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Per una coerente applicazione
nelle Assemblee PRINCIPI DELLA CHIESA
NEOTESTAMENTARIA: f. La missione per eccellenza della Chiesa verso il mondo: levangelizzazione Lannuncio
dellEvangelo il servizio principale che la Chiesa chiamata a svolgere verso
il mondo. Questannuncio deve per tenere conto della situazione religiosa e
morale della societ in cui la Chiesa chiamata dal Signore ad operare. Limportanza
dellevangelizzazione 1. lecito classificare? Nel Vecchio Testamento tutto era
importante (Gs 1:7-8) e niente da trascurare, ma non tutto aveva pari
importanza (1Sa 15:22-23; Mi 6:6-8; 2Cr 30:17-21). Cristo stesso classifica i
comandamenti del Vecchio Testamento distinguendo i primi due per importanza (Mt
22:34-40) e individuando cose gravi,
meno gravi, anche se tutte da
non tralasciare (Mt 23:23). 2. Loccupazione centrale
della Chiesa verso il mondo. Dio ha sempre pensato alla salvezza delluomo (Ge
3:15; 12:3; De 33:3; Ru 2; 2Re 5:1 e segg.; 2Cr 6:32-33; Is 56:6-7), ma dopo
Pentecoste, anzich prevalere la preparazione dei campi da mietere e dei mietitori, prevale la mietitura stessa (Mt 9:36-38; Gv 4:34-38). Di conseguenza
Cristo, nel famoso passo conclusivo del Vangelo, lascia ai discepoli questo
compito: Ammaestrate tutti i popoli... insegnate tutte le cose (Mt 28:19-20). Non lo ha chiamato esplicitamente il
primo e il pi grave compito verso il mondo, ma che questo fosse il suo pensiero lo possiamo dedurre con certezza,
oltre che dal contesto, anche dal comportamento degli apostoli (libro degli
Atti; 2Co 11:24-28). Essi si affaticarono instancabilmente a prezzo di
privazioni di ogni sorta (e anche della loro vita) per annunciare il perdono di
Dio in Cristo e per fortificare la fede e la comunione fraterna dei divenuti figli
di Dio. Allora pi che adesso cerano
oppressioni, fame, malattie ed emarginazione, ma gli apostoli simmergono nel
loro compito di ambasciatori, per riconciliare luomo con Dio (2Co 5:20).
allinterno della Chiesa, non allesterno, che essi cercano di costruire una
societ senza fame, senza oppressioni o emarginazioni. Se siamo stati generati
dallo Spirito Santo di Dio, se ci siamo immersi nel Nuovo Testamento, e se lo
riteniamo normativo per noi stessi, non possiamo avere verso il mondo un
interesse principale diverso dallevangelizzazione. 3. Ci che stato fatto e ci
che resta da fare. Dal tempo di Abramo, fra
espansioni in qualit (Mos, Nuovo Testamento, Riforma, Risvegli) ed
espansioni in quantit (Israele in Egitto, dispersione di Israele,
Costantino) la conoscenza della Parola di Dio si allargata grandemente.
