500 anniversario della nascita di Calvino (1509-2009)

 

 

IL CALVINISMO

ALLA LUCE

DELLA PAROLA DI DIO

7. Lelezione incondizionata (III)

 

Prosegue, e si conclude, la riflessione di testi del Nuovo Testamento (di Romani 9:21-29 in particolare), necessaria per dare una risposta biblica alle convinzioni di Calvino, riprese poi dai suoi seguaci e relative alla elezione incondizionata.

 

 

Romani 9:21-29

 

La riflessione sul versetto 21 e sulle prime tre parti del versetto 22 gi stata pubblicata nel precedente articolo apparso ne IL CRISTIANO di giugno (pagg. 286-289).

 

5. ... ha sopportato con grande pazienza... (Ro 9:22d).

Il terzo elemento che Paolo introduce la sopportazione, unitamente alla pazienza di Dio. In greco abbiamo il verbo phero che indica latto di trasportare, portare un peso. Unitamente a questo verbo abbiamo il sostantivo macrothumia che indica la magnanimit e la pazienza. vero che il Signore ha mostrato in diverse circostanze la sua ira, ma ha anche dimostrato moltissime volte pazienza e sopportazione.

 

Dio non pu sopportare il peccato.

 Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e che non puoi tollerare lo spettacolo delliniquit, perch guardi i perfidi e taci quando il malvagio divora luomo che pi giusto di lui? (Abacuc 1:13).

Bisogna subito dire che la sopportazione non equivale alla tolleranza. Dio non tollera situazioni inique, ma le sopporta, ovvero mostra pazienza in nome del suo amore. Come ben afferma il profeta Abacuc, il Signore non sopporta la vista del peccato e le opere malvagie degli uomini.

Liniquit mostra uno spettacolo orribile che la santit del Signore non pu in alcun modo tollerare.

 

La malvagit delle azioni delluomo.

Non sono forse i profumi che avete offerti nelle citt di Giuda e per le vie di Gerusalemme, voi, i vostri padri, i vostri re, i vostri capi e il popolo del paese, quelli che il SIGNORE ha ricordato e che gli sono tornati in mente? Il SIGNORE non lha pi potuto sopportare, a causa della malvagit delle vostre azioni, e a causa delle abominazioni che avete commesse; perci il vostro paese stato abbandonato alla devastazione, alla desolazione e alla maledizione, senza che vi sia pi chi labiti, come oggi si vede (Gr 44:21-22).

La stessa lezione la possiamo osservare anche in questo brano nel quale viene evidenziata la malvagit delle azioni del popolo di Giuda. Essi avevano offeso il Signore con ripetute disubbidienze e ribellioni a tal punto che il Signore non lha pi potuto sopportare. Bisogna stare molto attenti, come si suol dire a tirare la corda con il Signore. Ricordiamoci che nessuno si pu beffare di Dio. Infatti, visto che il popolo di Giuda moltiplicava i suoi misfatti, Dio dichiara: Il vostro paese stato abbandonato alla devastazione, alla desolazione e alla maledizione, senza che vi sia pi chi labiti, come oggi si vede. Guai quando si conosce la potenza di Dio nella sua ira.

 

Il Signore Ges ha dimostrato sopportazione nonostante lincredulit e la perversione delluomo.

Quando tornarono tra la folla, un uomo gli si avvicin, gettandosi in ginocchio davanti a lui, e gli disse: Signore, abbi piet di mio figlio, perch lunatico e soffre molto; spesso, infatti, cade nel fuoco e spesso nellacqua. Lho condotto dai tuoi discepoli ma non lhanno potuto guarire. Ges rispose: O generazione incredula e perversa! Fino a quando sar con voi? Fino a quando vi sopporter? (Mt 17:14-17).

A proposito di sopportazione, anche il Signore Ges lha dimostrata concretamente. Linterrogativo che infatti egli pone evidenzia il fatto che stava sopportando situazioni che lo deludevano e che lo facevano soffrire come lincredulit e la perversione che lo circondava. Egli non tollerava queste situazioni, in quanto sempre ha denunciato il peccato. Ma nello stesso tempo sopportava in quanto conosceva perfettamente la debolezza e fragilit umana.

 

La sopportazione dellamore.

...soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa (1Co 13:7).

