La scomparsa di William MacDonald

 

 

IL MIGLIOR INVESTIMENTO NELLA VITA

 

Il 25 dicembre u.s., a San Jos in California (U.S.A.), dopo novantanni di cammino sulla terra, salito alla presenza del Signore il fratello William MacDonald, conosciuto anche nel nostro Paese per alcuni suoi libri tradotti nella nostra lingua e per una serie di Convegni ai quali partecip 18 anni fa.

 

 

Fedele ai principi neotestamentari

della chiesa locale

 

William MacDonald era conosciuto in Italia per i libri Il Vero discepolo, Cristo ha amato la chiesa, Ci che la Bibbia insegna, per alcuni articoli pubblicati su Il Cristiano nel corso degli anni e per i Convegni ai quali aveva partecipato nel 1989 in provincia di Foggia.

Indimenticabile fu il Convegno al quale parteciparono pi di mille giovani delle Assemblee provenienti da tutta Italia (cfr. Il Cristiano n. 2/1990).

 

Educato nel timore del Signore in una famiglia di origini scozzesi, fu salvato miracolosamente dalla morte in tenera et. Allet di diciotto anni fece lesperienza della conversione e della nuova nascita. Ben presto consacr la sua giovane vita al servizio del Signore.

Sebbene si fosse laureato in una delle migliori universit americane (Harvard), e fosse stato impiegato in una banca come analista di investimenti, comprese che il miglior investimento non nelle borse e nei beni immobili, ma nel deporre la propria vita, il proprio danaro e tutti i talenti e doni ai piedi della croce, per guadagnare i tesori del cielo. Amava dire:

Poich Ges Cristo ha dato la sua vita in sacrificio per me, non cՏ sacrificio pi grande che possa fare che dare la mia vita a lui. Perci rinunci ad una promettente carriera per servire il Signore.

 

Per pi di settanta anni ha servito il Signore. Dotato dallo Spirito Santo di un chiaro linguaggio, ha esposto le verit della Parola di Dio fedelmente, senza discostarsene nel tempo. Ha scritto 84 libri, tradotti in molte lingue, caratterizzati dalla vivace e energica presentazione della verit biblica. Tra essi spicca il Commentario Biblico su tutta la Bibbia. Il libro Il vero discepolo, ha avuto un forte impatto spirituale su una intera generazione di credenti nel mondo intero.

Dopo essere stato insegnante e presidente dellEmmaus Bible School, negli Usa, insieme al fratello Jean Gibson diede vita al Discipleship Intern Training Program, un programma di discepolato e servizio allinterno dellassemblea locale Fairhaven in San Leandro, in California. Come frutto di questopera, decine di uomini e coppie consacrate partirono per lopera del Signore, fondando Assemblee in molti paesi del mondo.

 

Il fratello William era un uomo umile ed affabile; amava il Signore Ges e quindi amava i fratelli. Perci il suo ministero era caratterizzato dal grande equilibrio tra la grazia verso i fratelli in Cristo e la fedelt riguardo alla verit dottrinale.

Per chi scrive restano impresse alcune sue peculiarit.

Il modo semplice, diretto e avvincente con cui riusciva a parlare e scrivere di temi biblici in un linguaggio giovanile, anche se egli stesso non era ormai pi giovane.

Lesposizione e la centralit della Parola di Dio nelle sue predicazioni e nei suoi libri. Limportanza di una forte formazione biblica e di servizio allinterno dellassemblea locale, che considerava centrale e cruciale nella vita del credente; egli amava affermare:

II posto migliore per conseguire una laurea ai piedi della croce.

Infine la fermezza ed il continuo desiderio di vivere secondo i semplici principi e gli insegnamenti del Nuovo Testamento, riguardo alla vita della chiesa, in un tempo in cui i neo-fratelli, come egli li chiamava, cercano di ridefinire il cammino delle Assemblee.

Il fratello MacDonald lascia una grande eredit spirituale, che sicuramente continua ad essere sprone, stimolo e sfida per quanti ancora continuiamo a vivere come cristiani sulla terra.

Lauspicio pi grande che i suoi libri, gi molto diffusi nelle Assemblee di tutto il mondo, possano essere pubblicati, oltre a quelli gi citati, anche in italiano.

 

Per ricordare il servizio di questo figlio di Dio ed il suo amore per le Assemblee, propongo di rileggere con attenzione quanto scrisse in un articolo pubblicato su IL CRISTIANO n. 8/9 dellanno 1972.

 

Michele Papagna

(Assemblea di

Manfredonia, via Iaccarino)

 

 

AFFRONTIAMO LA REALT

di William MacDonald

 

Le nostre condizioni spirituali sono molto gravi. Lo stato di molte Assemblee a dir poco pietoso e si deteriora continuamente.

