500Ħ anniversario della nascita di Calvino (1509-2009)

 

 

IL CALVINISMO

ALLA LUCE

DELLA PAROLA DI DIO

1. La storia del fondatore

 

Una vita intensa ed impegnata, vissuta fra Francia e Svizzera, fra gli anni vissuti nel cattolicesimo e quelli che seguirono la sua adesione alla Riforma, fra la sua attesa del Regno ed il suo tentativo di anticiparne la realizzazione nella sua Ginevra: una vita che, comunque, merita di essere ricordata.

 

 

 

Introduzione

 

Mi rendo conto che affrontare un argomento del genere sia assolutamente impegnativo soprattutto considerando le tante inchieste, indagini, disquisizioni teologiche che sono stati fatti nel corso dei secoli. Tuttavia non si pu˜ fare a meno di osservare un proliferare dellĠideologia calvinista anche nello stesso movimento Òdei fratelliÓ.

 

Ci˜ che mi spinge ad analizzare i famosi cinque punti del Calvinismo conosciuti con la sigla TULIP, non  assolutamente uno spirito polemico o di giudizio, ma il desiderio di conoscere correttamente quale sia il pensiero del Signore, pur essendo consapevoli delle nostre debolezze.

Per questo motivo, lo scopo di questo studio non sarˆ solo quello di analizzare da vicino questi cinque punti ma dire come il salmista:

ÒInsegnami, o Signore, la via dei tuoi statuti e io la seguir˜ sino alla fineÓ (Sl 119:33).

 

 

La vita di Giovanni Calvino: gli anni della formazione

 

Jean Cauvin, latinizzato in Johannes Calvinus, nacque il 10 Luglio 1509, nella cittˆ francese di Noyon, in Piccardia dove il padre GŽrard si era trasferito dalla vicina Pont- LĠEveque nel 1481.

GŽrard Cauvin, giˆ segretario di cancelleria, fu avvocato del vescovo di Noyon, poi funzionario delle imposte e ancora segretario del vescovo, con il quale ebbe gravi contrasti tanto da essere scomunicato. Il padre di Calvino mor“ nel 1531.

La madre, Jeanne Lefranc, ebbe altri tre figli: il maggiore, Charles, che mor“ nel 1536 e dopo Giovanni, Antoine, che vivrˆ a Ginevra con il fratello e Franois, morto in tenera etˆ.

La madre di Calvino mor“ nel 1515 ed il vedovo GŽrard si rispos˜, avendo altre due figlie, una delle quali, Marie, vivrˆ anchĠessa a Ginevra con i fratellastri.

 

Poche sono le informazioni sulla giovinezza del futuro riformatore. In ogni caso, Calvino fu iscritto in uno dei collegi che costituivano lĠUniversitˆ della capitale anche se non  chiaro se, dapprima, in quello di Sainte-Barbe dove avrebbe avuto come maestro il noto Mathurin Cordier o se in quello di La Marche, per poi passare sicuramente al collegio di Montaigu, continuandovi lo studio quinquennale delle arti liberali, con la prospettiva di scegliere i corsi superiori di teologia, legge e medicina.

 

Giovanni consegu“ il diploma in arti liberali e verso il 1528 si trasfer“ ad OrlŽans per studiare diritto civile nella locale universitˆ. Infatti a Parigi questa disciplina non era insegnata, essendo limitato lo studio della giurisprudenza al solo diritto canonico. LĠuniversitˆ di OrlŽans, fondata nel 1306, era la quarta di Francia, dopo quelle di Parigi, Tolosa e Montpellier, ma la pi rinomata per i suoi corsi di diritto.

 

Sembra che lo studio dei testi dellĠumanista Guillame BudŽ, gli studi giuridici De Asse et partibus eius e le Annotationes in quatuor et viginti Pandectarum libros, ma anche il suo De transitu hellenismi ad Christianismus, dove il BudŽ considera, nello spirito dellĠumanesimo cristiano, la cultura classica una preparazione allĠannuncio dellĠEvangelo, siano stati meditati attentamente da Calvino che si mostr˜ interessato ai nuovi principi umanistici.

And˜ per un anno a Bourges ad ascoltare le lezioni dellĠitaliano Andrea Alciato e ad apprendere il greco dal tedesco Melchior Wolmar, un professore che poi verrˆ espulso dallĠUniversitˆ per la sua fede luterana che egli condivideva con un cugino di Calvino, Pietro Olivetano, anchĠegli presente a Bourges.

