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Una ricorrenza con un chiaro
messaggio IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO Il quarto
gioved di novembre, tutti gli anni, viene celebrato negli Stati Uniti
dAmerica il Thanksgiving Day, con lo scopo ancora oggi dichiarato di rendere
grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni. Una nazione, che si
ferma un giorno intero per ringraziare Dio della sua grazia e della sua
misericordia nei confronti del popolo che la forma, un esempio che impone
anche a noi una riflessione, ovviamente se vissuto non nella formalit di una
celebrazione tradizionale, ma nella sincerit di cuori realmente riconoscenti a
Dio. Come una
terra promessa Io e mia moglie Franca da molti
anni ci rechiamo negli Stati Uniti e ci sentiamo sempre pi legati a questo
Paese. Ringraziamo il Signore perch in questa terra che egli ha benedetto e
continua a benedire sotto tutti i punti di vista nostro figlio Simone. Gli Stati Uniti sono un
immenso Paese che si estende
dallAtlantico al Pacifico; una terra benedetta da Dio nella quale si trova,
per dirla con le Scritture, latte e miele. Dopo la scoperta di Cristoforo
Colombo, in poco meno di un secolo il Nuovo Mondo si present alle nazioni
europee (Spagna, Portogallo, Francia ed Inghilterra) come una specie di Terra
promessa, dovera possibile
cercare e trovare materie prime preziose o fondare colonie in cui vivere e
prosperare senza timore delloppressione politica e dellintolleranza
religiosa. I colonizzatori europei,
soprattutto Inglesi, si stabilirono fra il 1600 ed il 1700 nelle regioni della
costa atlantica creandovi una fiorente vita economica e sociale. Da questi inizi, nel giro di due
secoli questo Paese diventato uno dei maggiori protagonisti della vita e
della storia mondiale. Nel 1783 i coloni inglesi,
liberatisi dalla madre patria, fondarono i primi 13 Stati e si resero
finalmente liberi di governarsi come ritenevano giusto, prendendo gradatamente
posto fra le nazioni del mondo. Nel 1789 George Washington fu eletto come primo presidente della neonata nazione
(gli Stati Uniti dAmerica). Dopo la vittoriosa rivoluzione
contro la Gram Bretagna, migliaia di avventurieri, di gente di ogni ceto si
spinse verso il lontano Ovest (il Far West), fino alla California ed alle coste
delloceano Pacifico, per occupare le immense praterie comprese fra il bacino
del Mississipp e le Montagne Rocciose. Un inizio
difficile Tornando un passo
indietro, utile ricordare, come raccontano con abile penna gli autori
statunitensi del libro Storia degli Stati Uniti, che, quando nellaprile 1607, i primi esploratori
inglesi si avvicinarono con i loro vascelli alla baia di Chesapeake, non fu
possibile approdare perch infuriava in cielo e sul mare una terribile
tempesta. Ma, quando il cielo finalmente si
schiar, quegli uomini, tormentati dal vento e dalla stanchezza, disposti a
sfidare la morte in una viaggio cos lungo e rischioso, guardarono stupefatti
ed incantati la terra che si estendeva davanti ai loro occhi. Fu come se si
fosse aperto il coperchio di un forziere: era una terra bellissima! Quella
terra immensa, inabitata e inesplorata era l, molto pi a nord di dove, oltre
un secolo prima, quel cocciuto navigatore italiano era approdato, convinto di
essere sbarcato nelle Indie. A comandare quei vascelli vi
erano i capitano Christian Newport e John Smith, questultimo diventato famoso
per essere stato il primo europeo a posare il piede sul suolo nordamericano,
commentando: Bei prati, alberi straordinariamente grandi, acque talmente
fresche da restarne quasi incantati. Gli uomini al comando di Newport
esplorarono il territorio vicino alla costa, scoprendo fragole quattro
volte pi grandi e migliori delle nostre in Inghilterra ed anche un villaggio di indigeni che pacificamente
offrirono loro pane e tabacco. Quella terra di sarebbe chiamata Virginia, ma non avrebbe serbato solo gioie: alcuni indigeni,
indisposti ad accettare la presenza dei nuovi arrivati, li attaccarono. Le
malattie cominciarono a diffondersi, crudeli morbi, quali gonfiori,
emorragie, febbri brucianti. qui che nascono ed a caro
prezzo gli Stati Uniti dAmerica! I coloni inglesi solo con il
tempo seppero adattarsi alle nuove condizioni territoriali e climatiche. Il
terreno molto fertile offriva di tutto, soprattutto grano a volont, oltre a
due nuovi prodotti: il mais e le patate. E in pi: selvaggina abbondante, acque
