Fonte di rivelazione e di conoscenza

 

 

LA CREAZIONE DI DIO

 

Rifiutare di riconoscere la mano di Dio nella natura intorno a noi, nella natura che egli ha creato per la potenza della sua Parola, significa precludersi di ricevere la rivelazione della sua presenza e delle sua qualit invisibili. Ecco perch siamo chiamati ad essere non soltanto ammiratori sentimentali delle bellezze del creato, ma osservatori attenti di cogliere attraverso di esse lannuncio della gloria di Dio e desiderosi di conoscere il Creatore. un annuncio che ci incoragger poi ad accostarci alla Parola scritta, attraverso la quale Dio dona alluomo una rivelazione completa e totale di s stesso e, soprattutto, del suo piano di salvezza e di #332971;enzione realizzato in Cristo Ges.La creazione di Dio:

 

 

La testimonianza del Dio creatore

 

Le parole Nel principio Dio cre i cieli e la terra (Ge 1:1), ci ricordano la certezza che Dio il Creatore al quale tutto il creato appartiene (vedi anche IL CRISTIANO n.7/luglio 2008; pagg. 326-331); infatti scritto che al Signore appartiene la terra e tutto quel che in essa, il mondo e i suoi abitanti. Poichegli lha fondata sui mari e lha stabilita sui fiumi (Sl 24:1-2).

 

Quanto proclamato in Genesi 1:1 ci pone anche dinnanzi ad un altra certezza: Dio il creatore e quindi la sua creazione ci parla di lui, infatti scritto che i cieli annunziano la sua giustizia e tutti i popoli vedono la sua gloria (Sl 97:1).

Gli elementi del creato, in questo caso i cieli, sono testimoni, annunziano a tutti i popoli, la presenza di Dio e alcuni suoi attributi, la sua giustizia e la sua gloria.

 

In Romani 1:20 scritto, riferito al Signore, che le sue qualit invisibili, la sua eterna potenza e divinit si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue.

Fin dalla creazione Dio si rivela agli uomini mostrando chiaramente alcuni suoi attributi, le sue qualit invisibili, la sua eterna potenza e divinit. Tutto questo perch anche per mezzo delle sue opere che Dio ha scelto di manifestarsi ad ogni uomo.

Infatti Dio si rivela e si fa conoscere agli uomini anche tramite la creazione visto che essa lopera delle sue mani e della sua suprema intelligenza.

Infatti dietro la creazione non vi il nulla, non vi luomo, non vi il caso o il caos ma vi il Dio creatore e quindi non poteva essere altrimenti che quanto da Dio creato ci parlasse e ci testimoniasse di lui.

Unopera testimonia di colui che lha realizzata cos la creazione, opera di Dio, testimonia e parla del suo autore: Dio il creatore.

 

Paolo e Barnaba a Listra rivolgendosi agli abitanti idolatri della citt dissero:

 

Vi p#332971;ichiamo che da queste vanit vi convertiate al Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi (At 14:15).

 

La p#332971;icazione di Paolo e Barnaba era una p#332971;icazione della Parola di Dio per la conversione degli uomini dalle vanit degli idoli al Dio vivente e creatore che ha fatto il cielo, la terra, il mare.

Luomo infatti una creatura di Dio che necessita di una riconciliazione con il suo stesso Creatore in quanto a causa del peccato la comunione delluomo con il Creatore stesso stata interrotta.

Ma la p#332971;icazione di Paolo e Barnaba alla folla di Listra prosegue dicendo, sempre riferendosi al Dio creatore:

 

Egli nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo seguisse la propria via, senza per lasciare s stesso privo di testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo pioggia e stagioni fruttifere e saziando i vostri cuori di cibo e di letizia (At 14:15-17).

 

Il Dio creatore non ha mai cessato di rivelarsi alle sue creature ribelli e idolatre infatti, pur lasciando libert alluomo di rivolgersi altrove seguendo la propria via, non ha mai lasciato s stesso privo di testimonianza.

