|
Gloria
Non ha mai camminato, non ha mai visto, non ha mai udito... Privata delle fondamentali capacità sensoriali e motorie, ha vissuto in modo totalmente dipendente dai suoi genitori nel breve arco dei suoi cinque anni e tre mesi di passaggio su questa terra. Eppure, per uno di quei miracoli straordinari che solo la grazia di Dio può produrre e che si realizzano nella vita di coloro che, convinti dalla fede, si lasciano da essa pervadere e, di conseguenza, vivono la sofferenza come una scuola da frequentare quotidianamente, Gloria ha fatto camminare. E non sto pensando al movimento fisico dei suoi cari, sempre pronti ad accudirla, curarla, sostenerla, proteggerla. Penso piuttosto al cammino che ha fatto percorrere non solo a loro ma anche a quanti lhanno conosciuta: un cammino spesso condito di lacrime, ma un cammino che ha prodotto nuove emozioni, nuove responsabilità, nuovi impegni. Una delle cose che mi addolorano di più, pensando a Gloria - disse il padre qualche anno fa ad una cara sorella - è che non potrà mai frequentare un Campo biblico come ho potuto fare io da ragazzo!. Quella frase ha reso concreto e reale un cammino di servizio, trasformando in azione sensibilità ed attenzioni già presenti in tanti cuori nei confronti dei diversabili. Si è così organizzato un Campo-Convegno per loro e per i loro familiari. È stata questa fragile bambina lo strumento che, utilizzato dalla mano di Dio, ha fatto partire e poi camminare lorganizzazione dei Convegni ACCAnto (vedi terza pagina di copertina). Gloria non vedeva, ma ha fatto vedere: la vista del suo corpo debole e diverso ha aperto tanti occhi: soprattutto, anche se esistono solo metaforicamente, gli occhi del cuore! Il coraggio dei suoi genitori che lhanno portata dovunque (e comunque!) ha permesso a tanti di conoscerla e di essere guidati a vedere la sofferenza e la debolezza come una forza, ma anche a vedere e a vivere sensibilità nuove. Lattenzione verso gli altri, la comprensione dei loro bisogni, il desiderio di essere di aiuto, lamore concreto che si trasforma in solidarietà e in servizio: sono tutti valori che si vedono e si realizzano, stando Hnto a bambine come Gloria ma anche permettendo e desiderando che esse stiano Hnto a noi. Gloria non sentiva, ma ci ha fatto sentire. Chi ha orecchie da udire oda: questa disponibilità allascolto, evocata da Gesù, si manifesta spesso soprattutto in situazioni di disagio e di sofferenza. Ci sono infatti messaggi che non si vuole avere il tempo e la disponibilità di ascoltare in situazioni normali. Da Gloria non abbiamo ricevuto nuovi messaggi, ma abbiamo sentito a nuovo le promesse di Dio: la sua misericordia, la sua presenza Hnto, le sue consolazioni, la sua forza, la sua gloria. Adattando alcune note parole di Gesù, possiamo affermare che né Gloria peccò né i suoi genitori; ma la sua vita è stata così, affinché le opere di Dio fossero manifestate in lei (Gv 9:3). La vita di Gloria - come quella di tanti come lei - non è stata certo il segno di un giudizio di Dio, ma piuttosto lo strumento attraverso il quale egli si è compiaciuto di far camminare, di far vedere, di far sentire. Come sappiamo la gloria è una realtà che può essere attribuita soltanto a Dio, essendo quella degli uomini ingiustificata ed effimera. Scorrendo le pagine della Bibbia, comprendiamo che questa gloria è linsieme delle perfezioni di Dio la cui vista è insostenibile per luomo imperfetto e peccatore. Pensando a questo, qualcuno potrebbe forse dire che Gloria era un nome inadatto per un bambina che limpietoso linguaggio popolare giudicava imperfetta e disgraziata. Invece era piuttosto un nome profetico, per chi con il cuore riempito dalla grazia, ha visto in lei manifestarsi le opere di Dio, cioè il frutto di quelle Perfezioni che, soprattutto nella sofferenza e nella debolezza, trasformano i suoi figli nella sua stessa immagine di gloria in gloria (2Co 3:18). Paolo Moretti |