Per tutti arriva il 2 novembre!

 

 

COMMEMORAZIONI

 

La cronaca del mese di novembre inizia ogni anno, in ogni paese e in ogni citt, con lunghe code davanti ai cimiteri. Visitando le tombe si intende ricordare le persone care che ci hanno lasciato ed onorare la loro memoria. Ma un pensiero si evita volentieri: quello che riguarda la propria morte ed il proprio destino al di l... senza rendersi conto che, senza la presenza di Cristo nella propria vita, si gi morti moralmente e spiritualmente, prima ancora di esserlo anche fisicamente.

 

 

Una tragica realt spesso affrontata con ironia

 

Ogni anno il calendario ci ripropone delle ricorrenze che vengono celebrate (per motivi differenti) con gioia o con tristezza. Fra quelle che vengono celebrate con gioia citeremo senzaltro il 25 e il 31 dicembre, il 6 gennaio, nonch la Pasqua. Naturalmente non possiamo citare le festivit locali perch variano da regione a regione e spesse volte si tratta di festivit riguardanti soltanto delle singole citt.

 

Tornando invece alle ricorrenze celebrate a carattere nazionale, ce nՏ una in particolare (forse la sola) che viene ricordata generalmente con solennit e con tanta tristezza, quella del 2 novembre, la commemorazione dei defunti, ed facile capire perch viene ricordata con tanta mestizia.

Questa particolare commemorazione – come tutte le altre – ha un suo preciso rituale che – in questo caso – incentrato particolarmente nellandare al cimitero per visitare una persona cara, deporre dei fiori (costosi) sulla tomba ed eventualmente nellassistere a un rito religioso sperando che il caro estinto ne tragga qualche beneficio. Ma da quello che la Bibbia afferma, dopo la morte si pu solo raccogliere il frutto della propria seminagione, quindi nessuno pu cambiare, modificare o migliorare il proprio stato dinanzi a Dio, neanche con delle accorate suppliche (vedi Lu 16:19-31).

 

Naturalmente sulla commemorazione dei defunti stato detto e scritto tanto, e non solo in chiave estremamente seria (questo mi sembra ovvio) ma anche in chiave tragi-comica. Infatti per sdrammatizzare questo sofferto evento della vita umana, cՏ chi ha ironizzato, come George Bernard Shaw (noto drammaturgo irlandese) che disse:

Certo che le statistiche sulla morte sono realmente impressionanti: una persona su una muore.

 

Altri, come Tot, hanno descritto la morte come qualcosa che annulla le distanze e livella le persone annullando gli strati sociali. Tot descrisse questo suo pensiero in maniera mirabile nella sua famosa poesia: A Livella nella quale cos immaginava una lite fra due defunti, il nobile e borioso Marchese Signore di Rovigo e di Belluno, e il povero Gennaro Esposito Netturbino:

A morte o ssaje chedՏ?... una livella. Nu rre, nu magistrato, nu grandommo trasenno stu canciello ha fatto punto cha perzo tutto, a vita e pure o nomme: tu nun the fatto ancora chistu cunto? Perci, stamme a ssent nun fa o restivo, suppuorteme vicino – che te mporta? Sti pagliacciate e ffanno sulo e vive: nuje simmo serie appartenimmo a morte!. 1

 

Naturalmente anche la scuola ha affrontato largomento riguardante la morte. Ce ne offre uno spaccato il divertentissimo libro scritto nel 1990 da Marcello DOrta: Io speriamo che me la cavo nel quale raccoglie una sessantina di temi scritti da ragazzi delle scuole elementari di Arzano (NA).

In uno di questi temi – del quale trascrivo un paragrafo – un bambino racconta Una visita al Camposanto scrivendo:

Prima di partire per Puceriale [il grande cimitero di Poggioreale, Napoli] ridevo sempre, a casa giocavo. Ma era il giorno dei morti, e mio padre mi aveva detto che io dovevo essere triste, perch era il giorno dei morti, e allora io lho fatto contento e sono diventato triste.

 

Il tema di un altro ragazzo citato nel suddetto libro e che tocca indirettamente largomento defunti lo trascrivo per intero – errori e inesattezze bibliche incluse – per la sua emblematica conclusione. Il titolo del tema : Quale, fra le tante parabole di Ges, preferisci?:

 

