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Le distorsioni del cattolicesimo CLERICALISMO E BIBBIA La ricostituzione di una
casta sacerdotale allinterno della chiesa cattolica compie di fatto una
divisione allinterno del popolo di Dio. In questo modo non soltanto si
snatura la realt della Chiesa nella quale Dio vuole che tutti siano uniti
nella libert del ministero sacerdotale che prerogativa di tutti i credenti,
ma si discredita anche il valore eterno del sacrificio di Cristo che in qualit
di Sommo Sacerdote divino ha offerto s stesso una volta per sempre. Sacerdozio e anzianato, ma non clericalismo Il concetto di sacerdozio legato non solo allAntico
Testamento ma permea, in modo profondo, tutto linsegnamento neotestamentario
anche se, in questo caso, non si parla mai di un sacerdozio come casta. Il sacerdozio dunque non affatto estraneo al cristianesimo.
Il clericalismo invece decisamente s,
dove, con questo termine, intendiamo identificare una casta di persone
religiose investite di una autorit e di poteri particolari, distinta dalla
massa dei fedeli. La chiesa romana il classico esempio di chiesa clericale che ha fatto suo un concetto di sacerdozio estraneo
al Nuovo Testamento. La questione del sacerdozio coinvolge in primo luogo la natura
stessa della chiesa. Che cosa la Chiesa? Che cosa aveva in mente Ges quando la istitu? Nel celeberrimo colloquio avuto con i discepoli nei dintorni di
Cesarea Ges disse a Pietro: Su questa pietra edificher la mia chiesa (Mt 16: 18). La pietra non pu essere identificata in
altri se non nella persona di Cristo stesso e nella rivelazione che Pietro
aveva appena ricevuto dal Padre sulla vera natura di Ges quale Figlio
del Dio vivente(vv. 16-17). Tale rivelazione dunque il fondamento che ogni membro della
chiesa ha e che lo porta a conoscere Cristo non semplicemente come personaggio
storico, cio secondo la carne (2Co 5:16). ma attraverso una relazione
personale. Per ciascuno lessere chiesa implica la presenza di questa comunione
irrinunciabile. Ges per non fornisce nessuna indicazione sul come doveva
essere strutturata la sua Chiesa. Nel libro degli Atti e nelle epistole incontriamo le figure
degli anziani (presbiteri) preposti alla conduzione delle chiese, ma mai
leggiamo dellanzianato come di una istituzione creata per la chiesa, piuttosto
lanzianato appare come un elemento di continuit con lautorit laica dellAntico Testamento. Gli anziani erano gi
presenti nel popolo dIsraele quando questo era ancora schiavo in Egitto (Es
3:18-4:19). Questo
lascia presupporre che la durissima schiavit egiziana non avesse impedito una
certa organizzazione sociale del popolo basata sul riconoscimento degli anziani
quali guardiani della vita comunitaria. Pi
tardi in tutta la storia del popolo, come anche nel periodo post-esilico, gli anziani
appaiono come consiglieri a cui il popolo si rivolge nel sinedrio o nei
tribunali o alle porte della citt (Gs 20:4; 2Sa 3:7; Gr 21:9; Ed 5:5-9; Mt
5:22; Lu 7:3). La
Chiesa si presenta come avente un carattere laico e in nessun modo si presenta
come continuit con la casta sacerdotale dellAntico Testamento. Anche i
vocaboli che la riguardano sono presi
dalla cultura e dalla lingua greca e non ebraica. Il
termine stesso Chiesa (greco: ekklesia)
origina dal concetto di democrazia greca dove lekklesia, per fare un parallelo con la nostra realt, era una
sorta di consiglio comunale allargato a molti cittadini dove si affrontavano
problemi politici e amministrativi di una citt. Nulla che potesse essere
ricondotto a questioni religiose. Le
chiese erano condotte da presbiteri
parola greca che significa letteralmente anziani, il termine evoca saggezza, esperienza di vita, una
persona dalla quale possiamo ricevere un consiglio o un ammaestramento. Anche
il termine vescovo (1Ti 3:1) dal greco episcopo che significa sorvegliante, indica il lavoro dei responsabili nei cantieri
edili o anche il compito di chi doveva sorvegliare sulla rotta delle navi
mercantili. I due
termini nel Nuovo Testamento sono usati per indicare lo stesso ufficio nella chiesa. Anche
qui nessun riferimento al sacro e men che meno al sacerdozio. Lo