Inoltre il Signore ci sopporta e mostra pazienza proprio perch egli amore. Come ben dice Paolo, parlando dellamore: sopporta ogni cosa. Se Dio non fosse amore per luomo non vi sarebbe pi alcuna speranza. Invece il Signore sopporta la nostra fragilit e debolezza, pur riprendendoci e correggendoci quando sbagliamo.

 

 

6. ... dei vasi dira preparati per la perdizione... (Ro 9:22e).

La sopportazione del Signore e la sua pazienza si sono riversate su dei vasi dira preparati per la perdizione. Queste parole hanno fatto molto discutere, ma lapostolo non fa altro che evidenziare quella che la fine ed il destino a cui vanno incontro tutti coloro che sono figli dira.

 

Eravamo per natura figli dira.

Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo landazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dellaria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli dira, come gli altri (Ef 2:1-3).

In questo brano, lapostolo Paolo ci ricorda che anche noi eravamo per natura figli dira. Ovvero non eravamo assolutamente diversi, da un punto di vista naturale, da coloro che ancora oggi rifiutano il Signore. Come pi volte Paolo sottolinea, la nostra salvezza ha la sua origine solo nella straordinaria Grazia di Dio. Dio ci ha vivificato, noi che eravamo morti nei nostri peccati, schiavi delle nostre passioni e seguaci di colui che il il principe della potenza dellaria. Eravamo schiavi dei nostri desideri, figli dira, ma Dio nella sua Grazia ci ha fatti rinascere ad una nuova vita. Lunica differenza che ogni figlio di Dio un giorno ha risposto in modo chiaro e determinato alla chiamata di Dio a ravvedimento.

 

Lira di Dio viene sui figli ribelli.

Fate dunque morire ci che in voi terreno: fornicazione, impurit, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che idolatria. Per queste cose viene lira di Dio [sui figli ribelli].

Essere dei vasi dira significa essere ribelli alla chiamata di Dio. Lapostolo sottolinea molto bene anche in questo testo, che lira di Dio ha un bersaglio ben preciso: i figli ribelli. Come ha ricordato Ges, chi non crede al Figlio lira di Dio rimane su di lui (Gv 3:36). Proprio per questo motivo, il figlio di Dio chiamato a mostrare del continuo un atteggiamento irreprensibile, non conformandosi ai costumi dei pagani e facendo morire tutto ci che non onora il Signore.

 

Due diverse vie e due diverse porte.

Entrate per la porta stretta, poich larga la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano (Mt 7:13-14).

Come sottolinea Paolo, questi vasi dira sono preparati per la perdizione. In greco abbiamo il verbo katartizo che indica latto di preparare e di equipaggiare. Paolo non dichiara assolutamente che questi vasi dira sono stati creati per la perdizione, ma preparati, cio destinati alla perdizione, essendo questa la condanna a cui vanno incontro tutti coloro che, come attesta il Signore Ges, seguono la via larga, spaziosa. Molti sono quelli che seguono questa via, ma inevitabilmente conduce alla perdizione. Il figlio di Dio, per contro, ha deciso di seguire la strada stretta, angusta, sofferente, ma che conduce alla vita eterna.

 

Essere il profumo di Cristo per coloro che sono sulla via della perdizione.

Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza. Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione (2Co 2:14-15).

Anche in questo testo, lapostolo parla dellincredulo come di colui che sulla via della perdizione. Proprio per questo motivo noi abbiamo la grande responsabilit di essere il profumo di Cristo, ovvero di mostrare e di manifestare quelle caratteristiche sante proprie del nostro Maestro e Pastore. Ogni figlio di Dio ha trionfato e trionfa in Cristo ed ha il compito di spandere il profumo della sua conoscenza, dappertutto.

 

La fine dei nemici di Cristo la perdizione.

Perch molti camminano da nemici della croce di Cristo (ve lho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), la fine dei quali la perdizione; il loro dio il ventre e la loro gloria in ci che torna a loro vergogna; gente che ha lanimo alle cose della terra (Fl 3:18-19).

