Una riflessione quanto mai attuale

 

 

Potere o servizio?

Due modi di vivere:

QUANTIT O QUALIT?

 

La testimonianza di ogni discepolo di Cristo non pu prescindere da una piena fedelt al Vangelo ed ai suoi contenuti. Oggi, in un tempo in cui tutto si valuta il proprio servizio in termini di marketing e di produttivit, occorre resistere alla tentazione di modificare la qualit per avere maggiore quantit di frutti. Ma che razza di frutti sarebbero?!?

 

 

Mai rinunciare

alla qualit del servizio

 

Il fine giustifica i mezzi.

un frase che capita di sentire spesso in svariati ambiti.

Quando questo concetto viene applicato al servizio cristiano, per, provo un brivido lungo la schiena.

Se il fine qualcosa di buono, tipo la crescita della Chiesa, siamo propensi a credere che tutto sia lecito pur di raggiungere tale fine?

La crescita che cerchiamo genuina o solo fumo negli occhi?

Non vorrei che i miei pensieri venissero manipolati per cui voglio essere il pi chiaro possibile. La riflessione che ci accingiamo a fare non una disquisizione su metodi leciti o non leciti di evangelizzazione o sugli ausili che possiamo usare nella nostra predicazione.

Per quanto mi riguarda, sono persuaso che Dio ci ha affidato un messaggio e ci ha dato lintelligenza per presentare il messaggio del Vangelo avvalendoci dei metodi pi vari a seconda delle nostre capacit e possibilit.

Quando parlo di mezzi per raggiungere il fine, intendo piuttosto ladulterazione del messaggio, il non dire le cose come stanno, pur di fare crescere la Chiesa.

Questo tipo di adulterazione pu avvenire anche, forse soprattutto, attraverso metodi che tutti considerano leciti, come la predicazione da un pulpito.

Oggi si vive in un mondo dopato, in cui lansia da prestazionepermea ogni aspetto della nostra vita. In questo senso, il cristianesimo pare soffrire degli stessi mali della societ che ci circonda. Anche noi viviamo come se fossimo in linea di produzione e sembriamo pi preoccupati della quantit di nuovi cristiani che escono dalla linea piuttosto che dalla qualit della produzione.

Il servo trova il suo diletto nellubbidienza al suo divino padrone. Bench sia contento di vedere quantit, egli non disposto a rinunciare alla qualit del proprio servizio.

Allaltro estremo troviamo colui che cerca il potere, il quale contento solo quando pu esercitare il proprio dominio sul maggior numero possibile di persone, pertanto decisamente pi interessato alla quantit, allestensione della sua influenza sugli altri, che alla qualit del messaggio.

Probabilmente, la maggior parte di noi si trova in mezzo a questi due estremi e vive ogni giorno scegliendo la quantit o la qualit a fasi alterne.

 

 

Marketing o evangelizzazione?

 

Entrate per la porta stretta, poich larga la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano (Mt 7:13-14).

 

Se prendiamo questo verso cos comՏ ne deduciamo che:

1. La porta che conduce alla perdizione larga.

2. La porta che conduce alla vita stretta.

3. Di conseguenza, molti vanno verso la perdizione, pochi verso la vita.

Questo verso turba perch, al contrario di quanto desidereremmo, non esprime assolutamente ottimismo sullaccoglimento della buona notizia da parte dei pi.

La strada che conduce alla vita selettiva, stretta, richiede fede, lotta, sacrificio, ubbidienza. Non una strada facile da percorrere, quindi non attira luomo in maniera naturale. Non attraente.

Nel tentativo di attirare pi persone possibili in questa via cos stretta e poco attraente, cՏ il rischio di non confidare nella potenza della Parola ma di cedere il passo agli strumenti del marketing.

Ragionando in termini di marketing, le campagne di evangelizzazione diventano delle campagne pubblicitarie che servono a rendere pi attraente il prodotto proposto. Nel tentativo di vedere locali di culto pi pieni il linguaggio del testimone cristiano si adattato alle esigenze delluditorio.

