Il passaggio dallAntico al Nuovo Patto

 

 

LETTERA AGLI EBREI (XXII)

Esempi di fede

 

importante saper collocare nel contesto nella nostra vita, nel nostro tempo, gli esempi di uomini e di donne, a noi lontani di millenni, che hanno lasciato condizionare il loro cammino e le loro scelte da una fede personale in Dio, nella sua Parola, nelladempimento fedele delle sue promesse. Ancora oggi il mondo, pur non essendone degno, ha bisogno di testimoni che orientino convinzioni, progetti e decisioni verso la citt che ha le vere fondamenta.

 

 

Introduzione

 

La parola dunque di Ebrei 12:1 d la conferma che lo scopo dellautore nel capitolo 11 stato di esemplificare il modo di agire della fede che Dio gradisce.

Questo fatto e lo stile del racconto ne facilitano la lettura, tanto che qualsiasi commento rischia di essere pi dintralcio che un aiuto alla sua comprensione.

Ecco perch considero di fondamentale importanza leggere il capitolo in modo progressivo e mi limito a segnalare alcune informazioni storiche pertinenti e a far notare i collegamenti che esistono allinterno della Bibbia.

 

Queste brevi note servono ad accorciare la distanza percepita fra chi vive nel ventunesimo secolo e i vari momenti in cui sono vissuti coloro che vengono attestati in questo capitolo a motivo della loro fede.

 

 

La fede di No

 

Per fede No, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, prepar unarca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condann il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede (v. 7).

 

Noi viviamo in quelli che Pietro definisce gli ultimi giorni quando degli schernitori beffardi dicono: DovՏ la promessa della sua venuta? Perch dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione (2P 3:3-4).

Per mettere a tacere questi beffardi schernitori, lapostolo Pietro cita il fatto del diluvio a dimostrazione che le cose dette dalla potente Parola di Dio avvengono puntualmente.

 

No aveva motivi ancora pi sostanziali dei pregiudizi filosofici degli uomini beffardi del nostro tempo per non intraprendere il progetto della costruzione dellarca, in quanto non aveva mai piovuto prima di allora e la gente viveva ignorando Dio.

Ecco perch la sua ubbidienza fu una forte manifestazione di fede in Dio. Tale fede condann il mondo e sort la giustificazione di No stesso, il quale diventato giustamente famoso.

 

 

La fede di Abraamo e Sara

 

Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbid, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredit; e part senza sapere dove andava. Per fede soggiorn nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perch aspettava la citt che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore Dio.

Per fede anche Sara, bench fuori di et, ricevette forza di concepire, perch ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa. Perci, da una sola persona, e gi svigorita, nata una discendenza numerosa come le stelle del cielo, come la sabbia lungo la riva del mare che non si pu contare (vv. 8-12).

 

Sebbene in possesso di pochissima rivelazione, per fede Abraamo lasci la sicurezza della citt di Ur, per abitare in tende, in terra straniera, orientando tutta la sua vita in base alla promessa di Dio.

La scelta di Abraamo di vivere per fede coinvolse anche suo figlio Isacco e suo nipote Giacobbe. La terra promessa per sempre destinata ai discendenti di questi patriarchi, sebbene non la possiedano ancora interamente (Sl 105:7-11). Lo stesso dicasi della citt che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore Dio (Eb 12:22-23; cfr. Ap 21). Abraamo sperimentava tutto questo per fede.

 

Sebbene in un primo momento Sara dubitasse della promessa di avere un figlio, le parole dellospite celeste:

Vi forse qualcosa che sia troppo difficile per il SIGNORE? Al tempo fissato, lanno prossimo, torner e Sara avr un figlio (Ge 18:14), produssero in lei un nuovo atteggiamento di fede.

da notare la mancanza di qualsiasi accenno agli errori di Abraamo e Sara in questo brano o altrove nel Nuovo Testamento, sebbene diversi errori sono presentati con franchezza nel racconto della Genesi. Ha valore permanente soltanto ci che frutto della fede perch Dio in misericordia annulla il resto quando ci giustifica.

 

 

La fede non ti fa tornare indietro

 

Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. Infatti, chi dice cos dimostra di cercare una patria; e se avessero avuto a cuore quella da cui erano usciti, certo avrebbero avuto tempo di ritornarvi! Ma ora ne desiderano una migliore, cio quella celeste; perci Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, poich ha preparato loro una citt (vv. 3-16).

 

Il fatto che Abraamo non torn indietro alla vita di citt in Ur dei Caldei, e non hanno cercato di tornarvi neanche Isacco o Giacobbe, dimostra la loro piena identificazione con il progetto di Dio.