Il compito che come cristiani abbiamo ovviamente non toglie nulla a quello che il piano di Dio verso gli increduli. Con queste parole, Paolo, parlando di coloro che sono nemici di Cristo, cio di coloro che ostacolano la testimonianza e pensano solo alla soddisfazione dei propri desideri, dichiara che la loro fine la perdizione. Pensare solo alle cose della terra, alle ricchezze terrene, escludendo dalla propria vita il Signore Ges, non pu che portare a questa triste fine. Per chi ha scelto di seguire falsi idoli, il proprio io e orgoglio, sar grandemente deluso. Perci, con le parole di Paolo, non si vuole evidenziare il fatto che Dio abbia destinato alcuni a vita eterna ed altri a perdizione, ma semplicemente si vuole sottolineare il fatto che coloro che sono figli dira per scelta deliberata, sono destinati alla perdizione, secondo il piano stabilito da Dio.

 

 

7. ...e ci per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia ... (Ro 9:23a).

In antitesi ai vasi dira, abbiamo qui in evidenza i vasi di misericordia, verso i quali il Signore ha riversato le ricchezze della sua gloria. Questi vasi di misericordia sono tutti coloro che hanno posto fede nella persona del Signore Ges.

 

Dal Signore provengono le ricchezze e la gloria.

A te, SIGNORE, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maest, poich tutto quello che sta in cielo e sulla terra tuo! A te, SIGNORE, il regno; a te, che tinnalzi come sovrano al di sopra di tutte le cose! Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il rendere forte ogni cosa (1 Cr 29:11-12).

Come dichiara in modo chiaro Davide, solo dal Signore proviene ogni fonte di ricchezze e gloria. Egli circondato di eterno splendore, nella sua mano risiedono la forza e la potenza, Dio signoreggia su ogni cosa. Grandezza, potenza, splendore, maest, appartengono al Signore come altres ogni cosa creata. Perci possiamo essere veramente certi del fatto che il Signore dona ai suoi figli le ricchezze della sua gloria.

 

Avere gli occhi del cuore illuminati per comprendere le ricchezze divine.

Non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, affinch il Dio del nostro Signore Ges Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perch possiate conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinch sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual la ricchezza della gloria della sua eredit che vi riserva tra i santi, e qual verso di noi, che crediamo, limmensit della sua potenza (Ef 1:16-18).

Nello stesso tempo dobbiamo anche considerare che per comprendere appieno le ricchezze divine, bisogna avere necessariamente gli occhi del cuore illuminati. Perch ogni figlio di Dio sia reso capace di poter comprendere queste ricchezze, necessario essere caratterizzati da uno spirito di sapienza e di rivelazione. Questo lequipaggiamento necessario che ci fornito dallo Spirito Santo che in ogni cristiano. Perci Paolo pu veramente del continuo ringraziare il Signore e pregarlo per i suoi interventi.

Le domande che dobbiamo porci sono:

Nella nostra vita comprendiamo sempre le ricchezze divine? Le sperimentiamo nella nostra vita? Siamo sempre grati a Dio del fatto che noi siamo come dei vasi di misericordia salvati per la Sua Grazia?

 

 

8. ... che aveva gi prima preparati per la gloria... (Ro 9:23b).

Queste parole aprono un ventaglio di riflessioni ancora sul tema della predestinazione. Anche qui occorre rispondere alla seguente domanda: Si parla di un decreto fatalistico, oppure di un piano prestabilito da ogni et?. Infatti, come i vasi dira sono preparati per la perdizione, i vasi di misericordia sono gi prima preparati per la gloria. Ovvero lenfasi non posta sui vasi di misericordia, quanto su ci che questi vasi di misericordia acquisiscono con la salvezza; ovvero la gloria. Come il piano eterno di Dio prevede la perdizione per i vasi dira, cos prevede la gloria per i vasi di misericordia.

 

Il cristiano a lode della gloria di Dio.

In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perch fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Ges Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volont, a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio (Ef 1:4-6).

Come possiamo osservare da questo brano, Paolo dichiara apertamente che il cristiano , secondo il disegno benevolo della volont di Dio, a lode della gloria della sua Grazia, grazie al Signore Ges. Perci si parla di elezione e di predestinazione, la quale questultima abbinata alladozione a figli, privilegio di cui ogni cristiano ha beneficiato. Come gi abbiamo avuto modo di dire, la predestinazione non abbinata alla salvezza, quanto a ci che il cristiano ha ottenuto con la salvezza.

 

Saremo con Cristo manifestati in gloria.

Quando Cristo, la vita nostra, sar manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria (Cl 3:4).

