500 anniversario della nascita di Calvino (1509-2009)

 

 

IL CALVINISMO

ALLA LUCE

DELLA PAROLA DI DIO

6. Lelezione incondizionata (II)

 

Per dare una risposta biblica alle convinzioni di Calvino, riprese dai suoi seguaci e relative alla elezione incondizionata, occorre esaminare con attenzione alcuni testi del Nuovo Testamento che riguardano esplicitamente questo problema. Proprio a questesame sono dedicati questo ed il prossimo articolo.

 

 

 

Introduzione

 

Da tutto ci che abbiamo detto nel precedente articolo, si profila un quadro piuttosto delineato tra la relazione intercorrente tra elezione divina e responsabilit umana. Nello stesso tempo per bisogna obiettivamente affermare che vi sono almeno tre testi biblici che a primo acchito non appaiono proprio semplici ed immediati nella comprensione. Ma procediamo con ordine.

 

 

2 Tessalonicesi 2:13

 

Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perch Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verit.

Questo lunico passo nel quale esplicitamente si parla di elezione a salvezza.

Vorrei evidenziare il testo greco allinizio del passo – hoti heilato humas ho theos aparchn eis strian. In greco abbiamo la preposizione eis che unito allaccusativo pu avere diverse accezioni come a, in, verso, come preposizione temporale oppure di relazione nei confronti di. Tuttavia non si possono certamente ignorare le caratteristiche di tale elezione. Infatti essa avviene innanzitutto mediante la santificazione dello Spirito; ovvero latto mediante il quale lo Spirito rigenera e trasforma lindividuo. In secondo luogo viene citata linequivocabile risposta delluomo e la fede nella verit. Queste sono le due caratteristiche sostanziali che delineano lelezione a salvezza, le quali vanno per forza di cose insieme.

 

 

Romani 9:14-18

 

1. Che diremo dunque? Vi forse ingiustizia in Dio? No di certo! (Ro 9:14).

 

La conclusione a cui si poteva arrivare, nellascoltare il ragionamento di Paolo, era che Dio commette delle ingiustizie. Ma non assolutamente cos.

 

Nel Signore non vi ingiustizia!

Quelli che son piantati nella casa del SIGNORE fioriranno nei cortili del nostro Dio. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia; saranno pieni di vigore e verdeggianti, per annunziare che il SIGNORE giusto; egli la mia rcca, e non vՏ ingiustizia in lui (Sl 92:13-15). La Scrittura insiste molte volte sullonest e la correttezza del Signore sotto ogni aspetto. Il salmista dichiara chiaramente che lEterno giusto e che non vi assolutamente ingiustizia in Lui. Ogni sua scelta, decisione e decreto perfetto. Questa la testimonianza che il figlio di Dio porta nella sua vita. Anche se gli anni passeranno e si diventer vecchi, in et avanzata, si potr sempre dire che il Signore giusto e perfetto, che dona forza allo stanco e vigore allo spossato.

 

Dio non commette ingiustizie

No, di certo Dio non commette ingiustizie! LOnnipotente non perverte il diritto (Gb 34:12).

Con queste parole, anche Eliu sottolinea la giustizia del Signore, tale per cui Dio non commette ingiustizie e non perverte il diritto. Perci, stando certi che nel Signore non vi sono ingiustizie, in noi non deve mai sorgere il pensiero di saperne pi del Signore. Se Dio decreta una sentenza o prende una particolare decisione perch egli Sovrano e giusto.

 

 

2. Poich egli dice a Mos: Io avr misericordia di chi avr misericordia e avr compassione di chi avr compassione (Ro 9:15).

 

Queste parole di Paolo hanno fatto molto discutere. Sicuramente esse mostrano la realt della Sovranit di Dio, in quanto egli assolutamente libero di dimostrare la sua misericordia a chi vuole. Ma la domanda che dobbiamo porci : Verso chi Dio mostra la sua misericordia e compassione?.

 

Salomone evidenzia il fatto che Dio misericordioso verso chi cammina in Sua presenza.

