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Due
testimonianze con un denominatore comune IL VALORE DELLASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO Quando
si compie la scelta di porsi allascolto di Dio attraverso la lettura della sua
Parola, si ricevono benedizioni inimmaginabili, prima fra tutte quella della salvezza
e della vita eterna. Io ringrazio colui
che mi ha reso forte, Cristo Ges, nostro Signore, per avermi stimato degno
della sua fiducia, ponendo al suo servizio me, che prima ero un (1Ti 1:12-13) Un desiderio profondo di
liberazione una gioia testimoniare
la bont del Signore per lincoraggiamento e ledificazione della fratellanza. Durante linfanzia
soffrii din un forte deficit affettivo sia per lemigrazione in Germania di mio
padre che per i numerosi ricoveri in vari ospedali a causa della mia salute
piuttosto precaria. Ci alimentava in me tristezza e rabbia: ero sempre incline
a comportarmi in modo violento, in modo tale da sovraccaricare il mio cuore di
peccati e sentirmi profondamente angosciato. Desideravo tanto
essere liberato
dallangoscia, dal mio atteggiamento violento ed essere ripieno damore. Cercai
la soluzione nella musica, nelle donne, nelle moto, nelle macchine, nei viaggi,
nellalcol e in altri strumenti devasione, pensando che potessero modificare
il mio stato danimo. Questo risult un inganno che peggior la mia situazione.
Guardavo la mia vita e mi vergognavo: ero cosciente della necessit di una
svolta! Allascolto della
Parola! Essendo di famiglia
cattolica, iniziai a frequentare la chiesa. In questo ambiente il mio umore ed
il mio comportamento erano come sotto anestesia, ma ero cosciente di
non essere cambiato. Un giorno, sul lavoro
incontrai una persona anziana che mi sugger di leggere la Bibbia, ci che feci
quando ritornai a casa. Quasi ogni giorno leggevo e, attraverso questa lettura,
il Signore si rivelava gradualmente al mio cuore, facendomi riflettere sulla
mia fede, diversa dagli uomini della Bibbia che ascoltavano solo Dio ed avevano
un rapporto diretto con lui. Sicch un giorno, ricordo, feci questa preghiera: Signore, voglio
avere la stessa fede di questi uomini della Bibbia ed essere come loro. Questa richiesta fu
accolta presso il trono di grazia: Dio aveva iniziato lopera Sua in me.
Infatti, dopo poco tempo mi fece incontrare un amico, Giosu Papagna. Questi mi
invit ad un culto evangelico, quindi ci andai. Mi accorsi che in quelle
persone cera qualcosa che io non avevo; nei loro volti, amore e luce:
esattamente ci che in me mancava. Dopo lincontro, sent
il bisogno di proporre al mio caro amico dincontrarci ancora per meditare la
Bibbia insieme, cosa che egli accett volentieri e con gioia. Convinto dal Signore Dopo svariati incontri
con il fratello, una sera realizzai nel mio cuore il convincimento operato
dallo Spirito Santo: la profonda angoscia in me era causata dal peccato, ed
io ero perduto;
ma Ges era morto a causa delle mie trasgressioni, affinch io potessi ricevere
perdono e liberazione. Quella sera pregai il
Signore chiedendogli perdono, dopo avergli confessato i miei peccati. Gli
chiesi di liberarmi, ed egli lo fece. Da quel momento, la mia angoscia and via
e al suo posto subentrarono la pace e la gioia. Lamore invase il mio cuore! Non riuscivo a spiegare
ci che in me era successo, ma capii che dentro di me era allopera la mano del
Signore. Dalla conversione al
servizio Mi dedicai allo studio
della Bibbia con i miei anziani e al servizio nella mia assemblea. Mi
accorgevo, inoltre, che il Signore metteva sul mio cuore un peso particolare
per levangelizzazione di malati terminali e di soggetti con problemi di varie
dipendenze, depressi, detenuti, emarginati ecc... Il Signore mi stava
aprendo delle porte per portare la sua Parola a quella gente. Questo egli
voleva da me! Perci, in comunione nella preghiera con la mia assemblea e i
miei anziani, fu chiara la volont di Dio per me, e sin dallinizio fui
incoraggiato con la preghiera ed il consenso. Il Signore, nella sua
grazia infinita, mi concede ora il privilegio di servirlo, anche con vari
programmi fra le Assemblee (incontri soprattutto con giovani e adolescenti) per
trattare temi legati alle problematiche di cui sopra. Gli sono infinitamente
riconoscente! Chiedo le preghiere
della fratellanza per me. Grazie. Il Signore benedica la sua opera e la renda
stabile alla sola gloria, per sempre. Matteo
Troiano (Assemblea
di Manfredonia, FG, viale
Michelangelo) Trattare Ges come un
bambolotto Mi ritorna spesso alla
mente il ritornello di una canzone: ...quandero piccola dormivo sempre al
lume di una lampada.... Il mio bambolotto era il
mio pi caro compagno di giochi. mi faceva compagnia, eppure mi capitava a
volte di lasciarlo in qualche angolo dellarmadio per molto tempo, inutilizzato, per poi tornare a
cercarlo quando avevo desiderio di divertirmi con lui: tuttavia lo consideravo
come il mio bimbo. Questa convinzione mi
segu per tutto il tempo della mia infanzia; per paradosso solo lesperienza di
diventare davvero mamma mi permise di fare il confronto: un essere vivente
prendeva forma dentro di me, lo vedevo crescere e palpitare. Negli ultimi mesi
di gestazione il mio pancione divenne una piazza e, assieme a mio marito,
giocavamo con la nostra bambina, accarezzandole dallesterno la testolina o il
culetto o un piedino. Quando venne alla luce mi presi cura di lei e a tuttoggi
non lho mai lasciata in un angolo neppure un momento. La stessa esperienza
lho vissuto nel mio cammino spirituale. Per tanto tempo ho considerato Ges allo stesso
modo del mio bambolotto: mi servivo di lui quando mi era utile, ma poi lo
mettevo da parte quando pensavo di non averne pi bisogno. Era la mia ruota di
scorta quando gli avvenimenti della vita andavano in sfacelo: ancora oggi,
pensandoci, provo vergogna. Col tempo smisi persino di rivolgermi a lui, eppure
da giovanissima avrei voluto donargli la mia vita e diventare suora! Il desiderio di morire La situazione cambi
completamente quando la perdita di una persona cara mi priv della voglia di
vivere.
