|
Per una coerente applicazione nelle Assemblee PRINCIPI DELLA CHIESA NEOTESTAMENTARIA: a. Limportanza dei princpi Il relativismo dottrinale ed etico, sempre pi diffuso e
tollerato, ci impone unattenta riflessione sullinsieme dei princpi sui quali
gli apostoli, dietro mandato del Signore Ges, hanno gettato le basi della
Chiesa primitiva. Questa Chiesa deve ancora oggi essere il modello unico da
imitare per ciascuna assemblea locale. Il campione da imitare Tutti coloro che credono nel nome di Cristo sanno bene che il Cristianesimo, proprio come il suo stesso Autore, rimane immutato e immutabile nella sua essenza. Ma, mentre da un lato si pronti a riconoscere la perfezione della vita cristiana ideale, dallaltro lato si deve onestamente ammettere che la Chiesa cristiana, nella sua vita pratica ed anche nella sua dottrina, stata esposta alla contaminazione delle ideologie umane ed stata inquinata dal suo interno per opera di mani impure. Mai come oggi appare evidente il bisogno di una riforma nella Chiesa. A noi il compito e la responsabilit di suonare lallarme! O riteniamo fermamente la Parola di Dio o continuiamo ad andare avanti, verso la rovina. In ogni campo pienamente legittimo considerare il campione di ogni prodotto come il modello da imitare e da considerare per la produzione delle sue copie. Ed scontato che proprio il campione rimarr il prodotto migliore e, in tutti i casi, il pi perfetto. Questo avviene anche in campo sociale: tutte le associazioni e le diverse istituzioni vanno soggette al logorio del tempo e, in un aspetto o in un altro, finiscono con labbandonare la loro condizione originale. buona regola quindi, per qualsiasi istituzione, avere sempre davanti agli occhi lo statuto e lo spirito originali, in modo da evitare possibili fenomeni di corruzione e di degenerazione e da correggere quelle imperfezioni e quegli errori che, col tempo, inevitabilmente vi sintroducono. Per quanto ci riguarda, dovremmo quindi guardare continuamente agli insegnamenti e al modello di Chiesa che il Nuovo Testamento ci presenta. Gli apostoli hanno ricevuto dal Signore stesso il campione, il modello da produrre. Noi crediamo che essi siano stati preservati da qualsiasi errore, sia nel disporre questo modello che nel comunicarlo agli altri e ci grazie alla straordinaria assistenza dello Spirito Santo. Quando veniva stabilita una
Chiesa in una data localit, era come un albero che porta frutto, avente in
s la propria semenza. Cio le Chiese erano modellate secondo le disposizioni degli apostoli, ma in breve tempo si trovarono al loro interno uomini capaci di poter occupare ogni ufficio nella Chiesa, cio di mantenere fedelmente in vita il modello. In questo modo i fondatori delle Chiese erano liberi di andare altrove, sicuri ormai che il modello insegnato sarebbe stato fedelmente conservato. CՏ un solo Modello degno di essere imitato Il fatto che oggi da pi parti si ravvisi la necessit (e talvolta lurgenza!) di riconfermare il valore dei princpi della Chiesa neotestamentaria ai quali devono ispirarsi le Assemblee, fa ritenere scontato che da pi parti vi sia il bisogno di riconsiderare la nostra posizione, riconoscendo che, in poco o in assai, ci siamo allontanati o corriamo il rischio di allontanarci dal MODELLO e che abbiamo quindi urgente bisogno di ritornare al principio della storia della Chiesa cristiana. Non cercheremo di riepilogare
i vari sistemi di governo e di struttura della Chiesa, che persone con
sentimenti e orientamenti diversi hanno creduto di vedere in qualche modo
insegnati nelle Scritture. La cosa che ci sta pi a cuore riconoscere che le
Chiese della Giudea, della Galazia e delle altre localit menzionate in
particolare nel libro degli Atti, furono stabilite e ordinate dagli apostoli
del Signore, ed proprio questordine lunico degno di essere imitato da
coloro che confessano di essere discepoli di Cristo: un ordine che si pu conoscere soltanto attraverso il Nuovo Testamento
e del quale ogni credente deve essere pienamente consapevole, per poter
praticare la volont del suo Maestro. Non cinteressano le