E noi, invece di far cordoglio della nostra condizione, siamo divenuti gonfi (1Co 5:2).

 

 

Discernere le cause

del deterioramento spirituale

 

Il nostro materialismo sta accrescendo in modo pauroso, tanto che siamo pi orgogliosi del numero di uomini importanti secondo il mondo che fanno parte delle nostre comunit, che del numero dei veri uomini di Dio.

Siamo preoccupati del nostro prestigio, delle nostre case, della possibilit di acquistare una macchina pi veloce e moderna ed abbiamo un sacco di ambizioni per il futuro dei nostri figli. Tutti i nostri pensieri sono per lo pi concentrati in un solo scopo: vivere in questo mondo pi agiatamente e con maggiore successo!

Molto spesso, troppo, viviamo una doppia vita: esteriormente diamo limpressione di essere dei credenti molto pii e rispettabili, ma negli affari, per esempio, siamo di­sonesti. Scendiamo in compromessi, concludiamo degli affari spesso poco puliti, ci lasciamo corrompere dallandazzo di questo secolo.

Nella nostra vita personale riscontriamo amarezze, freddezza, maldicenza, impurit. Viviamo barando continuamente e soprattutto ingannando noi stessi.

Molti dei nostri figli stanno abbandonando lassemblea ed ancora peggio frequentano delle compagnie poco raccomandabili. Forse si stanno dando ai piaceri di questo mondo, allamore libero e perfino alle perversioni sessuali. Per non parlare poi di quelli che sono ormai ribelli ed apostati.

Un fatto certo: stiamo raccogliendo gli amari frutti della nostra indulgenza e permissivit. Ma in tutta questa situazione, non ci sentiamo annientati, col cuore rotto?

 

Non possiamo negare di essere molto pi mondani di molti anni fa; viviamo per lamore delle cose terrene.

Ci piacciono la TV ed altri passatempi che hanno preso il posto del Signore e della sua Parola. Ben volentieri e a poco a poco ci siamo lasciati plasmare nella forma di questo mondo e della sua concupiscenza, dei suoi divertimenti, dei suoi ideali.

Pi che mai evidente nelle nostre vite personali ed in quella della nostra comunit il peccato della mancanza di preghiera.

Nella nostra affannosa ricerca del benessere materiale e nella compiacente sensazione della nostra autosufficienza non sentiamo pi quei forti impulsi interiori che dovrebbero condurci alla ricerca di Dio e della preghiera, il nostro rapporto con lui.

Quanti frequentano la riunione di preghiera della nostra comunit? Quanto spesso preghiamo nella nostra famiglia?

Quanti di noi hanno labitudine del culto di famiglia e ogni giorno osservano il culto personale?

E infine cՏ il problema del nostro orgoglio e della nostra indifferenza. Piuttosto che ammettere il basso livello spirituale che ci caratterizza, cerchiamo di nascondere il nostro peccato. E in questo assomigliamo a quella donna di casa che spazza la polvere sotto il tappeto!

 

 

Mancanza di frutti

 

Un fatto sicuro. Non resteremo in questo stato attuale, ma la nostra condizione, con landar del tempo, continuer a peggiorare. Forse stiamo raccogliendo i frutti del nostro allontanamento dal Signore in modo pi triste di quanto vorremmo ammettere o immaginare.

Ho visto, negli ultimi tempi, tanti genitori che la domenica mattina si sono avvicinati alla Tavola del Signore col cuore rotto e mi sono ricordato delle parole del profeta:

CՏ unaltra cosa che voi fate: coprite laltare del SIGNORE di lacrime, di pianto e di gemiti, in modo che egli non badi pi alle offerte e non le accetti con gradimento dalle vostre mani (Ml 2:13).

Ho parlato con dei figli che odiano i loro genitori credenti e che vorrebbero essere a centinaia di chilometri lontano da casa.

I cieli sono di piombo sopra le nostre teste e le nostre preghiere sembra non vadano al di l del soffitto.

Dio ha forato le nostre borse, lavoriamo e lavoriamo per risparmiare, per accumulare, ma non riusciamo mai ad avere abbastanza denaro. E siccome non vogliamo dare al Signore ci che gli spetta, spendiamo dal meccanico, dallo psichiatra, ecc.

CՏ una tremenda carestia della Parola del Signore. Il ministero troppo spesso privo dellunzione e della potenza dello Spirito. Potete ricordare qual stata lultima volta in cui la Parola del Signore vi ha parlato con potenza? E non diamo tutta la colpa ai predicatori: quello che stiamo sperimentando non altro che il giudizio del Signore sul nostro peccato!