Infatti, la Scrittura pu essere letta in tutte le principali lingue e, in
quasi tutte le nazioni, cՏ un popolo (pi o meno numeroso) che serve il
Signore Ges, aspettandone il ritorno. Anche in Italia esiste una testimonianza
evangelica in quasi tutti i capoluoghi provinciali ed in molti comuni, anche se
la presenza dei credenti ancora poco numerosa. Nonostante lopera svolta dai
testimoni che ci hanno preceduto, il compito che resta da fare immenso. Guardando il mondo intorno a noi, ci accorgiamo
infatti che nel mondo protestante ci sono da difendere le posizioni acquisite
nel passato. NellAfrica nera ed in India urgente sfruttare fino in fondo la
libert di predicazione, prima che le popolazioni passino dal paganesimo in
disgregazione ad altre forme di pi difficile penetrazione (islamismo in primo
luogo). Dopo molti secoli, poi, il mondo cattolico (Italia, Spagna, Portogallo,
America Latina) stato costretto a dare libert di predicazione: guai a noi
se non dedichiamo ogni energia per
sfruttare fino in fondo lopportunit dataci! Lo scopo
dellevangelizzazione Giovanni Battista,
Cristo e gli apostoli portarono ai non credenti essenzialmente questo unico
messaggio: Ravvedetevi
(Mt 3:1-2; 4:17; At 2:37-38; 17:30). I modi di esporre il messaggio e
gli aspetti che vengono pi sottolineati variano in base agli ascoltatori: ai
Giudei vengono fatte continue citazioni bibliche (At 3:12-26; 13:13-41); ai
pagani vengono esposti i primissimi elementi della conoscenza di Dio (At
14:8-18); ai filosofi greci vengono citati i loro letterati ma, direttamente,
nessun passo biblico, anche se il messaggio strettamente scritturale (At
17:22-30). Gli apostoli, con la
predicazione, invitano tutti gli uomini a cambiare vita, volgendosi a Dio per
mezzo di Ges Cristo, sul quale si aveva il privilegio e il dovere di modellare
la propria vita (1P 2:21). Cristo veniva presentato
principalmente come risorto e vivente, ed operante efficacemente sia nel
salvare dal giudizio a venire, sia nellintercedere per i credenti (1Gv 2:1; Eb
7:23-25). Il Signore Ges veniva indicato come lunica via verso la piena
redenzione aperta a tutti gli uomini (A 4:12; Ef 1:14; At 10:43) e coinvolgente
tutte le cose (At 3:21). La predicazione del Vangelo, basata sulla Scrittura,
fatta mediante lo Spirito Santo (1P 1:12) che fortifica
colui che parla e convince chi ascolta (Gv 16:7-8). Priorit
dellannuncio verbale nellevangelizzazione facile rilevare che, nel Nuovo
Testamento, la trasmissione del Vangelo ha come strumento principale, quando
non esclusivo, le parole. Quando
Ges moltiplic i pani (Gv 6) la gente disse: Questi certo il profeta che
deve venire nel mondo e volevano
farlo re (vv. 14-15). Gli sviluppi successivi, per, dimostrano che il cuore di
quelle persone non era cambiato. La vera conversione, infatti, non ha luogo
quando si colpiti dai miracoli, ma quando le parole di Ges cessano di essere
parole dure, da non potersi ascoltare (v. 60) per divenire parole di vita eterna (v. 68). Nel sermone sul monte vediamo che
attraverso discorsi (Mt 7:28)
che Ges trasmette i suoi comandamenti. Anche lapostolo Paolo, che pure era
stato usato da Dio per molti miracoli (At 14:3; 19:11-12; 28:8-9) dava importanza
prioritaria allannuncio verbale della salvezza (At 14:1; 17:1-4, notare secondo la sua usanza; 18:11; ecc...) rendendosi ben conto che si diviene
credenti dopo aver udito la predicazione della Parola di Cristo (Ro 10:14-17).
Considerazioni simili si possono fare per lapostolo Pietro il quale speriment
pi volte (At 2:40-41; 10:44) che le parole pronunciate sotto la guida di Dio,
se rettamente ricevute, sono il veicolo attraverso il quale lo Spirito Santo
penetra nel cuore delluomo, facendolo passare da figlio dira (Ef 2:3) a figlio di Dio (Gv 1:12). Effetti
dellevangelizzazione sullindividuo
e sulla societ Al cristianesimo
mossa laccusa di essere scarsamente efficace sul piano pratico. In realt, nel
Nuovo Testamento vediamo che lazione di Dio investe tutti gli aspetti della
vita, anche quelli concreti. Lapostolo Paolo ci informa che fornicatori,
idolatri, adlteri, effemminati, sodomiti, ladri, avari, ubriachi,
oltraggiatori e rapinatori venivano trasformati a nuova vita mediante lo
Spirito del nostro Dio (1Co 6:9-11). Il rinnovamento non si ferma,
comunque, agli individui. La Chiesa infatti si presenta come una nuova societ
in cui, fin da ora, si vanno manifestando le caratteristiche del regno di Dio:
amore, giustizia, santit di vita, unit, uguaglianza, allegrezza, umilt (At
4:32-35; Filemone; Ef 5:22-9:6; Ro 12:9-21; Gm 5:1-8). Se poniamo laccento sul
fatto che tra la vita della Chiesa e quella nella pienezza del Regno di Dio cՏ
tanta differenza, dobbiamo porre pure laccento sul fatto che fra la Chiesa e
il mondo cՏ la stessa differenza, che passa fra la vita (pur se, a volte,
debole) e la morte. E se non vediamo differenza fra Chiesa e mondo, allora
significa che siamo stati accecati dallaccusatore della Chiesa (Ap 12:10),
oppure che chiamiamo Chiesa una
realt che Chiesa non pi. Dal Nuovo Testamento sappiamo che i primi
cristiani furono incisivi (At 17:6) ma non fecero pressioni politiche n
cambiarono al momento lintera societ.
