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anniversario della nascita di Calvino (1509-2009) IL CALVINISMO ALLA LUCE DELLA PAROLA DI DIO 3.
La totale depravazione umana La
debolezza di questa prima dottrina calvinista, che cercheremo di esaminare, non
sta tanto nel sostenere che luomo totalmente depravato, quanto
nellaffermare, come conseguenza, la sua irresponsabilit davanti alla chiamata
di Dio, che resterebbe in questo modo unico sovrano responsabile del destino
delle sue creature, destinando gli uni alla salvezza e gli altri alla perdizione
eterna. Esamineremo quindi questa dottrina, ritenendone ci che bene, ma
anche evidenziandone gli aspetti non coerenti con la Parola di Dio. Introduzione Iniziamo con il primo punto del cosiddetto TULIP (vedi nota su IL
CRISTIANO n.1/2009 pag. 14): la totale depravazione umana (quindi la lettera
T: Total Depravity). Citer i testi biblici su cui questo punto
fondato per poi analizzarli pi da vicino. Secondo il Calvinismo per
depravazione umana si intende che lessere umano sia del tutto storto,
perverso, alterato e guasto. Questa natura corrotta ogni creatura umana la
riceve in seguito alla caduta del peccato dei nostri progenitori che, tale e
quale,, si riproduce in tutti gli esseri umani. Perci:
Il peccatore privo damore per Dio (Gv 5:42, 2 Ti 3:4, Gv 3:19). Anche
se il peccatore dotato di una facolt morale, essa in disordine e
contaminata
(Tt 1:15, Ro 7:18, Ro 3:10-12). Luomo
spiritualmente morto (Ef 2:1). Perci
la conclusione che luomo, essendo totalmente depravato non pu
assolutamente rispondere alla chiamata di Dio o convertirsi a lui senza essere prima
rigenerato dallo Spirito Santo. Quindi prima vi la fede che il Signore
crea e successivamente la conversione. Vi
sono diverse cose che vanno analizzate ed altres affermare obiettivamente che
molte di esse hanno un chiaro riscontro biblico. Ma analizziamo i testi pi da
vicino. Luomo
empio non ama il Signore Nel
Vangelo di Giovanni il Signore Ges risponde ai Giudei con queste parole: Io
non prendo gloria dagli uomini; ma so che non avete lamore di Dio in voi (Gv 5:41). In queste parole il
Signore Ges assolutamente chiaro: questi Giudei, rifiutando il Messia,
dimostravano concretamente di non amare il Signore e di non essere dei Suoi
figli. Lapostolo Paolo a
Timoteo, parlando degli ultimi tempi afferma che gli uomini saranno amanti
del piacere anzich di Dio. indubbio che tale considerazione sia vera. Lempio non pensa
certamente a rivolgersi al Signore o a cercare la volont di Dio, anzi tutto
il suo essere incline a soddisfare le sue passioni e desideri. Tutto ci sempre
accaduto da quando Adamo caduto nel peccato. una costante che purtroppo i
nostri occhi sono costretti a vedere tutti i giorni. opportuno ricordare
anche laffermazione di Ges: Il giudizio
questo: la luce venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla
luce, perch le loro opere erano malvagie (Gv 3:12). Anche questo un passo
assolutamente emblematico. La luce venuta, il Signore Ges si mostrato, si
manifestato, si rivelato, ma gli empi hanno preferito seguire le tenebre
anzich il Signore. Tutto ci per un motivo
molto semplice: le loro opere, le loro azioni erano malvagie ovvero
rispettavano quella che era la loro natura. Ricordiamoci delle parole del
Signore Ges il quale disse che un albero cattivo non pu fare frutti buoni (Lu
6:43). Perci possiamo
affermare dalle Scritture che effettivamente per luomo non vi la
possibilit da solo di rivolgersi al Signore. Egli ne incapace. Lo
stato di morte delluomo Anche in
questo caso la Parola di Dio chiara. Lempio visto come morto nei suoi
falli e peccati
dinanzi al Signore (Ef 2:1). Non vi certamente modo di eludere questo
principio. A proposito della
presunta giustizia delluomo, il salmista dichiara: Tutti si sono
sviati, tutti sono corrotti, non cՏ nessuno che faccia il bene, neppure uno.