 

Facciamo qualche esempio.

La Scrittura dice che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. un messaggio poco attraente. Cominciamo quindi a dire che Tutti hanno dei problemi e hanno un vuoto nella propria vita. Avere dei problemi non implica alcuna colpa. decisamente pi attraente.

E poi, perch parlare di sangue?

Dire alluomo del ventunesimo secolo che un altro uomo ha dato il proprio sangue per redimerlo dai suoi peccati fastidioso per la coscienza delluomo moderno. Diciamogli allora che Ges venuto per aiutarti a risolvere i tuoi problemi, per farti essere felice. Tutti hanno pi o meno desiderio di essere pi felici e sono ben contenti che qualcuno li aiuti a risolvere i propri problemi, quindi il messaggio diventa pi accettabile. Insomma si cerca di limare la porta stretta e di ammaliare gli aspiranti pellegrini per dimostrargli che la via non poi cos angusta.

Questo modo di edulcorare il messaggio della salvezza ha degli effetti collaterali. Infatti, in questo modo rischiamo di riempire le assemblee di molti simpatizzanti cristiani, ma pochi discepoli.

Il seguente brano viene spesso travisato e utilizzato per rendere lecita la presentazione di un messaggio cristiano annacquato:

 

Con i Giudei, mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge, mi sono fatto come uno che sotto la legge (bench io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge, mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri (1Co 9:20-23).

 

Che cosa sta dicendo Paolo?

questa la sua versione de Il fine giustifica i mezzi?.

Forse egli presentava un Vangelo diverso a seconda delle persone che gli stavano davanti pur di portarli dalla sua parte?

questo il senso del brano?

Questo discorso di Paolo sembra piuttosto indicare il suo rispetto e amore per coloro che gli stavano davanti.

Egli voleva rendere gli altri partecipi del Vangelo della grazia, voleva che fossero salvati, e quindi non voleva che ci fossero degli impedimenti, pertanto si adattava al suo uditorio cercando di trovare un terreno comune in cui comunque potesse poi predicare il Vangelo cos comՏ, senza adulterarlo!

Abbiamo nel libro degli Atti diversi esempi pratici di cosa Paolo intendesse con mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni.

In particolare, il brano di Atti 17:16-34 una lezione chiara. Paolo era ad Atene dove il suo spirito era turbato dallidolatria presente nella citt. Mentre si trovava l, convers con i Giudei ma non disdegn la conversazione con i filosofi epicurei e stoici. Sia agli uni che agli altri, Paolo predicava lo stesso messaggio, ma ovviamente usava un linguaggio diverso.

Con gli uni (Giudei) poteva rifarsi al linguaggio delle Scritture che essi conoscevano, mentre con gli altri (Greci) doveva partire da un terreno su cui loro si sentivano forti, la filosofia.

Ci significa che a questi ultimi Paolo non predic il Vangelo?

Se leggiamo bene il verso 18, scopriamo che Paolo aveva annunciato la resurrezione di Ges anche a loro. Questo li incurios al punto che lo condussero nellAreopago.

 

 Presolo con s, lo condussero su nellAreopago, dicendo: Potremmo sapere quale sia questa nuova dottrina che tu proponi? Poich tu ci fai sentire cose strane. Noi vorremmo dunque sapere che cosa vogliono dire queste cose. (At 17:20).

 

Per loro erano cose strane quelle che Paolo predicava. Tuttavia egli era riuscito ad attirare la loro attenzione.

A quel punto Paolo pronunci il famoso discorso riportato in Atti 17:22-31 che comincia cos:

 

Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi. Poich, passando, e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto. Orbene, ci che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio (At 17:22-23).

