Attualit di una riflessione

Attualit di una riflessione

 

 

CHIESA E STATO:

UN RAPPORTO DISCUSSO

 

Il contesto politico religioso, in cui appare sempre pi rilevante linfluenza della curia vaticana sulla vita sociale e civile del nostro Paese, rende attuali alcune osservazioni provocate dalla lettura di un testo che documenta la presenza evangelica (ma sarebbe meglio dire protestante) nel Parlamento italiano. Non si tratta di osservazioni nate da una valutazione politica del rapporto Chiesa-Stato, ma dalla tristezza nel vedere linvadente egemonia di una chiesa soffocare le verit dellEvangelo.

 

 

Evangelici o Protestanti?

 

Evangelici In Parlamento il titolo di un libro-dossier, pubblicato a Roma nel 1999 a cura della Segreteria generale della Camera dei deputati (Ufficio pubblicazioni e informazione parlamentare)

Si tratta di un poderoso volume, da anni comparso anche nelle librerie evangeliche, curato da Gianni Long, gi consigliere capo del servizio della Camera dei Deputati e da Domenico MaseIli deputato nella XIII legislatura.

 

Il volume raccoglie i discorsi pronunciati in aula dai deputati evangelici a partire dalla 4a legislatura 1849-53 fino alla 26a legislatura 1921-24; i personaggi sono i seguenti: Giuseppe Malan, Giovanni Morelli, Bonaventura Mazzarella, Giorgio Sonnino, Sidney Sonnino, Giulio Peyrot, Giovanni Soulier, Matteo Gay, Dante Argentieri.

Dopo il 1924 non risultano deputati evangelici come anche nella successiva Assemblea Costituente repubblicana dopo la fine della monarchia e del regime fascista.

 

Nella I, II e III legislatura repubblicana fece parte della camera dei deputati Giuseppe Bogoni (dal 1952 al 1963). Dopo di lui non troviamo altri parlamentari evangelici fino alla VII Legislatura (1976) quando al senato fu eletto il pastore valdese Tullio Vinay; con i suoi interventi si chiude il volume che esclude, volutamente, gli interventi dei pi recenti deputati evangelici fra i quali lo stesso Domenico MaseIli.

 

Alla luce dei contenuti semantici relativi al termine evangelico notoriamente usato per identificare una scelta di fede legata esclusivamente al dettato neotestamentario, scelta non priva di conseguenze ecclesiologiche volte a porre dei distinguo fra le chiese istituzionali Riformate genericamente definite come protestanti e (soprattutto in Italia) quelle nate dal Risveglio ottocentesco, appare chiaro che il definire evangelici tutti i parlamentari presi in considerazione una affermazione estensiva che non corrisponde in pieno alla realt che di fatto si evince anche dallesame del volume. Infatti gi nellIndice, dopo la Nota del curatore, alla voce Introduzione troviamo, di Domenico Maselli: I parlamentari protestanti nelle Camere elettive.

Ma ci comprensibile perch in questo caso il confronto posto in essere allinterno di una societ dove il cristianesimo viene fatto corrispondere genericamente solo al cattolicesimo romano.

Inevitabile quindi la necessit di accomunare i rappresentanti di un cristianesimo minoritario che hanno maturato e sentito la necessit di un impegno politico in un contesto sociale pervaso dalla cultura religiosa cattolica al punto di esserne abbondantemente dominata nel tempo salvo brevissimi periodi (nell800) di tentativi di emancipazione.

 

 

Aspetti comuni

di una rappresentanza variegata

 

NellIntroduzione Domenico Maselli presenta una traccia sintetica ma pregnante della Origine della minoranza evangelica italiana incentrandola sui Valdesi; a questo iniziale paragrafo A) fanno seguito i paragrafi B) La Riforma del secolo XVI e C) Le comunit protestanti in Italia, pi un breve capitolo su: Le lettere patenti del 17 Febbraio 1848 ed infine delle note relative ad ogni singolo parlamentare volte a far risaltare le caratteristiche peculiari e salienti sia della loro personalit come del loro pensiero.

 

Queste note sono particolarmente interessanti ed utili per il lettore che viene cos messo in grado di capire (almeno in parte) il senso e le finalit dei successivi discorsi parlamentari i cui contenuti e linguaggio possono anche apparire ostici a chi non avvezzo alla complessit tecnica e linguistica usata in parlamento.

Queste note e le successive biografie che introducono i discorsi parlamentari, offrono uno spaccato interessante e variegato, sul piano politico, di questo manipolo di coraggiosi uomini di fede e di azione; dice di loro il Maselli:

 

Non si pu infatti, in conclusione, fare un identikit univoco di questa rappresentanza protestante nel nostro parlamento. Alcuni dei personaggi di cui ci siamo occupati erano di sinistra come Mazzarella e Vinay, altri di destra moderata, come MaIan e Sidney Sonnino. Alcuni ebbero una vita parlamentare intensissima, con frequenti ed importanti interventi in Aula ed una partecipazione viva alla politica nazionale; altri, pur definiti solerti, hanno lasciato poche tracce della loro presenza.

 

Aspetti comuni furono, pur in questa netta differenziazione, il rigore etico, il rifiuto di una politica di accomodamento alle situazioni mutevoli, un amore profondo per la libert religiosa ed, in genere, per le libert civili...