Come vasi di misericordia preparati per la gloria, quando il nostro Salvatore e Signore Ges Cristo sar manifestato, anche noi saremo manifestati in gloria, proprio perch essa ci appartiene per la Grazia di Dio.

Come scrive il fratello Samuele Negri nel suo commentario alla lettera ai Romani:

Chi sono questi vasi di misericordia? Certamente non persone che sono state salvate contro la loro volont, ma esseri che hanno risposto allinvito di Dio e che sono salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia (Tt 3:5; Ef 2:5, 8). Come gi stato affermato in precedenza, Dio li ha glorificati perch questo quello che egli ha stabilito per tutti i credenti (S. Negri, Commento alla lettera ai Romani pag. 251 - Edizioni MBG, Rimini).

 

 

9. ...cio verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche fra gli stranieri? (Ro 9:24).

I vasi di misericordia a cui accenna lapostolo non sono soltanto coloro che hanno creduto in Cristo fra il popolo dIsraele, ma anche coloro che sono stranieri. In greco abbiamo il sostantivo ethnos, da cui deriva il nostro etnia. Con questa parola si intendono le nazioni in senso generale. Ovviamente lapostolo distingue Israele dal resto delle nazioni.

 

La richiesta del salmista a Dio di essere liberato dalla mano dello straniero.

Salvami e liberami dalla mano degli stranieri, la cui bocca dice menzogne e la cui destra giura il falso (Sl 144:11).

In diverse parti della Scrittura lo straniero visto in un senso molto negativo, come in questo brano. Il salmista, chiede al Signore di essere liberato dalla mano dello straniero, la cui bocca caratterizzata dalla falsit e dalla menzogna. Ovviamente non si vuole fare di ogni erba un fascio, in quanto nellAntico Testamento abbiamo lesempio di stranieri che erano sinceri e ben disposti, come la prostituta Raab (Gs 6:17).

Tuttavia con la parola straniero, spesso si indicano i nemici di Israele: nazioni che desideravano solamente la sua distruzione. Proprio per questo motivo, nellanimo generale degli Ebrei era subentrata una sorta di disprezzo per tutte le altre nazioni, indicate con cani o con altri termini dispregiativi.

 

Un cambiamento straordinario.

Ma Paolo e Barnaba dissero con franchezza: Era necessario che a voi per primi si annunziasse la Parola di Dio; ma poich la respingete e non vi ritenete degni della vita eterna, ecco, ci rivolgiamo agli stranieri.  Cos infatti ci ha ordinato il Signore, dicendo: Io ti ho posto come luce dei popoli, perch tu porti la salvezza fino allestremit della terra (At 13:46-47).

Il Nuovo Testamento ci mostra un cambiamento assolutamente straordinario. In questo testo, Paolo e Barnaba, proprio ai Giudei che li stavano ascoltando, dichiarano un annuncio solenne che avrebbe sconvolto il mondo di allora.

Il messaggio della salvezza in Cristo non era solo per Israele, ma per tutti quanti. Israele fu il primo a ricevere tale messaggio, ma purtroppo, eccettuate poche persone, il Messia fu rigettato dal suo stesso popolo. Il messaggio della salvezza era stato respinto, rigettato, perci il Vangelo viene rivolto anche agli stranieri, a tutti coloro che non fanno parte del popolo dIsraele. Lordine del Signore era perentorio: Io ti ho posto come luce dei popoli, perch tu porti la salvezza fino allestremit della terra.

 

Gli stranieri, per mezzo del sangue di Cristo, sono stati avvicinati a Dio.

Perci, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perch tali sono nella carne per mano duomo, voi, dico, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza dIsraele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ma ora, in Cristo Ges, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo (Ef 2:11-13)

Lapostolo Paolo, anche in questo testo prezioso, dichiara solennemente che noi stranieri di nascita, estranei alle promesse di Dio ed ai suoi patti, siamo stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. Da un punto di vista di stirpe e nascita, non avevamo diritto a niente.

Eravamo degli incirconcisi, con un cuore incirconciso e con orecchie incirconcise. Ma la Grazia di Dio rivolta a tutti quanti, Israele e nazioni.

 

Il compito dellapostolo Paolo.