 

Partendo in questo modo Paolo comincia a parlare del Dio della Bibbia, il Dio creatore dei cieli e della terra che non abita in templi fatti da mani duomo, un Dio che non una statua doro o di argento ma vivo come noi, infatti noi siamo sua discendenza. Paolo arriver a introdurre anche i concetti di ravvedimento, giustizia e risurrezione.

un brano straordinario che ci mostra la saggezza che il Signore dona ai propri servi. Qui abbiamo un Fariseo istruito fin da piccolo nella legge del Signore che parla di fronte a persone idolatre che ignoravano del tutto la legge. Eppure, nelle sue parole vediamo una grazia straordinaria, che solo Dio poteva dargli, per poter annunciare la salvezza nel Cristo risorto anche a loro partendo da concetti che essi potevano capire, usando un linguaggio a loro comprensibile.

Teniamo presente che dopo questo messaggio molti si beffavano di lui, ma alcuni si unirono a lui, dandogli quindi la possibilit di spiegare loro ancora meglio chi era quelluomo che Dio aveva risuscitato dai morti e facendogli capire bene il messaggio del Vangelo al punto che alcuni credettero (At 17:32-33).

 

Egli aveva ottenuto il fine di raggiungerli con il Vangelo andando loro incontro ma senza adulterare il messaggio.

Daltra parte il vanto di Paolo nei suoi scritti era proprio questo:

 Mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorch Ges Cristo e lui crocifisso (1Co 2:2).

 

Paolo cercava occasioni per predicare il Vangelo a tutti, tuttavia non rinunciava alla qualit del messaggio. Anche se ad Atene lo deridevano quando si mise a parlare di resurrezione, egli non poteva esimersi dallannunciare il Vangelo per quello che era.

Paolo non faceva marketing, ma faceva discepoli di Cristo.

 

 

Il vero problema: il peccato

 

I maestri che accontentano luditorio avranno sempre una gran quantit di discepoli:

 

Infatti verr il tempo che non sopporteranno pi la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verit e si volgeranno alle favole. (2Ti 4:3-4).

 

Studiando i bisogni delluomo medio, gli si pu offrire un vangelo su misura che soddisfi tali bisogni. Questo esattamente ci che si fa quando si vuole vendere un prodotto. Si cerca di dare alle persone ci che vogliono, o comunque gli si fa credere che riceveranno ci che vogliono.

In questo modo, per, abbiamo luomo al centro del messaggio, non Dio.

Le persone vogliono essere felici, avere soldi, successo? Basta proporre queste cose per ottenere una certa attenzione.

Non trovi una ragazza?

Ges te la far trovare.

Hai dei problemi?

Con Ges li risolverai tutti.

Cerchiamo di essere seri. Il Vangelo non un prodotto da vendere attraverso pubblicit ingannevole.

Tutti gli uomini hanno bisogno di Cristo, indipendentemente dal fatto che siano felici oppure no, che abbiano o non abbiano problemi, che sentano un vuoto o stiano bene cos, che non abbiano una ragazza o siano gi sposati.

Tutti gli uomini hanno bisogno di Cristo anche se non hanno alcun problema particolare nella loro vita.

Tutti hanno bisogno di Cristo perch sono morti nei loro peccati, lontano da Dio, destinati ad un futuro di eterna separazione da Dio.

Questo il loro vero problema!

Tutte le altre cose sono dettagli.

 

Se una persona si avvicina alla vostra assemblea perch gli avete promesso che Ges risolver ogni suo problema, che opinione avr di voi quando si render conto che anche i credenti hanno dei problemi talvolta gravi?

Come reagir nel caso in cui dovesse perdere il lavoro o una persona cara se non ha una fede davvero radicata e non ha compreso davvero il messaggio del Vangelo?

ancora questo il motivo per cui gli umani devono avvicinarsi a Cristo: perch sono peccatori e hanno bisogno di un redentore. Hanno bisogno di nascere di nuovo. Se ci non accade, non avremo delle conversioni ma solo degli affiliati.

Tutti noi desideriamo vedere quantit, persone che si avvicinano al Vangelo, grandi folle che credono in Ges. Gioiamo quando anche una sola anima riconosce il Signore Ges come Salvatore e Signore.

Tuttavia, non si pu cedere alla tentazione di avere chiese locali numerose a scapito del messaggio del Vangelo stesso.