ricchissime, enormi laghi e fiumi che solcavano un terreno ricco di rame, di
ferro, di carbone. Inoltre la costa orientale offriva un numero notevole di
insenature, di baie, di approdi. In poco tempo si formarono
tredici colonie, distinte luna dallaltra, ognuna con una propria
organizzazione ed un proprio governo. Da questo seme si form la struttura
federativa che avrebbe portato allindipendenza dalla Gran Bretagna ed alla
nascita degli Stati Uniti. Ma solo verso il 1890 le
frontiere fra colonia e colonia, fra Stato e Stato, sarebbe completamente
scomparse e si sarebbe conclusa unepopea fatta di eroismo, ma anche purtroppo
di soprusi e di sangue. Vale forse la pena di ricordare
che anche gli Spagnoli, dal Centro e dal Sudamerica si erano spinti nel
Nordamerica, alla ricerca di oro, ma incredibilmente senza riuscire a trovare
nulla di interessante. Solo una piccola colonia si stabil per alcuni anni in
Florida. Le tappe di
un crescente sviluppo Il 13 maggio 1607 nacque cos la
prima colonia britannica in terra americana. Un gruppo di soli uomini fond Jamestown con un fortino, un centro di culto, uno spazio libero
e qualche capanna (fu questo il piccolo embrione dellimmenso Paese che oggi
conosciamo). Lo sviluppo di tutta la colonia fu favorito dalla coltivazione del
tabacco, ma dodici anni dopo la popolazione dellintera Virginia era ancora di
soli duemila abitanti. Fu cos che venne deciso di far arrivare
dallInghilterra una nave con novanta ragazze, destinate a diventare le mogli
di quanti avevano potuto pagare loro le spese di viaggio. L11 dicembre 1620, in fuga dalla
persecuzioni della chiesa anglicana, approd pi a nord una congregazione di
calvinisti inglesi (i cosiddetti Padri pellegrini), in quella regione che sarebbe poi diventata il
Massachussetts. Lo sviluppo di questa colonia non fu facile: met degli uomini
morirono di scorbuto durante linverno e lapproccio con gli indigeni fu
tuttaltro che pacifico. Ma col tempo crebbe dando vita a
nuove colonie e di conseguenza a nuovi Stati. Quasi tutte le colonie che si
andavano via via formando condividevano gli stessi valori: la lingua predominante era linglese, era diffusa la
tolleranza religiosa e civile, attraverso i valori fondamentali della libert
di espressione, di culto, di riunione e di stampa e ci si sentiva sempre meno
inglesi e sempre pi americani. Le fusione fra le varie etnie
(inglesi, tedeschi, francesi, olandesi, svedesi...) si spos con uno spiccato
spirito di iniziativa individuale e di intraprendenza, percepito come libert
primaria della persona, e con il rifiuto di qualsiasi forma di monopolio.
Questo individualismo non provoc alcuna forma di disgregazione sociale, perch
i coloni rimasero saldamente uniti da un elemento unificante: la certezza di
condividere uno speciale destino in una terra vergine e ricca che offriva loro
infine opportunit. Ha ben scritto il giornalista e
scrittore Giovanni De Sio Cesari: Quel grandioso fenomeno che
fu la formazione degli Stati Uniti dAmerica, ha dato vita alla nazione che
diventata la pi ricca, la pi potente del mondo, che ha dato una patria,
prosperit e dignit a immense folle di poveri e di miseri provenienti
dallEuropa (e tanti dallItalia) e da tutto il mondo. I tanti che
attraversarono loceano non lo fecero certo perch erano dei rassegnati, ma
perch avevano un sogno: riuscire, scacciare la miseria, dare un avvenire ai
proprio figli e per questo erano disposti ad affrontare qualunque pericolo e
qualunque sacrificio. il sogno americano, il valore americano per
eccellenza: riuscire, riuscire ad ogni costo. Il West il segno, lemblema
di questo sogno: per questo esso stato tanto caro non solo agli Americani, ma
in genere a tutti coloro che hanno il sogno di una vita migliore a qualunque
razza e popolo appartengano. Un uomo
straordinario Si arriva cos ai
primi anni del XIX secolo. In una sperduta capanna di tronchi – una sola
stanza con pavimento in terra battuta – presso Hodgenville nel Kentucky
il 12 febbraio 1809 nacque un bambino. Avrebbe avuto uninfanzia difficile. I
suoi genitori erano modesti pionieri: il colono quacchero Thomas e sua moglie
Nancy Hanks che, negli ultimi quattro anni della sua vita, si impegn ad
insegnare a leggere e a scrivere al suo figlioletto utilizzando la Bibbia. A
dieci anni il bambino si ritrov orfano di madre e a undici gi impegnato nel
lavoro di boscaiolo per aiutare il padre. Poi avrebbe fatto altri mestieri.
