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Un cammino pi spedito nasce nellintimit UN TEMPO IN DISPARTE (III) Uno degli obiettivi fondamentali che dobbiamo porci, nel tempo che decidiamo di trascorrere in disparte davanti al Signore, sicuramente quello di pregare, confessandogli i nostri peccati ed invocando il suo perdono, ringraziandolo, adorandolo, lodandolo e presentandogli le nostre richieste e la nostra intercessione per le persone e per i bisogni che abbiamo pi particolarmente a cuore. Il tempo per pregare deve essere trovato ogni giorno, con perseveranza! LA PREGHIERA Linsegnamento del Signore
Ges Ges comand agli apostoli non soltanto di predicare il Vangelo ad ogni creatura, ma anche di ammaestrare i nuovi discepoli che si sarebbero formati (Mr 16:15; Mt 28:19-20). In che cosa consisteva questo programma da insegnare? Si trattava di trasmettere ad altri le stesse cose che Ges aveva insegnato a loro. Non cՏ dubbio che uno degli argomenti insegnati da Ges durante il suo ministero terreno fu proprio la preghiera. Perci la preghiera una delle realt basilari che ciascun
discepolo di Cristo dovrebbe imparare a praticare sin dai suoi primi passi. Come abbiamo visto allinizio dei primi due articoli, Ges fu esemplare nella preghiera individuale. Egli insegn anche agli altri il valore del praticare la preghiera da soli e in disparte, nella propria cameretta (Mt 6:5-15; Lc 11:1-4). In quella ben conosciuta sezione del Sermone sul monte, troviamo alcuni principi guida molto importanti per pregare in modo gradito a Dio. Primo: la preghiera individuale deve essere rivolta a Dio nel segreto, vale a dire lontano dagli sguardi degli altri uomini. Questo mette al riparo da confronti e dalla possibilit di scivolare nellipocrisia di cercare di pregare in un modo che susciti il plauso di chi ci vede. Secondo: bisogna pregare senza usare troppe parole. Chiaramente, ognuno di noi ha un lessico pi o meno fornito di vocaboli, limportante che non diventiamo preda della ricerca di paroloni o di interminabili ripetizioni e lungaggini, perch il Signore che invochiamo non ha affatto bisogno di tutto questo. Le troppe parole potrebbero prendere il posto della sincerit e della chiarezza della nostra preghiera. Dobbiamo fare attenzione a questo pericolo. Terzo: invochiamo il Dio che Padre nostro. Purtroppo, la preghiera indicata come modello da Ges diventata per molti una formula ripetuta innumerevoli volte, esattamente al contrario di quello che Ges aveva detto poco prima di pronunciarla, e viene fatta propria da persone che non hanno alcun rapporto di figliolanza con il Dio e Padre del nostro Signore Ges Cristo, il che aumenta il distacco e la freddezza di un simile pregare. Come figli adottivi di Dio, chiamare Dio con lappellativo di Padre (Ro 8:15) un prezioso diritto che dobbiamo esercitare nella consapevolezza di una relazione con Dio non finta, ma che, in quanto filiale, deve essere vissuta nellapertura, nella fiducia, nellamore, nel rispetto. Quarto: il Padre sa le cose. Non preghiamo quindi con lo scopo di fare conoscere a Dio delle situazioni o dei bisogni, infatti, chi meglio di lui conosce tutto perfettamente? Preghiamo piuttosto per esprimergli il desiderio che abbiamo che lui prenda parte alle cose che gli sottoponiamo, siano esse della nostra vita o di quella degli altri. Questo determinante per la disposizione danimo con cui ci presenteremo davanti al Padre. Parlare a Dio Prima di vedere alcune forme che la preghiera pu assumere (confessione, offerta a Dio, richiesta ed intercessione) vorrei sottolineare il fatto che questi aspetti non devono essere comparti stagni, cio separati luno dallaltro. Dobbiamo focalizzare il principio basilare per cui la preghiera prima di tutto parlare a Dio. Perci il ringraziamento e le richieste non devono essere elenchi simili a liste per la spesa. La preghiera sincera rispecchia la situazione particolare, anche dal punto di vista emotivo, di chi la innalza. lapertura a Dio di tutto il nostro cuore. Non a caso, Dio non ci chiede di ripetere delle formule predefinite. Anche le preghiere di Ges rispecchiarono quello che il