Occasione di benedizione e di crescita

 

 

IL SECONDO

CONVEGNO HANTO

 

Incoraggiati dalla prima esperienza vissuta nel novembre 2005, oltre un centinaio di credenti provenienti da tutta Italia si sono ritrovati a Poggio Ubertini nei primi giorni di maggio per riflettere sul valore del cammino e del servizio cristiano vissuti nella diversabilit o accanto alla diversabilit. Anche in questa occasione il Signore ha parlato attraverso la sua Parola, rivolgendo a tutti i partecipanti parole di incoraggiamento, di consolazione e di testimonianza, trasformando anche questo Convegno in una preziosa occasione di benedizione e di crescita.

 

Un tempo di benedizioni

 

Nel periodo di tempo compreso tra il 30 aprile e il 4 maggio si svolto presso il Centro Evangelico di Poggio Ubertini (FI) il secondo convegno Hnto (ACCAnto). Questo secondo convegno segue il primo convegno ACCAnto svoltosi nellanno 2005 (vedi IL CRISTIANO n. 11/dicembre 2005; pagg. 555-559). Dopo le numerose benedizioni elargite dal Signore in quella prima circostanza hanno fatto seguito altrettante benedizioni anche durante questa seconda esperienza. A conferma che quando le iniziative provengono da lui non possiamo che ricevere dalla sua mano tempi grandemente utili per la nostra vita.

Come esprime il titolo, I diversabili ACCAnto a noi e noi ACCAnto a loro, il secondo convegno Hnto era rivolto in modo particolare a tutti coloro che desideravano affrontare la tematica della diversabilit. I partecipanti erano, infatti: persone diversabili che vivono la presenza di una diversabilit nella loro quotidianit; persone chiamate a stare accanto ai diversabili, accanto nella loro famiglia, accanto nella loro professione, nei loro contatti, nella chiesa locale, nel servizio per il Signore; persone che desideravano accrescere la loro sensibilit e la loro conoscenza riguardo un argomento, quello della diversabilit, spesso purtroppo trascurato. Un argomento al quale il Signore invece grandemente attento e che ci chiama, anche tramite iniziative come il secondo convegno Hnto, a non dimenticare ma piuttosto ad affrontare, affrontare per conoscere, per crescere, per servire, per stare accanto e per farsi stare accanto, per soddisfare i bisogni altrui ma anche per vedere soddisfatti i nostri, che spesso pensiamo di non avere, da presenze grandemente preziose proprio perch dotate di una abilit diversa non riscontrabile altrove.

Persone giovani e meno giovani quindi, provenienti da diverse parti dItalia, equipaggiati con abilit diverse, che stavano vivendo situazioni diverse, anche di sofferenza e di dolore, si sono ritrovate a Poggio Ubertini per il secondo convegno Hnto. Come gi detto, il Signore ha arricchito grandemente la vita di tutti i partecipanti con le benedizioni da lui elargite in quanto come scritto in Proverbi 10:22 Quel che fa ricchi la benedizione del Signore.

Nel Salmo 118:7 scritto: Racconter le opere del Signore.. e con questo articolo desideriamo farlo, condividendo quanto ha fatto il Signore per noi durante lo svolgimento del secondo convegno Hnto.

 

 

Lo studio della Parola di Dio

 

Dove se non dalla Parola di Dio potevano arrivare benedizioni per i partecipanti al convegno? stato, infatti, rivolgendoci al tesoro che vale pi di migliaia di monete doro e dargento... (Sl 119:72) che il Signore ha arricchito la vita dei presenti tramite una serie di quattro studi biblici dal titolo generale: La diversabilit interroga la fede: motivazioni ed obiettivi di Dio. Rassegnazione o crescita?.

Questa serie di studi sono stati esposti dal caro fratello Jonathan McRostie che per molti anni stato impegnato in modo attivo nella testimonianza dellEvangelo in diverse zone del mondo.

Poi, come conseguenza di un grave incidente stradale, stato chiamato dal Signore a vivere una diversabilit nella propria vita. In seguito a tale diversabilit il Signore ha continuato ad usarlo donandogli una nuova condizione per servirlo, per continuare a proclamare la sua Parola in diverse parte del mondo in modo attivo ed efficace. La presenza di questo caro fratello al secondo convegno Hnto stato uno degli esempi concreti di come il Signore pu prendere una vita, cambiarla, conferire diverse abilit per usarle nel suo piano e alla sua gloria.