conducente di barche, commesso in una drogheria, impiegato alle poste,
continuando nel contempo gli studi come autodidatta. Riusc a completare gli
studi giuridici, divenendo avvocato, poi senatore ed infine 16 presidente
degli Stati Uniti dAmerica dal 4 marzo 1861 fino al 1865. Questuomo era Abramo Lincoln. La sua intera vita fu
condizionata dalla lettura della Bibbia. Fu il presidente che abol la
schiavit da tutto il territorio degli Stati Uniti, proclamando dal 1 gennaio
1863 lemancipazione immediata in tutti gli Stati, che fu poi resa formalmente
effettiva il 18 dicembre 1865 dal tredicesimo emendamento della Costituzione. Fu rieletto presidente, ma cinque
giorni dopo la sua rielezione, la sera del 14 aprile 1865, fu assassinato da un
fanatico sicuramente contrariato dalla sua difesa dalla gente di colore. Il bisogno
di ringraziare! Lincoln ancora oggi ricordato
come una delle pi luminose figure nella storia degli Stati Uniti. Nel periodo pi difficile della
sua presidenza, mentre era in corso la guerra di secessione provocata dagli
Stati del sud contro quelli del nord, egli sent la necessit di
istituzionalizzare il Thanksgiving Day (il Giorno del Ringraziamento gi istituito dai Padri pellegrini), fissandone in
modo definitivo la celebrazione nel quarto gioved del mese di novembre. Egli accompagn questo suo atto
con queste parole: Siamo stati i beneficiari
delle pi eccellenti benedizioni del Cielo, siamo stati preservati in tutti
questi ultimi anni, godendo della pace e della prosperit; siamo aumentati in
numero, in ricchezza ed in potenza pi di ogni altra nazione. Ma abbiamo dimenticato Dio. Abbiamo dimenticato la mano
piena di grazia che ci ha guardati in pace, ci ha arricchiti e fortificati, ed
abbiamo orgogliosamente immaginato, nellinganno dei nostri cuori, che tutte
queste benedizioni provenissero da qualche merito derivante da noi stessi. Intossicati da un successo
senza incrinature, siamo diventati troppo presuntuosi per sentire la necessit
della Grazia che riscatta e che protegge, troppo orgogliosi per pregare lIddio
che ci ha creati. Mi sembrato opportuno e
convenevole che Dio sia solennemente riconosciuto, con riverenza e
riconoscenza, e questo con un solo cuore ed una sola voce, da parte di tutto il
popolo americano. Invito dunque con insistenza i
miei concittadini di tutte le regioni degli Stati Uniti, come quelli che sono
in mare e quelli che soggiornano allestero, a mettere a parte ed a rispettare
lultimo gioved di novembre, come un giorno di azioni di grazie e di lode al
nostro buon Padre che abita nei cieli. Sono parole straordinarie e
ricche di significato. Ancora oggi un giorno che i cittadini degli Stati
Uniti sentono profondamente e che coinvolge tutti. Nelle chiese evangeliche un
giorno d festa che viene ricordato con azioni di grazie e di lode al Padre, perch
nessuno dimentichi Dio e le eccellenti benedizioni che ha loro concesso come
nazione. Ho un ricordo vivo ancora nel mio
cuore, anche se sono trascorsi moltissimi anni da quella sera. Quando lassemblea di Perugia si
riuniva ancora in via Benincasa nel centro storico della citt, al termine del
nostro incontro di studio biblico che cadeva allora e cade ancora oggi proprio
di gioved, mi trovai a fare un tratto di strada in via dei Priori insieme al
fratello Jim Lines (oggi residente a Rimini) ed a sua moglie Franca. Jim mi
disse: Stasera dobbiamo incontrare dei nostri amici americani per
festeggiare insieme il Giorno del Ringraziamento. Eravamo nel mese di novembre. Allora non conoscevo il
significato di questa ricorrenza, ma lepisodio rimasto sempre nella mia
mente. Un esempio
da imitare Non sarebbe bello, come credenti, avere anche noi
in Italia uno speciale giorno di ringraziamento? Le persone della mia et e quelle ancora pi anziane
ricorderanno sicuramente come alla fine della seconda guerra mondiale lItalia
era povera, distrutta, ridotta alla rovina e alla fame, completamente a terra.