Lobiettivo crescere, ma dobbiamo essere determinati a crescere nel modo giusto, confidando nella qualit del messaggio che il Signore ci ha affidato e non nella nostra capacit di attrarre le folle.

La Parola del Signore ha una potenza intrinseca, una capacit di parlare alle anime che noi, con tutta la nostra arte oratoria, non potremo mai riuscire ad emulare:

 

Infatti la parola di Dio vivente ed efficace, pi affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere lanima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb 4:12).

 

Leloquenza e la simpatia del predicatore non potranno mai sostituire la potenza della parola. Non abbiamo quindi alcun bisogno di addolcire il messaggio del vangelo perch il Signore potente da agire oggi come ieri attraverso il medesimo messaggio.

 

 

Alberi e frutti

 

Spesso, la fedelt di un servo viene giudicata dalla quantit di persone che ruotano attorno al suo ministero.

Si dice: Se tanti lo seguono, deve essere una persona fedele. Spesso vero e ringraziamo il Signore perch ci sono tanti servi fedeli il cui ministero tocca migliaia di vite. Ma sempre cos? il numero di persone che un ministero influenza il criterio con cui valutare la fedelt di un servitore?

Questo modo di pensare causa frustrazione in molti servitori sinceri che, nonostante la loro fedelt, non riescono ad ottenere i medesimi risultati. In Matteo 7, dopo il confronto tra la porta stretta e quella larga, abbiamo questa esortazione:

 

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Cos, ogni albero buono fa frutti buoni, ma lalbero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non pu fare frutti cattivi, n un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti (Mt 7:15-20).

 

Il falso profeta, come il lupo, non ama le pecore ma ama s stesso e vuole soddisfare il proprio appetito. Cos se vogliamo percorrere la via stretta dobbiamo stare attenti a non confondere i servi del Signore con i falsi profeti che possono anche avere un certo successo dal punto di vista umano, tuttavia portano frutti cattivi. Tanti frutti ma cattivi. Questi falsi profeti vengono in vesti da pecore quindi si confondono in mezzo al gregge. Tuttavia, possono essere riconosciuti dai frutti.

piuttosto facile associare il frutto alla crescita numerica di un movimento o gruppo religioso. Ma la via larga, quella che conduce alla perdizione, viene percorsa da molti, per cui ci implica che anche gli alberi cattivi portano molto frutto. Anzi, si direbbe che portino pi frutto di quelli buoni.

Persone come Sai Baba (popolare maestro spirituale indiano) riescono a influenzare quantit enormi di persone. Questo fa di loro dei grandi uomini di Dio?

Daltra parte, Ges non dice che lalbero cattivo fa pochi frutti e che il buono ne fa molti. Entrambi portano frutto ma ci che li contraddistingue la qualit, la bont del frutto, indipendentemente dalla quantit.

La crescita, quindi, non lunica garanzia di qualit. Non possiamo permetterci di giudicare un ministero, anche se sotto il cappello della cristianit, dal fatto che riscuota o meno successo. Ma se il frutto non si giudica dallabbondanza ma dalla sua qualit, come possiamo misurarlo? Semplice: andiamo allalbero e ne assaggiamo i frutti.

Il frutto principale che deve manifestarsi nella vita del servo, aldil del fatto che il suo ministero abbia o meno una grande estensione la qualit della sua vita e delle vite che tale ministero influenza.

 

Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna (Ro 6:22).

 

Il servo di Dio, liberato dal peccato, ha per frutto la santificazione.

Quando conosciamo di persona un servo, ci rendiamo conto del suo amore per la parola del Signore, della sua profonda comunione con il Signore, della sua ubbidienza, del suo impegno disinteressato e percepiamo il lavoro che Dio sta facendo in lui per trasformarlo sempre di pi a immagine di Cristo. Vediamo che il suo agire e il suo parlare sono in accordo con ci che la Scrittura insegna. Vediamo quindi il frutto di una vita che glorifica il Signore.