Infatti cՏ un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Ges uomo, che ha dato s stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa la testimonianza resa a suo tempo, e della quale io fui costituito predicatore e apostolo (io dico il vero, non mento), per istruire gli stranieri nella fede e nella verit (1Ti 2:5-7).

Paolo specifica molto bene loggetto della sua missione. Egli stato da Dio costituito predicatore ed apostolo per istruire una categoria di persone ben precise: gli stranieri. Listruzione comprende appunto sia la fede che la verit. Tale compito ben associato al valore straordinario del sacrificio di Cristo, il quale ha dato s stesso come prezzo di riscatto per tutti. Nessuno ne escluso. Perci chiunque crede nel Signore Ges, sia esso ebreo o straniero, pu ben testimoniare che vi un solo Dio ed un solo Mediatore tra Dio e luomo: Cristo Ges.

 

 

10. Cos egli dice appunto in Osea: Io chiamer mio popolo quello che non era mio popolo... (Ro 9:25a).

In attinenza a quanto sta dicendo, Paolo cita una chiara profezia che si trova in Osea.

 

La profezia nel libro di Osea.

Io lo seminer per me in questa terra, e avr compassione di Lo-Ruama; e dir a Lo-Ammi: Tu sei mio popolo! ed egli mi risponder: Mio Dio! (Os 2:23).

Se leggiamo il contesto in cui troviamo tale profezia, possiamo renderci conto che lunico destinatario il popolo dIsraele. una profezia piena di speranza e certezza, in quanto, nonostante linfedelt del popolo, giunger il tempo in cui finalmente verranno ripristinate quellintima comunione e relazione tra il Signore ed il suo popolo. Dio dir a Israele: Tu sei mio popolo e la risposta sar Mio Dio due parole che evidenziano la determinazione nellessere sottomessi alla sua volont.

 

Ladempimento di una precisa parola del Signore.

E che armonia cՏ fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: Abiter e camminer in mezzo a loro, sar il loro Dio ed essi saranno il mio popolo (2Co 6:16).

Anche in queste parole, lapostolo Paolo parla di questo connubio nel quale il Signore si impegna ad essere il Dio del suo popolo e questultimo dimostrer di essere il popolo dellEterno. Ma, come possiamo osservare, queste parole non sono solo per Israele, ma per tutti coloro che sono divenuti il Tempio dello Spirito Santo e del Dio vivente.

Si pu diventare tempio di Dio solo quando lo Spirito del Signore dimora in noi perch abbiamo creduto per fede nellopera del Signore Ges Cristo.

Perci anche in questo caso possiamo osservare come parole dellAntico Testamento che riguardavano esclusivamente Israele, in realt, hanno una portata ben pi ampia e definita. Chiunque ha creduto per fede nellopera del Messia, sia esso ebreo o straniero, fa parte del popolo di Dio ed il Signore il suo Dio. 

 

 

11. ... e amata quella che non era amata... (Ro 9:25).

La profezia di Osea prosegue anche con queste parole che evidenziano limmenso amore di Dio. In greco abbiamo il verbo agapao, il verbo pi forte ed intenso che indica lamore nella sua accezione pi assoluta. Dio ha amato di un grande amore il suo popolo che, nel contesto di Osea, rimane Israele.

 

Iddio ha abbandonato la sua amata per il suo peccato.

Io ho lasciato la mia casa, ho abbandonato la mia eredit; ho dato lamata mia nelle mani dei suoi nemici. Geremia 12:8 La mia eredit divenuta per me come un leone nella foresta; ha mandato contro di me il suo ruggito; perci io lho detestata (Gr 12:7-8).

Possiamo osservare come, anche in questo testo di Geremia, il Signore definisce il popolo di Giuda lamata del Signore che data in mano dei suoi nemici a causa della sua malvagit e del suo peccato.

Purtroppo tutto il libro di Geremia costellato da brani che parlano della ribellione di Giuda e della sua idolatria. Perci il Signore li ha abbandonati. Ma chiaro che nellAntico Testamento queste espressioni ripiene di amore e tenerezza sono rivolte al popolo dIsraele. Ma nel Nuovo Testamento la realt diventa ancora pi ampia e preziosa.

 

Cristo ha amato la Sua Chiesa da sacrificarsi per lei.

Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato s stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con lacqua della parola, per farla comparire davanti a s, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile (Ef 5:25-27).