interpretazioni del Modello, cinteressa soltanto il Modello! Nel libro degli Atti abbiamo la storia della prima Chiesa e, quindi, della Chiesa pi pura. Questa storia ci informa abbastanza dettagliatamente su come la Chiesa primitiva fu piantata, su come fu annaffiata, su come se ne raccoglievano i frutti e su come cresceva, incontrando consensi sia fra i Giudei che fra i Gentili. Ci viene inoltre spiegato in quale modo essa osservasse i comandamenti di Cristo, dati agli apostoli e relativi ai diversi aspetti della sua stessa vita: ladorazione, la comunione, il governo, i simboli, la disciplina, limpegno missionario, le relazioni con il mondo ecc... Quando lo Spirito Santo ha guidato Luca nella composizione del libro, egli voleva certamente, attraverso la storia della Chiesa primitiva, lasciare un modello per le chiese successive, di tutti i tempi. Quindi soltanto nel libro degli Atti, e nei successivi chiarimenti offerti dagli apostoli nelle loro lettere, che possiamo trovare il vero MODELLO, secondo il quale si dovrebbe costruire ogni Chiesa cristiana. Quale autonomia? Chi ha orecchi ascolti
ci che lo Spirito dice alle Chiese (Ap 2:. La Scrittura non dice: alla Chiesa, ma alle chiese. Questa precisazione cinsegna che le chiese tutte insieme sono invitate ad ascoltare lo Spirito Santo che parla: lautonomia delle chiese locali, definita e legittimata dal Nuovo Testamento, non pu essere intesa come autonomia di ascolto della voce dello Spirito. CՏ un momento che tutti i credenti devono vivere insieme ed lascolto della voce del Signore che parla, attraverso la sua Parola e nella potenza dellazione dello Spirito Santo. Per evitare quella pericolosa autonomia di ascolto, che comprometterebbe ogni forma di comunione e di testimonianza, il Signore ci ha chiamati, perch ora il momento in cui bisogna ascoltare la sua voce, ora il momento in cui dobbiamo sottometterci alla sua autorit. Come mi fui voltato, vidi
sette candelabri doro e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un figlio
duomo, vestito con una veste lunga fino ai piedi e cinto di una cintura doro
allaltezza del petto. Il suo capo e i suoi
capelli erano bianchi come la lana candida, come la neve; i suoi occhi erano
come fiamma di fuoco; i suoi piedi simili a rame lucente, arroventato in una
fornace e la sua voce era come il fragore di grandi acque. Nella sua mano destra teneva sette stelle; dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo volto era come il sole quando risplende in tutta la sua forza (Ap 1:13-16). Nella visione che offr di s stesso a Giovanni, il Cristo risorto e glorificato non apparve isolato, distaccato, ma presente in mezzo ai candelabri, cio alle chiese. Il Cristo risorto non ha vicari: lui e lui solo al centro della Chiesa ed a lui la Chiesa deve costantemente guardare. Dobbiamo profondamente umiliarci davanti a lui. Dobbiamo ravvederci e fare le opere di prima, ma non le nostre prime opere, perch non siamo mai stati come i primi credenti, piuttosto le opere di prima, cio le opere dei cristiani della Chiesa primitiva. Davanti alla Verit Dio non scende a compromessi e non tollerante Da quanto abbiamo detto fin qui sorge spontanea la domanda: Ma quali sono i princpi
della Chiesa del Nuovo Testamento?. A questa domanda cercheremo di dare una risposta attraverso questa serie di articoli. Ma... perch dobbiamo tornare a parlare dei princpi della Chiesa del Nuovo Testamento? Non sono forse le nostre Assemblee gi fondate su questi princpi? Qualcuno potrebbe porsi questo tipo di domande ed avere la convinzione che perdiamo soltanto del tempo a riconsiderare verit che gi conosciamo e crediamo. Ma, a parte il fatto che ogni
generazione di credenti dovrebbe mettersi in cammino per riscoprire la dottrina
della Chiesa neotestamentaria e per definire cos la sua posizione, dobbiamo
anche osservare che oggi, pi che mai, la Chiesa esposta ad influenze
esterne negative, che impongono di chiarire le sue basi. Oggigiorno infatti la Scrittura, con il suo insegnamento tagliente, viene spesso screditata. Tanti uomini, anche in quellambiente che, ormai impropriamente, ci azzardiamo a definire evangelico, fanno della Parola scritta quello che altri uomini fecero un tempo della Parola Incarnata. Non tutti sono pronti ad accettare, al cento per cento, la Parola di Dio e, di conseguenza, i credenti non sono pi di una sola mente. Mentre la Verit di Dio Verit che non scende a forme di compromesso, che scuote gli uomini e li mette in opposizione fra loro, oggi si predica una Verit prodotta dal compromesso, che addormenta gli uomini e che rivela propriet falsamente conciliatrici. Ma a tanti non piace la parola compromesso, perch, per usare un gioco di parole, un vocabolo ormai compromesso dalla storia, ed allora si ricorre al termine pi elegante e raffinato di tolleranza. Si dice che bisogna essere tolleranti e ragionevoli perch, in fondo, quando si parla di realt divine, non cՏ nessuno che possa pretendere di avere tutte le ragioni dalla sua parte: un po di verit pu esserci nel pensiero di ciascuno. Questa attitudine porta ad