A suo tempo, comunque, linfluenza del Vangelo si diffusa e diversi
atteggiamenti e princpi cristiani sono divenuti, in qualche misura, patrimonio
dellintera societ, arricchendola moralmente e materialmente. stato il cristianesimo (e prima ancora lebraismo) a
insegnare agli uomini che sono tutti fratelli, e che sono tutti uguali di
fronte alla legge (dal re al cittadino), che bene aiutare i deboli, che ogni
individuo ha un valore infinito, che tutti hanno diritto alla libert, che non
cՏ daver paura n di spiriti del bosco n di spiriti di morti.
E si potrebbe continuare ad elencare la ricchezza che la Scrittura ha
introdotto nel mondo. Tutte le societ povere materialmente e socialmente
scarseggiano anche di conoscenza della Scrittura e di santit di vita. Quello che cՏ di valido nei maggiori uomini di
cultura facile verificare che, direttamente o indirettamente, lo hanno preso
dalla Scrittura; purtroppo, ci hanno mescolato potenti veleni e, perci, il
tutto pu risultare micidiale, ma ci non toglie il merito alla Scrittura. Chi evangelizzare? Attitudine verso il mondo cattolico 1. Premessa. Essendo lItalia costituita dalla quasi totalit di
battezzati dal cattolicesimo, il nostro rapporto con esso costituisce la base
di ogni visione evangelistica. Purtroppo, non pi scontato il fatto che al
cattolicesimo non si pu attribuire la qualifica di Chiesa cristiana.
Infatti, si va diffondendo fra i credenti, specie nelle nazioni protestanti, la
concezione che il cattolicesimo una denominazione i cui componenti praticanti
vanno considerati fratelli in Cristo. Se accettassimo questa concezione
dovremmo concludere che lItalia stata gi evangelizzata. Perci la domanda: Chi
evangelizzare? divenuta molto
importante, insieme alla risposta che ad essa diamo. 2. Natura del cattolicesimo. Il cattolicesimo si pu definire come tutto il Vangelo
mescolato con tutto lopposto del Vangelo (fede con opere, Ges con la
Madonna, Cristo col Papa, Bibbia con tradizioni, ecc...). Pertanto, chi non ha vissuto il cattolicesimo dal di
dentro, guardando ad alcuni aspetti di esso, pu essere tratto in inganno,
soprattutto se ha unattitudine tollerante. Verso le mescolanze, invece, la Scrittura non
tollerante. Dei Farisei che avevano
mescolato la Scrittura con tradizione (Mt 15:1-14), Cristo dice che hanno
annullata la Parola di Dio (v. 6); che rendono a Dio un culto vano (v. 9).
