu causato proprio dal richiamo della sua coscienza.

 

La coscienza compunge il cuore (At 2:37).

Dopo il famoso discorso di Pietro, alcuni Giudei che erano presenti furono compunti nel cuore. Sebbene il testo non citi esplicitamente la loro coscienza, da quanto abbiamo detto, essi furono sicuramente richiamati alle loro responsabilit ed in pi, a differenza degli accusatori di Giovanni 8, erano disponibili a fare tutto ci che Pietro avrebbe loro detto. Essi non si erano ancora ravveduti, in quanto lapostolo solo successivamente avrebbe rivolto loro linvito: Ravvedetevi.

 

Quindi, lelemento della coscienza importante e vorrei ricordare che stiamo procedendo per tappe, con lobiettivo di dimostrare il perch luomo davvero inescusabile.

La domanda che ci dobbiamo porre :

inescusabile perch Dio lo dice senza fornire nessuna prova di questaffermazione, oppure perch la Parola di Dio ce ne indica realmente i motivi?

 

 

Iddio ha messo nel cuore delluomo il pensiero delleternit

 

Anche questa una lezione molto importante che traiamo dal libro dellEcclesiaste. dove scritto:

Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero delleternit, sebbene luomo non possa comprendere dal principio alla fine lopera che Dio ha fatta (Ec 3:11).

Questo significa che se luomo pensa e riflette sullaldil, sulla vita dopo la morte, sulleternit, proprio grazie a questo pensiero che non scaturisce da s stesso, ma dal l Signore che lo ha introdotto nella sua mente.

Ecco anche il motivo per cui vi sono tantissime religioni che nel corso dei secoli e dei millenni, si sono succedute. In un modo o in un altro luomo, sbagliando impunemente, ha cercato di farsi un dio a propria immagine, ha seguito il dio di questo mondo, ha formulato tante teorie, tanti pensieri filosofici intorno alleternit. Ma anche sbagliando, questo dimostra che luomo ha sempre avuto questo pensiero che lo porta a riflettere su ci che ultraterreno e sovrannaturale.

 

 

La testimonianza della creazione

 

La prima rivelazione che luomo viene a conoscere dal momento in cui apre le Scritture quella del Dio Creatore. Il primo versetto della Bibbia assolutamente chiaro Nel principio Dio cre i cieli e la terra (Ge 1:1). Levoluzione e tutte le varie teorie che ne sono conseguite hanno cercato in tutti i modi di minare questimportante verit e realt che davanti ad ogni uomo tutti i giorni. Infatti:

 

La creazione parla delle qualit divine di Dio (Ro 1:19-20).

Lapostolo Paolo assolutamente chiaro:

Poich quel che si pu conoscere di Dio manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualit invisibili, la sua eterna potenza e divinit, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perci essi sono inescusabili.

La creazione, seppure corrotta e contaminata parla della grandezza di Dio e della sua potenza. Ogni dettaglio riguardante le leggi chimiche e fisiche regolano luniverso parla della grandezza del Signore. Dio ha dato alluomo perci una testimonianza visibile reale e concreta che tutti i giorni ha loccasione di contemplare.

 

Lannuncio del vangelo eterno (Ap 14:7).

Nella Scrittura vi sono vari tipi di vangeli se consideriamo quella che letimologia greca di questa parola; ovvero buona o lieta notizia. Ad esempio lannuncio della nascita di Isacco a Abraamo e Sara un vangelo, ovvero una buona notizia. Poi nel Nuovo Testamento si parla ad esempio di evangelo del regno e evangelo della grazia Ma nel testo di Apocalisse si parla di un vangelo eterno, ovvero di un annuncio, di una notizia che valida per tutti i secoli, per tutte le et, il cui contenuto assolutamente eloquente:

Temete Dio e dategli gloria, perch giunta lora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque.

Come possiamo osservare, questo annuncio non parla di riscatto, n della croce del Signore Ges, n del suo sangue, ma di quella rivelazione iniziale relativa al Dio Creatore. Luomo inescusabile anche per questa ulteriore prova tangibile delliniziativa di Dio nei suoi confronti.

 

 

La chiamata di Dio a ravvedimento

 

Proseguiamo con questo percorso a tappe che ci dimostra come tutti gli uomini sono inescusabili davanti a Dio e come tutti vengono posti nella medesima condizione. La Parola di Dio ora ci pone di fronte ad una chiara lezione ed intervento del Signore: Dio chiama a ravvedimento.

 

Dio chiama a ravvedimento tutti quanti (Lu 5:32, Ro 2:4).

Non vi sono assolutamente distinzioni di sorta. Dio non fa favoritismi e questo confermato da pi passi della Scrittura (Gm 2:1, 1P 1:17). Nel Vangelo di Luca vengono registrate delle chiare parole del Signore Ges Cristo:

Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bens i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento.