Il pensiero della morte mi accompagnava tutto il giorno. Durante i funerali guardavo
un enorme quadro che riproduceva unimmagine del Cristo risorto, trionfante
sulla morte. Guardavo quellimmagine con rabbia, persino con odio: il mio
sguardo si posava sulla bara e poi su quel Cristo risorto, vivo e vittorioso.
Pass del tempo, durante il quale con grande fatica e attraverso la lettura di
testi sulle varie religioni, cercai di sapere che fine avrebbe fatto lanima. Mi
trovai cos a leggere il Vangelo che un tempo usavo a scuola e l, proprio l in
quelle pagine, Ges era in mia attesa, allo stesso modo con cui centinaia di
anni fa aveva atteso la donna samaritana. Nel momento in cui iniziai ad
esaminare la Parola di Dio, cominciai a sentirmi come divisa in due: come un
albero colpito da un fulmine durante una tempesta e con la sua parte migliore
abbattuta a terra. Il tarlo che ossessionava la mia mente era sempre lo stesso:
raggiungere quella persona amata. Eppure, durante la lettura, qualcosa di
imprevisto e di insperato cominci ad accadere dentro di me. Trovai cos
interessante la lettura di quel testo che acquistai una Bibbia per conoscere
nel suo insieme tutto quello che Dio desiderava dirmi. Scoprii cos che,
attravers Ges, egli mi parlava del suo amore immenso, di come Ges si era
umiliato nascendo e vivendo come un uomo e non considerando un bene
irrinunciabile lessere uguale a Dio e, questo, per affrontare una condanna che
io avrei dovuto subire a causa dei miei peccati. Come era possibile che il Dio
Creatore di ogni cosa fosse morto proprio per me nella persona del suo Figlio?
Se egli si era sacrificato al mio posto, dovevo essere davvero importante per
lui! Sentivo che il gelo che
avvolgeva il mio cuore cominciava a sciogliersi, ma resistevo ancora: non
volevo abbandonarmi al suo dolce abbraccio. Il Signore avrebbe voluto
proteggermi come fa una chioccia con i suoi pulcini, ma io non glielo
permettevo. Quando per, per fede, vidi il Salvatore ai miei piedi mentre li
lavava, presi lentamente a piangere e capii quanto arrogante, presuntuosa ed
egoista fossi stata fino a quel momento e, vedendo di quale grande amore ero
loggetto, provai vergogna di me stessa. Nessuno ha amore pi
grande di dare la sua vita per i propri amici (Gv 15:13). Ma come
poteva Ges chiamarmi amica? Amica, io che ero una vera
ribelle...?!? Pensai allorrore che
avevo vissuto per la separazione e la privazione di un amore umano, al senso
dangoscia, al vuoto, agli incubi notturni e fui costretta a riconoscere che,
se questa perdita aveva prodotto nel mio cuore un cos grande dolore, quanto
sarebbe stato ancor pi terribile essere privata dellamore di Dio!! Spontanea
sgorg dal cuore una preghiera per lAmico pi caro: Signore, tu conosci
i miei pi profondi sentimenti, sai che non ho pi voglia di vivere, ma per
amore di chi mi sta accanto non permettere che io mi tolga la vita. Non ho il
diritto di far soffrire nessuno! Subito mi sembr che
Qualcuno mi abbracciasse e mi sollevasse dal baratro in cui ero precipitata.
Quale serenit provavo! La gratitudine mi spinse a donargli quella vita che
prima volevo buttare via, perch egli la usasse per il bene delle persone che mi
sarebbero state attorno. Scoprii che Dio non
lontano dagli uomini, perci desiderai ancora di pi leggere il Libro
attraverso il quale egli ci parla e conoscerlo sempre pi. Ora finalmente potevo
parlargli sicura di essere ascoltata e questo rapporto con lui continua ad essere
vivo ogni momento. Ho provato in qualche modo la stessa esperienza avuta
durante la gravidanza: man mano che la bambina cresceva in me la sentivo viva e
non come quel bambolotto muto che per tanti anni avevo considerato il mio
bambino. Teresa
Canu (Assemblea di Sassari) |