Sulla possibilit di mescolare grazia con opere ai fini della
salvezza, lapostolo Paolo chiaro: Se per grazia non pi per opere,
altrimenti grazia non pi grazia
(Ro 11:6; vedere anche Ga 5:4). Luomo ha sempre cercato di
mascherare la sua idolatria con apparenze spirituali. Quando Aronne e il popolo di Israele fecero il vitello
doro, non per questo cessarono di usare un linguaggio e pratiche bibliche (Es
32:1-8). Al tempo di Ges, i Farisei pensavano di servire contemporaneamente
Dio e Mammona (Lu 16:13-14), ma Ges dice che ci non possibile (cio non
dice che non si deve, ma che
non si pu). Come per Mos, cos
anche per Cristo: la mescolanza non una cosa intermedia ma allo stesso
livello dellidolatria. Anzi, trattata pi duramente! Anche lapostolo Paolo
ribadisce che la mescolanza serve solo a mascherare lidolatria e che carne e Spirito,
calice del Signore e calice
dei demoni, Cristo e Beliar,
sono realt opposte che non possibile integrare (Ga 5:17; 1Co 10:20-22; 2Co
6:14-17; 11:13-15). Paradossalmente, le recenti
aperture cattoliche verso il protestantesimo ci impongono una
contrapposizione pi forte. Infatti la Scrittura ci comanda
di rifiutare ogni segno esteriore di comunione con coloro che si dichiarano
nostri fratelli e, al tempo stesso, sono idolatri o si conducono
disordinatamente (1Co 5:9-11; 2Gv 10-11; 2Te 3:6). 3. possibile che ci siano
credenti nel cattolicesimo? La Scrittura ci insegna che si
diviene credenti dopo essere stati convinti dallo Spirito Santo che siamo
perduti (Gv 16:7-8) e che cՏ salvezza gratuita in Cristo; dopo che abbiamo
chiesto a Dio ed ottenuto da lui la giustificazione, ladozione come figli e il
rinnovamento della nostra vita. Caparra e suggello della nuova nascita lo
Spirito Santo che prende dimora nelluomo e gli grida che divenuto figlio
amato di Dio (Ro 8:14-17; Ga 4:6). Pu un cattolico passare per queste esperienze
senza le quali non cՏ stata salvezza? Secondo la dottrina cattolica il
rito del battesimo praticato sul neonato produce nel suo intimo la nuova
nascita e lo fa dimora dello Spirito Santo. Come pu un cattolico chiedere
quel che pensa di avere gi? Secondo la dottrina cattolica ai
meriti di Cristo vanno aggiunti quelli personali, al fine di essere salvati (bisogna
meritare i meriti di Cristo). Il
cattolico, pertanto, pensa che fra lui e la salvezza cՏ un piccolo fossato (siamo
tutti figliuoli di Dio) ed tutto
concentrato a bene operare per
poterlo superare in tutto larco della propria esistenza. Pu lo Spirito Santo
convincere di perdizione e di salvezza gratuita in Cristo, senza demolire
questi irrinunciabili princpi cattolici? Secondo la dottrina cattolica, il
clero mediatore fra Dio e gli uomini. Da qui derivano diversi obblighi per un
cattolico; ne elenchiamo, per brevit, solo tre: 1. sottomettersi alla dottrina, fissata dalla
gerarchia, sul papa, sulla mariologia e santi, sulla preghiera per i morti
ecc...; 2. partecipare ai riti officiati dal clero, in quanto
principalmente, attraverso essi, Dio elargirebbe la sua grazia; 3. sottomettere, nella confessione, la propria
coscenza a quella del clero, per farsi indicare se ha peccato e a che
condizione Dio dovrebbe rimetterlo nella sua benevolenza. Lo Spirito che ci fa gridare Abba Padre e che attesta insieme al nostro Spirito che siamo
figli di Dio, lascer sussistere filtri, mediatori, paure e ogni altra barriera
che si frapponga tra il figliuol prodigo ravveduto e il Padre amoroso ed amato? Un discorso particolare va fatto per i cattolici
neocatecumenali e per quelli carismatici, (cio per quei gruppi di cattolici
costituitisi allinterno delle parrocchie), che si riuniscono dando molto
spazio alla Scrittura commentata da tutti, che parlano di conversione a Cristo,
di necessit di ricevere lo Spirito Santo e che, quindi, vengono da alcuni
considerati credenti. Se si
indaga un po pi a fondo, per, e si va dietro le parole, ci si accorge
facilmente che, purtroppo, cՏ la solita apparenza e solita mescolanza.