Naturalmente coloro che si ritengono giusti e sani non hanno bisogno del medico. Per contro coloro che si riconoscono malati hanno sicuramente bisogno del medico. Il Signore Ges mostra il centro della sua missione identificato in un preciso richiamo verso ogni uomo: il ravvedimento. Un ravvedimento che sicuramente possibile ed efficace per mezzo dellopera espiatoria che il Signore Ges ha compiuto. Paolo ai Romani dichiara:

Oppure disprezzi le ricchezze della sua bont, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bont di Dio ti spinge al ravvedimento?.

Come possiamo osservare il ravvedimento delluomo non il frutto dei suoi sforzi, ma il risultato di una precisa iniziativa di Dio che con la sua bont e amore spinge luomo a ravvedersi. Ma chiaro che vi sia anche la responsabilit delluomo, il quale deve rispondere alla bont del Signore. Non pu e non deve continuare a disprezzare. Ma ci che ora importante sottolineare che tale iniziativa Dio la rivolge a tutti quanti. Perch questo?

 

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati (Ez 33:11, 1 Ti 2:4, 2P 3:9).

Questo un principio assolutamente importante che non possiamo assolutamente sottovalutare. La Scrittura a pi riprese rivela che Dio non si compiace della morte dellempio, anzi egli desidera la sua salvezza.

Come scritto bel messaggio affidato da Dio al profeta Ezechiele:

Di loro: ComՏ vero che io vivo, dice Dio, il Signore, io non mi compiaccio della morte dellempio, ma che lempio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perch morireste, o casa dIsraele? (Ez 33:11).

Il compiacimento di Dio si realizza nel momento in cui lempio abbandona la strada del peccato per seguire quella della giustizia. Dio prova piacere quando lempio si converte, quando cambia modo di pensare, modo di agire, desideri, pensieri per seguire lui, il Signore. Come abbiamo gi accennato, questo processo non avviene in modo automatico, n tanto meno basandosi sugli sforzi delluomo, ma seguendo le tappe che gi abbiamo visto e che continueremo ad analizzare. Tuttavia questo principio mina molto fortemente la teoria calvinista secondo cui Dio avrebbe operato delle selezioni. vero che il testo riferito direttamente al popolo dIsraele, ma nel Nuovo Testamento questo principio applicato a tutti.

Infatti Paolo a Timoteo dichiara:

Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorit, affinch possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta piet e dignit. Questo buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verit (1Ti 2:1-4).

Avremo modo di evidenziare in pi occasioni la concezione dei calvinisti sul termine tutti, ad ogni modo, lapostolo esprime un concetto assolutamente chiaro riprendendo quanto gi detto in Ezechiele.

Perch Paolo esorta a pregare per tutti gli uomini? Tra laltro si parla delle pi disparate categorie di persone come i re, ovvero i governanti delle nazioni, ma pi in generale per tutta lumanit.

Perch questo?

Perch Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verit. Nel greco abbiamo il verbo thelo che indica una volont, un desiderio fino anche ad arrivare alla bramosia. Perci potremmo benissimo tradurre che Dio desidera ardentemente che tutti gli uomini siano salvati.

Un passo del genere, con questa forza, mal si concilia con un Dio che seleziona solo alcuni a salvezza. I calvinisti con cui ho conversato mi hanno risposto che questo testo darebbe il via alla classica dottrina delluniversalit della salvezza, ma non cos. Infatti la salvezza delluomo, bench sia per grazia, ha bisogno della risposta delluomo, il quale viene messo in condizione da Dio di rispondere, come stiamo osservando.

Non solo ma anche Pietro dichiara:

Il Signore non ritarda ladempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento (2P 3:9).

Ora, conoscendo la dottrina calvinista, viene spontanea una domanda.

Che senso avrebbe ritardare ladempimento delle promesse di Dio se egli avesse gi decretato chi va a salvezza e chi a perdizione?

Evidentemente, bench Dio conosca da sempre chi si convertir, da chi non si convertir, egli rende luomo ancora pi responsabile, aumentando il tempo della sua pazienza.

Un esempio labbiamo in Genesi 6 quando ci si avvicina al diluvio. No avrebbe dovuto costruire un arca che non era solo per otto persone, ma per tutti coloro che, riconoscendosi nella propria malvagit e convertendosi al Signore, avessero deciso di entrare nellimbarcazione, credendo in tal modo allannuncio dato. Ecco perch No definito predicatore di giustizia (2P 2:5).

 

Dio prende liniziativa di cercare luomo (Ge 3:9, Mt 18:12, Lu 19:10).