Son dunque senza conoscenza questi malvagi, che divorano il mio popolo come se
fosse pane, e non invocano Dio? (Sl 53:3). Da osservare che qui il
salmista identifica gli ingiusti e gli stolti non in un tutti universale ma confinato
a coloro che erano nemici del popolo dIsraele. Infatti si parla di malvagi
che divorano Israele
che vogliono il male del popolo di Dio. Tuttavia Paolo estende
il tutti
in un senso universale quando cita questo salmo ed altre parole nel cap. 3
della lettera ai Romani. Nessuno si pu definire giusto, per mezzo di proprie
opere o perch vi una qualche giustizia in lui, in quanto come scritto: Tutti quanti siamo
diventati come luomo impuro, tutta la nostra giustizia come un abito sporco,
tutti quanti appassiamo come foglie e la nostra iniquit ci porta via come il
vento
(Is 64:6) Nessuno pu
assolutamente vantare una propria giustizia. Davanti a Dio luomo si trova
effettivamente in una situazione di morte spirituale. Come il Signore disse ad
Adamo prima che egli cadesse: Mangia pure da ogni
albero del giardino, ma dellalbero della conoscenza del bene e del male non ne
mangiare; perch nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai (Ge 2:17), avvertimento
che poi purtroppo si tragicamente concretizzato. Infatti la Scrittura ci
presenta almeno due tipi di morte: fisica e spirituale. Ma dobbiamo domandarci:
che correlazione esiste tra la morte fisica e quella spirituale? Possiamo fare
lo stesso tipo di ragionamento parlando delluno e dellaltra? Questa domanda
importante in quanto il Calvinismo sostiene che essendo luomo morto nei suoi
falli e peccati assolutamente insensibile e inerte a qualsiasi
sollecitazione esterna. Perci
vorrei evidenziare almeno due cose molto importanti: La
morte spirituale implica che ci sia liniziativa provvidenziale del Signore. Di
conseguenza luomo realmente inescusabile. Ora
vedremo in che modo Iddio prende liniziativa. Iddio
ha messo nelluomo una coscienza Questa
una lezione molto importante da considerare. Luomo si distingue dal resto
della creazione, dagli animali e dalle piante proprio per il fatto che egli ha
una coscienza, ovvero un lato morale caratterizzato da pensieri e da
sentimenti. La
coscienza accusa luomo (Gv 8:9). Questo esattamente lo scopo della coscienza.
Certamente lempio cauterizza e calpesta la voce della sua coscienza, ma essa
un elemento talmente importante che rende luomo veramente inescusabile. Ecco
cosa leggiamo nel Vangelo di Giovanni: E,
siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: Chi di
voi senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. E, chinatosi di
nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ci, e accusati dalla loro coscienza,
uscirono a uno a uno, cominciando dai pi vecchi fino agli ultimi; e Ges fu
lasciato solo con la donna che stava l in mezzo (Gv 8:7-8). Il
contesto quello relativo al famoso episodio della donna colta in flagrante
adulterio, una donna che secondo la legge doveva essere condannata a morte. Ma
il Signore Ges, potentemente, richiama gli accusatori della donna alla loro
responsabilit ed al loro stato di peccato. scritto chiaramente che essi accusati
dalla loro coscienza uscirono uno ad uno. Di
certo non sufficiente la coscienza per il ravvedimento, ma un elemento
importante che richiama luomo al suo stato di peccatore dinanzi a Dio La
coscienza implica una legge che scritta nel cuore delluomo (Ro 2:15). Paolo
ha scritto: Infatti
quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose
richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a s stessi; essi
dimostrano che quanto la legge comanda scritto nei loro cuori, perch la
loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche
si scusano a vicenda. Paolo
parla della relazione stretta esistente tra la legge ed il peccato. Ma
indiscusso che ancora prima che vi fosse la legge, luomo era comunque
inescusabile per il fatto che la legge morale era scritta gi nel suo cuore.