Questa testimonianza di cui Dio non mai stato privo comprende la testimonianza del creato. Dio ha reso testimonianza di s anche mandando, alle sue creature ribelli e idolatre che hanno imboccato la propria via, dal cielo pioggia e stagioni fruttifere e ha ugualmente saziato i loro cuori di cibo e di letizia tramite la sua azione sovrana sulla creazione.

Per la loro conversione gli uomini di Listra necessitavano della p#332971;icazione della Parola di Dio ma la testimonianza della presenza del Signore e di alcuni suoi attributi lavevano avuta anche tramite la sovrana azione del Creatore sul suo creato.

 

 

La creazione di Dio: primo attacco alla Verit

 

Dio il Creatore e quindi anche la sua creazione ci parla di lui. Questo aspetto non esente da attacchi sferrati da parte del mondo e della cultura in cui viviamo la quale infatti caratterizzata, tra gli altri, da movimenti di pensiero che rigettano apertamente la presenza del Dio creatore e quindi giungono alla conclusione che forze e leggi che operano nelluniverso sono tutte soltanto di tipo naturale.

Da tale formula di pensiero deriva il termine naturalismo utilizzato per indicare coloro che rigettando la presenza del Dio creatore nellosservare la natura che li circonda (dallimmensit delluniverso fino alla invisibile complessit strutturale di organismi microscopici) non ritornano a contemplare il Signore e i suoi attributi ma rimangono fermi a contemplare la natura, attribuendo ad essa attributi divini e portando ad essa adorazione.

Tutto questo ben illustrato in Romani 1:20-22;25 dove troviamo scritto:

 

Infatti le sue qualit invisibili, la sua eterna potenza e divinit, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perci essi sono inescusabili, perch, pur avendo conosciuto Dio, non lhanno glorificato come Dio, n lhanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo dintelligenza si ottenebrato. Bench si dichiarano sapienti, son diventati stolti... hanno mutato la verit di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del creatore. 

 

Spesso, anche perch pericolosamente influenzati da questo pensiero caratterizzante la cultura del mondo intorno a noi, i figli di Dio rischiano di vivere senza realizzare pienamente la meravigliosa realt che la creazione del nostro Padre testimonia di lui e che quindi, guardando il creato intorno a noi, non dobbiamo rimanere superficialmente indifferenti e disattenti come non dobbiamo limitarci alla sola osservazione di esso ma dobbiamo ritornare costantemente a Dio.

 

Dobbiamo intraprendere quel percorso che ci invita a seguire la Scrittura e che ci insegna il giusto rapporto che noi, figli di Dio, dobbiamo avere con il creato nel quale viviamo.

Questo percorso dalla creazione riconduce al Creatore, non si ferma alla creazione stessa senza ritornare a colui che della creazione lunico autore, e che pi grande della creazione perch lha fatta e su di essa siede sovrano comegli stesso ci ricorda nella sua Parola:

 

Io ho fatto la terra... io con le mie mani ho spiegato i cieli e comando tutto il loro esercito (Is 45:12).

 

 

La creazione di Dio: la Scrittura riporta al Dio creatore

 

Nel principio Dio cre i cieli e la terra e questa opera creatrice di Dio ancora oggi parla del Creatore.

Questa creazione, seppure geme ed in travaglio (Ro 8:22) a causa delle conseguenze del peccato delluomo che si sono riversate anche su di essa, pur sempre portatrice di un messaggio in quanto nelle opere che le sue mani hanno creato sono manifesti gli attributi dellautore, di colui che tali opere le sostiene ogni giorno.

 

Nel Salmo 19 scritto:

 

I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia lopera delle sue mani (Sl 19:1).

 

Davide, lautore divinamente ispirato di questo Salmo, guardava, sicuramente in modo non superficiale e indifferente, la creazione di Dio ed in particolare il cielo (Ge 1:6-8).

Davide guardava in modo attento il cielo ma nel guardare il cielo, e quindi la creazione di Dio, non si fermava alla sola contemplazione di essa.

Davide non si limit a guardare il creato ma volse lo sguardo oltre il creato e contempl il Creatore, la sua gloria e l opera delle sue mani. Come abbiamo letto il Salmo ci dice che sono gli elementi della creazione stessi che raccontano e...annunziano la presenza di Dio e alcuni suoi attributi.