Poi Salomone si pose davanti allaltare del SIGNORE, in presenza di tutta lassemblea dIsraele, stese le mani verso il cielo, e disse: O SIGNORE, Dio dIsraele! Non cՏ nessun dio che sia simile a te, n lass in cielo, n quaggi in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuore (1Re 8:22-23).

Le parole di Salomone, rispondono alla domanda. Egli afferma solennemente che il Signore mantiene il patto e la sua misericordia verso coloro che camminano in modo integro e retto dinanzi alla sua presenza, con tutto il loro cuore. Salomone, nellesprimersi in questo modo, sottolinea anche lunicit di Dio e che nessun falso idolo pu essere minimamente paragonato a Lui. Il Signore perfetto in tutto ci che e fa.

 

La misericordia divina su chiunque amano ed osservano la Parola di Dio.

E dissi: O SIGNORE, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e fai misericordia a quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti (Ne 1:5).

Anche in questo brano possiamo notare come la misericordia di Dio sia associata a coloro che amano il Signore ed i suoi comandamenti. Perci, non si parla di una misericordia universale, ma specifica per coloro che seguono il Signore e lo amano. chiaro che il destinatario principale di queste parole appunto il popolo dIsraele, ma un Israele ubbidiente e timorato di Dio. Ogni uomo ha la possibilit di sperimentare la misericordia di Dio, ma pu vivere unintima relazione con lui, solo se decide di seguirlo ed amarlo.

 

Per un figlio di Dio, la misericordia di Dio moltiplicata.

Giuda, servo di Ges Cristo e fratello di Giacomo, ai chiamati che sono amati in Dio Padre e custoditi da Ges Cristo: misericordia, pace e amore vi siano moltiplicati (Gd 1-2).

Non a caso che Giuda, rivolgendosi ai destinatari della sua lettera che erano cristiani, li saluta in un modo meraviglioso: misericordia, pace e amore vi siano moltiplicati. Il cristiano pu veramente godere della grazia e della misericordia di Dio in un modo abbondante. Infatti i figli di Dio sono amati da Dio Padre e custoditi da Ges Cristo, ovvero protetti e soccorsi.

 

La misericordia trionfa sul giudizio.

Perch il giudizio senza misericordia contro chi non ha usato misericordia. La misericordia invece trionfa sul giudizio (Gm 2:13).

Sebbene il Signore sia assolutamente giusto e santo, molte volte ha evidenziato proprio questo concetto relativo ad una misericordia che trionfa sul giudizio. Possiamo infatti osservare la pazienza e la sopportazione del Signore, in merito a situazioni o circostanze di peccato che sicuramente lo indignavano. Ma nonostante la cattiveria e la malvagit delluomo, egli ha mostrato il suo amore. Il giudizio stato manifestato quando luomo volutamente ha ignorato i richiami e gli avvertimenti divini.

 

Dio mostra la sua misericordia a chi vuole.

Mos disse: Ti prego, fammi vedere la tua gloria!. Il SIGNORE gli rispose: Io far passare davanti a te tutta la mia bont, proclamer il nome del SIGNORE davanti a te; far grazia a chi vorr fare grazia e avr piet di chi vorr avere piet (Es 33:18-19).

In questo testo troviamo le parole citate da Paolo in Romani. il Signore a rivelare in un modo chiaro a Mos, che egli fa grazia a chi vuole lui. significativo infatti il contesto secondo il quale Mos voleva vedere il volto di Dio e di conseguenza la sua gloria, ma ci non era possibile. Mos godeva di una speciale relazione con il Signore. Egli aveva trovato grazia dinanzi al Signore, ma non dobbiamo dimenticarci anche di chi era Mos: un uomo non sicuramente perfetto, ma retto ed integro.

Perci, sicuramente il Signore mostra la sua misericordia a chi vuole, ma dalla Scrittura possiamo constatare che egli la mostra in particolare a coloro che appartengono a lui e lo seguono.