Possiamo dire che la coscienza una sorta di freno alla malvagit delluomo.
Lempio
ha contaminato la sua coscienza (Tt 1:15). Anche questo un dato che dobbiamo
tenere presente: Tutto
puro per quelli che sono puri; ma per i contaminati e gli increduli niente
puro; anzi, sia la loro mente sia la loro coscienza sono impure. Lempio
ha la mente ottenebrata e la coscienza impura, proprio per il fatto che egli
vuole camminare nel peccato. Ma ci non toglie che la coscienza svolga comunque
il suo compito. Gli accusatori della donna adultera non scritto che si
ravvidero, ma sicuramente furono richiamati alla loro responsabilit. Lesempio
di Giuda Iscariota
(Mt 27:3). Sicuramente
Giuda Iscariota, il traditore del Signore Ges, non si ravvide, anzi prefer
suicidarsi anzich andare dal Maestro per chiedere perdono. certamente un
esempio negativo e su questo non ci sono dubbi. Tuttavia
il testo dichiara che egli si pent. Certo, non era
sufficiente, nel suo cuore non vi fu ravvedimento, n conversione, ma una sorta
di pentimento s, ovvero la consapevolezza di aver sbagliato e questo fu
causato proprio dal richiamo della sua coscienza. La
coscienza compunge il cuore (At 2:37). Dopo
il famoso discorso di Pietro, alcuni Giudei che erano presenti furono compunti
nel cuore.
Sebbene il testo non citi esplicitamente la loro coscienza, da quanto abbiamo
detto, essi furono sicuramente richiamati alle loro responsabilit ed in pi, a
differenza degli accusatori di Giovanni 8, erano disponibili a fare tutto ci
che Pietro avrebbe loro detto. Essi non si erano ancora ravveduti, in quanto
lapostolo solo successivamente avrebbe rivolto loro linvito: Ravvedetevi.
Quindi,
lelemento della coscienza importante e vorrei ricordare che stiamo
procedendo per tappe, con lobiettivo di dimostrare il perch luomo
davvero inescusabile. La
domanda che ci dobbiamo porre :
inescusabile perch Dio lo dice senza fornire nessuna prova di
questaffermazione, oppure perch la Parola di Dio ce ne indica realmente i
motivi? Iddio
ha messo nel cuore delluomo il pensiero delleternit Anche
questa una lezione molto importante che traiamo dal libro dellEcclesiaste.
dove scritto: Dio
ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il
pensiero delleternit, sebbene luomo non possa comprendere dal principio alla
fine lopera che Dio ha fatta (Ec 3:11). Questo
significa che se luomo pensa e riflette sullaldil, sulla vita dopo la morte,
sulleternit, proprio grazie a questo pensiero che non scaturisce da s
stesso, ma dal l Signore che lo ha introdotto nella sua mente. Ecco
anche il motivo per cui vi sono tantissime religioni che nel corso dei secoli e
dei millenni, si sono succedute. In un modo o in un altro luomo, sbagliando
impunemente, ha cercato di farsi un dio a propria immagine, ha seguito il dio
di questo mondo,
ha formulato tante teorie, tanti pensieri filosofici intorno alleternit. Ma
anche sbagliando, questo dimostra che luomo ha sempre avuto questo pensiero
che lo porta a riflettere su ci che ultraterreno e sovrannaturale. La
testimonianza della creazione La prima rivelazione che luomo viene a conoscere dal momento in
cui apre le Scritture quella del Dio Creatore. Il primo versetto della Bibbia
assolutamente chiaro Nel principio Dio cre i cieli e la terra (Ge 1:1). Levoluzione
e tutte le varie teorie che ne sono conseguite hanno cercato in tutti i modi di
minare questimportante verit e realt che davanti ad ogni uomo tutti i
giorni. Infatti: La
creazione parla delle qualit divine di Dio (Ro 1:19-20). Lapostolo
Paolo assolutamente chiaro: Poich
quel che si pu conoscere di Dio manifesto in loro, avendolo Dio manifestato
loro; infatti le sue qualit invisibili, la sua eterna potenza e divinit, si
vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo
delle opere sue; perci essi sono inescusabili. La
creazione, seppure corrotta e contaminata parla della grandezza di Dio e della
sua potenza. Ogni dettaglio riguardante le leggi chimiche e fisiche regolano
luniverso parla della grandezza del Signore. Dio ha dato alluomo perci una
testimonianza visibile reale e concreta che tutti i giorni ha loccasione di
contemplare. Lannuncio
del vangelo eterno
(Ap 14:7). Nella
Scrittura vi sono vari tipi di vangeli se consideriamo quella che letimologia
greca di questa parola; ovvero buona o lieta notizia. Ad esempio lannuncio
della nascita di Isacco a Abraamo e Sara un vangelo, ovvero una buona
notizia. Poi nel Nuovo Testamento si parla ad esempio di evangelo del
regno
e evangelo della grazia Ma nel testo di Apocalisse si parla di un
vangelo eterno, ovvero di un annuncio, di una notizia che valida per tutti
i secoli,
per tutte le et, il cui contenuto assolutamente eloquente: Temete
Dio e dategli gloria, perch giunta lora del suo giudizio. Adorate colui che
ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. Come
possiamo osservare, questo annuncio non parla di riscatto, n della croce del
Signore Ges, n del suo sangue, ma di quella rivelazione iniziale relativa al
Dio Creatore. Luomo inescusabile anche per questa ulteriore prova tangibile
delliniziativa di Dio nei suoi confronti. La
chiamata di Dio a ravvedimento Proseguiamo
con questo percorso a tappe che ci dimostra come tutti gli uomini sono
inescusabili davanti a Dio e come tutti vengono posti nella medesima condizione.
La Parola di Dio ora ci pone di fronte ad una chiara lezione ed intervento del
Signore: Dio chiama a ravvedimento. Dio
chiama a ravvedimento tutti quanti (Lu 5:32, Ro 2:4). Non
vi sono assolutamente distinzioni di sorta. Dio non fa favoritismi e questo
confermato da pi passi della Scrittura (Gm 2:1, 1P 1:17). Nel Vangelo di Luca
vengono registrate delle chiare parole del Signore Ges Cristo: Non
sono i sani che hanno bisogno del medico, bens i malati. Io non sono venuto a
chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento. Naturalmente
coloro che si ritengono giusti e sani non hanno bisogno del medico. Per contro
coloro che si riconoscono malati hanno sicuramente bisogno del medico. Il
Signore Ges mostra il centro della sua missione identificato in un preciso
richiamo verso ogni uomo: il ravvedimento. Un ravvedimento che sicuramente
possibile ed efficace per mezzo dellopera espiatoria che il Signore Ges ha
compiuto. Paolo ai Romani dichiara: Oppure
disprezzi le ricchezze della sua bont, della sua pazienza e della sua
costanza, non riconoscendo che la bont di Dio ti spinge al ravvedimento?. Come
possiamo osservare il ravvedimento delluomo non il frutto dei suoi sforzi,
ma il risultato di una precisa iniziativa di Dio che con la sua bont e
amore spinge luomo a ravvedersi. Ma chiaro che vi sia anche la
responsabilit delluomo, il quale deve rispondere alla bont del Signore. Non pu e
non deve continuare a disprezzare. Ma ci che ora importante sottolineare
che tale iniziativa Dio la rivolge a tutti quanti. Perch questo? Dio
vuole che tutti gli uomini siano salvati (Ez 33:11, 1 Ti 2:4, 2P 3:9). Questo
un principio assolutamente importante che non possiamo assolutamente
sottovalutare. La Scrittura a pi riprese rivela che Dio non si compiace della
morte dellempio, anzi egli desidera la sua salvezza. Come
scritto bel messaggio affidato da Dio al profeta Ezechiele: Di
loro: ComՏ vero che io vivo, dice Dio, il Signore, io non mi compiaccio
della morte dellempio, ma che lempio si converta dalla sua via e viva;
convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perch morireste, o casa
dIsraele?