Nulla fa ritenere che essi abbiano esercitato influssi di carattere religioso su Calvino, il quale continu˜ a occuparsi di diritto e di studi umanistici, tanto che il primo scritto di Giovanni fu Il Commento al De clementia di Seneca, un Ôopera di sola erudizione, pubblicato a sue spese fino ad indebitarsi nellĠaprile del 1532.

A motivo della morte del padre, alla fine di maggio del 1531, Calvino torn˜ brevemente a Noyon, dove ottenne il rinnovo del beneficio ecclesiastico.

 

A OrlŽans consegu“ la laurea in diritto civile il 14 febbraio 1532, fu nominato sostituto annuale del procuratore di OrlŽans e lĠanno successivo  documentata ancora la sua presenza a Noyon, mentre nellĠottobre 1533 si trasferiva nuovamente a Parigi.

 

 

LĠadesione alla Riforma

 

Fu probabilmente lĠillusione che il re simpatizzasse con le posizioni riformatrici della sorella Margherita, di GŽrard Roussel e di Lefvre dĠEstaples, a spingere il neo-rettore dellĠuniversitˆ parigina, Nicolas Cop, amico di Calvino, ad auspicare, il 1Ħ novembre 1533, nel suo discorso di inaugurazione del nuovo anno accademico, la riforma della Chiesa e a prospettare la dottrina, di ÒfamigerataÓ origine luterana, della Ògiustificazione per sola fedeÓ.

 

Lo scandalo fu enorme nellĠuniversitˆ e a corte; destituito dallĠincarico il 19 novembre e convocato per giustificarsi dal parlamento, Cop non si present˜ e fugg“ da Parigi.

La circostanza che anche Calvino lasciasse la capitale in quei giorni, che egli fosse in possesso di una copia del discorso di Cop e la tardiva testimonianza di Teodoro di Bze, hanno fatto ritenere che il discorso fosse stato scritto da lui, unĠipotesi contestata da chi non rileva nella forma e nella sostanza del documento lo stile e il pensiero di Calvino, il quale, del resto, poche settimane dopo era nuovamente a Parigi, trasferendosi da qui, nel gennaio 1534, nella provincia della Saintonge, vicino Angouleme, presso un discepolo di Lefvre, il canonico Louis du Tillet, uomo di non tranquilla fede cattolica e di posati studi teologici, come testimonia la sua ricca biblioteca.

 

Qui Calvino scrisse, pubblicandola solo nel 1559, la Psycopannichya, confutazione dellĠopinione di origine anabattista che lĠanima, con la morte si addormenti.

LĠopera  del tutto in linea con lĠortodossia del tempo e, da sŽ sola, non mostra alcuna adesione a idee riformate, tanto che uno storico cattolico del tempo afferma che in questi anni Calvino si conformava in tutto alla confessione cattolica. Ma probabilmente si trattava ormai di un atteggiamento esteriore e di necessaria convivenza: in aprile Calvino era a Nerac, nella corte di Margherita dĠ Angouleme, luogo di ritrovo di intellettuali che, se non possono essere definiti luterani, erano anche distanti dallĠortodossia cattolica, poche settimane dopo and˜ a Noyon dove, il 4 maggio 1534, nel capitolo della cattedrale, rinunci˜ ai benefici ecclesiastici di cui godeva.

A questa circostanza  legato un oscuro episodio: un editto di Noyon del 26 maggio 1534 attesta che un ÒIean Cauvin dit MuditÓ fu arrestato per aver disturbato in chiesa la cerimonia della festa della Trinitˆ.

Il cognome Cauvin si riscontrava frequentemente nella provincia e il soprannome Mudit non appare mai associato con Giovanni Calvino che, anni dopo, nel 1545, scrisse di Òringraziare DioÓ di non essere mai stato in prigione: nŽ sarebbe stato sconveniente, per un riformatore, confessare di aver patito il carcere per la propria fede.

 

Da Nyon sarebbe andato a Parigi, per avere un incontro con un medico spagnolo, ÒlĠereticoÓ Michele Serveto, che tuttavia non si present˜; i due si incontreranno ventĠanni dopo, a Ginevra, in diverse e tragiche circostanze; da qui sarebbe andato ancora ad Orlans e a Poitiers.