Infatti, per loro convertirsi a Cristo unesperienza continua che dura tutta una vita e ricevere lo
Spirito Santo non altro che uno
sviluppo del battesimo da neonati, del quale hanno una visione strettamente
cattolica. E non potrebbe essere diversamente, dato che le loro
attivit sono sotto stretto controllo dei sacerdoti cattolici, i quali vigilano
su tutto landamento degli incontri, consentendo piena libert purch si
rimanga dentro la dottrina e lorganizzazione cattolica che, come abbiamo
visto, ha dei princpi che sbarrano lentrata nel Regno di Dio, non consentendo
lingresso n ai laici n tanto meno al clero (Mt 23:13). Altre riflessioni,
comunque, mitigano le considerazioni fatte fin qui. Infatti, possedendo i
cattolici la Scrittura ed essendosi aperti allinfluenza protestante (un
cattolico, per esempio, non pi scomunicato se ascolta trasmissioni
evangeliche), possibile che in quellambito possa esserci qualche credente. Questo anche perch il
cattolicesimo divenuto tollerante e non tende pi ad espellere i laici
eretici, ma tende ad ammetterli nel proprio ambiente, tentando una
neutralizzazione mediante abbraccio. In ogni caso, i veri credenti che vivono
nellambito cattolico sono estremamente rari ed il fenomeno diviene pressoch
impossibile nellambito del clero, preposto ad insegnare e difendere dottrine e
pratiche cos perverse. 4. possibile essere veri
credenti e veri cattolici? Per divenire credenti, sentirsi e
vivere da figli di Dio (come abbiamo visto) necessario infrangere molti dogmi
e pratiche cattoliche. Chi nega anche un solo dogma o rifiuta anche una sola
pratica ritenuta basilare (battesimo dei neonati o messa, per esempio) non pi
considerato un vero cattolico. Lincompatibilit fra il partecipare alla
messa ed il dichiararsi rigenerato dallo Spirito per mezzo della Parola diviene chiara, se si esaminano alcune frasi che in
essa vengono pronunciate e che un credente non pu dire o approvare, n in
privato, e n tanto meno in pubblico: Confesso... che ho molto
peccato... E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi
fratelli, di pregare per me, per me, il Signore Dio nostro. Pregate, fratelli, perch
il mio e il vostro sacrificio sia gradito a Dio. (Questo sacrificio) Noi te
lo offriamo ANZITUTTO per la tua Chiesa santa e cattolica perch tu le dia pace
e la protegga, la raccolga nellunit e la governi su tutta la terra, con il
tuo servo, il nostro Papa.... Veneriamo anzitutto la
gloriosa e sempre vergine Maria... e tutti i santi; per i loro meriti e le loro
preghiere donaci sempre aiuto e protezione. Salvaci dalla dannazione
eterna e accoglici nel gregge degli eletti. Ricordati... di tutti i
defunti che si affidano alla tua clemenza. La beata Maria... e tutti i
santi, nostri intercessori presso di te. Pastore eterno, tu non
abbandoni il tuo gregge... ma lo conduci attraverso i tempi, sotto la guida di
coloro che tu stesso hai eletto vicari del tuo Figliuolo. Queste considerazioni ci portano
a concludere che impossibile essere veri credenti e veri cattolici. 5. Attitudine verso eventuali
nati di nuovo che si trovano nellambito cattolico. Verso una persona che, pur
essendo nata di nuovo, continua a vivere nellambito cattolico, abbiamo
lobbligo di mostrare urgentemente la grande contraddizione e il grave
pericolo in cui vive (1Co 10:20-22).