suo animo sentiva (Mt 11:25; Gv 11:41-42; Mt 26:39,42). Questo non significa essere preda dei nostri sentimenti, che non sempre sono buoni; i sentimenti, per, non devono essere ignorati. Proprio attraverso la preghiera cerchiamo Dio affinch ci orienti verso il bene purificandoci dalle scorie di malvagit che possono essere dentro la nostra anima. In preghiera dobbiamo esporre a Dio ogni parte del nostro cuore, anche la pi nascosta, affinch egli ne giudichi i sentimenti e pensieri alla luce della sua Parola (Eb 4:12-13; Sl 139:23-24). CՏ un gesto nella Scrittura che mi pare esemplifichi bene lapertura danimo davanti a Dio. Il re Ezechia ricevette dal re di Assiria Sennacherib una lettera piena di sfida e di intimidazioni, nel momento in cui gli Assiri erano gi accampati nei pressi di Gerusalemme per conquistarla (Is 36:1-2). Che cosa fece il re di Giuda? Ezechia, dopo averla letta, sal alla casa del SIGNORE, e la spieg davanti al Signore (Is 37:14; 2Re 19:14). Il Signore non conosceva forse il contenuto di quella lettera? Eppure, il gesto di Ezechia non era senza senso: dimostrava palesemente la partecipazione che il re voleva che il Signore avesse in quella circostanza, che lo vedeva molto provato. Era
come se Ezechia dicesse: Signore, leggi quello che mi hanno scritto, sappi
in quale situazione ci troviamo e come siamo trattati dai nostri nemici. Consideriamo il Salmo 139. La prima parte del Salmo la celebrazione della perfetta conoscenza che Dio ha di noi, una conoscenza che Dio ha indipendentemente da noi, dal fatto che lo vogliamo o no, dal fatto che in preghiera parliamo a lui oppure no. Ma Davide verso la fine prega cos: Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri (v. 23). Questa lespressione del desiderio che Dio ci conosca, che sappia di noi, ed il senso profondo della preghiera. Se noi sappiamo alcune cose riguardo ad una persona tramite terzi, una cosa; se invece quella persona stessa a parlarci di s ben diverso, perch in questo modo la nostra relazione si fortifica. Accade cos con la preghiera: la nostra relazione con Dio diventa pi forte. Preghiamo per esprimere a Dio un senso di bisogno, di ricerca e di dipendenza. in questa prospettiva che anche la semplice descrizione di quello che ci succede ha significato. La preghiera di Giosafat (2Cr 20:5-12) e della chiesa di Gerusalemme (At 4:24-30) ne sono esempi illuminanti. In quali forme ci rivolgiamo a
Dio Il nostro parlare a Dio, che deve dunque essere una esposizione
onesta di quello che viviamo, giudicato e valutato per mezzo della Parola di
Dio, deve comprendere la confessione dei peccati. La conversione di una persona ha luogo con la confessione: la confessione a Dio dei propri peccati e la confessione di Ges come Signore (Sl 32:5; At 19:18; Ro 10:9). Ma, dal momento che il credente lotta tutti i giorni della sua vita contro il peccato e succede che cada ancora in esso, si rende frequentemente necessaria, durante il corso del suo cammino terreno, la confessione dei peccati al Padre celeste. scritto cos: Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verit non in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquit (1Gv 1:8-9) Chi copre le sue colpe non prosperer, ma chi le confessa e le abbandona otterr misericordia (Pr 28:13). Sebbene in Cristo ogni peccato ci sia stato perdonato (Cl 2:13) e Dio non chieda pi alcun risarcimento per i nostri debiti (Eb 10:18), ogni giorno dobbiamo esaminarci e confessare a Dio i nostri peccati per ottenere la pace del suo perdono paterno. il tipo di perdono di cui abbiamo bisogno non per modificare la nostra posizione davanti a Dio, che gi stabilmente quella di perdonati, ma per ripristinare la relazione di figli chiamati allubbidienza, pertanto soggetti, a seconda del tipo di condotta tenuta, allapprovazione o meno del proprio Dio e Padre. Il Salmo 51 uno dei testi che meglio ci mostra come debba andare a Dio un credente pentito e ravveduto dei propri peccati. La confessione sincera non contempla scuse. dire insieme a Dio che ci che abbiamo fatto (e dobbiamo essere precisi, non vaghi) proprio peccato, iniquit, colpa. Nella confessione, come