3. Non dipende dunque n da chi vuole n da chi corre, ma da Dio che fa misericordia (Ro 9:16).

 

Ancora Paolo evidenzia il fatto che le opere non centrano niente. Infatti sebbene la misericordia di Dio sia verso colui che segue la volont di Dio, si comunque immeritevoli della sua Grazia. Egli fa misericordia a prescindere dagli sforzi delluomo.

 

Lorgoglio di Baldassar.

E tu, Baldassar, suo figlio, non hai umiliato il tuo cuore, bench tu sapessi tutto questo, ma ti sei innalzato contro il Signore del cielo. Ti sono stati portati i vasi della casa di Dio e in essi avete bevuto tu, i tuoi grandi, le tue mogli e le tue concubine; tu hai lodato gli di dargento, doro, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra, i quali non vedono, non odono e non comprendono, e non hai glorificato il Dio che ha nella sua mano il tuo soffio vitale, e dal quale dipendono tutte le tue vie (Da 5:22-23).

Questo testo davvero illuminante in quanto Daniele rivela allorgoglioso re babilonese Baldassar che in realt tutte le sue vie ed il suo destino dipendono esclusivamente da Dio. Egli pretendeva di continuare ad assumere un atteggiamento di ribellione e di orgoglio contro il Signore, ma in realt tutte le sue vie erano sotto il controllo del Signore. Egli non conoscer la misericordia del Signore, ma il suo giudizio.

 

Ognuno dipende dal tempo e dalle circostanze.

Io mi sono rimesso a considerare che sotto il sole, per correre non basta essere agili, n basta per combattere essere valorosi, n essere saggi per avere del pane, n essere intelligenti per avere delle ricchezze, n essere abili per ottenere favore; poich tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. Luomo infatti non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, cos i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dellavversit, quando essa piomba su di loro improvvisa (Ec 9:11-12).

Luomo si crede forte, quando in realt, come dichiara il Predicatore, tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. Infatti, nessuno pu predire o conoscere in anticipo ci che accadr. Luomo non conosce la sua ora, non conosce le sofferenze che dovr subire. Ogni tempo, momento o circostanza sotto il controllo del Signore. Perci ogni uomo dipende in realt dal Signore. Ogni sforzo e fatica delluomo inutile.

 

Il pericolo di seguire le vanit.

Io ho visto tutto ci che si fa sotto il sole: ed ecco tutto vanit, un correre dietro al vento (Ec 1:14).

Come dichiara ripetutamente lEcclesiaste, luomo si affanna a correre dietro alla vanit, ad inseguire delle chimere. Questa era la constatazione dellEcclesiaste che, dobbiamo confessare, assolutamente vera e reale. Il correre delluomo senza Dio inutile, solo uno spreco di energie.

 

Finire la corsa, serbando la fede.

Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede (2Ti 4:7).

Per contro la corsa del cristiano non assolutamente vana, anzi lenergia che viene spesa per il Signore avr una sicura ricompensa. Come dichiara lapostolo, egli aveva corso serbando la fede e ci avrebbe procurato, per Paolo, una straordinaria corona, quella della giustizia (2Ti 4:8). Ma anche in questo caso bisogna affermare che tutto deriva dalla misericordia di Dio e dallazione dello Spirito Santo in noi

 

 

4. La Scrittura infatti dice al faraone: Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perch il mio nome sia proclamato per tutta la terra. Cos dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole (Ro 9:17-18)

Paolo scende ancora di pi nei dettagli e prende lesempio del faraone egiziano ai tempi della schiavit dIsraele. Il Signore mand Mos dal faraone per un duplice scopo: liberare il popolo dIsraele ma anche far conoscere al faraone la potenza del Signore. Questatteggiamento evidenzia la Grazia di Dio. Egli vuole dare la possibilit al faraone di conoscere chi realmente il vero Dio.

 

Dio dichiara a Mos che indurir il cuore del faraone.

Il SIGNORE disse a Mos: Quando sarai tornato in Egitto, avrai cura di fare davanti al faraone tutti i prodigi che ti ho dato potere di compiere; ma io gli indurer il cuore ed egli non lascer partire il popolo (Es 4:21).