 

Durante il primo studio dal titolo Come rispondiamo alla diversabilit cՏ stato ricordato che la diversabilit nella vita di una persona non la prima scelta ma la scelta di Dio, quindi importante interrogarsi sul modo con cui si risponde alla scelta di Dio per noi. Tramite gli esempi biblici di Daniele e Giuseppe, che hanno vissuto non la loro prima scelta ma la scelta di Dio per loro, abbiamo visto come non possiamo scegliere la sofferenza ma il modo con cui reagire alla sofferenza.

CՏ stato esposto come il modo di reagire migliore prima di tutto quello di accettare la situazione e dopo avere accettato agire, agire per servire il Signore in questa nuova condizione. Infine importante anche imparare da questa nuova condizione chiedendosi quello che Dio vuole io impari da ci che lui ha permesso nella mia vita.

Lo studio si concluso con le parole dellapostolo Paolo attraverso le quali il Signore desidera ricordarci che lui il Dio di ogni consolazione il quale ci consola in ogni nostra afflizione (2Co 1:3-11), ma anche che a tutto questo cՏ un motivo per cui Dio ci vuole usare, infatti, scritto mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione.

 

Nel secondo incontro di studio biblico stato affrontato largomento Quali i bisogni di una persona diversabile?.

Tramite lepisodio della guarigione del paralitico da parte di Ges (Mr 2:1-12) abbiamo potuto notare come nonostante ci fossero tante persone presenti nella casa di Capernaum, autorit religiose comprese, nessuno per attribuiva valore alluomo paralitico o si era interrogato sui suoi bisogni. Invece Ges lo ha accolto e gli ha assegnato un grande valore, conosceva i suoi bisogni, prima di tutto spirituali, tanto che quando si presenta a lui dice i tuoi peccati ti sono perdonati. Ges conosceva anche i suoi bisogni fisici tanto che, sapendo che da solo non sarebbe potuto andare da lui, gli mise accanto quattro uomini fedeli, che scelsero di stargli accanto nel modo migliore: infatti, pur di farlo andare da Ges, scoperchiarono il tetto.

Quanto importante che nelle nostre chiese davanti ai bisogni dei diversabili non ci sia latteggiamento della folla e degli scribi presenti nella casa di Capernaum ma piuttosto vi siano la comprensione, lattenzione, lamore che ebbe Ges. In questo modo sar possibile abbattere ogni tipo di barriera, da quelle della comunicazione e della comprensione fino a quelle fisiche-architettoniche.

 

Successivamente, tramite lo studio dal titolo Quali valori e quali potenzialit ha un diversabile?, il Signore ci ha voluto ricordare il grande valore che lui attribuisce aad ogni persona. Lattribuzione di questo valore chiara quando, analizzando il ministerio terreno di Ges, scopriamo come gran parte di esso sia stato svolto accogliendo e rivolgendosi a persone deboli.

Il valore dei diversabili pu e deve essere espresso nella chiesa, infatti, essi sono essenziali nella famiglia di Dio come scritto in 1Corinzi 12:22 le membra del corpo che sembrano essere pi deboli, sono invece necessarie. Il Signore pu e vuole servirsi grandemente dei diversabili per il servizio e il ministerio nella sua opera in un modo che sarebbe altrimenti irrealizzabile, se non fosse cio presente la diversabilit.

Per lasciarsi usare pienamente dal Signore anche nella debolezza e nella diversabilit essenziale per che si sposti il punto focale della nostra vita dalla sofferenza per guardare alle infinite risorse della grazia di Dio.

 

La serie di studi biblici si conclusa con la trattazione del tema Nelle nostre chiese quanto accessibile per un diversabile il messaggio dellEvangelo?, durante il quale stato possibile riflettere sullimportanza che la chiesa non sia esclusiva ma inclusiva. Esaminando il brano di Romani 15:1-8 abbiamo visto come importante che si accolgano gli altri come Cristo ha accolto noi come scritto: accoglietevi gli uni e gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio.