 

Il Salmo 19 prosegue dicendo:

 

Un giorno rivolge parole allaltro, una notte comunica conoscenza allaltra. Non hanno favella n parole; la loro voce non sode, ma il loro suono si diffonde per tutta la terra, i loro accenti giungono fino allestremit del mondo (Sl 19:2-4a).

 

Dopo avere riflettuto sul messaggio raccontato e annunziato dai cieli Davide sposta lattenzione su un altro elemento del creato: il giorno e la notte (Ge 1:4-5).

Davide nellosservare il susseguirsi ciclico e perfettamente puntuale del giorno e della notte riflette sul fatto che la creazione non testimone di Dio con parole udibili come quelle di un uomo, infatti il giorno e la notte come altri elementi della creazione non hanno favella n parole e la loro voce non sode.

Nonostante questo la creazione ugualmente una testimonianza della presenza e degli attributi di Dio comprensibile da parte dellumanit intera che non pu dichiararsi ignorante (Ro 1:20).

Infatti scritto che seppure la creazione non testimonia di Dio con parole udibili la sua testimonianza, cio il loro suonoi loro accenti, comunque si diffonde per tutta la terrafino allestremit del mondo.

 

Gli elementi del creato di Dio sono dei testimoni del loro Creatore: seppure senza parole raccontano e annunziano in tutta la terra il messaggio della presenza di Dio.

Proprio parlando dellestremit del mondo Davide afferma:

 

L, Dio ha posto una tenda per il sole, ed esso simile a uno sposo che esce dalla camera nuziale; gioisce come un prode lieto di percorrere la sua via. Egli esce da una estremit dei cieli e il suo giro arriva fino allaltra estremit; nulla sfugge al suo calore (Sl 19:4b-6).

Davide, lattento osservatore, sposta la sua attenzione su un terzo elemento del creato: il sole (Ge 1:14-16).

Ancora una volta Davide osservando la creazione, in questo caso la luce maggiore (Ge 1:16), non si ferma solo ad ammirarlo, non si limita solo ad osservarlo percorrere la sua via durante larco di una giornata, ma torna ancora una volta al Dio creatore.

Infatti nellespressione iniziale (L, Dio ha posto una tenda per il sole) ben si comprende la certezza che tutto quello che lui stava osservando era da Dio stesso permesso e regolato affinch in base alle leggi che lui stesso ha concepito, stabilito e attuato ogni elemento del creato realizzi quotidianamente il proprio compito secondo il ruolo e le funzioni assegnatigli.

 

Che anche noi come Davide possiamo essere degli osservatori attenti e non superficiali della creazione di Dio nella quale viviamo ogni giorno!

Che questa attenta osservazione della creazione per non sia pericolosamente fine a s stessa, ma che possiamo sempre realizzare quel percorso che la Parola di Dio tramite il Salmo 19 ci ha indicato affinch guardando e ammirando il creato, dalla vastit dei cieli al pi breve processo vitale che si realizza in organismi invisibili allocchio umano, possiamo volgere lo sguardo dei nostri occhi e del nostro cuore oltre il creato e tornare a guardare e a ringraziare il Signore!

 

Ascoltiamo con attenzione quindi il racconto e lannuncio che la creazione proclama ogni giorno riguardante il Creatore, la sua presenza e le sue caratteristiche.

Ascoltando questa testimonianza, ricordiamoci anche che dietro ad ogni evento meraviglioso che quotidianamente si compie nel creato in cui viviamo, da quelli macroscopici a quelli microscopici, non vi altri che Dio che regola e permette tutto questo come scritto in Geremia 33:25; il Signore colui che ha fissato le leggi del cielo e della terra.

Non fermiamoci alla creazione ma torniamo al Creatore, perch seguendo questo percorso realizziamo il giusto e ordinato rapporto con la creazione e soprattutto con il Creatore.

 

 

La creazione di Dio: riflessioni per la vita delluomo

 

Nel principio Dio cre i cieli e la terra ma successivamente quella stessa creazione in seguito al peccato delluomo ҏ stata sottoposta alla vanit, non di sua propria volont, ma a motivo di colui che ve lha sottoposta (Ro 8:20) e quindi porta in s i segni della ribellione delluomo al Dio creatore.