Anche questo un dato assolutamente importante. Infatti, luomo da solo non pensa minimamente al Signore, n ha intenzione di cercarlo. Ecco perch il Signore prende chiaramente liniziativa nel cercare luomo. Tale atteggiamento non assolutamente da sottovalutare.

Quando Adamo cadde nel peccato, fu il Signore che prese liniziativa ed and a cercare luomo :

Dio il Signore chiam luomo e gli disse: Dove sei? Egli rispose: Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perch ero nudo, e mi sono nascosto (Ge 3:9).

Non fu Adamo ad andare verso il Signore, ma fu lEterno che con amore e compassione and verso Adamo. Fu solo allora che Adamo rispose allinterrogativo solenne del Signore Dove sei?.

La stessa domanda Dio la pone ad ogni essere umano, con forza e solennit divina.

Anche il Signore Ges sottolinea la stessa lezione. Nel raccontare la parabola della pecora smarrita, egli parla del pastore che prende liniziativa per andare a cercarla:

Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e una di queste si smarrisce, non lascer le novantanove sui monti per andare in cerca di quella smarrita? E se gli riesce di ritrovarla, in verit vi dico che egli si rallegra pi per questa che per le novantanove che non si erano smarrite (Mt 18:12-13).

Si parla di un pastore che ha un gregge di cento pecore. Una si smarrisce, ma il sentimento del pastore, lamore che egli ha verso la sua pecora, lo porta ad andare a cercarla. Non la pecora che cerca il pastore, ma il contrario.

Nel momento in cui egli la ritrova, vi grande gioia,proprio per il principio visto prima: Dio vuole la salvezza delluomo.

Luca ci ricorda che il Signore Ges precis in modo lampante che lo scopo della sua missione era di cercare e di salvare colui che perduto:

Perch il Figlio delluomo venuto per cercare e salvare ci che era perduto (Lu 19:10).

bello considerare che tali parole arrivano dopo il radicale cambiamento che Zaccheo dimostra. Perci anche questiniziativa divina responsabilizza ogni essere umano.

 

La Potenza del Vangelo di Dio (Ro 1:16).

Questo un altro argomento che non pu assolutamente essere ignorato. Il Vangelo di Dio, come dichiara Paolo potenza di Dio:

Infatti non mi vergogno del vangelo; perch esso potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco, poich in esso la giustizia di Dio rivelata da fede a fede, comՏ scritto: Il giusto per fede vivr (Ro 1:16).

Nel greco, il sostantivo potenza reso con dunamis, la cui radice etimologica ci ricorda la nostra parola dinamite.

Non possiamo nemmeno immaginare quanto sia potente il Vangelo del Signore e bench sia vero che luomo morto nei suoi falli e peccati, egli viene reso comunque responsabile, in quanto il Vangelo di Dio potenza per scardinare il suo orgoglio.

Infatti il Vangelo di Dio che rivela la sua giustizia ed il principio secondo cui il giusto per fede vivr. Pi avanti e nei prossimi articoli vedremo anche il concetto di fede nella Scrittura.

 

Lopera di convinzione dello Spirito Santo (Gv 16:8).

Con questatto luomo viene reso definitivamente responsabile. il Signore Ges che sottolinea questimportante verit quando parla dellopera di convinzione dello Spirito:

Quando sar venuto, convincer il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perch non credono in me; quanto alla giustizia, perch vado al Padre e non mi vedrete pi; quanto al giudizio, perch il principe di questo mondo stato giudicato (Gv 16:9-11).

Ho avuto modo di confrontarmi con un fratello che aveva idee calviniste su questo testo. Mi faceva notare come il testo biblico precisa unopera che lo Spirito porta sicuramente e termine ovvero convincere luomo. Infatti il testo non dice cercher di convincere o tenter di convincere, ma convincer. Questa precisazione la sosteneva per suffragare la tesi secondo cui, in questo testo, la parola mondo non pu essere intesa in senso globale ed universale, ma solo in specifico riferimento al mondo di coloro che credono nel Signore.

A parte il fatto che nellanalisi obiettiva del testo, nulla fa pensare ad un mondo di coloro che credono nel Signore, vi un altro dato che importante sottolineare.

Infatti il verbo greco elegcho non indica solo latto di convincere, ma pi precisamente latto di accusare, di portare le prove della colpevolezza. Infatti questo verbo veniva usato spesso nei tribunali durante i processi.

 

Quindi lopera dello Spirito, quella di portare le prove inoppugnabili della colpevolezza delluomo e del suo bisogno della Grazia di Dio.

chiaro che tale opera viene compiuta verso tutti quanti e non solo verso alcuni.

 

(2. continua)

 

Andrea Belli

(Assemblea di Fontanellato, PR)