La fede, come ebbe a imparare la moglie di Lot (Ge 19:26), non guarda indietro, bens protesa in avanti in attesa di sperimentare pienamente tutto ci che Dio ha promesso.

 

 

Ancora sulla fede di Abraamo

 

Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offr Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offr il suo unigenito. Eppure Dio gli aveva detto: in Isacco che ti sar data una discendenza. Abraamo era persuaso che Dio potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione (vv. 17-19).

 

Le ultime parole citate sopra danno il senso della risposta di fede di Abraamo, quando Dio gli chiese di offrire in sacrificio il figlio che gli aveva promesso e per cui Abraamo aveva atteso un quarto di secolo. La risposta del patriarca (cfr. Ge 22:8, 14) dimostra che la sua fede era in Dio stesso e quindi non aveva bisogno di alcun sostegno nelle circostanze della sua vita. Ormai sapeva che niente troppo difficile per il Dio vivente e vero in cui credeva.

 

 

La fede di tre patriarchi sul letto di morte

 

Per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esa anche riguardo a cose future. Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e ador appoggiandosi in cima al suo bastone. Per fede Giuseppe, quando stava per morire, fece menzione dellesodo dei figli dIsraele e diede disposizioni circa le sue ossa (vv. 20-22).

 

Anche se Isacco avrebbe vissuto ancora per qualche decennio, nelle circostanze citate si preparava per morire, come Giacobbe e Giuseppe (Ge 27:1-2).

Le cose dette e trasmesse alla futura generazione al momento della morte rispecchiano ci in cui crede la persona morente.

Il pensiero di tutti e tre questi massimi rappresentanti della propria generazione del popolo eletto, al momento del proprio trapasso, era rivolto alladempimento delle promesse di Dio.

Dopo anni di profonda meditazione Giacobbe era diventato addirittura un profeta.

Giuseppe, i cui figli erano cresciuti in Egitto, dove lui aveva raggiunto lapice del potere, avrebbe potuto vedere il futuro della sua famiglia l, anche perch aveva sposato una donna egiziana. Invece no, disse: Dio per certo vi visiter; allora portate via da qui le mie ossa (Ge 50:25). Una vita condizionata dalla fede in Dio port questi uomini a dare primaria importanza alle promesse di Dio anche nel momento della morte.

 

 

La fede di Mos

 

Per fede Mos, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perch videro che il bambino era bello, e non ebbero paura delleditto del re. Per fede Mos, fattosi grande, rifiut di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio, che godere per breve tempo i piaceri del peccato; stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori dEgitto, perch aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. Per fede abbandon lEgitto, senza temere la collera del re, perch rimase costante, come se vedesse colui che invisibile. Per fede celebr la pasqua e fece laspersione del sangue affinch lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti. Per fede attraversarono il mar Rosso su terra asciutta, mentre gli Egiziani che tentarono di fare la stessa cosa, furono inghiottiti (vv. 23-29).

 

Anche di Mos (come di Abraamo e Sara) si racconta soltanto ci che frutto della sua fede in Dio. Chi ha visitato le piramidi dEgitto (anche se esse risalgano a un tempo molto precedente a quello in cui vissuto Mos) potr immaginare in minima parte quanto sia stata determinante la fede di Mos, nella scelta di lasciare i suoi privilegi e il lusso del palazzo del faraone per identificarsi con un popolo di schiavi. Mos avrebbe potuto razionalizzare una scelta ben diversa, quella di rimanere nella casa del faraone, in base allevidente provvidenza divina che aveva determinato il suo ingresso in essa. Invece abbracci per fede le promesse che Dio aveva fatto al suo popolo e che prevedevano la venuta nel mondo del Messia e con lui una grande benedizione per ogni famiglia della terra.

La celebrazione della pasqua, prima dellintervento liberatore di Dio (Es 12:28) e la decisione di incamminarsi attraverso il mar Rosso (Es 14), illustrano bene come la fede in Dio permette di rimanere costanti, come se si vedesse con i propri occhi fisici colui che visibile soltanto agli occhi della fede.

 

 

La fede degli Israeliti sotto Giosu e di Raab la prostituta

 

Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni. Per fede Raab, la prostituta, non per con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie (vv. 30-31).