Infatti, come attesta Paolo in questo brano, il Signore Ges non ha amato soltanto Israele, ma ha amato la Chiesa, quale realt che coinvolge sia Ebrei che stranieri uniti in un unico corpo (1Co 12:13).

Il Signore Ges ha talmente amato la sua Chiesa, il frutto della fatica della sua anima (Is 53:11), che ha donato tutto s stesso per lei. Non solo, ma egli lha anche purificata con lacqua della parola per farla comparire davanti a S, santa, gloriosa ed irreprensibile.

Ogni figlio di Dio, di qualunque estrazione sociale sia, di qualunque etnia sia, amato da suo Padre. Ma anche ogni uomo che ancora non crede nel Signore, di qualunque ceto sociale o etnia, amato da lui.

 

12. ...e avverr che nel luogo dovera stato detto: Voi non siete mio popolo, l saranno chiamati figli del Dio vivente (Ro 9:26).

Con queste parole, Paolo cita la seconda profezia contenuta nel libro di Osea, nella quale si parla di una radicale trasformazione.

 

La profezia nel libro di Osea.

Tuttavia, il numero dei figli dIsraele sar come la sabbia del mare, che non si pu misurare n contare. Avverr che invece di dir loro, come si diceva: Voi non siete mio popolo, sar loro detto: Siete figli del Dio vivente (1:10).

Come possiamo osservare dal contesto immediato, anche questa profezia, stando al libro di Osea diretto specificatamente al popolo dIsraele. Infatti il Signore parla della discendenza di Israele che sar come la sabbia del mare, quindi numerosissima. Nonostante il peccato e la malvagit che Israele ha dimostrato, diventando cos una moglie infedele, il Signore cambier radicalmente questa situazione, in quanto verr loro detto: Siete figli del Dio vivente. Ma bello considerare che nella lettera ai Romani queste parole assumono una portata molto pi vasta.

 

Prima non eravamo un popolo, ora siamo il popolo di Dio.

Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si acquistato, perch proclamiate le virt di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; 1Pietro 2:10 voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia (1P 2:9-10).

Come dichiara anche lapostolo Pietro, prima noi non eravamo un popolo, in quanto ciascuno di noi era rivolto alla propria via, era come una pecora smarrita. Prima non eravamo un popolo e non beneficiavamo della misericordia di Dio. Ma Dio ha avuto grazia, ha mostrato a noi le sue immense compassioni ed in questo modo la Chiesa del Signore Ges divenuta il popolo di Dio; quella stirpe eletta...gente santa...sacerdozio regale che Dio si acquistato. Tutto ci ha un unico scopo ed obiettivo: proclamare le virt, le caratteristiche di colui che ci ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce.

 

Il sacrificio del Signore Ges per tutti.

Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perch sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue, gente di ogni trib, lingua, popolo e nazione, e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra (Ap 5:9-10).

A proposito di acquisto, non possiamo certamente dimenticare il contenuto di questo straordinario cantico, innalzato dai 24 anziani. Essi evidenziano il fatto che il Signore Ges lAgnello di Dio che si immolato per ciascuno di noi, acquistando a Dio gente di ogni trib, lingua, popolo e nazione, quindi non solo Israele. Questo popolo costituito e nato dallopera che il Signore Ges ha compiuto in modo totale un regno e dei sacerdoti.

Possiamo quindi essere davvero grati al Signore, il quale ha voluto che anche gli stranieri entrassero a far parte del suo meraviglioso piano di salvezza. Questo perch il sacrificio del Signore Ges, per tutti.

 

13. Isaia poi esclama riguardo a Israele: Anche se il numero dei figli dIsraele fosse come la sabbia del mare, solo il resto sar salvato (Ro 9:27).

Ora, come possiamo notare, largomento torna ad essere il popolo dIsraele, e nello specifico il resto dIsraele. In greco abbiamo lespressione upoleimma che indica appunto il resto, lavanzo, il residuo. Da notare la contrapposizione tra la numerosissima discendenza di Israele, e la salvezza per che solo il resto godr.

 

La promessa ad Abraamo.