(Ez 33:11). Il
compiacimento di Dio si realizza nel momento in cui lempio abbandona la strada
del peccato per seguire quella della giustizia. Dio prova piacere quando
lempio si converte, quando cambia modo di pensare, modo di agire, desideri,
pensieri per seguire lui, il Signore. Come abbiamo gi accennato, questo
processo non avviene in modo automatico, n tanto meno basandosi sugli sforzi
delluomo, ma seguendo le tappe che gi abbiamo visto e che continueremo ad
analizzare. Tuttavia questo principio mina molto fortemente la teoria
calvinista secondo cui Dio avrebbe operato delle selezioni. vero che il testo
riferito direttamente al popolo dIsraele, ma nel Nuovo Testamento questo
principio applicato a tutti. Infatti
Paolo a Timoteo dichiara: Esorto
dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere,
intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli
che sono costituiti in autorit, affinch possiamo condurre una vita tranquilla
e quieta in tutta piet e dignit. Questo buono e gradito davanti a Dio,
nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla
conoscenza della verit (1Ti 2:1-4). Avremo
modo di evidenziare in pi occasioni la concezione dei calvinisti sul termine tutti, ad ogni modo,
lapostolo esprime un concetto assolutamente chiaro riprendendo quanto gi
detto in Ezechiele. Perch
Paolo esorta a pregare per tutti gli uomini? Tra laltro si parla
delle pi disparate categorie di persone come i re, ovvero i governanti delle
nazioni, ma pi in generale per tutta lumanit. Perch
questo? Perch
Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza
della verit.
Nel greco abbiamo il verbo thelo che indica una volont, un desiderio fino anche
ad arrivare alla bramosia. Perci potremmo benissimo tradurre che Dio desidera
ardentemente che tutti gli uomini siano salvati. Un
passo del genere, con questa forza, mal si concilia con un Dio che seleziona
solo alcuni a salvezza. I calvinisti con cui ho conversato mi hanno risposto
che questo testo darebbe il via alla classica dottrina delluniversalit della
salvezza, ma non cos. Infatti la salvezza delluomo, bench sia per grazia,
ha bisogno della risposta delluomo, il quale viene messo in condizione da Dio
di rispondere, come stiamo osservando. Non
solo ma anche Pietro dichiara: Il
Signore non ritarda ladempimento della sua promessa, come pretendono alcuni;
ma paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti
giungano al ravvedimento (2P 3:9). Ora,
conoscendo la dottrina calvinista, viene spontanea una domanda. Che
senso avrebbe ritardare ladempimento delle promesse di Dio se egli avesse gi
decretato chi va a salvezza e chi a perdizione? Evidentemente,
bench Dio conosca da sempre chi si convertir, da chi non si convertir, egli
rende luomo ancora pi responsabile, aumentando il tempo della sua pazienza. Un
esempio labbiamo in Genesi 6 quando ci si avvicina al diluvio. No avrebbe
dovuto costruire un arca che non era solo per otto persone, ma per tutti coloro
che, riconoscendosi nella propria malvagit e convertendosi al Signore, avessero
deciso di entrare nellimbarcazione, credendo in tal modo allannuncio dato.