Attraverso lesempio, un servizio genuino stimoler le persone a crescere ad immagine di Cristo, poche o tante che esse siano. Stimoler le persone a glorificare il Signore con la propria vita. Al contrario, maestri che vivono per il potere difficilmente produrranno discepoli che vivono per il servizio. Infatti, uno dei frutti principali della strada del potere caratterizzata da cose come ambizione, invidia, apparenza, competizione, abusi, parzialit, compromessi, autonomia dal Signore, senza dubbio il frutto dello scandalo, del cattivo esempio.

Non deve essere quindi la quantit di persone che vengono influenzate da un ministero ad impressionarci, quanto gli esiti positivi che tale ministero ha avuto nella loro vita.

Daltra parte, nella Scrittura ci sono molti esempi di persone fedeli che non hanno ottenuto risultati molto incoraggianti nel loro ministero. Eppure nessuno di noi si permetterebbe di giudicarle male.

Il ministero di Giovanni Battista, dal punto di vista umano, stato davvero uno spreco, un vero fallimento. Trenta anni di preparazione per predicare circa sei mesi. Eppure, credo che siamo tutti convinti che Giovanni ha servito fedelmente il Signore portando a buon fine ci a cui il Signore lo aveva chiamato. Egli non ha svolto un ministero di quantit e non si preoccupato di addolcire la pillola ai suoi ascoltatori per conquistarli. Il suo era un ministero di qualit, al punto che Ges dice di lui che, tra i nati di donna non cՏ nessuno pi grande.

E cosa dire di Geremia? Egli ha svolto gran parte del suo ministero predicando a persone che non gli davano assolutamente retta. E quanti hanno dato retta a gente come Ezechiele o Micaiah?

Dobbiamo quindi imparare a valutare il ministero cristiano sulla base della fedelt al Signore, non sulla base di criteri aziendali o di marketing. Conosco cari fratelli che, da anni, predicano il Vangelo in zone difficili senza ottenere risultati di rilievo. Questo mi autorizza a considerarli dei falliti o a giudicarli come poco spirituali?

 

 

Un ministero di qualit

 

Dio ci ha affidato un messaggio. Non possiamo svenderlo. E non ne abbiamo bisogno. Il messaggio della salvezza in Cristo pu salvare oggi come ieri. un messaggio potente anche per luomo moderno perch Potente colui che ce lo ha affidato.

Dobbiamo proclamarlo con tutti i metodi possibili, ma con chiarezza per non rischiare di riempire i locali di culto con persone che si convertono e si fanno battezzare per motivi che non hanno niente a che vedere con il nocciolo del Vangelo e non hanno realmente capito cosa voglia dire avere un rapporto reale con il Signore. Il risultato ottenuto sarebbe effimero.

Chi cerca il potere, si preoccupa di avere tante persone che lo seguono e lo ammirano. Per questo motivo, sar portato ad accontentare coloro che gli sono sottoposti. I falsi profeti avranno sempre molto seguito, tuttavia, ricordiamoci questo monito:

 

Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrer nel regno dei cieli, ma chi fa la volont del Padre mio che nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno:Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demni e fatto in nome tuo molte opere potenti?. Allora dichiarer loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori! (Mt 7:21-23).

 

I falsi profeti parlano di Dio e dicono di operare da parte di Dio ma non hanno alcun rapporto con lui.

Scegliere di servire il Signore pu portare anche a risultati non piacevoli dal punto di vista personale. Molti credenti nel mondo sono stati e, in alcuni paesi, sono tuttora perseguitati a causa del Vangelo. Perch non presentano un messaggio pi attraente pur di salvarsi la vita? Perch sono veri servi.

Il servo cerca risultati duraturi e genuini, anche se questo gli costa fatica e sacrificio. Forse non avr molto seguito ma che gioia avr quando vedr limmagine di Cristo, la vita di Dio che si sviluppa nelle persone che hanno goduto del suo ministero. Poche o tante che siano. Niente pu superare una simile gioia.

 

Omar Stroppiana

(Assemblea di Torino, via Spontini)