essere entusiasti e pieni di sentimento nella predicazione dellEvangelo, ma
poi la dottrina viene trascurata, se non addirittura messa da parte e
ignorata. Allora dobbiamo fermarci e considerare la nostra situazione: o sbagliamo noi, quando cadiamo in un atteggiamento di tolleranza verso quanti vengono meno ai princpi, o sbaglia Dio per la sua assoluta intolleranza. Ragionamenti sottoli e seducenti Ma, cosa dobbiamo fare? Come possiamo rimediare ad una situazione nella quale non sono ormai pi estranei fenomeni di tolleranza o di compromesso? Qualcuno dice: Ma... cerchiamo di non essere troppo pignoli o troppo rigidi: lasciamo le cose cos come stanno e lasciamo conservare ad ognuno la propria idea! Altri diranno: Cerchiamo di avere amore gli uni per gli altri: coloro che si amano sanno stare insieme anche se hanno vedute diverse! Vi sar poi chi dir: Non contendiamo per
questo, perch cos perderemo i nostri amici e troveremo soltanto dei nemici! Non mancher poi chi sentenzier: Noi non siamo istruiti, lasciamo perdere, smettiamo di occuparci di queste cose che soltanto un teologo pu capire! E cos si va avanti... finch qualcuno arriver a dire: Ma certamente possono
esservi degli sbagli nella Bibbia; non vorremmo per caso credere ancora
allispirazione verbale e alla sua inerranza? Variano gli argomenti, variano le voci, ma lispirazione viene sempre dalla stessa voce: la voce di colui che bugiardo dal principio: Lascia un po di libert
e di pluralismo! Non essere presuntuoso e
neppure troppo sicuro di quello che credi! Non essere rigido e
dogmatico! Cerca piuttosto di
amare! Lascia perdere, occupati
di cose che puoi capire! E cos via... i credenti intorpiditi da questi sottili ragionamenti si lasciano ingannare e, proprio sotto i loro occhi, si lasciano derubare delle loro migliori benedizioni senza neppure accorgersene. Quali sentieri antichi? per questo che dobbiamo tornare a vedere ci che dice lEterno nella sua Parola e, nel vedere, dobbiamo essere pronti ad ascoltare la sua voce ed essere pronti ad ubbidire. Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quale siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! (Gr 6:16). Quali sono i sentieri antichi verso quale dobbiamo guardare e sui quali ci dobbiamo incamminare? possibile che sia forte in noi la tentazione di guardare ai primi Fratelli, al Guicciardini, al Rossetti e cos via, considerando soprattutto la maniera con la quale Dio li ha benedetti e li ha usati per scuotere la Chiesa del loro tempo da una drammatica apatia spirituale. Ma i sentieri antichi, i soli verso i quali dobbiamo guardare e sui
quali dobbiamo camminare, sono quelli tracciati dalla Chiesa del Nuovo
Testamento. Quindi, se vogliamo
realizzare e godere la presenza del Signore quando ci raduniamo come assemblea,
dobbiamo conoscere e vivere i princpi che troviamo nel Nuovo Testamento. E non dobbiamo mai dimenticarci che i princpi sono importanti, perch il Signore ha promesso al sua presenza in mezzo a coloro che adempiono la sua Parola e la mettono in pratica. Ma... non bastano i
princpi! In Atti 19:20 leggiamo: Cos la Parola di Dio
cresceva e si affermava potentemente. Mano a mano che gli apostoli predicavano, il Signore benediceva le loro fatiche. Faremo bene a seguire il loro esempio, ma dobbiamo capire assolutamente una cosa e cio che non sufficiente osservare e praticare i princpi apostolici. Infatti... se non abbiamo la consacrazione apostolica, se non abbiamo la fede apostolica, se non abbiamo la potenza apostolica, continueremo a non avere i risultati apostolici. I princpi e i metodi sono importanti e necessari, ma ricordiamoci che sono soprattutto necessarie la spiritualit e la consacrazione che li devono accompagnare. Testo preparato per
lincontro Anziani 1984, a cura di fratelli delle Assemblee di Anghiari, Citt di
Castello e Perugia |