Laccoglienza dei diversabili nella chiesa secondo lesempio di Cristo non quella che fa sentire il diversabile inferiore o che lo commisera ma piuttosto deporre la propria vita per laltro come Ges ha fatto con noi, quindi vero e sincero aiuto, incoraggiamento, coinvolgimento, impegno per stabilire contatti duraturi che possono portare frutto nella chiesa alla gloria di Dio.

 

Durante il tempo di studio della parola di Dio il Signore ci ha donato tante benedizioni. Nonostante largomento trattato portasse inevitabilmente con s la necessit di affrontare aspetti quali la sofferenza, la debolezza, lafflizione, la prova, il poter rivalutare tutto questo alla luce del messaggio che Dio ha lasciato a noi nella sua Parola stato un grande conforto. Abbiamo sperimentato che cosa chiedeva il salmista al Signore quando nel Salmo 119:25 e 27 esclama: Lanima mia avvilita nella polvere; ravvivami secondo la tua parola Lanima mia, dal dolore, si consuma in lacrime; dammi sollievo con la tua parola. Dopo essere stati ravvivati, consolati, ma anche sensibilizzati, esortati e corretti dalla Parola di Dio non ci resta che tradurre in pratica quanto il Signore, ci ha voluto trasmettere e tutti insieme, con le diverse abilit di cui egli ci ha equipaggiato, poter affermare: Io correr per la via dei tuoi comandamenti, perch mi hai allargato il cuore (Sl 119:32).

 

 

Le testimonianze di chi vive Hnto

 

Oltre il tempo degli incontri di studio biblico abbiamo avuto anche un tempo nel corso del quale alcuni cari fratelli e alcune care sorelle hanno testimoniato quello che significato per loro vivere accanto.

Per iniziare cՏ stata testimoniata limportanza e il privilegio di vivere Hnto nella chiesa. Anche in questo caso dopo averci ricordato che il mandato della chiesa Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura (Mr 16:15), il Signore ci ha aperto gli occhi su quanto questo mandato oggi veramente vissuto. Infatti per ogni creatura si intende tutti nessuno escluso, diversabili compresi.

La chiesa quindi non si pu e non si deve certo chiudere di fronte alla realt della diversabilit.

CՏ stato cos testimoniato come durante il tempo di servizio e di svolgimento del ministerio nella chiesa locale il Signore chiama a vivere accanto a persone diversabili. Vivere accanto nella chiesa significa impegno, tempo, preghiera, affrontare difficolt oggettive e soggettive, tentazione di lasciar perdere ma significa anche privilegio di vedere la potenza di Dio allazione nellusare persone e circostanze legate alla diversabilit sia per parlare ai diversabili di Cristo ma anche per usare la vita dei diversabili convertiti per trasmettere la vera pace che viene solo da Cristo anche nella condizione difficile in cui si trovano a vivere. La chiesa locale, per la grazia di Dio, pu godere grandemente dei frutti conseguenti alla presenza nella famiglia del Signore dei diversabili accanto a noi e di noi accanto a loro.

 

Successivamente questo tempo proseguito con le testimonianze di coloro che ogni giorno vivono Hnto nella diversabilit. Il Signore ha usato questo tempo per comunicarci come linteressamento dei credenti nei confronti dei diversabili parla loro dellamore di Cristo e pu essere usato per portare le anime dei diversabili a lui.

Questo amore poi deve continuare ad esprimersi anche nella chiesa perch i diversabili devono inserirsi totalmente nella comunione fraterna in quanto, cՏ stato ricordato, se il diversabile incontra nella chiesa le stesse difficolt che incontra nella societ e nel lavoro questo pu portare ad uno stato di disagio anche allinterno della famiglia di Dio.

Il Signore sicuramente in grado di equipaggiare la chiesa per superare questi disagi ma i credenti devono prendere questo equipaggiamento ed usarlo in modo concreto e soprattutto seguendo la via per eccellenza: quella dellamore. stato, infatti, testimoniato come stare accanto senza amore inutile, potremmo fare tante cose ma se prive di amore non servirebbero a niente. Come scritto in 1Corinzi 13:1-3 senza amore sarei un rame risonante o uno squillante cembalo, non sarei nulla, fare tanto non mi gioverebbe a niente.