stesso modo di radunarsi nella chiesa del tutto simile a quello della
sinagoga giudaica; ne abbiamo un
bellesempio in Luca 4: 16-22 quando Ges entrato nella sinagoga di Nazaret si
alz semplicemente per leggere un brano della Scrittura. La
sinagoga era un luogo di raduno e non aveva nulla a che vedere con il tempio
dove cerano i sacerdoti, laltare, dove si consumavano i sacrifici per il
peccato, il luogo santo e santissimo ecc. Con Cristo cessa il bisogno di una casta
sacerdotale! Il bisogno di una casta sacerdotale venuto meno dal momento che Cristo crocifisso e risorto detiene
il ruolo di Sommo Sacerdote in eterno (Eb 5:6). Sicuramente per chiarire la sua posizione nei riguardi della
legge Ges, di fronte ai sospettosissimi Giudei, dice: Non pensate che io
sia venuto per abolire la legge e i profeti, io non sono venuto per abolire ma
per portare a compimento (Mt 5:17). Ges dunque ha compiuto e portato a compimento un qualcosa che non
poteva avere compiutezza in se stesso in quanto prefigurazione della realt. La
parte rituale della legge si svolgeva nel Tempio dove si insegnava che il
peccato doveva essere punito con la morte, una morte vicaria in quanto a morire
era una vittima innocente e non il colpevole. Tutti i sacrifici descritti nel Levitico avevano questo
messaggio ma non potevano portare nulla a compimento, infatti dovevano essere
ripetuti continuamente dai sacerdoti (Eb 10:1). Cristo dopo aver rispettato perfettamente la legge si d alla
croce come ultimo vero sacrificio per il peccato. Il Golgota dunque lultimo altare. Gli altari del tabernacolo del tempio erano solo
delle prefigurazioni che avevano lo scopo di indicare Cristo quale termine(traguardo
finale) della legge (Ro 10:4). unicamente per la fede in Ges che otteniamo
una perfetta e completa salvezza (Ro 5:21-26). Dunque le prescrizioni sacrificali del Levitico non interessano
pi la Chiesa? Possiamo buttarle dietro le spalle e dimenticarle? Certamente no! Sono ancora oggetto del nostro studio e della
nostra meditazione. Come quando siamo malati la semplice assunzione di una medicina
pu ristabilirci in salute, cos per la fede in Ges siamo salvati e
ristabiliti davanti a Dio, ma come per il farmaco difficile capire la
complessit chimica che lo costituisce e come questa possa interagire con il
nostro organismo e procurare guarigione, cos cercando di penetrare il senso di
quei rituali cos complessi possiamo avere unidea della perfezione assoluta
della santit di Dio (Es 39:30) come pure della profondit del peccato
delluomo cos radicato e intriso in tutta la sua natura (Sl 51:55). meraviglioso pensare
come il Dio tre volte santo abbia potuto in Cristo riabbracciare un uomo sporco
di peccato (Sl 56:6). Tutti i credenti sono
sacerdoti! Credo che non sia mai sufficiente lapprezzamento che dovremmo
nutrire verso la bellezza e la libert del culto cristiano. La chiesa locale non si riunisce per cercare il perdono e la salvezza, n per cercare il
favore di Dio, ma si riunisce, o
dovrebbe riunirsi, avendo ciascuno membro un paniere carico di argomenti di
lode e adorazione (1Co 14:16): per ricordare il sacrificio del Signor Ges (1Co 11:24)
mediante il quale il peccato e la morte sono stati sconfitti, per partecipare alla edificazione reciproca (1Co 14:26), per ricevere la rivelazione della volont di Dio (At 13:2), per vivere la comunione e la condivisione delle ricchezze di
Cristo (1Co 10: 16-17). chiaro che per tutte queste cose la presenza di una casta
clericale che funge da mediatrice quanto di pi estraneo possiamo immaginare,
ma tutti i credenti indipendentemente dal sesso dallet sono sacerdoti. LApostolo Pietro nella sua prima epistola indica le funzioni di questa chiesa formata da tutti sacerdoti (1P
2:4-9): 1. edificare una casa spirituale, 2.
esercitare un sacerdozio santo offrendo sacrifici spirituali, 3.
proclamare le virt di Dio. In cosa
consistono questi sacrifici spirituali? Paolo
ci esorta a presentare i nostri corpi in sacrificio vivente ossia il sacrificio della nostra volont sottomessa
a quella del Signore (Ro 12:1). Paolo
si riferisce alla liberalit mostrata
nei suoi confronti a sostegno del suo ministerio: liberalit che un
sacrificio accetto e gradito a Dio (Fl 4:18).