Le riunioni della domenica mattina, in cui dovremmo adorare e lodare il Signore, sono quasi sempre prive di vita. Sono fredde e sterili, frutto, forse, delle ore che il sabato sera e le altre sere della settimana abbiamo passato davanti al televisore o al cinema oppure leggendo libri e riviste.

Che dire delle riunioni di evangelizzazione? Un esercizio inutile, come quello che qualcuno tenta di pescare in un lago senza pesci! Passano anni senza che vediamo una solo anima che si converte.

Ci rendiamo conto di questa situazione?

Comprendiamo che essa il giudizio di Dio su di noi?

Cosa possiamo fare per risvegliarci?

 

 

Il bisogno pi grande!

 

Isaia ha saputo descrivere il nostro stato in modo quanto mai vivo e toccante:

Guai alla nazione peccatrice, popolo carico diniquit, razza di malvagi, figli corrotti! Hanno abbandonato il SIGNORE, hanno disprezzato il Santo dIsraele, hanno voltato le spalle e si sono allontanati. Per quale ragione colpirvi ancora? Aggiungereste altre rivolte. Tutto il capo malato, tutto il cuore languente. Dalla pianta del piede fino alla testa non cՏ nulla di sano in esso: non ci sono che ferite, contusioni, piaghe aperte, che non sono state ripulite, n fasciate, n lenite con olio. Il vostro paese desolato, le vostre citt sono consumate dal fuoco, i vostri campi li divorano degli stranieri, sotto i vostri occhi; tutto devastato, come per un sovvertimento di barbari. La figlia di Sion rimasta come un frascato in una vigna, come una capanna in un campo di cocomeri, come una citt assediata (1:4-8).

Abbiamo urgente bisogno di uomini di Dio, di profeti che siano capaci di guidarci al pentimento.

Ecco il nostro pi grande ed impellente bisogno, IL PENTIMENTO. Ai piedi della croce, piangendo e confessando i nostri peccati e mormorando le parole cos difficili: Abbiamo peccato. Abbiamo bisogno di questo pentimento nella nostra vita individuale confessando ed abbandonando quei peccati che ci hanno condotti in questo stato di aridit spirituale.

Dobbiamo mettere a posto ogni piccolo peccato verso gli altri chiedendo perdono per le cose in cui siamo venuti meno.

Questo pentimento non deve avvenire solo al livello individuale, ma anche comu­nitario. Chi di noi pu ricordare una riunione nella quale cՏ stato un pentimento collettivo, sintomo di ogni vero risveglio? Troppo di rado osiamo perfino menzionare la parola pentirsi! Ma ne abbiamo bisogno. Disperatamente.

Chiediamo al Signore delle vere guide spirituali. Degli uomini di Dio che unti e potenziati dallo Spirito possano condurci in ginocchio, di nuovo ai piedi della benedetta croce, prima che tutta lira divina si riversi su noi. Ricordate latteggiamento di Daniele davanti ai peccati del popolo? Nella sua preghiera a Dio egli disse:

Noi abbiamo peccato, ci siamo comportati iniquamente, abbiamo operato malvagiamente, ci siamo ribellati e ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue prescrizioni (9:5).

Se facciamo nostro il peccato e lo confessiamo, allora potremo guardare con fiducia al futuro basandoci sulle parole di 2 Cronache 7:14: Se il mio popolo, sul quale invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudir dal cielo, gli perdoner i suoi peccati, e guarir il suo paese.

Siamo stati orgogliosi, ci siamo vantati della nostra ortodossia, abbiamo guardato gli altri credenti dallalto in basso. Ora il Signore ferisce il nostro orgoglio ed oscura laureola che credevamo di avere!

Cerchiamo di nuovo il Signore. Egli ci chiama per mezzo dellantico profeta:

O Israele, torna al SIGNORE, al tuo Dio, poich tu sei caduto per la tua iniquit. Preparatevi delle parole e tornate al SIGNORE! Ditegli: Perdona tutta liniquit e accetta questo bene; noi ti offriremo, invece di tori, lofferta di lode delle nostre labbra (Osea 14:1,2).

CՏ ancora speranza, una: Nel tornare a me e nel tenervi a riposo sar la vostra salvezza (Isaia 30:15).

La strada che conduce al rinnovamento ed al risveglio riconoscere il nostro stato, mettere a posto gli sbagli del passato e renderci conto delle terribili e disperate condizioni di un mondo che perisce e di una Chiesa senza potenza.

 

Trascrizione a cura di

Michele Papagna

(Assemblea di

Manfredonia, via Iaccarino)