E per incoraggiarla ad uscire dal compromesso, se non dallipocrisia, dobbiamo
rinunciare a quelle azioni consentite dalla libert cristiana, ma non dalla
debolezza del nostro fratello (assistere ad un matrimonio dentro una chiesa
cattolica o partecipare a incontri comuni con i cattolici). Come abbiamo gi
visto, dobbiamo tenere presente la saggezza della Scrittura: Ogni cosa
lecita, ma non ogni cosa edifica
(1Co 10:23-33); ed anche: bene... non far nulla che possa essere
occasione di caduta al fratello (Ro
14:13-23). Naturalmente, se una persona dice
di essere rigenerata da Dio e abitata
da Dio per lo Spirito ed
insensibile ai richiami della Scrittura, dobbiamo mettere in dubbio le sue
affermazioni (1Gv 1:6; 2:3-6) e ripararci da lei, applicando la gi vista
disciplina che la Parola di Dio comanda verso chi si dichiara fratello senza esserlo (1Co 5:9-12; 2Gv 10-11; 2Te 3:6). In conclusione, possiamo solo
provvisoriamente considerare credente una persona che vive nellambito
cattolico: ma presto la contraddizione deve essere risolta. 6. Conclusioni sul
cattolicesimo. Certamente dobbiamo essere riconoscenti
a Dio per le aperture che il
cattolicesimo ha avute e dobbiamo incoraggiare ogni passo nella giusta
direzione, ma possiamo cessare unattitudine di evangelizzazione verso di esso,
solo quando saranno stati accettati i quattro inseparabili princpi
neotestamentari, risottolineati dalla Riforma (sola grazia, sola fede, sola
Scrittura, tutti sacerdoti). Qualcuno ha detto che la
gerarchia cattolica non potr mai arrivare ad accettarli, perch altrimenti
distruggerebbe s stessa. Anche Lutero, Zwingli e Muntzer facevano parte del
clero, eppure distrussero s stessi per trovare s stessi in Cristo (Mt 10:39).
Perci dobbiamo avere speranza e farci ogni cosa a tutti (1Co 9:22), ma non possiamo muoverci dalle indicazioni
fissateci da Dio nemmeno per un momento, affinch la verit del Vangelo
rimanga salda fra i credenti (Ga
2:5). Attitudine
verso gli
ambienti protestanti 1. Premessa. Su 100 protestanti italiani
grossomodo 50 sono pentecostali (Assemblee di Dio, ecc...), 25 sono della
Federazione (Valdesi, Metodisti, Battisti dellUCEBI, ecc...), 14 Fratelli e
gli altri 11 sono di gruppi vari (Indipendenti, Battisti dellAEBI, Chiesa di
Cristo, ecc...). evidente quindi che la nostra
attitudine va precisata soprattutto verso larea pentecostale e quella
federata. 2. Area pentecostale. rappresentata soprattutto (80%)
dalle Assemblee di Dio in Italia (ADI)
e, pertanto, si far riferimento ad esse. I rapporti fra le Assemblee
di Dio e gli altri ambienti
fondamentalisti variano molto nelle diverse nazioni, oscillando fra
laccettazione di un minimo di collaborazione (per esempio nelle Alleanze
Evangeliche) e una separazione netta. Non qui il luogo per trattare
esaurientemente la questione, ma necessario chiarire alcuni punti: Non battezzando i neonati ma
solo coloro che hanno fatto professione di fede, credendo nellinerranza di
tutta la Scrittura e predicando la nuova nascita non cՏ da fare opera di evangelizzazione. Le ADI hanno una concezione
errata sul battesimo dello Spirito Santo, che getta gravi ombre anche sulla
biblicit delle dottrine relative alla nuova nascita ed al battesimo dacqua;
ammettono la possibilit di perdere la salvezza e hanno spesso una attitudine
di proselitismo nei nostri confronti. Pertanto, necessaria molta
prudenza nei rapporti reciproci, specie se coinvolgono credenti ancora
bambini. Occorre, inoltre, un insegnamento ed una pratica della Scrittura
approfonditi ed equilibrati, in modo da prevenire sbandamenti di tipo, pi in
generale, carismatico. In ogni caso non va mai
dimenticata lattitudine che la Scrittura ci ordina di avere verso coloro che
ci possibile riconoscere come fratelli in Cristo. 3. Area federata (F.C.E.I.) Il peso numerico maggiore (circa
70%) e ancor pi linfluenza dottrinale e pratica, sono dati dalle Chiese
valdesi e metodiste le quali, assumendo la denominazione ufficiale di Chiesa
Valdese, hanno chiarito fin dalla unificazione (1975) il ruolo centrale di
questultima. Fin dagli inizi dellattuale diffusione delle comunit