Lautore della lettera agli Ebrei esorta a non dimenticare la beneficenza verso chi si trova nel bisogno perch di tali
sacrifici che Dio si compiace (Eb 13:11). Lo
stesso autore parla di un sacrificio della lode: il frutto di labbra che confessano il suo nome (Eb
13:15). Nella
chiesa viviamo la realt del compimento dellopera di Cristo, realt che pu
rimanere tale solo se nella chiesa vi sono persone non soltanto sono veramente
convertite, ma anche veramente consacrate e che vivono continuamente la
tensione della fedelt alla Parola. Il clericalismo: una trasformazione
progressiva Come si
passati dalla chiesa biblica ad una chiesa clericale a struttura gerarchica
come quella romana? Certamente
non dalloggi al domani ma progressivamente lasciando spazi liberi
allambizione umana. Gi nel II-III secolo si parla di vescovi riconosciuti
come autorit non solo nella chiesa ma anche nel campo civile e politico. Dal
termine presbitero che significa anziano deriva la parola prete che sinonimo di sacerdote. Il vescovo, termine che significa sorvegliante diventa unautorit gerarchicamente superiore a
quella del prete, la chiesa apre la porta ai non credenti e la distinzione fra
credenti e non credenti diventa sempre pi blanda e confusa, si guarda alla
chiesa come un mezzo per ottenere prestigio e il potere. Le realt dello spirito vengono ritualizzate fino a diventare
sacramenti gestiti dallautorit
clericale. La cena del Signore da
ricordo diventa ripetizione del sacrificio di Ges, di conseguenza la
tavola del Signore diventa altare dove si
consuma il sacrificio e naturalmente dietro laltare cՏ il sacerdote che offre
il sacrificio. Si cos venuta a riprodurre sostanzialmente la realt rituale
dellAntico Testamento, con quelle regole e prescrizioni che la Scrittura
definisce carnali (Eb 7:16/9:10) in
quanto precedenti alla discesa dello Spirito Santo e alla sua dimora stabile
nella vita dei credenti. inevitabile che dove manca la presenza dello Spirito
si riproduca uno sterile ritualismo. Un giorno leggendo un libro sulle memorie di Garibaldi lessi
una frase che mi colp molto. Vorrei premettere che Giuseppe Garibaldi, leroe dei due mondi,
non era affatto ateo come molti credono, era sicuramente un acerrimo
anticlericale ma leggeva ed apprezzava molto la Bibbia come pure altri due
artefici dellunit dItalia, Giuseppe Mazzini e il conte Cavour. La frase in questione molto forte, offensiva e sicuramente
impietosa: Garibaldi disse: Il prete lincarnazione della menzogna. E questo non tanto per quello che dice o che fa ma
per ci che rappresenta. Uno che si dice sacerdote, che si pone come mediatore fra luomo
e Dio e come veicolo attraverso il quale la benedizione di Dio giunge al
fedele, qualcuno che di fatto si pone al posto dellunico vero mediatore che Cristo Ges (1Ti 2: 5). Una chiesa fedele che annunzia il Vangelo come facevano gli
apostoli di Ges comunica una buona notizia che le esterna e dice: Ravvedetevi, andate a Cristo e alla sua Parola, credete in
lui e troverete salvezza e vita eterna, noi siamo testimoni di queste cose.! Una chiesa clericale, anche se dice Andate a Cristo, in realt vuol dire: Venite a me, io ho
gli strumenti per riconciliarvi a Dio. Si tratta con tutta evidenza di due messaggi inconciliabili
dove luno vero e laltro falso. Il clericalismo gerarchico
poi sicuramente la pi grave deformazione che una chiesa possa avere. Una riflessione conclusiva Vorrei concludere con una semplice riflessione; ogni struttura,
ogni comunit, ogni societ fonda il proprio vigore, la propria vitalit e la
propria coesione sulla forza espressa da ogni singolo membro. La chiesa in
questo non fa eccezione. Tutti noi siamo chiamati a combattere la nostra battaglia
quotidiana contro lorgoglio, contro la pigrizia, contro la tiepidezza, contro
la voglia di scansare responsabilit, contro il nascondersi ecc Ricordiamoci allora la bella e profonda esortazione che Paolo fa
agli Efesini: Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso, mediante laiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella
misura del vigore di ogni singola parte, per edificare s stesso nellamore (Ef
4: 16) . Il Nuovo Testamento ci fornisce una visione di chiesa dove tutti i membri, e non solo alcuni, sono impegnati nel
servizio e nella testimonianza, dove tutti svolgono la loro funzione di sacerdoti... Non esiste alcuna divisione: non ci sono da un lato praticanti e dallaltro non praticanti, da un
lato sacerdoti e e dallaltro laici, da un lato persone consacrate ed impegnate
e dallaltro lato persone spettatrici passive Come nel corpo umano limmobilismo, anche di una parte di esso
pu essere causa di atrofia e di gravi
deformazioni, cos pu avvenire in una
chiesa che non realizza di essere impegnata nellopera di Dio con tutti i suoi
membri e con tutte le sue forze. Giorgio Biagini (Assemblea di Citt di
Castello, PG) |