Io preferisco la fine del mondo, perch non ho paura, in quanto che sar gi morto da un secolo. Dio separer le capre dai pastori, uno a destra e uno a sinistra, a centro quelli che andranno in Purgatorio. Saranno pi di mille miliardi, pi dei cinesi, fra capre, pastori e mucche. Ma Dio avr tre porte. Una grandissima (che lInferno), una media (che il Purgatorio) e una strettissima (che il Paradiso). Poi Dio dir: Fate silenzio tutti! e poi li divider. A uno qua a un altro l. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di qua, ma Dio lo vede. Le capre diranno che non hanno fatto niente di male, ma mentiscono. Il mondo scoppier, le stelle scoppieranno, il cielo scoppier, Arzano si far in mille pezzi. Il sindaco di Arzano e lassessore andranno in mezzo alle capre. Ci sar una confusione terribile, Marte scoppier, le anime andranno e torneranno dalla terra per prendere il corpo, il sindaco di Arzano e lassessore andranno in mezzo alle capre. I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del purgatorio un po ridono e un po piangono. I bambini del Limbo diventeranno farfalle. Io speriamo che me la cavo

 

Spero che non sia sfuggito il comportamento del primo ragazzino che, per accontentare il padre ed essendo con lui al cimitero, diventato triste adeguandosi cos a un cerimoniale non scritto ma dato per scontato, cio che al cimitero bisogna avere una maschera di tristezza.

Il secondo ragazzino, invece, nel suo tema descrive una situazione che non lo vede realmente coinvolto (come il primo) e con la sua teorica, ma prudente e furbesca conclusione, lascia emergere un atteggiamento classico: quello cio di giudicare e condannare le persone antipatiche o di malaffare (come il sindaco di Arzano e lassessore) e – dallaltro lato – essere pronto a salvare le persone care o almeno simpatiche.

 

Nello stesso tempo, lastuta e prudente conclusione espressa nel tema del secondo ragazzino: (Io speriamo che me la cavo), fa emergere anche un certo disagio comune a tutti quelli che avvertono in s stessi che dopo la morte cՏ qualcosa, ma sono tormentati perch non sanno (o non vogliono sapere) cosՏ quel qualcosa e non sanno come affrontare quel qualcosa, e allora vivono in una sorta di speranzoso e logorante tormento evidenziato molto bene dalle parole di questo arguto ragazzino: io speriamo che me la cavo finch non giunge il proprio personale 2 Novembre!

 

 

Luomo morto e... muore!

 

Ma Dio non vuole che viviamo in una sorta di speranzoso, inutile e logorante tormento, quindi ci parla chiaramente ricordandoci innanzitutto che:

 

stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio (Eb 9:27).

 

Poi il Signore Dio ci ricorda che la morte – praticamente celebrata il 2 Novembre – una conseguenza della nostra disubbidienza a lui. Infatti Dio aveva dato un chiaro comandamento alluomo quando gli disse:

Mangia pure liberamente del frutto dogni albero del giardino; ma del frutto dellalbero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perch, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai (Ge 2:16-17).

E luomo morto; ce lo ricorda anche lapostolo Paolo che cos scriveva nella sua lettera ai Romani:

Siccome per mezzo di un solo uomo il peccato entrato nel mondo, per mezzo del peccato entrata la morte, e in questo modo la morte passata su tutti gli uomini, perch tutti hanno peccato (Ro 5:12).

Questa tragica realt, cio che la morte passa su tutti gli uomini – senza guardare in faccia nessuno – ce la ricordano anche i numerosi cimiteri che traboccano di defunti, e non solo nelle grandi citt.

 

Ma lessere umano non muore solo fisicamente, bens anche moralmente. Questo tipo di morte sotto gli occhi di tutti e possiamo quasi toccarla con mano ogni qualvolta la cronaca nera – a volte con dovizia di particolari – entra nelle nostre case (tramite la TV, la radio o i giornali) per descriverci ingiustizie pi o meno gravi, o per parlarci di omicidi, di furti e di rapine, di violenze su donne, su bambini, su persone indifese, o quando ci fa vedere gente che muore di fame, gente che viene massacrata in guerre o in atti terroristici, ecc. Il decadimento morale dellessere umano somiglia sempre pi a un tetro abisso senza fondo, ecco perch lo definisco: morte morale.

 

Ma quello che ancora pi grave che luomo morto soprattutto spiritualmente, e questa la morte peggiore per lessere umano, perch le sue ripercussioni su ogni singolo individuo sono eterne, senza tempo.

Naturalmente anche questo tipo di morte ha la sua origine nella caduta delluomo nel peccato. Infatti da quando Adamo ed Eva disubbidirono a Dio, furono scacciati dalla presenza di Dio, perci vennero separati da lui:

Il Signore Iddio mand via luomo dal giardino dEden Cos egli [Dio] scacci luomo dal giardino dEden (Ge 3: 23, 24).

Ma luomo non pu vivere lontano da Dio, e questo concetto lo espresse molto bene Agostino dIppona quando scrisse:

Nel cuore delluomo cՏ un vuoto, e questo vuoto ha la forma di Dio Tu [Dio] ci hai creati per te, e il cuor nostro inquieto finch non trova il suo riposo in te (da Le Confessioni).