In questo brano, per, il Signore sottolinea anche che indurer il cuore del faraone, ovvero egli stesso interverr per renderlo ostinato ed orgoglioso nella propria ribellione. proprio tale decisione divina che pu far pensare. Ma per avere un quadro preciso della situazione, bisogna andare con ordine. Sta di fatto che abbiamo nel brano due aspetti in contrapposizione: da una parte il Signore vuole testimoniare e manifestare la Sua potenza al faraone, ma nello stesso tempo gli indurir il cuore.

 

Il faraone indurisce da lui stesso il suo cuore.

Ma i maghi dEgitto fecero la stessa cosa con le loro arti occulte, e il cuore del faraone si indur: egli non diede ascolto a Mos e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva predetto... (Es 7:22).

Ma quando il faraone vide che cera un po di respiro si ostin in cuor suo e non diede ascolto a Mos e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva detto (Es 8:15).

Allora i maghi dissero al faraone: Questo il dito di Dio. Ma il cuore del faraone si indur e non diede ascolto a Mos e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva detto... (Es 8:19).

Ma anche questa volta il faraone si ostin in cuor suo e non lasci andare il popolo (Es 8:32).

Il faraone mand a vedere, ed ecco che neppure un capo del bestiame degli Israeliti era morto. Ma il cuore del faraone rimase ostinato ed egli non lasci andare il popolo... (Es 9:7).

I maghi non poterono presentarsi davanti a Mos, a causa delle ulceri, perch le ulceri erano sui maghi come su tutti gli Egiziani. Ma il SIGNORE indur il cuore del faraone e questi non diede ascolto a Mos e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva detto a Mos... (Es 9:11-12).

Quando il faraone vide che la pioggia, la grandine e i tuoni erano cessati, continu a peccare, si ostin in cuor suo, lui e i suoi servitori. Il cuore del faraone si indur ed egli non lasci andare i figli dIsraele, come il SIGNORE aveva detto per bocca di Mos (Es 9:34-35).

Questo un aspetto assolutamente importante che spiega il motivo per cui poi il Signore render ancora pi ostinato il cuore del faraone. Infatti, nei sette brani che ripercorrono la storia delle piaghe che lEgitto conobbe a dimostrazione della potenza del Signore, troviamo un comune denominatore: il faraone che indurisce da s stesso il suo cuore. Il triste ritornello che troviamo il faraone si indur... si ostin in cuor suo.

Queste parole sottolineano chiaramente una ferma decisione e volont a ribellarsi al Signore e a negare levidenza. Dio stava dimostrano inequivocabilmente la sua netta supremazia sugli idoli pagani egiziani, ma il faraone non si vuole umiliare.

Perci allinizio il faraone indurisce il suo cuore, in quanto i suoi maghi, con le loro arti occulte, riescono ad imitare la prima piaga, nel secondo brano il faraone si indurisce quando vede che il pericolo passato, nel terzo brano addirittura i maghi gli dicono questo il dito di Dio, ma il faraone non si arrende nemmeno di fronte ad una tale testimonianza. In altre parole, non esiste evidenza che tenga. Nonostante tutte le prove dessero ragione al Signore, il faraone completamente cieco di fronte ad esse.

Perci, molte volte il faraone volutamente e senza alcuna costrizione, ha indurito il suo cuore.

 

Dio rende ancora pi ostinato il cuore del faraone.

Allora il SIGNORE disse a Mos: Va dal faraone; poich io ho reso ostinato il suo cuore e il cuore dei suoi servitori, per fare in mezzo a loro i segni che vedrai (Es 10:1).

Perci, la conclusione non pu che essere che, alla fine, il Signore stesso indurisce il cuore del re egiziano, ma soltanto dopo che per almeno sette volte lui stesso si indurito ed ostinato contro al Signore. Il faraone era entrato in una spirale senza ritorno, dalla quale none poteva pi uscire.

 

Dio mander potenza derrore verso coloro che si saranno compiaciuti della loro iniquit.

Perci Dio manda loro una potenza derrore perch credano alla menzogna; affinch tutti quelli che non hanno creduto alla verit ma si sono compiaciuti nelliniquit, siano giudicati (2Te 2:11-12).