Io giuro per me stesso, dice il SIGNORE, che, siccome tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, lunico tuo, io ti colmer di benedizioni e moltiplicher la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che sul lido del mare; e la tua discendenza simpadronir delle citt dei suoi nemici (Ge 22:16-17)

A proposito della discendenza numerosa, il Signore in pi occasioni dichiara ad Abraamo questa promessa. Dopo aver dimostrato la sua fede nei confronti di Dio, essendo addirittura disposto a sacrificare Isacco pur di ubbidire alla sua voce, lAngelo dellEterno lo benedice, promettendogli grandi benedizioni che confluiscono in una discendenza talmente numerosa da essere come la sabbia del mare. Non solo, ma la sua discendenza trionfer sui suoi nemici. Dal Nuovo Testamento sappiamo che in realt la discendenza dAbraamo, da un punto di vista spirituale quella che ha creduto per fede nel Signore Ges (Ga 3:29). Tuttavia come abbiamo detto, Paolo parla soprattutto del residuo dIsraele.

 

Il residuo fedele dIsraele torner al Signore.

Un residuo, il residuo di Giacobbe, torner al Dio potente. Infatti, anche se il tuo popolo, o Israele, fosse come la sabbia del mare, un residuo soltanto ne torner; uno sterminio decretato, che far traboccare la giustizia (Is 10:21-22).

Vi sono molti passi che parlano del residuo fedele dIsraele, sempre in termini positivi e di speranza. In questo brano, ad esempio, possiamo osservare come venga preannunciato il ritorno al Signore di questo residuo, testo che appunto citato da Paolo in Romani. Esso sar salvato proprio per il fatto che, a differenza della maggioranza, torner al Signore e si ravveder dei suoi peccati.

 

Il residuo dIsraele sacchegger e dominer Moab.

Ho udito gli insulti di Moab e gli oltraggi dei figli di Ammon; hanno insultato il mio popolo e si sono ingranditi invadendo il suo territorio. Perci, comՏ vero che io vivo, dice il SIGNORE degli eserciti, Dio dIsraele, Moab diventer come Sodoma e Ammon come Gomorra: una selva di ortiche, una salina, un deserto per sempre. Il resto del mio popolo li sacchegger, il residuo della mia nazione li posseder (So 2:8-9).

Nello stesso tempo possiamo anche notare come questo residuo venga descritto in termini di trionfo e vittoria. Si parla di Moab e Ammon, di queste nazioni nemiche dIsraele e piene di malvagit. Ebbene, Moab sar distrutta come Sodoma e Ammon come Gomorra con la conseguenza che il residuo fedele dIsraele li dominer e li sacchegger. Queste parole hanno a che fare con il futuro trionfo del vero Israele.

 

Il residuo dIsraele si conserver puro per Dio.

Lascer in mezzo a te un popolo umile e povero che confider nel nome del SIGNORE. Il resto dIsraele non commetter azioni malvagie, non dir menzogne, e non si trover pi un linguaggio ingannatore sulle sue labbra; perch essi pascoleranno, si coricheranno, e non vi sar pi nessuno che li spaventi (So 3:12-13).

Parlando del carattere di questo residuo, in questo testo scritto che esso si conserver puro, non commetter pi azioni malvagie, non dir pi menzogne, sar un popolo umile che confider solo nel Signore. Nonostante la loro debolezza, ma godendo della forza che doner il Signore, essi si potranno coricare senza avere timore di nessuno. Perci, questo residuo ha delle grandi lezioni da impartire a ciascuno di noi come lavere un carattere irreprensibile che mostri azioni irreprensibili. Come si detto prima – non tutto Israele Israele. Questo residuo corrisponde al vero Israele.

 

 

14. ... perch il Signore eseguir la sua parola sulla terra in modo rapido e definitivo (Ro 9:28).

Nel parlare della salvezza di questo residuo, Paolo parla anche del fatto che Dio pronto ad eseguire ci che egli decreta, secondo la sua sovrana volont. Si parla della sua parola, che verr eseguita sulla terra in modo netto e definitivo.

 

Dio esegue la sua Parola.

Ma la sua decisione una; chi lo far mutare? Quello che desidera, lo fa; Giobbe egli eseguir quel che di me ha decretato; di cose come queste ne ha molte in mente (Gb 23:13-14).