evangeliche in Italia, si dimostr impraticabile una piena collaborazione sia
con i valdesi (causa il pedobattismo) che con le Chiese condotte da Gavazzi e
confluite poi nel metodismo (causa leccessivo impegno politico). A partire da
quel momento (1870) si sono, purtroppo, aggiunti molti gravi motivi di
separazione. Infatti nella Chiesa valdese si tollerano, quando non si
incoraggiano, diversi errori dottrinali, arrivando a pubblicare sul settimanale
La Luce1 (che il
loro organo di collegamento interno e di presentazione allesterno)
affermazioni che possono essere considerate vere e proprie dottrine di demoni,
di cui diamo qui di seguito alcuni esempi. Maria non era vergine prima di
partorire Ges, che pertanto figlio di Giuseppe, negando di fatto la sua
divinit. Linferno non esiste. Cristo non risuscitato
fisicamente, ma il mettere in pratica la predicazione di Ges
resurrezione. Gli omosessuali praticanti
possono essere accolti nella Chiesa. La Bibbia non lunica e
totale Parola di Dio, ma bens una testimonianza della fede di quel tempo e,
quindi, con errori e condizionamenti storici che impediscono di farne la
norma della vita dei credenti e delle Chiese. Questa la pi grave deviazione
e da essa derivano tutte le altre. Detto questo, diventano fatti
marginali lordinazione a pastore di una donna o linsinuazione che ben
cinque lettere dellapostolo Paolo (Colossesi, Efesini, 1 e 2 Timoteo e Tito)
non siano in realt sue. Naturalmente, non tutti i
valdo-metodisti accettano tutte le suddette deviazioni, ma tutti le tollerano
accettando, nella Santa Cena, di dividere il pane dellincorruttibile e Santo
Ges con coloro che cercano di distruggerne la venuta nel seno della vergine,
lopera di salvezza dal giudizio e la gloriosa ascesa al cielo. Pertanto, la condizione della
Chiesa valdese simile a quella delle 10 trib di Israele al tempo di Elia:
cerano s 7.000 credenti, ma erano nascosti da coloro che avevano deviato e
che conducevano il regno (1Re 17-19). Non esagerato, perci,
affermare che necessario che si elevi nel mezzo dei valdo-metodisti una voce
profetica che li richiami al ravvedimento e, siccome questa voce non sembra
sorgere dallinterno, abbiamo il debito di pregare per loro e ammonirli,
ricordandoci anche di quei valdesi del passato che hanno dato un contributo
significativo per lavanzamento dellEvangelo in Italia. 4. Altre denominazioni. Non questa la circostanza per
esaminare individualmente tutte le denominazioni, ma le considerazioni fatte
sono sufficienti per orientarsi nella maggior parte degli altri casi. Con chi
evangelizzare? Nel Nuovo Testamento
levangelizzazione non consisteva solo nellannunciare la via della salvezza,
ma lopera veniva proseguita almeno fino alla costituzione di anziani che rispondessero alle qualifiche
descritte in 1Timoteo 3 e Tito 1. Data la complessit dellopera da compiere,
la collaborazione pu essere stabile e proficua solo se esiste una piena
concordanza sui princpi della Chiesa neotestamentaria. Naturalmente, se lobiettivo
pi ridotto, rispetto a quello di formare comunit mature, la convergenza pu
essere proporzionalmente inferiore. Cos, per esempio, nel caso dei Gedeoni
(nuclei di credenti di varia denominazione che si prefiggono di mettere delle
Bibbie negli alberghi, negli ospedali e in altri luoghi pubblici) non
necessaria una stessa visione sul governo della Chiesa. Altri casi di collaborazione
limitata possono essere costituiti da altre forme di servizio che, se
direttamente inquadrate, possono essere di giovamento sia a chi le compie che
allopera di Dio, ma senza mai perdere di vista la fedelt alla propria
identit scaturita da unattenta
applicazione dei principi neotestamentari. 1. La Luce era il titolo del settimanale delle chiese federate al tempo in cui stato redatto questo documento (1984). Da alcuni anni al settimanale stato dato il titolo di Riforma. In questi anni la situazione di deviazione dottrinale ed etica rispetto agli insegnamenti della Parola di Dio non cambiata, anzi si purtroppo accentuata. Testo preparato per lincontro Anziani 1984, a cura di fratelli delle Assemblee di Anghiari, Citt di Castello e Perugia |