Nonostante questo per, nella grazia di Dio, guardando al creato possiamo ancora oggi contemplare unopera che esprime gli attributi di colui che lha realizzata per trarne delle riflessioni per la nostra vita.

Il Signore sempre tramite Davide, lattento osservatore del creato di Dio, nel Salmo 8 ci ricorda questa meravigliosa realt.

Davide, ispirato da Dio, scrive:

 

Quandio considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cosՏ luomo perch tu lo ricordi? (Sl 8:3).

 

Davide aveva del tempo durante le sue giornate in cui si metteva a osservare e a considerare gli elementi della creazione di Dio; scritto infatti: Quandio considero. Considerare significa esaminare accuratamente per valutare tutte le possibili relazioni e conseguenze di quello che si osserva. Davide non osservava soltanto, ma considerava per riflettere. Considerava gli elementi del creato di Dio, tanto che rivolto al Signore dice:

 

I tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte.

 

Il primo elemento e il secondo elemento della creazione osservati da Davide sono infatti stati creati da Dio, sono quindi suoi e da lui disposti (Ge 1:6-8;16).

Ancora una volta, come nel Salmo 19, Davide non si limit a guardare il creato, ma il suo sguardo era oltre il creato, era uno sguardo fisso a contemplare il Creatore di tutto quello che stava guardando e considerando.

A conferma di questo vediamo che Davide pone una domanda al Signore e non agli elementi del creato stessi: Che cosՏ luomo perch tu (Signore) lo ricordi?.

Davide non aveva quindi una relazione di comunione con gli elementi del creato o con la natura intorno a lui, ma aveva una relazione di profonda comunione con Dio il creatore:

Il suo Dio non erano gli elementi del creato, il suo Dio non era negli elementi del creato ma il suo Dio era il Creatore del creato.

Davide quindi, partendo dallosservare il creato intorno a lui, arriv ad una riflessione profonda per la sua vita ben espressa nella domanda: Che cosՏ luomo perch tu lo ricordi?.

Considerando limmensit del creato intorno a lui, Davide pone una domanda al Signore, domanda che mette in evidenza tutto lo stupore e la meraviglia del fatto che, seppure egli sia una piccola parte di un creato cos immenso e maestoso, Dio si interessa delluomo.

Il Dio che ha fatto i cieli e che ha disposto la lune e le stelle si ricorda delluomo: Davide profondamente colpito da questa realt in quanto il Dio creatore ha scelto quale oggetto della sua attenzione, del suo amore, delle sue cure luomo che in mezzo al creato per la sua piccolezza quasi scompare se comparato alla vastit del cielo e di altri elementi.

 

Con Davide anche ognuno di noi pu dire:

Chi siamo noi perch tu Signore ti ricordi di noi?, Chi siamo noi perch tu, caro Padre, che hai creato tutto quello che ci circonda, hai scelto di interessarti e di curarti di noi uomini?.

Lode, adorazione e ringraziamento siano riversati al Creatore dei cieli e della terra che si ricorda di noi, che si prende cura di noi in mezzo alle vastit dei cieli, allimmensit delluniverso dove sono disposte la luna e le stelle.

Dio si interessa a noi e ha realizzato nella storia di questa creazione un piano di #332971;enzione e salvezza per luomo peccatore mostrandoci tutto il suo amore e tutta la sua misericordia.

 

Come Davide anche noi con lui possiamo dire:

O Dio, Signore nostro, quantՏ magnifico il tuo nome in tutta la terra (Sl 8:9)!

 

 

La creazione di Dio: secondo attacco alla Verit

 

Tra le numerose e pericolose correnti di pensiero, che caratterizzano la nostra cultura, ve ne anche una, secondo la quale la natura rappresenterebbe una rivelazione di Dio avente maggiori autorit ed importanza rispetto alla rivelazione di Dio proveniente dalla sua Parola.

La conseguenza di ci e che i fatti della natura, e relative spiegazioni fondate su teorie e ipotesi scientifiche, diventano i mezzi con i quali interpretare la Parola di Dio in quanto vengono reputati elementi indispensabili per poter spiegare e comprendere la rivelazione scritta di Dio.