Possiamo osservare questo stesso modo di operare, anche in questo brano di Paolo, nel quale si parla dellavvento del figlio della perdizione e della venuta in gloria del Signore Ges. Verso tutti coloro che volutamente non crederanno alla Parola di Dio ed al messaggio del Vangelo, compiacendosi della loro iniquit, Dio manda su di loro potenza derrore.

In altre parole, il Signore indurir ancora di pi il loro cuore, ma dopo che essi avranno gi in modo definitivo preso la loro decisione. Perci, possiamo osservare come le parole che troviamo in Romani non devono assolutamente stupire. La logica divina ineccepibile.

 

 

Romani 9:21-29

 

1. Il vasaio non forse padrone dellargilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? (Ro 9:21).

Dobbiamo sempre ricordarci che noi siamo vaso e che il vaso non pu assolutamente contendere con il vasaio. Il vasaio pu infatti costruire un vaso per due diverse funzioni: o un uso nobile o un uso ignobile.

 

Il vasaio non pu essere paragonato al vaso.

Che perversit la vostra! Il vasaio sar forse considerato al pari dellargilla al punto che lopera dica alloperaio: Egli non mi ha fatto? Al punto che il vaso dica del vasaio: Non ci capisce nulla? (Is 29:16).

Come rileviamo da queste parole, il vasaio non pu essere in alcun modo paragonato al vaso. Avere questo pensiero, significa avere una mente perversa e contorta. Il vaso non pu insegnare niente al vasaio, che libero e sovrano nelle sue scelte sul come lavorare largilla. Cos il Signore.

 

I decreti di Dio e la responsabilit delluomo.

Casa dIsraele, non posso io far di voi quello che fa questo vasaio? dice il SIGNORE. Ecco, quel che largilla in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia, casa dIsraele! A un dato momento io parlo riguardo a una nazione, riguardo a un regno, di sradicare, di abbattere, di distruggere; ma, se quella nazione contro la quale ho parlato, si converte dalla sua malvagit, io mi pento del male che avevo pensato di farle. In un altro momento io parlo riguardo a una nazione, a un regno, di costruire e di piantare; ma, se quella nazione fa ci che male ai miei occhi senza dare ascolto alla mia voce, io mi pento del bene di cui avevo parlato di colmarla.

doveroso riflettere attentamente su questo brano che troviamo in Geremia. Abbiamo detto infatti che i decreti di Dio luomo non li pu cambiare, quandanche mettesse in campo tutti i suoi sforzi. Ma attenzione! Questo non significa che il Signore, nella sua sovranit, non possa cambiare o modificare un suo disegno. Vi sono tanti esempi che lo dimostrano. In questo brano, infatti, viene messa in luce la responsabilit umana. Il Signore, dopo aver preso una decisione di giudizio su una nazione, se essa si converte e si ravvede del suo peccato, nella sua Grazia, pu modificare il suo disegno e, invece di giudicare, benedire e mostrare compassione. Ma vale anche il contrario! Il Signore pu cambiare i suoi piani nel constatare ed analizzare il comportamento delluomo: luomo viene sempre messo davanti alla sua responsabilit.

 

Il cristiano come un vaso nobile se si conserva puro.

In una grande casa non ci sono soltanto vasi doro e dargento, ma anche vasi di legno e di terra; e gli uni sono destinati a un uso nobile e gli altri a un uso ignobile. Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sar un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona (2Ti 2:20-21).

Come abbiamo visto, in Romani, si parla di vaso per uso nobile o ignobile. Ma questo cosa significa? Paolo, in questo brano, identifica chiaramente il vaso nobile in quel cristiano che si conserva puro, che santificato e consacrato per il Signore. Parlando di unipotetica casa, parla di due tipi di vasi, come nella lettera ai Romani. Luso nobile rappresenta il servizio qualificato e spirituale che un figlio di Dio, mostra nei suoi confronti. Perci anche in questo caso, la sovranit di Dio da una parte e la responsabilit umana si intersecano perfettamente.

 

Lesempio di Moab.