Ecco perch No definito predicatore di giustizia (2P 2:5). Dio
prende liniziativa di cercare luomo (Ge 3:9, Mt 18:12, Lu 19:10). Anche
questo un dato assolutamente importante. Infatti, luomo da solo non pensa
minimamente al Signore, n ha intenzione di cercarlo. Ecco perch il Signore
prende chiaramente liniziativa nel cercare luomo. Tale atteggiamento non
assolutamente da sottovalutare. Quando
Adamo cadde nel peccato, fu il Signore che prese liniziativa ed and a cercare
luomo : Dio
il Signore chiam luomo e gli disse: Dove sei? Egli rispose: Ho udito la
tua voce nel giardino e ho avuto paura, perch ero nudo, e mi sono nascosto (Ge 3:9). Non
fu Adamo ad andare verso il Signore, ma fu lEterno che con amore e compassione
and verso Adamo. Fu solo allora che Adamo rispose allinterrogativo solenne
del Signore Dove sei?. La
stessa domanda Dio la pone ad ogni essere umano, con forza e solennit
divina. Anche
il Signore Ges sottolinea la stessa lezione. Nel raccontare la parabola della
pecora smarrita, egli parla del pastore che prende liniziativa per andare a
cercarla: Che
ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e una di queste si smarrisce, non lascer
le novantanove sui monti per andare in cerca di quella smarrita? E se gli
riesce di ritrovarla, in verit vi dico che egli si rallegra pi per questa che
per le novantanove che non si erano smarrite (Mt 18:12-13). Si
parla di un pastore che ha un gregge di cento pecore. Una si smarrisce, ma il
sentimento del pastore, lamore che egli ha verso la sua pecora, lo porta ad
andare a cercarla. Non la pecora che cerca il pastore, ma il contrario. Nel
momento in cui egli la ritrova, vi grande gioia,proprio per il principio
visto prima: Dio vuole la salvezza delluomo. Luca
ci ricorda che il Signore Ges precis in modo lampante che lo scopo della sua
missione era di cercare e di salvare colui che perduto: Perch
il Figlio delluomo venuto per cercare e salvare ci che era perduto (Lu 19:10).
bello considerare che tali parole arrivano dopo il radicale cambiamento che
Zaccheo dimostra. Perci anche questiniziativa divina responsabilizza ogni
essere umano. La
Potenza del Vangelo di Dio (Ro 1:16). Questo
un altro argomento che non pu assolutamente essere ignorato. Il Vangelo di
Dio, come dichiara Paolo potenza di Dio: Infatti
non mi vergogno del vangelo; perch esso potenza di Dio per la salvezza di
chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco, poich in esso la giustizia
di Dio rivelata da fede a fede, comՏ scritto: Il giusto per fede vivr (Ro 1:16). Nel
greco, il sostantivo potenza reso con dunamis, la cui radice
etimologica ci ricorda la nostra parola dinamite. Non
possiamo nemmeno immaginare quanto sia potente il Vangelo del Signore e bench
sia vero che luomo morto nei suoi falli e peccati, egli viene reso
comunque responsabile, in quanto il Vangelo di Dio potenza per scardinare il
suo orgoglio. Infatti
il Vangelo di Dio che rivela la sua giustizia ed il principio secondo cui il
giusto per fede vivr. Pi avanti e nei prossimi articoli vedremo anche il
concetto di fede
nella Scrittura. Lopera
di convinzione dello Spirito Santo (Gv 16:8). Con
questatto luomo viene reso definitivamente responsabile. il Signore Ges
che sottolinea questimportante verit quando parla dellopera di convinzione
dello Spirito: Quando
sar venuto, convincer il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al
giudizio. Quanto al peccato, perch non credono in me; quanto alla giustizia,
perch vado al Padre e non mi vedrete pi; quanto al giudizio, perch il
principe di questo mondo stato giudicato (Gv 16:9-11). Ho
avuto modo di confrontarmi con un fratello che aveva idee calviniste su questo
testo. Mi faceva notare come il testo biblico precisa unopera che lo Spirito
porta sicuramente e termine ovvero convincere luomo. Infatti il testo non dice
cercher di convincere o tenter di convincere, ma convincer. Questa precisazione la
sosteneva per suffragare la tesi secondo cui, in questo testo, la parola mondo non pu essere intesa
in senso globale ed universale, ma solo in specifico riferimento al mondo di coloro che credono
nel Signore. A
parte il fatto che nellanalisi obiettiva del testo, nulla fa pensare ad un mondo
di coloro che credono nel Signore, vi un altro dato che importante
sottolineare. Infatti
il verbo greco elegcho non indica solo latto di convincere, ma pi precisamente
latto di accusare, di portare le prove della colpevolezza. Infatti questo
verbo veniva usato spesso nei tribunali durante i processi. Quindi
lopera dello Spirito, quella di portare le prove inoppugnabili della
colpevolezza delluomo e del suo bisogno della Grazia di Dio.
chiaro che tale opera viene compiuta verso tutti quanti e non solo verso
alcuni. (2. continua) Andrea Belli (Assemblea di Fontanellato, PR) |