 

Sappiamo bene invece che la Parola di Dio il punto di partenza con il quale vagliare e sondare ogni teoria e ipotesi che tenta di spiegare fatti e fenomeni della natura. Come conseguenza tutto quello che rinnega, o anche getta il minimo dubbio, sulla Verit della Scrittura da scartare, come da rigettare e fuggire tutto ci che ci porta a scendere a compromessi e che mescola la Verit biblica con teorie e ipotesi non bibliche in modo da voler conciliare due visioni in totale divergenza fra loro.

La Verit una, non molte, la Verit una e non conciliabile e mescolabile con altre false verit. La Verit una: quella della Scrittura, alla quale noi dobbiamo essere tenacemente e fermamente ancorati. Anche se ci saranno teorie e ipotesi o addirittura leggi apparentemente dimostrate ed esperimentate che spiegando fatti naturali lascino trasparire anche la minima divergenza dalla Scrittura e il minimo dubbio sulla Scrittura, sono da rigettare e mai tali mezzi devono essere usati come mezzo per spiegare e interpretare la Scrittura stessa.

Tornando alla Parola di Dio anche questa volta possiamo ristabilire il giusto ordine che deve essere presente nella vita di ognuno di noi, un ordine che ci parla ancora del giusto rapporto che dobbiamo avere con la creazione di Dio, con la Parola di Dio e quindi con Dio stesso.

 

 

La creazione di Dio: rapporto con la Parola di Dio

 

Abbiamo visto come il creato una modalit di rivelazione di Dio agli uomini: infatti un mezzo di testimonianza della presenza di Dio davanti al quale gli uomini sono inescusabili e ingiustificati (Ro 1:20).

Ma questa rivelazione come abbiamo letto dalla Scrittura stessa una rivelazione che ha un compito ben definito, infatti una rivelazione generale della presenza e di alcune caratteristiche di Dio come per esempio della sua giustizia e della sua gloria (Sl 97:1), delle sue qualit invisibili e della sua eterna potenza e divinit (Ro 1:20), del suo fare del bene e della sua capacit di saziare (At 14:17), de lopera delle sue mani (Sl 19:1), dellinteresse di Dio verso luomo (Sl 8:3).

 

Vi invece la rivelazione della Parola di Dio, una rivelazione che non si limita a presentare la presenza e gli attributi di Dio ma anche la condizione delluomo peccatore, la soluzione a tale condizione, il messaggio di salvezza e lautore di questa salvezza cio Cristo Ges il Salvatore.

La rivelazione scritta ci rivela quindi un piano di #332971;enzione e una via per la crescita e la santificazione di coloro che questo piano di #332971;enzione lo accolgono nella propria vita nella persona e nellopera di Cristo Ges. Ci presenta delle promesse adempiute e altre che si adempiranno nel futuro eterno alla sua presenza che riservata a coloro che in lui hanno c#332971;uto.

Insomma la rivelazione biblica una rivelazione completa e totale di Dio. Essa non sminuisce la rivelazione della creazione ma anzi le assegna il suo compito: quello generale, di parlare della presenza e delle caratteristiche di Dio in quanto chi guardando il creato e la natura che lo circonda non viene portato a pensare che vi sia dietro tutto ci che ammira la presenza divina e sovrana del nostro Signore e Creatore?

Non certo sicuramente a caso che nello stesso Salmo in cui Davide ci parla di come Dio si rivela tramite la sua creazione ci viene presentata anche la rivelazione della Scrittura alla quale Davide era fermamente attaccato.

Davide, infatti, aveva un giusto rapporto con la creazione di Dio in quanto alla base vi era un giusto rapporto con la Parola di Dio. Subito dopo avere concluso la riflessione sulla testimonianza annunciata dal creato di Dio ecco che afferma, sempre sotto la guida del Signore:

 

La legge del Signore perfetta, essa ristora lanima; la testimonianza del Signore veritiera, rende saggio il semplice. I precetti del Signore sono giusti, rallegrano il cuore; il comandamento del Signore limpido, illumina gli occhi... I giudizi del Signore sono verit tutti quanti sono giusti... Anche il tuo servo da essi ammaestrato; vՏ gran ricompensa a osservarli (Sl 19:7-11).

