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Donare
al Signore DECIMA O LIBERA OFFERTA? Quanto dobbiamo donare al Signore? Una parte corrispondente ad un
decimo delle nostre entrate, come prescritto dalla legge di Mos per il popolo
di Israele, oppure una parte liberamente scelta da noi in comunione con il
Signore? sicuramente bello quando ci si interroga davanti a Dio, mossi dal
desiderio di compiere scelte che lo onorino e che corrispondano a quanto egli
desidera da noi. Ciao
Paolo, ti
scrivo per farti una domanda sulla decima. Cosa ne pensi? una cosa attuale
per noi, era solo per l'Antico Testamento, per i cristiani vale ancora oppure
c' solo una libera offerta? Con
quali passi si pu giustificare la decima nel nostro tempo? Lettera firmata Carissimo, provo
a rispondere alle tue domande. Ovviamente quelle che ti esprimer in breve sono
le convinzioni che ho maturato leggendo la Scrittura. Infatti non potrei
esserti di alcun aiuto se, invece di confrontarmi seriamente con quanto insegna
la Parola di Dio, ti esponessi le mie opinioni personali. Come considerare oggi le esigenze della Legge? Parto
con una premessa.
vero che il cristiano vive sotto la Grazia e non sotto la Legge, ma questa
nuova realt fa s che per lui le esigenze della Legge siano ancora pi
radicate e profonde,
perch scritte ora nel cuore e guidate, nella loro applicazione, dalla presenza
dello Spirito Santo nella sua vita. Escluse ovviamente quelle esigenze che le
Scritture del Nuovo Testamento si presentano come definitivamente superate per
la rivelazione della Grazia. In
base al principio delle esigenze esteriore che diventano interiori per la
presenza e lopera dello Spirito Santo nella vita del credente, Paolo, quando
scrive ai Corinzi (capp. 8 e 9 della seconda lettera) per dare istruzioni
relativamente al donare, non fa mai riferimento alla decima.
chiaro che questo silenzio di Paolo particolarmente significativo. Infatti in
questo modo comprendiamo che non era certo la decima il suo punto di partenza o
di riferimento nel suo incoraggiare i credenti della chiesa di Corinto a
donare. Piuttosto
egli aveva due punti di riferimento che hanno valore anche per noi oggi: 1. l'entit
dei bisogni di chi aveva necessit di ricevere un dono, ivi inclusa anche
lurgenza determinata da situazioni particolari che richiedeva un intervento
immediato e tempestivo; 2. la
disposizione del cuore del donatore, fondamentale perch il dono fosse frutto
dellamore e non frutto di una costrizione emotiva. Principi da tener presenti Ma,
nell'ordine, vediamo alcuni principi fondamentali che lapostolo Paolo indica,
che hanno certamente valore anche per noi oggi e che potranno dare una risposta
alle tue domande: 1.
Dobbiamo prima di tutto avere sempre davanti a noi l'esempio della grazia
del nostro
Signore Ges Cristo il quale, essendo ricco, si fatto povero (8:9). Questesempio ci
incoraggia a vivere la disponibilit a fare dono di noi stessi (8:5b). 2. A
nessuno chiesto, per dare sollievo ad altri, di cadere lui nel
bisogno
(8:13).
Siamo
cio chiamati a contribuire alla soluzione di situazioni di particolare
necessit, non ad invertire le parti. 3.
Vi un principio di uguaglianza (8:13-14) da tenere presente. In base a
questo principio evidente che chi pi ha chiamato a donare di pi. Questo
principio ovviamente non d alcun diritto, a coloro che hanno meno, di vivere
un atteggiamento esigente di dipendenza (peggio ancora: di pretesa) dagli
altri. 4. Vi
ricompensa nel donare: chi semina scarsamente mieter altres scarsamente e
chi semina abbondantemente mieter altres abbondantemente (9:6). Sarebbe per un
grave inganno se noi donassimo incoraggiati dalla prospettiva di ricevere pi
di quanto abbiamo donato. La mietitura promessa alla nostra semina
non ha
necessariamente consistenza economica, ma piuttosto spirituale: rendimento
di grazie a Dio... abbondanza di ringraziamenti... glorificare
Dio...comunione... preghiera (9:11-14) 5.
Lammontare del nostro dono deve essere frutto di una delibera del
cuore
(9:7): una decisione che deve essere presa con gioia perch il Signore ama
un donatore gioioso (9:7),
che consideri il suo dono non come una perdita ma come un guadagno. 6.
Chi dona deve avere la convinzione che il Signore ad avergli fornito i
mezzi per donare
(...arricchiti in ogni cosa, potrete esercitare una larga generosit..., 9:11). Altre indicazioni In
base agli stessi principi, Paolo aveva dato istruzioni sempre ai Corinzi nella
prima lettera (cap. 16). Infatti anche qui esorta a: 1. Decidere
il proprio dono ogni primo giorno della settimana (v. 2). Non una forzatura
associare quindi lofferta allincontro di lode ed adorazione dei credenti
della domenica mattina. Questa associazione avvalorata anche dallinvito a
non improvvisare, ma a pensare bene e a mettere da parte a casa quanto donare. 2. Donare
in proporzione alle proprie possibilit: secondo la prosperit concessa dal Signore a
ciascuno. Conclusione In
base a questi principi posso ora rispondere alle tue domande: I
cristiani oggi non sono soggetti alla decima, ma la loro offerta deve
essere libera.
Trovo impossibile biblicamente giustificare oggi una esortazione a donare la
decima.
Il cristiano non deve donare in base ad una percentuale delle proprie entrate,
ma in base al bisogno che gli si presenta davanti ed in base al principio di
uguaglianza, facendo tutto sempre non per forza, ma con gioia, ricordando che vi
pi gioia nel dare che nel ricevere (At 20:35). Paolo Moretti |