Io avevo allora cinque o sei anni: per avere un pezzo di pane bisognava
possedere la tessera e fare poi una lunga fila davanti al forno. Furono anni
difficili. Mi tornano in mente due testi biblici: Lascer in mezzo a te un popolo umile e povero,
che confider nel nome del Signore (So
3:12). Gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi
orecchi sono attenti alle loro supplicazioni; ma la faccia del Signore contro
quelli che fanno il male (1P 3:12). Per la Grazia di Dio lItalia pian piano si risollev,
noi siamo stati beneficiari delle pi eccellenti benedizioni di Dio. Ma... lo
abbiamo ringraziato?!? Non potremmo trasformare ogni fine anno, il momento del
passaggio dal vecchio al nuovo, in uno speciale momento di ringraziamento, in
un nostro Thanksgiving Day? Un giorno di azioni di grazie, di lode, di
ringraziamento per le benedizioni che il nostro Dio Onnipotente ci ha concesso
in tutti gli anni, godendo della pace e della prosperit, della libert di
culto, di stampa, di riunione. lui che, anno dopo anno, ci arricchisce e ci
fortifica e noi siamo chiamati a confidare nella sua mano piena di Grazia e di
Verit e a non dimenticare mai questa straordinaria realt! Che Dio possa inculcare anche in noi questo profondo
desiderio! Benedici, anima mia, il Signore, e NON
DIMENTICARE alcuno dei suoi benefici (Sl 103:2). APPENDICE Breve storia
del Thanksgiving Day Gran parte degli
storici moderni associa la prima Festa del Ringraziamento ai Padri Fondatori, quando a Plymouth nel
Massachussets nellanno 1623, gli abitanti di quella colonia, dopo il duro
lavoro degli inizi per dissodare e rendere coltivabile il terreno, ebbero nel
mese di novembre un abbondante raccolto di mais, orzo, fagioli e zucche. Il governatore della colonia, William
Bradford, indisse un giorno di ringraziamento a Dio per labbondanza da lui
ricevuta e per celebrare il successo di quel primo raccolto: Tutti voi, pellegrini, con le
vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi nella Casa delle Assemblee sulla
collina...per ascoltare il pastore e rendere grazie a Dio Onnipotente per tutte
le sue benedizioni. Nel men di quel primo
Ringraziamento ci furono delle pietanze che divennero poi tradizionali per le
feste: in particolare il tacchino e la zucca. Negli anni seguenti i coloni
continuarono a celebrare il raccolto annuale con una Festa del Ringraziamento. Poi il 29 giugno 1676 il
governatore della contea di Charleston, sempre in Massachussets, eman un
proclama con il quale indisse uno speciale Giorno del Ringraziamento per la
buona sorte di cui godeva la comunit.
Negli anni successivi poi la Festa si estese a tutto il Paese, anche se i primi
tredici Stati non la celebravano contemporaneamente. Proclamata lindipendenza, il
Congresso stabil stabil un Giorno del Ringraziamento da celebrare ogni anno. Nei primi trentanni di storia
degli Stati Uniti, in occasione della ricorrenza, furono pronunciati solenni
discorsi dai vari presidenti. Il 3 ottobre 1789 a New York fu George
Washington, il primo presidente, a
suggerire la data del 26 novembre con un solenne discorso: Poich il dovere di tutte le nazioni riconoscere
la provvidenza di Dio Onnipotente e ubbidire alla sua volont, essere grati per
i suoi benefici ed implorare umilmente la sua protezione ed il suo favore, e
poich entrambe le Camere del Parlamento mi hanno chiesto una giornata di
pubblico ringraziamento e preghiera, riconoscendo con i cuori grati e molti
favori di Dio Onnipotente, di quel grande e glorioso Essere che lAutore
benefico di tutto il bene che stato, che e che sar. Vi invito tutti ad unirci per rendere a lui i
nostri grazie sinceri ed umili, per la sua gentile premura e protezione del
popolo di questo Paese prima ancora che diventasse una Nazione... Che possiamo unirci nelloffrire umilmente le
nostre preghiere e suppliche al grande Signore e Regnante delle Nazioni ed
implorarlo di perdonare le nostre trasgressioni. Il secondo presidente, John Adams, anche lui eman un analogo decreto nel 1798
accompagnandolo con queste parole: Dato che la sicurezza e la prosperit delle
Nazioni dipendono in ultima analisi ed essenzialmente dalla protezione e dalla
benedizioni di Dio Onnipotente, e dato che il riconoscimento nazionale di
questa verit non solo un dovere indispensabile che il popolo deve a lui, ma