 

Da quanto scritto vediamo che la Parola di Dio, chiamata la legge, la testimonianza, i precetti, il comandamento, i giudizi, innanzitutto caratterizzata dallessere una parola perfetta, veritiera, giusta, limpida, essa la verit ed inoltre tutta quanta giusta.

Dallelenco di queste caratteristiche comprendiamo la portata di tale tipo di rivelazione, una rivelazione che in quanto tale in grado di realizzare quello che la rivelazione della natura non in grado di fare.

 

Mentre la rivelazione del creato svolge il suo compito generale di mostrare la presenza di Dio e alcuni dei suoi attributi ( infatti scritto: I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia lopera delle sue mani), la rivelazione della Scrittura, oltre a questo, svolge il ruolo unico e insostituibile di trasformare la vita delluomo che c#332971;e nel messaggio che in essa annunciato.

 

Come abbiamo letto nel Salmo 19:7-11 infatti la Parola di Dio ristora lanima, rende saggio il semplice, rallegra il cuore, illumina gli occhi, ammaestra e dona una gran ricompensa a chi losserva. Ecco quindi come nello stesso Salmo ci viene indicato che vi una rivelazione della natura che parla alluomo della presenza e di alcune caratteristiche di Dio, ma vi soprattutto una rivelazione scritta che oltre a parlare anche essa della presenza di Dio e degli attributi di Dio, parla di come possibile avere un rapporto personale con lui, il Creatore, parla del suo messaggio di salvezza e di #332971;enzione per luomo peccatore e bisognoso di essere riconciliato con lui.

Infatti, a differenza del creato che passer, la Parola di Dio rimarr nelleternit, essa stabile nei cieli (Sl 119:89) e anche quando il cielo e la terra, elementi del creato, a causa del peccato che entrato nel mondo passeranno (Ro 8:20-22) le mie parole - dice Ges - non passeranno (Mt 24:35) e anche quando lerba si secca e il fiore appassisce, insieme altri elementi della natura, la parola del nostro Dio dura per sempre (Is 40:8).

 

 

La creazione di Dio: osservare la creazione per osservare la Parola

 

Anche noi come Davide siamo chiamati ad essere degli attenti osservatori del creato di Dio: osservatori che non rimangono fermi alla sola e superficiale osservazione degli elementi del creato, ma che guardano oltre il creato e giungono a contemplare il Creatore e, di conseguenza, a ricevere la certezza della sua presenza, la ricchezza dei suoi attributi e la meravigliosa realt del suo interesse e della sua cura per luomo.

 

Come Davide siamo chiamati ad essere degli attenti osservatori del creato di Dio che sono per prima di tutto profondamente e fermamente attaccati alla rivelazione scritta di Dio. In questo modo saremo in grado di riconoscere, affrontare e respingere i numerosi attacchi tipici e caratterizzanti la cultura del mondo in cui viviamo.

 

Quando vi alla base della nostra vita un intenso rapporto con la Scrittura, allora vi sar anche un giusto e ordinato rapporto con il creato nel quale viviamo.

Allora potremo osservare, considerare, apprezzare la creazione di cui siamo parte e - perch no? - anche studiare, ricercare, approfondire i molteplici e numerosi aspetti dellinfinita, immensa e meravigliosa creazione di Dio per poter anche noi affermare con il salmista:

 

Quanto son numerose le tue opere, Signore! Tu le hai fatte tutte con sapienza; la terra piena delle tue ricchezze (Sl 104:24).

 

Infatti potremo vivere sempre tutto questo con la certezza che dietro la creazione vi il suo unico autore, Dio il Creatore, e che vi una rivelazione, la sua parola scritta e giunta fino a noi, che rappresenta la sola Verit e lunica autorit.

Quando tutto questo vissuto vi sar un arricchimento nella nostra vita che potremo spendere alla gloria del Padre anche allinterno del luogo di testimonianza in cui ci ha posto, del servizio e delle responsabilit che ci affidato. 

 

Giovanni Beccari

(Assemblea di Citt di Castello, PG)