vediamo anche nelle preghiere di Neemia (Ne cap. 1) e di Daniele (Da cap. 9), la preghiera si intreccia con la Parola di Dio, perch questultima a farci comprendere i nostri errori. Cos, cՏ da aspettarsi che lascolto della Parola di Dio, come specchio che ci fa vedere la nostra condizione (Gm 1:20), sia spesso la molla che ci spinge a metterci in preghiera non soltanto per ringraziare Dio di averci parlato, ma anche per umiliarci ai suoi piedi con cuore rotto e invocare il perdono (Da 9:3; Ab 3:2). Attraverso la preghiera esercitiamo poi il compito di sacerdoti che offrono a Dio sacrifici spirituali (1P 2:5). In Apocalisse 5:8 le preghiere dei santi vengono viste come profumi per il Signore. Qui parliamo di quellaspetto della preghiera che lofferta a Dio. La preghiera come offerta del credente a Dio ha varie sfumature: il ringraziamento, la lode, ladorazione. Con il ringraziamento apprezziamo Dio per i suoi doni. Dobbiamo rendere grazie in ogni cosa (1Te 5:18). Pi si conosce il Signore, pi si impara a non dare nulla per scontato ma a riconoscere tutti i giorni, anche nelle piccole cose, lopera del perfetto Donatore (Gm 1:17). Il mondo caratterizzato dallingratitudine (2Ti 3:2), ma i figli di Dio devono essere diversi! A pi riprese troviamo delle esortazioni che riguardano il ringraziamento nella lettera ai Colossesi: dobbiamo ringraziare con gioia (1:12); dobbiamo abbondare nel ringraziamento (2:7); dobbiamo ringraziare in ogni cosa e per mezzo di Ges (3:15,17) e dobbiamo perseverare nella preghiera con rendimento di grazie (4:2). Con la lode ci rivolgiamo a Dio apprezzandolo soprattutto per le sue opere. Le parole di Ebrei 13:15 ci chiamano allofferta a Dio di una lode incessante: Per mezzo di Ges, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cio, il frutto di labbra che confessano il suo nome. Possiamo lodare Dio con canti, con preghiere e dichiarando agli altri le qualit di Dio e delle Sue opere. Con la lode ci esprimiamo osservando come le opere di Dio siano meravigliose, come i suoi progetti abbiano avuto puntuale realizzazione, quali benefici immensi esse producono. I Salmi ci offrono in questo un aiuto efficace, presentandoci la volont, limpegno, le espressioni di chi li ha scritti celebrando Dio. Lautore del Salmo 45 aveva lambizione che la sua bocca fosse capace di celebrare il re come la penna di un abile scrittore, in grado di trovare i versi migliori: che bel pensiero potere lodare Dio cos! Con ladorazione, invece, apprezziamo Dio soprattutto per la sua persona. In effetti, a differenza del ringraziamento e della lode che sono fatti essenzialmente di parole, ladorazione piuttosto un atteggiamento del nostro intero essere. Spesso il silenzio (un silenzio di rispetto, di timore, di contemplazione) adatto ad accompagnare ladorazione. Adorare prostrarsi ai piedi di Dio glorificandolo. Il Padre cerca adoratori autentici (Gv 4:23-24): li trover in noi? Infine,
la preghiera , nella sua accezione pi classica, una richiesta o
intercessione presso Dio. Chi di noi non avverte dei bisogni, delle paure, dei desideri? Molti si affidano a uomini per soddisfare anche quello che va oltre le possibilit di intervento delluomo. Per ogni ambito si fanno avanti, intorno a noi, sedicenti specialisti pronti ad offrire aiuto, non senza che per ottenerlo si paghi un caro prezzo. Dobbiamo dire a noi stessi, come il salmista, Il mio aiuto vien dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra (Sl 121:2). In altre parole, dobbiamo decidere di volerci affidare a Dio. Che si tratti delle piccole o delle grandi cose, non possiamo fare a meno di Dio, e invocarlo sar la dimostrazione che vogliamo riconoscerlo Signore su tutto. Lui conosce gi i nostri desideri, eppure ci ordina di fare conoscere a lui le nostre richieste in preghiere e suppliche (Fl 4:6). Dobbiamo sforzarci di esprimere, rendere note a Dio le richieste, esse cio non devono rimanere semplicemente dei pensieri. Un discepolo di Cristo, si chieder presto: giusto chiedere questo?. Cos investigher la Parola di Dio per capire la sua volont, e torniamo a dire che preghiera e meditazione delle Scritture si intrecciano e si completano a vicenda. Conoscere la volont di Dio importante per pregare, ma anche vero che pregare importante per conoscere la volont di Dio. Quando poi le richieste diventano intense perch frequenti e fervide, si tratta di suppliche. E quando invece le richieste a Dio verranno innalzate non per noi stessi, ma a favore di altre persone, quella sar una intercessione. Non cՏ persona per cui non dovremmo pregare (1Ti 2:1); dovremmo pregare anche per chi ci dovesse maltrattarci o perseguitarci (Mt 5:44; Lu 23:34). La perseveranza nella