un dovere per la promozione della moralit e della devozione, raccomando che
mercoled 9 maggio sia osservato, in tutti gli Stati Uniti, come giornata di solenne
umiliazione, digiuno e preghiera... riconoscendo davanti a Dio i molteplici
peccati e le trasgressioni di cui siamo accusabili come singoli e come Nazione,
implorando allo stesso tempo, per la sua infinita grazia, e per la mediazione
del Redentore del mondo, di perdonare tutti i nostri peccati e di inculcarci,
tramite il suo Santo Spirito, un sincero pentimento ed una conversione reale
che ci dia motivo di sperare ancora nel suo favore e nella sua benedizione
celeste. E infine raccomando che in
questo giorno lumiliazione e la preghiera siano accompagnati da fervidi
ringraziamenti al Datore di ogni dono... Il terzo presidente, Thomas Jefferson, non fece alcun particolare proclama. Mentre il quarto presidente, James Madison, il 16 novembre 1814 nel 38 anno dellIndipendenza,
su richiesta delle due Camere del Congresso, invit tutto il popolo, dati i
tempi di calamit causati dalla Guerra dIndipendenza con lInghilterra, ad
osservare un giorno di umiliazione pubblica, di digiuno e di preghiera a Dio
Onnipotente per la sicurezza ed il benessere di tutti gli Stati. Il solenne proclama invitava anche a dedicare la
giornata del 12 gennaio successivo ad incontri, nelle rispettive assemblee di
culto, in cui offrire volontariamente la loro adorazione a Dio, invocare il
ripristino di una situazione di pace e confessare i peccati attraverso un
percorso di sincero pentimento. Per circa mezzo secolo, fra il 1815 ed il 1862, non vi
fu pi alcuna proclamazione nazionale del Thanksgiving Day. Fu, come abbiamo gi ricordato nella pagine
precedente, il 16 presidente, Abramo Lincoln, a ripristinare la festa e ad assegnarle nel
calendario il quarto gioved del mese di novembre. Lincoln era convinto, fra le
altre cose, che proclamare ufficialmente in tutti gli Stati ed osservare uno
speciale Giorno di Ringraziamento
avrebbe unito il Paese e lo avrebbe riappacificato, durante il difficile
periodo della Guerra di Secessione. Listituzione
definitiva della Festa Diversi anni dopo il presidente
Roosevelt, nel 1939, anticip la celebrazione di una settimana per motivi
economici e nel 1941 il Congresso degli Stati Uniti stabil in modo
definitivo che il quarto gioved di novembre sarebbe stato, da allora in poi,
giorno di festa nazionale proclamata ogni anno dal presidente in carica. Anche oggi il Giorno del Ringraziamento cade il quarto gioved di novembre, ogni anno
ovviamente in un giorno diverso. Questo giorno costituisce un prezioso momento di
condivisione e di solidariet, durante il quale i membri di una famiglia, anche
se vivono distanti fra di loro, si riuniscono in casa di qualche vecchio
parente per ringraziare Dio per le sue infinite benedizioni. In questo spirito
di solidariet vi sono organizzazioni
assistenziali che offrono un pasto tradizionale alle persone che si trovano nel
bisogno, in modo particolare ai senzatetto. Nella maggior parte delle case si
mangia lo stesso cibo che, secondo la tradizione, avrebbero mangiato i primi
coloni e che ha portato al formarsi di un men tradizionale: tacchino, mais,
patate, zucche e salsa di mirtilli. Nel 1988 a New York, durante il Thanksgiving Day, si riunirono pi di quattrocento persone, fra le
quali vi erano molti nativi americani in rappresentanza delle trib di tutta la
nazione e degli antenati che erano emigrati dallEuropa nel Nuovo Mondo. Questa
unione di etnie diverse e soprattutto la presenza degli indiani costitu un
pubblico riconoscimento del loro ruolo. Infatti senza il loro aiuto sarebbe
stato impossibile per i primi coloni vivere in quella terra sconosciuta. Oggi tutti i cittadini degli Stati Uniti, in patria ed
allestero, sentono molto questa festa. La gente si riversa con gioia per le
strade dando vita alle caratteristiche parate. Se qualcuno volesse unirsi a questa festa, o per
nostalgia o per condivisione, pu prepararsi a casa un men a tema, con
tacchino, salsa di mirtilli, patate e mais. Non sar certo come essere in
America, ma aiuter a sentirla pi vicina. Ma soprattutto unirsi a questa festa significa
ricordarne lobbiettivo: ringraziare Dio per i suoi doni. Allora: Happy Thanksgiving Days a tutti i credenti
e che Dio ci benedica!. Nicola Marozzelli (Assemblea di Perugia, via Pellas) |