Un aspetto necessario del nostro comportamento

 

 

LA NOSTRA SENSIBILIT

 

La vita del credente chiamata da Dio ad essere una realt aperta verso lesterno: verso gli altri, verso tutti coloro che vivono una condizione di bisogno ed, in particolare, di bisogno di Cristo. Ma questa apertura, per essere vissuta in modo fruttuoso ed efficace, deve essere sempre condizionata e guidata dallamore!

 

 

Intorno a noi indifferenza ed egoismo e... dentro di noi?!?

 

Ogni uomo possiede un cuore ed una propria sensibilit e, pi o meno, abbiamo tutti un certo livello di emotivit. Questo porta alla commozione quando ci troviamo di fronte a casi umanitari e sociali di estremo bisogno.

Questo generalmente giusto, perch si tratta di sentimenti buoni che tutti proviamo, anche quelli di noi pi refrattari.

Nella nostra vita abbiamo notato certamente tanti casi di questo tipo: vi cito un esempio, cio la solidariet espressa reciprocamente durante i disagi e subito dopo lultima guerra mondiale.

Ma con lavvento del benessere e quello della cosiddetta civilt dei consumi, questi sentimenti di aiuto reciproco si sono affievoliti e affiorano qua e l forme di indifferenza e di egoismo.

Questo quanto avviene generalmente nel mondo che ci circonda, ma noi credenti come ci comportiamo?

 

vero che abbiamo la Scrittura nella quale detto Ama il tuo prossimo, ma non sempre mettiamo in pratica queste parole come dovremmo.

 

anche vero per che di fronte a casi ben definiti ed eclatanti di entit particolare (vedi ad esempio la tragedia dello tsunami di due anni fa nel sud-est asiatico) la nostra sensibilit viene rivitalizzata e provvediamo ad aiutare chi nel bisogno e nellindigenza in modo superiore alla normalit e alle nostre abitudini.

Possiamo ancora dire che tutto questo giusto, anche se avviene di rado.

 

 

Il bisogno prioritario del mondo

 

Ho messo appositamente tra virgolette le parole chi nel bisogno, perch su di esse vorrei fare alcune considerazioni.

Il mondo in cui viviamo lontano dal Signore e si avvia verso la perdizione, se noi non lo avvisiamo del pericolo che incombe su di esso.

In Atti 8 notiamo che letiope alla domanda di Filippo: Comprendi ci che leggi? cos rispose: Come potrei se nessuno mi spiega?

 

Ecco dunque la condizione delle persone del mondo: esse hanno bisogno di qualcuno che spieghi loro lamore di Dio.

Questa azione di spiegazione e di convinzione che dobbiamo svolgere corrisponde, come sappiamo, ad un preciso ordine divino:

Andate per tutto il mondo e predicate levangelo e poi ancora Voi mi sarete testimoni.sino allestremit della terra.

 

Ecco quindi ben precisato il nostro compito principale: andare verso chi nel bisogno, cio il compito di far conoscere il Signore e il suo amore a tutta lumanit.

Penso che questo bisogno sia di gran lunga superiore a tutte le altre necessit della vita, perch riguarda unaltra vita: quella eterna.

 

 

Lumanit lontana da Dio  il caso pietoso per eccellenza

 

E qui ritorna in campo la nostra sensibilit: il fatto di essere commossi da casi pietosi e da esigenze umanitarie giusto e indiscutibile, ma dovremmo con altrettanta dedizione pensare anche ai bisogni spirituali delluomo, al suo rapporto con Dio, alla sua vita eterna. Noi possiamo e dobbiamo essere di aiuto verso tutti coloro che sono veramente nel bisogno.

 

Possiamo ancora dire che cՏ un rapporto numerico enorme nel mondo: tra gli uomini che hanno necessit materiali e quelli che hanno necessit spirituali.

Forse migliaia o milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari, ma sono miliardi quelli che hanno bisogno di aiuto spirituale per comprendere lamore di Dio!

Anche noi credenti ci lasciamo emotivamente commuovere da casi pietosi, ma spesso dimentichiamo quelli ancora pi pietosi: lumanit lontana da Dio che corre verso la perdizione.

 

 

Perch limpegno concreto per la testimonianza langue?

 

Succede allora che lopera del Signore langue per mancanza di sostegno adeguato, sia nel nostro Paese, che nei Paesi esteri dove abbiamo seminato lEvangelo e dove esistono solo a volte delle piccole fiammelle di testimonianza.

Mi chiedo allora se la nostra sensibilit esista e, se esiste, proprio indirizzata nella direzione giusta?

Ricordiamo che tre sono i comandamenti che il Signore ci ha lasciato:

 

Ama il Signore con tutto il cuore, tutta lanima e tutta la mente (Mt 22:37).

 

Ama il tuo prossimo come te stesso (Mt 22:39).

 

Andate e predicate levangelo in tutto il mondo (Mr 16:15).

 

Notiamo che non per nulla questi comandamenti sono stati posti in una certa sequenza.

In merito al primo comandamento (Ama il Signore) non ci sono dubbi per nessuno di noi: ci mancherebbe altro!

Relativamente al secondo (Ama il tuo prossimo), dobbiamo riconoscere che, di tanto in tanto, ci muoviamo per far fronte alle necessit umane.

Per quanto riguarda il terzo, dobbiamo confessa che spesso, forse anche inconsciamente, lo giudichiamo come un comandamento di minore importanza che a volte viene addirittura dimenticato. Perch?

LOpera del Signore non pu progredire e non pu svilupparsi se non la aiutiamo.

Veramente il Signore voglia risvegliare la nostra sensibilit sulla necessit della testimonianza e sul suo sostegno pratico e in preghiera. un suo ordine e noi dobbiamo ubbidire.

 

Mario Valente

(Assemblea di Torino, via Virle)