Io far venir meno in Moab dice il Signore chi sale sullalto luogo e chi offre profumi ai suoi di (Gr 48:38).

Su tutti i tetti di Moab e nelle sue piazze, dappertutto, lamento; poich io ho frantumato Moab, come un vaso considerato di nessun valore, dice il SIGNORE (Gr 48:38).

Con queste parole, il Signore ci vuole fornire un altro prezioso esempio. Moab descritto come un vaso infranto...di nessun valore, perci ignobile. Ma perch Moab era come un vaso senza valore? A motivo del suo peccato, della sua idolatria e soprattutto per la sua mancanza di ravvedimento.

Perci la nobilt o la non nobilt di un vaso, cio di una persona, sono strettamente legate alla sua responsabilit.

 

2. Che cՏ da contestare... (Ro 9:22a).

Luomo sempre portato a contestare e a litigare, come detto. Ma Paolo, vuole assolutamente dimostrare che con il Signore non si pu contestare e ne spiega i motivi.

 

La contestazione di Israele contro al Signore a Meriba.

Poi il SIGNORE disse a Mos e ad Aaronne: Siccome non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi dei figli dIsraele, voi non condurrete questa assemblea nel paese che io le do. Queste sono le acque di Meriba dove i figli dIsraele contestarono il SIGNORE, che si fece riconoscere come il Santo in mezzo a loro (Nu 20:12-13).

La Scrittura ci presenta tanti esempi, nei quali viene mostrata la stoltezza delluomo che vuole contendere con il Signore. Uno labbiamo in questo testo nel quale si parla della contestazione di Israele alle acque di Meriba, una contestazione che purtroppo vide Mos ed Aaronne colpevoli dinanzi a Dio. Questa fu una trista vicenda nella storia di Mos e del popolo dIsraele. Ecco cosa provoca la contestazione ed il Signore sottolinea questa responsabilit.

 

Linfedelt del popolo di Giuda.

 Perch mi contestate? Voi tutti mi siete stati infedeli, dice il SIGNORE. Invano ho colpito i vostri figli; non ne hanno ricevuto correzione; la vostra spada ha divorato i vostri profeti come un leone distruttore (Gr 2:29-30).

Anche in questo brano, il Signore rivolge una solenne domanda: Perch mi contestate?. Ovvero Quali diritti avete di contestare con me?. Soprattutto considerando che il popolo di Giuda non era certamente giusto ed irreprensibile.

Il Signore li definisce infedeli, individui che non hanno assolutamente mostrato nessun tipo di ravvedimento o pentimento, nonostante il castigo di Dio.

Questo ci insegna anche a noi, come figli di Dio, a guardarci da ogni comportamento iniquo e soprattutto a mantenere sempre un atteggiamento di riverenza e sottomissione nei confronti del Signore.

3. ... se Dio, volendo manifestare la sua ira... (Ro 9:22b).

Paolo prosegue il discorso parlando ora dellira di Dio da una parte e della sua sopportazione dallaltra. Nella Scrittura possiamo osservare come lira di Dio (in greco orge=ira, indignazione), sia una realt assolutamente spaventosa e che, quando necessario, il Signore lha manifestata.

 

Lintercessione di Mos.

Or il popolo cominci a mormorare in modo irriverente alle orecchie del Signore. Come il Signore li ud, la sua ira si accese, il fuoco del Signore divamp in mezzo a loro e divor lestremit dellaccampamento. Allora il popolo grid a Mos; Mos preg il Signore, e il fuoco si spense (Nu 11:1-2).

Notiamo che spesso stata necessaria unintercessione per salvare Israele dalla distruzione. Un esempio labbiamo da Mos che intercede per Israele: grazie a questintervento il fuoco si spense. Infatti, il Signore si era adirato contro il popolo a motivo del suo mormorio e del suo comportamento irriverente nei confronti del Signore. Il comportamento di Israele fu inqualificabile, perci lintervento di Dio era giusto e corretto. Vi stato bisogno dellintercessione di Mos perch Dio ritirasse la sua ira.