 

Il 18 ottobre 1534 scoppi˜ in Francia lo scandalo dei placards (manifesti): in diversi luoghi della capitale, di altre cittˆ della Francia e persino nellĠanticamera della stanza da letto di Francesco I, nel castello di Amboise, furono affissi manifesti che denunciavano lĠeresia della messa cattolica: secondo Antoine Marcourt, ispiratore della clamorosa protesta,  una bestemmia e una profanazione ripetere il sacrificio di Cristo nella messa e pretendere che il suo corpo sia presente nellĠostia, perchŽ egli fu in realtˆ crocifisso storicamente una volta sola e ora siede in cielo alla destra di Dio, come afferma lĠautore alla lettera agli Ebrei.

 

La reazione delle istituzioni ecclesiastiche e dello stesso re fu violenta: mettere in discussione una tradizione ormai millenaria e radicata nelle coscienze, sembrava voler scalzare alle radici non solo tutta la confessione cattolica, i valori del sacerdozio e lĠautoritˆ papale, ma le basi dello Stato che anche su quelle tradizioni trae giustificazione e appoggio.

Nel gennaio 1535 il re e la corte invocarono il perdono divino con una penitente processione per le strade di Parigi, ma non trascurarono di accendere roghi e innalzare patiboli. In tutta la Francia furono decine le vittime della repressione e migliaia coloro che, giˆ critici o dubbiosi, scelsero il silenzio o lĠesilio. Fra questi ultimi fu Calvino che, preso il nome di Martinus Lucianus – anagramma di Caulinus – insieme con Louis du Tillet, passando per Strasburgo, prese la strada di Basilea.

 

Basilea era giˆ una cittˆ riformata in lingua tedesca, rifugio di numerosi evangelici o dissidenti religiosi di diversi paesi europei, da Celio Secondo Curione a Elei Couraud, da Guillame Farel a Pierre Viret, da Giovanni Ecolampadio a Pierre Caroli, da Claude de Farey a Pierre Touissant e a Erasmo, qui giunto nel maggio 1535 per morirvi lĠanno dopo.

Si dice che Calvino abbia revisionato la versione francese della Bibbia tradotta dallĠOlivetano, stampata a Neuchatel in quello stesso anno da Pierre de Vingle, il tipografo dei placards e che ne sia stato lĠautore della prefazione, dove non interpreta, secondo la tradizione del Vangelo, lĠAntico Testamento come prefazione al messaggio del Nuovo, ma Antico e Nuovo Testamento come unĠunica manifestazione della Parola di Dio, rimanendo Cristo il centro della rivelazione.

 

 

Gli ultimi anni di Calvino

 

La salute di Calvino cominci˜ a peggiorare a causa di continue emicranie, emorragie polmonari e infiammazioni intestinali.

A causa della gotta, doveva a volte essere trasportato sul pulpito, dal quale p#332971;ic˜ per lĠultima volta il 6 febbraio 1564.

 

Il 28 aprile salut˜ i pastori con il suo Discours dĠadieu aux ministres, dove ricord˜ i travagli della sua vita di Òpovero e timido studiosoÓ, spesa al servizio dellĠEvangelo, nella quale sub“ anche minacce ed insulti.

 

Mor“ la sera del 27 maggio 1564 e conformemente alla sua volontˆ, venne sepolto in una tomba anonima, in modo che le sue spoglie non potessero essere oggetto di culto, cosa che egli aveva sempre denunciato.

 

 

Conclusione

 

LĠanalisi seppure breve della vita di Calvino e al di lˆ di ci˜ che verrˆ analizzato ed anche criticato negli articoli successivi circa il TULIP1, non vuole togliere nulla al coraggio sicuramente mostrato da questo cristiano che ha lottato a motivo della fede che aveva nel Signore Ges Cristo, contro un sistema religioso che la faceva da padrone a quei tempi.

 

(1. continua)

 

Andrea Belli

(Assemblea diFontanellato, PR)

 

 

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1. Si tratta della frase-simbolo di donLorenzo Milani, il quale si riferiva allĠuso autoritario del potere, per mezzo del quale si pretendeva con arroganza ogni tipo di ubbidienza e non si permetteva quella crescita culturale che, a suo parere, avrebbe ÒsvezzatoÓ i poveri di fronte allĠubbidienza cieca verso qualsiasi ordine dallĠalto.