preghiera Non cessate mai di pregare (1Te 5:17). pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza (Ef 6:18). Le esortazioni contenute in questi versetti sono di facile comprensione. Una delle difficolt che si incontra spesso quando ci si propone di essere fedeli al Signore nel pregare proprio quella della costanza. Del resto, il Signore ci esorta ripetutamente proprio perch conosce i numerosi ostacoli che incontriamo. A volte, la pigrizia ci assale. Troppe cose ci distraggono e ci fanno addirittura dimenticare che pregare importante. Altre volte, pensieri e sentimenti ci sembrano non adatti per metterci in preghiera. Oppure, un senso di dovere ci coglie per poco tempo e allora diciamo al Signore qualche frase, ma senza troppa concentrazione. O ancora, pochi minuti e poi smettiamo perch pregare ci sembra enormemente faticoso. In effetti, pregare un esercizio spirituale faticoso. Ma necessario fare violenza sulla nostra inclinazione alla tiepidezza e allindifferenza, altrimenti ci incammineremo inesorabilmente verso la debolezza ed il declino spirituali. Dobbiamo verificare se, quanto e come preghiamo. Quello che abbiamo letto in Efesini 6:18 che dobbiamo fare continuamente questo esame di noi stessi, perch ne va della nostra vitalit spirituale e della nostra forza nel combattimento cristiano. Ci
dovremmo porre delle domande del tipo: Ho pregato oggi? Era una preghiera
impegnata o rituale? Per quali ragioni sto trascurando questo esercizio? A che
cosa posso rinunciare per trovare il tempo per pregare? Sono cresciuto nel modo
di pregare rispetto ad un anno fa? Con quale frequenza dobbiamo fare queste verifiche? Con ogni perseveranza, il che mi suggerisce che lo dovremmo fare tutti i giorni. Ci sono periodi in cui sembra che pregare sia pi facile, forse perch alcune difficolt ci spingono a cercare Dio con pi forza, oppure perch abbiamo trascorso un tempo di intensa ed edificante comunione con altri credenti. In altri periodi, invece, ci sentiamo freddi e non inclini a pregare. In quei momenti dobbiamo ricordare che il Signore ci chiama alla preghiera non solo attraverso inviti, ma anche attraverso ordini. proprio quando non ce la sentiamo di pregare che ne avremmo tanto bisogno, perch linganno dellautosufficienza sta bussando alla nostra porta. Dobbiamo ubbidire perch il Signore ce lo comanda, e i suoi comandamenti non sono gravosi (1Gv 5:3). Non ignoriamo che una seduzione di Satana il tenerci lontani dal Signore affinch non alimentiamo la nostra vita spirituale. Il suo suggerimento di non pregare perch non siamo nella condizione giusta, o perch non ne siamo degni. Resistiamogli sottomettendoci a Dio, ed egli fuggir da noi (Gm 4:7). In queste riflessioni non ci addentriamo in altri aspetti che riguardano la preghiera, come la guida dello Spirito Santo, lesaudimento o la preghiera comunitaria, semplicemente perch non sono strettamente legati al tema generale di questi articoli. Tuttavia, a conclusione di questa parte, possiamo senzaltro affermare che ancora prima dellesperienza di essere esauditi nelle nostre richieste, cՏ un immenso beneficio per chi prega. la pace di Dio che ci custodir (Fl 4:7) preservandoci dallansia, ed il cambiamento di noi stessi che, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, verremo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria (2Co 3:18). Perci, pur essendo chiamati a pregare nel segreto, diventeranno visibili ed evidenti in noi le conseguenze benedette di esserci presentati al trono della grazia.
(3. continua) Bruno Aresca (Assemblea di Mombercelli, AT) |