 

Limportanza di rientrare in s stessi prima che sia troppo tardi.

Raccoglietevi, rientrate in voi stessi, gente spudorata, Sofonia 2:2 prima che si esegua il decreto e quel giorno passi come la pula; prima che vi piombi addosso lardente ira del Signore, prima che vi sorprenda il giorno dellira del Signore! (So 2:1-2).

Proprio per il fatto che la Scrittura rivela in modo chiaro la potenza e lardore dellira di Dio, essendo essa paragonata ad un fuoco consumante, molto importante rientrare in s stessi, ovvero tornare sui propri passi, ravvedersi del proprio peccato prima che sia troppo tardi. Non a caso si parla del giorno del Signore, cio del periodo in cui il mondo empio conoscer lira di Dio nella sua pi alta espressione. necessario quindi ravvedersi prima, umiliarsi dinanzi al Signore, riconoscere e confessare le proprie colpe.

 

 

4. ... e far conoscere la sua potenza... (Ro 9:22c).

La seconda realt che Paolo evidenzia la potenza di Dio. Anchessa associata alla sua ira. Luomo nel conoscere lira del Signore ha conosciuto anche la sua potenza a cui nessuno pu resistere. importante avere unidea chiara di ci che la potenza di Dio, in quanto, attraverso questa conoscenza si pu arrivare alla consapevolezza del Dio Onnipotente.

 

Dio fece conoscere la sua potenza a Israele.

I nostri padri in Egitto non compresero i tuoi prodigi; non ricordarono le tue numerose benedizioni, e si ribellarono presso il mare, il mar Rosso. Ma egli li salv per amore del suo nome, per far conoscere la sua potenza (Sl 106:7-8).

Come dichiara il salmista, il Signore fece conoscere la sua potenza a Israele nel salvarlo dalla schiavit egiziana. Era molto importante tale rivelazione, perch Israele doveva imparare a nutrire piena fiducia nel Signore. e doveva sapere che lunico e vero Dio Onnipotente e niente gli impossibile. Purtroppo molte volte Israele ha mostrato incredulit nei confronti di Dio e come attesta il salmista non compresero i tuoi prodigi, non ricordarono le tue numerosi benedizioni. Invece di ubbidienza vi fu ribellione.

 

Conoscere Cristo e tutto ci che lo concerne.

Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte alleccellenza della conoscenza di Cristo Ges, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte (Fl 3:8-10).

Quando si parla di conoscenza, la massima rivelazione che si pu avere della Persona gloriosa del Signore Ges. Paolo, con queste parole, evidenzia non solo la Persona del Cristo, ma anche la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze al fine di essere conforme a lui nella sua morte.

Paolo, da un punto di vista umano era una persona di tutto rispetto che vantava delle qualifiche molto importanti. Eppure egli pu affermare di ritenere tutto ci che un danno di fronte alleccellenza della conoscenza del Signore Ges. Egli aveva rinunciato a tutto per lui, in quanto la sua conoscenza esclude qualsiasi altra cosa. Luomo chiamato a conoscere il Dio della Bibbia, la sua potenza e la Persona gloriosa delleterno Figlio di Dio, il Signore Ges.

 

La testimonianza degli apostoli.

Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Ges Cristo, non perch siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perch siamo stati testimoni oculari della sua maest (1P 1:16).

Un altro elemento molto importante relativo alla conoscenza di Ges la testimonianza degli apostoli. Pietro dichiara che nel far conoscere la potenza e la venuta del Signore Ges, non andato dietro a favole inventate, ma ha testimoniato ci che egli, insieme agli altri discepoli, ha visto e contemplato. La stessa cosa la dir anche Giovanni, nella sua prima lettera (1Gv 1).

Perci il Signore, nel corso dei secoli si rivelato, si fatto conoscere in ogni suo attributo: giustizia, santit, potenza, amore, misericordia, compassione. Deve essere luomo, convinto dallo Spirito, ad andare verso di lui e a ravvedersi del proprio peccato, godendo di questa conoscenza.

 

(6. continua)

 

Andrea Belli

(Assemblea di Fontanellato, PR)