Da quando Dio ha dovuto scacciare luomo dallEden, gli esseri umani sono: morti [spiritualmente] nelle loro colpe e nei loro peccati (Ef 2:1). Da allora gli uomini sono privi [privati] della gloria di Dio (Ro 3:23).

 

 

Come sar il mio personale 2 novembre?

 

A questo punto per dobbligo porsi qualche domanda: qual il futuro dei defunti?

Come sar il mio personale 2 Novembre?

La Bibbia risponde in maniera inequivocabile a queste domande, e il nostro futuro 2 Novembre dipende dalla nostra scelta personale:

 

1. Il futuro dei defunti non credenti.

terribile cadere nelle mani del Dio vivente (Eb 10:31).

Chi non crede [in Ges] gi giudicato, perch non ha creduto nel nome dellunigenito Figlio di Dio (Gv 3:18).

Chi rifiuta di credere al Figlio [di Dio] non vedr la vita, ma lira di Dio rimane su di lui (Gv 3:36).

Se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco [inferno] (Ap 20:15), e nellinferno...

Saranno tormentati [insieme al Diavolo] giorno e notte, nei secoli dei secoli (Ap 20:10).

 

2. Il futuro dei defunti credenti in Cristo.

Esso meraviglioso perch la morte spirituale (ossia leterna separazione da Dio) per loro non esiste pi, perch da Cristo Ges hanno ricevuto la vita eterna, sono passati dalla morte alla vita.

Infatti Ges disse:

In verit, in verit vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna [paradiso] e non viene in giudizio, ma passato dalla morte alla vita (Gv 5:24).

Chi crede in lui [Ges] non giudicato (Gv 3:18).

Chi crede nel Figlio [Ges] ha vita eterna (Gv 3:36), stato salvato sia per il tempo presente che per leternit!!!

Di fronte alle lacrime di Marta (che piangeva la morte di suo fratello Lazzaro), Ges dichiar:

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr; e chiunque vive e crede in me, non morir mai (Gv 11:25, 26).

 

Sin dal momento della morte fisica il credente va col Signore, infatti Ges al criminale pentito che stava morendo su una croce a fianco a Lui, gli disse:

In verit io ti dico che oggi tu sarai con me in paradiso (Lu. 23:43).

Ges non gli disse che non avrebbe pi sofferto, infatti quel criminale convertito a Cristo mor fra atroci spasmi, ma le sofferenze del tempo presente non sono assolutamente paragonabili alla gloria che sar manifestata a nostro riguardo (Ro 8:18).

Il criminale che era crocifisso a fianco di Ges, gli apostoli, i martiri cristiani e milioni di milioni di cristiani di ogni epoca, hanno affrontato indicibili sofferenze e anche la morte senza timore, perch sapevano dove andavano e cosa li attendeva.

E tu?

Sai qual il tuo futuro dopo il tuo personale 2 Novembre?

O vuoi comportarti come quel tizio che, leggendo queste parole su una lapide in un cimitero: Fermati, o straniero che passi. Come tu sei, io sono stato. Come sono ora, presto lo sarai anche tu. Preparati a seguirmi, cos replic: Di seguirti non ho lintenzione finch non so la tua destinazione?!

Ora, allo scritto su di una lapide, si pu rispondere in maniera pi o meno arguta e andarsene con unalzata di spalle pensando di avere cos risolto il proprio spinoso problema.

In un tema si pu scrivere io speriamo che me la cavo e intanto attendere il proprio personale 2 Novembre vivendo in una sorta di speranzoso, illusorio e logorante tormento. Oppure si pu attendere il proprio 2 Novembre ponendo la propria fede in Ges che disse:

In verit, in verit vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna e non viene in giudizio, ma passato dalla morte alla vita (Gv 5:24).

 

Una cosa comunque certa: il Signore Dio nella sua Parola ci parla con estrema chiarezza ci ammonisce in questi termini:

 

Non vi ingannate; non ci si pu beffare di Dio; poich quello che luomo avr seminato, quello pure mieter. Quindi chi semina per la sua carne, mieter corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieter dallo Spirito vita eterna (Ga 6:7, 8).


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1. Traduzione poesia di Totò: “A Livella”:
“La morte sai cos’è?... è una livella. Un Re, un magistrato, un grande uomo entrando attraverso questo cancello
[del cimitero] si è reso conto che ha perso tutto, la vita e pure il nome: tu ancora non ti sei reso conto di questo? Perciò, stammi a sentire… non fare il restio, sopportami vicino [vicino di tomba] – che te ne importa? [che io sono netturbino e tu di sangue blu] Queste pagliacciate [la differenza di classe] le fanno solo i vivi: noi siamo seri… apparteniamo alla morte!”.

 

 

Franco Liotti

(Assemblea di Colle val dElsa, SI)