Tutta la Scrittura ci ricorda che il Signore esegue ci che egli decreta. Come afferma Giobbe, quando il Signore ha preso una decisione, egli esegue la sua Parola e niente e nessuno pu impedire tale esecuzione. Come pi volte abbiamo sottolineato, questo vale sia per le benedizioni che per i giudizi. Come poteva dire Giobbe, la stessa cosa la possiamo dire anche noi: Egli eseguir quel che su di me ha decretato.

 

Rientrare in s stessi prima che sia troppo tardi.

Raccoglietevi, rientrate in voi stessi, gente spudorata, prima che si esegua il decreto e quel giorno passi come la pula; prima che vi piombi addosso lardente ira del SIGNORE, prima che vi sorprenda il giorno dellira del SIGNORE! (So 2:1-2).

Proprio per il fatto che il Signore esegue ci che egli decreta, questo vale anche per la punizione ed il giudizio. Come ci viene detto in questo testo, quindi necessario, prima che sia troppo tardi rientrare in s stessi, badare a s stessi, analizzare ed esaminare il proprio comportamento prima che si esegua il decreto. Lira di Dio come gi abbiamo detto sugli empi e sono loro che la sperimenteranno. Tuttavia lesortazione di badare a noi stessi e di esaminarci davanti a Dio sempre valida. Per evitare la giusta disciplina del Signore, doveroso camminare secondo lo Spirito.

 

 

15. Come Isaia aveva detto prima: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo diventati come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra (Ro 9:29)

Queste parole sono sempre riferite al popolo dIsraele. Dio ha mostrato misericordia e compassione sul suo popolo Israele, in quanto, se lo avesse sempre lasciato fare sarebbe diventato come Sodoma e Gomorra, due tristi citt esempio di malvagit.

 

La profezia in Isaia.

La figlia di Sion rimasta come un frascato in una vigna, come una capanna in un campo di cocomeri, come una citt assediata. Se il SIGNORE degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, somiglieremmo a Gomorra (Is 1:8-9).

Ecco la profezia citata dallapostolo Paolo. Proprio nellapertura del libro di Isaia, Israele viene immediatamente ripreso dal Signore a motivo del suo peccato e della sua ipocrisia. Esso era come un frascato nella vigna...come una citt assediata. Cio non cera nulla che potesse parlare di trionfo e vittoria.

Perci il Signore interviene mantenendo un piccolo residuo che, come abbiamo visto prima, sono quegli Ebrei che nel corso dei secoli si sono affidati, si affidano e si affideranno al Signore. Se non fosse per lesistenza di questo residuo, Israele sarebbe stato del tutto simile a Sodoma e Gomorra. Ma come mai il Signore prende lesempio di queste due citt?

 

La malvagit della citt di Sodoma.

Gli abitanti di Sodoma erano perversi e grandi peccatori contro il SIGNORE (Ge 13:13).

Sodoma e Gomorra sono due citt tristemente conosciute per il loro peccato. Nel testo biblico, si parla solo di Sodoma, ma queste poche parole illustrano molto bene la situazione nella quale si trovavano entrambe le citt. I loro abitanti erano perversi e grandi peccatori contro il Signore. Le loro azioni erano volte solo a soddisfare i loro perversi desideri e disegni.

 

Sodoma e Gomorra: due esempi per coloro che vogliono vivere empiamente.

...se non risparmi il mondo antico ma salv, con altre sette persone, No, predicatore di giustizia, quando mand il diluvio su un mondo di empi; se condann alla distruzione le citt di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, perch servissero da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente (2P 2:5-6).

Anche lapostolo Pietro parla di Sodoma e Gomorra, del loro giudizio di distruzione, in quanto esse sarebbero diventate nel corso dei secoli esempi eclatanti per coloro che come loro vivono empiamente e senza nessun timore del Signore. Cos come esempi eclatanti sono il mondo antico che venne sommerso dal diluvio tranne otto persone: No e la sua famiglia. Anche questi esempi pur tristi che siano, servono da monito per ciascuno di noi.

Il mondo si comporta come Sodoma e Gomorra, in quanto insegue i propri desideri, le proprie soddisfazioni, incurante della volont del Signore.

Ma il comportamento di ogni figlio di Dio deve essere assolutamente opposto. Anzi il nostro compito deve essere sempre quello di testimoniare di quella luce che abbiamo ricevuto dal Signore.

 

(7. continua)

 

Andrea Belli

(Assemblea di Fontanellato, PR)