Stare accanto con lamore ma anche con la verit, infatti, se scegliamo di voler stare accanto ai diversabili dobbiamo ricordare loro che Dio non in debito con loro ma piuttosto che loro, se non ancora salvati, lo sono con Dio: il primo bisogno di un diversabile quello di essere riconciliato con lui. A tal proposito stato fatto notare come i diversabili sono ingannati dal pensiero trasmesso nella nostra societ, profondamente influenzato dal cattolicesimo, secondo il quale un diversabile non necessita della salvezza in Cristo perch Dio gli dovrebbe qualcosa per lo stato in cui lo ha fatto vivere.

Il Signore ha poi voluto spostare la nostra prospettiva al futuro quando un giorno ognuno di noi avr un corpo glorioso, come scritto in 1Corinzi 15:42-43 Il corpo seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; seminato ignobile e risuscita glorioso; seminato debole e risuscita potente....

La presenza di tale realt per chi vive nella sofferenza una promessa stupenda pensando alla quale troviamo oggi la forza per poter servire il nostro Signore in qualsiasi stato e condizione ci troviamo. Proprio come fece lapostolo Paolo che, nonostante avesse seri problemi di salute, guardando alle promesse di Dio ha servito in modo grandemente efficace nellopera dellAutore e del fedele Garante di quelle promesse.

 

La testimonianza di cari fratelli e sorelle che vivono Hnto nella professione stata unoccasione per vedere come il Signore usa i suoi figli anche tramite lo svolgimento di un lavoro che nel suo piano diventa servizio alla sua gloria. di un valore unico la presenza di testimoni di Cristo in ambienti quali ospedali, case di cura, centri di riabilitazioni dove si trovano persone nel dolore e nella prova.

Chi meglio di medici, infermieri, fisioterapisti credenti pu donare loro il valore di una presenza Hnto che non li considera oggetti con un insieme di organi e apparati da curare, ma piuttosto li considera persone nella loro globalit con dei bisogni da soddisfare prima di tutto di tipo spirituale. Poter ascoltare le esperienze di chi vive Hnto nella professione ci ha ricordato come il Signore che indica il modo migliore di agire in momenti, a volte cos delicati, in cui atteggiamenti o parole fuori posto potrebbero creare pi dolore che conforto. stato, infatti, sottolineato anche il valore del silenzio nello stare accanto a chi soffre, il valore del parlare al momento giusto e con le parole giuste che provengono solo da Dio. Chi meglio dei figli di Dio pu in situazioni di dolore e di prova piangere con quelli che piangono (Ro 12:15) ma anche al momento opportuno testimoniare di colui che guarisce dalla malattia del peccato e dona la vita eterna a chi crede.

 

Lultimo degli incontri di testimonianza stato quello durante il quale il Signore ci ha portato a considerare limportanza e il significato di vivere Hnto nella famiglia.

stato possibile riflettere sulla necessit iniziale di una vera e propria accettazione del fatto che il Signore sceglie per la nostra famiglia, e quindi per qualcuna delle persone pi vicine a noi, la diversabilit. Questo significa che sta chiamando noi membri della famiglia stessa a vivere Hnto.

Ma non siamo solamente noi stessi che viviamo accanto a loro, infatti, sono anche loro che vivono accanto a noi e, ci stato ricordato, si pu imparare e ricevere dai diversabili ci che non si pu imparare e ricevere altrove.

Quando arriva la diversabilit nella famiglia essa porta inevitabilmente con s momenti di dolore, di pianto, di sofferenza non solo per il diversabile ma anche per chi chiamato a stargli accanto. Vi in ogni caso la certezza di poter contare sullunico e vero aiuto che proviene dal Signore il quale per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficolt (Sl 46:1). Questaiuto Dio lo manifesta anche fornendo delle presenze che vivono accanto a chi chiamato a stare accanto, cio fratelli e sorelle in Cristo pronti ad ascoltare, ad aiutare, ad incoraggiare per dividere il peso della sofferenza di chi vive Hnto nella famiglia.

 

La condivisione di queste esperienze, che il Signore permette nella nostra vita, stata una ulteriore dimostrazione di come nella chiesa, nella diversabilit, nella professione e nella famiglia lui desidera usarci. Si vuole servire di noi in modi che noi non avremmo mai pensato, e a volte neanche mai voluto, ma, quando lui che desidera usarci, possiamo stare sicuri che potremmo contare sul sostegno della sua grazia.