 

Marciare intorno a una citt in vista di conquistarla non avrebbe alcun senso se non fosse unespressione dellubbidienza della fede. Dio, che aveva dato questordine, onor la fede degli Israeliti che, sotto la guida di Giosu e dei sacerdoti levitici, seguirono le indicazioni di Dio, imparando cos che Dio, sebbene scelga di coinvolgerci nella sua opera, non ha bisogno del nostro saper fare per portare a compimento i suoi proponimenti.

 

Non per nulla Raab corse dei rischi nellaccogliere le spie. Il libro di Giosu ci informa che:

Prima che le spie si addormentassero, Raab sal da loro sulla terrazza, e disse a quegli uomini: Io so che il SIGNORE vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. Poich noi abbiamo udito come il SIGNORE asciug le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dallEgitto... Appena labbiamo udito, il nostro cuore venuto meno e non pi rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poich il SIGNORE, il vostro Dio, Dio lass nei cieli e quaggi sulla terra (Gs 2:8-11).

 

La fede di Raab cambi completamente la sua vita (si veda Mt 1:5), costituendo un ottimo esempio del fatto che il nostro passato non limita le possibilit per il nostro futuro se impariamo a credere che esiste un Dio vivente e vero che ricompensa coloro che lo cercano.

 

 

Una molteplicit di esempi

 

Che dir di pi? Poich il tempo mi mancherebbe per raccontare di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e dei profeti, i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero ladempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermit, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri. Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perch non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra (vv. 32-38).

 

Chi conosce la storia dIsraele pu aggiungere molti altri nomi a quelli di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide e Samuele (che appartengono tutti al periodo dei Giudici e agli ultimi anni del regno di Saul e allinizio del regno di Davide).

Con ogni probabilit alcune allusioni, per esempio: divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri riguardano anche il periodo che va dai profeti Zaccaria e Malachia al tempo di Giovanni il battista e in particolare al periodo di resistenza dei Maccabei quando Antioco Epifane della Siria cerc di sopprimere il culto del tempio e ogni espressione di ubbidienza a Jahweh, il Dio dIsraele.

Ma, a prescindere dai dettagli, alcuni dei quali rimangono ignoti a noi, il punto che lautore vuole sottolineare che tutto ci che queste persone hanno saputo fare e sopportare, lhanno fatto per fede, mostrando costanza (v. 33).

 

 

Qualcosa di meglio per gli Ebrei che entrano nel nuovo patto

 

Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ci che era stato promesso. Perch Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi (vv. 39-40).

 

Per comprendere correttamente gli ultimi versetti del capitolo, bisogna ricordare che il soggetto indicato due volte con noi (v. 40), sono gli Ebrei che vivevano prima della distruzione del tempio nel 70 d.C.

utile anche ricordare che il verbo tradotto giungessero alla perfezione (teleithsin), in questo contesto ha il senso di essere resi completi. Gli Ebrei che arrivano alla fede in Yeshua (Ges) ancora oggi preferiscono considerarsi Ebrei completi, anzich parlare di conversione.

 

Questi due versetti testimoniano la continuit fra gli Israeliti credenti dei tempi antichi e gli Israeliti credenti che vivono nel tempo del nuovo patto.

Per testimoniano anche la discontinuit fra il patto levitico e il nuovo patto. Infatti mediante il sangue di Cristo, con cui Egli ha inaugurato il nuovo patto, la coscienza dellebreo viene sgravata dal peso del peccato (9:14-15; 10:4, 11-14; cfr. At 15:11; Ga 2:11-21) e ladoratore viene ammesso nella presenza santissima di Dio (Eb 10:19-23), cose inimmaginabili sotto il patto levitico.

 

Quindi soltanto con lavvento di Cristo e con la nascita della comunit del nuovo patto, credenti come Abraamo e Mos conseguono la perfezione ovvero completezza (11:26). Il passaggio dallantico al nuovo patto serve a realizzare ci che era stato promesso.

Chi non segue Dio nelleffettuare questo passaggio in effetti dimostra di dare ascolto al proprio cuore malvagio e incredulo che lo porta a allontanarsi dal Dio vivente (3:12).

 

 

Per la riflessione personale o lo studio di gruppo

 

1. Quali sono le differenze fra gli esempi di fede ricordati in questo capitolo e il concetto umano di eroe?

2. Quale delle vicende accennate qui rassomiglia di pi alla tua esperienza di fede?

 

3. In quale modo i vv. 39-40 aiutano a comprendere il rapporto di continuit e discontinuit fra i tempi in cui vivevano le persone attestate in questo capitolo e il tempo del nuovo patto?

 

(22. continua)

 

Rinaldo Diprose

(Assemblea di Roma Borgata Finocchio)