Non solo vuole usarci ma vuole anche usare certe esperienze per plasmarci e per renderci migliori di quanto lo eravamo prima di stare Hnto o prima che qualcuno ci stesse Hnto. Certe esperienze lasciano il segno e quando lautore di questo segno il Signore, perch quelle esperienze provengono da lui e sono vissute per lui e con lui, significa che abbiamo ricevuto un tesoro indispensabile per il prosieguo del nostro cammino cristiano.

 

 

Altri preziosi momenti

 

Ci sono stati tanti altri preziosi momenti durante il convegno Hnto. Le nostre giornate iniziavano, infatti, con un tempo di lode e preghiera in cui era possibile di un solo cuore esprimere la nostra riconoscenza a Colui che ҏ degno di ogni lode (Sl 18:3) e anche rivolgere le nostre richieste a colui che ci ha detto chiedete e vi sar dato (Mt 7:7).

stato un grande incoraggiamento sentire voci di fratelli e sorelle che ringraziavano il Signore e cantavano di gioia a lui nonostante si trovassero a vivere nella prova e nella sofferenza. Questo ci insegna che per quello che siamo e abbiamo in lui non esiste alcuna situazione in cui non possiamo dire grazie al Signore.

Ci sono state inoltre dei momenti in cui riuniti in gruppi abbiamo potuto, oltre che conoscerci meglio, condividere le nostre esperienze riguardo al tema dellaiuto, dato e ricevuto, e del testimoniare di Cristo a chi si trova nella sofferenza. Durante questi incontri stato possibile aprire di pi il nostro cuore gli uni gli altri superando ostacoli e barriere che spesso ci impediscono di sperimentare quello che vuol dire stare e farsi stare veramente Hnto.

 

Infine possiamo dire che tutto il tempo vissuto durante il convegno Hnto stato caratterizzato dallo stare accanto nella comunione fraterna. stato un grande dono aver potuto godere della presenza, della vita e delle parole di fratelli e sorelle che si sono ritrovati insieme non solo per affrontare il tema della diversabilit ma anche per testimoniare come le loro diverse abilit le mettono a disposizione del Signore affinch diventi, nella sua grazia, strumento di benedizione per gli altri.

 

 

Riconoscenti al Signore

 

Vivere questo tempo insieme ci ha portato a considerare che nonostante la diversit nelle nostre abilit esiste una unicit che ci accomuna. Lunicit della salvezza in Cristo, lunicit di appartenere allo stesso Padre, fare parte dello stesso popolo e avere ricevuto una stessa eredit nella quale vivremo insieme per leternit. Il Signore durante questo tempo ha confortato, consolato, rinfrancato il cuore delle persone presenti. Siamo stati esortati a continuare a guardare a lui dal quale proviene tutta la forza e tutta la saggezza necessaria per affrontare qualsiasi momento di prova e di debolezza.

Il nostro cuore stato toccato e sensibilizzato in quelle parti pi dure e insensibili che avevano urgente bisogno di essere trasformate. I nostri occhi e i nostri cuori sono stati inoltre aperti per vedere i numerosi bisogni in cui la chiesa pu e deve impegnarsi. Ci sono numerosi campi di missione pi vicini a noi di quanto pensiamo, spesso dimenticati da noi ma non dal Signore. Stare Hnto una chiamata che il Signore rivolge a tutti i suoi figli alla quale non dobbiamo sottrarci. Stare Hnto significa dare agli altri, ma ricordiamoci che il Signore che ci fornisce abbondantemente tutto quello che ci chiede di dare. Stare Hnto non vuole dire soltanto dare agli altri ma anche ricevere dagli altri.

Anzi spesso si riceve molto pi di quanto si dona, infatti, nello stare Hnto cՏ qualcuno che a sua volta sta Hnto a noi, qualcuno che in grado di arricchire la nostra vita con un qualcosa di unico e prezioso derivante dalla diversa abilit di cui il Signore lo ha dotato e di cui lui si serve alla sua gloria. Siamo grandemente riconoscenti al Signore per quanto ha donato a tutti i partecipanti al convegno. Alla lode rivolta al Signore in seguito al primo convegno ACCAnto vogliamo aggiungere anche la lode per quanto ricevuto durante questo secondo convegno, come scritto nel Salmo 71:14 a tutte le tue lodi ne aggiunger altre.

 

Giovanni Beccari

(Assemblea di Citt di Castello, PG)