 

Per questi motivi auspicabile che gli attuali parlamentari (non solo evangelici) prendano visione di questo volume prendendo spunto e motivazioni dal rigore intellettuale ed etico che soggiaceva al pensiero ed allazione di questi uomini, alcuni dei quali si sono distinti particolarmente per lincisivit e la coerenza nel perseguire obiettivi utili a tutta la collettivit nazionale.

Su alcuni aspetti di particolare attualit ritengo opportuno dare una segnalazione, ad esempio: il rapporto Stato-Chiesa e la necessit della formazione di un Partito conservatore in Italia.

 

 

Fautori di una rigida separazione

 

Dellattivit di Bonaventura Mazzarella, uomo di vasta cultura che aveva partecipato al Risorgimento Italiano dandovi un notevole contributo, ma anche attivissimo ministro evangelico delle Chiese Libere cos scrive Maselli:

 

... strano come in una attivit cos complessa, che non trascura n la politica estera n quella interna e che si occupa dei lavori pubblici come dellistruzione, sia del tutto assente qualsiasi aspetto religioso, mentre buona parte della vita del Mazzarella era dedicata allo sviluppo del protestantesimo italiano e delle sue attivit sociali (ospedali, orfanotrofi, scuole ecc. ) Ci nasceva dalla convinzione, peraltro comune ai protestanti dellOttocento, che dovesse esservi una rigida separazione tra religione e politica, tra Stato e Chiesa... (pag. XXXI)

 

Quindi non una stranezza, a mio avviso, il comportamento del Mazzarella, bens un rigore ed una coerenza che traeva origine da una formazione religiosa e culturale di altissimo livello peraltro condivisa dalla stragrande maggioranza degli evangelici del suo tempo e supportata da studi e documentazioni quali, ad esempio, La Religione di Stato (1861) e Il Problema Religioso in Italia (1871) di Teodorico Pietrocola Rossetti (Ristampa U.C.E.B. 1989 con prefazione di D. MaseIIi) amico e collaboratore del Mazzarella.

 

Maselli non ha approfondito largomento; credo, invece e spero che questo tema sia oggetto nel prossimo futuro di un approfondimento etico-politico-sociale volto ad identificare ansie illegittime di alcuni odierni politici e mortificazioni immotivate per altri causate da una teologia ed una ecclesiologia insofferente quanto supponente espressa da Benedetto XVI nei confronti delle Chiese Protestanti ed Evangeliche, volte a negare la legittimit di tali comunit religiose (cos le definisce) a definirsi chiese e Chiesa.

 

In ogni caso alla commemorazione funebre del Mazzarella il presidente Abignente dopo averne tessuto gli elogi come politico afferm:

 

...ancora adesso ci par di sentire quella parola calma, dignitosa e rifuggente da qualunque astio, da qualunque partigianeria... Delicatissimo nella sua coscienza, egli era ferventemente religioso... Egli non mai diceva quello che non pensava, quello che non sentiva, n ancora diceva in modo diverso da quello che sentiva e da quello che pensava: ci che diceva era quello che stava nel suo intelletto e nella sua coscienza... Abbiamo perduto un compagno modello di virt! (pag. XXXII)

 

Ci sta a dimostrare che la politica vissuta e praticata dai pi come arte del compromesso un comodo rifugio in un luogo comune volto a giustificare incapacit, inefficienze o coperture di interessi particolari contrari al bene del paese e di tutti i cittadini.

 

 

Verso la sudditanza

dello Stato alla Chiesa

 

Al comportamento del Mazzarella far eco pi tardi Sidney Sonnino un anglicano di destra ... estremamente sincero e di una onest disarmante in un mondo politico, come quello italiano, cos portato al compromesso, allipocrisia ed alla frode pi o meno patente. (pag. XXXV).

Anchegli cos si esprimeva:

...Io non temo le conseguenze politiche della religione del popolo... temo piuttosto il clericalismo della borghesia e delle classi agiate, le quali, bench esse stesse scettiche e miscredenti, considerano la religione come mezzo di governo... Esse vedono nellorganizzazione e nella forza civile della Chiesa un potente alleato per i propri interessi di classe... (pag. XXXVIII)

 

Afferma ancora Maselli:

Per il protestante Sonnino, il timore consiste nella possibilit di una presunta riappacificazione tra Stato e Chiesa che ponga lo Stato al servizio della Chiesa.

Gi erano presenti umori e segni che si sarebbero concretizzati nel 1929 con i Patti Lateranensi di Mussoliniana memoria.

In relazione al dibattito parlamentare avvenuto alla Camera nel 1908 sulla famosa legge Rava relativa allinsegnamento della religione nelle scuole, Sonnino affermava in primo luogo il valore della libert:

In Italia siamo troppo inclini a dimenticare che libert significa tolleranza e non sopraffazione.

 

Ma ci che caratterizza la vita politica di Sidney Sonnino il suo tentativo di formare e fondare un Partito Conservatore; a questo proposito segnalo un testo uscito recentemente titolato Conservatori senza Partito - Un tentativo fallito nellItalia Giolittiana di Umberto Gentiloni Silveri, Edizioni Studium - Roma 1999.

In esso sufficientemente chiarito il tentativo ed il fallimento di Sonnino con motivazioni che confermano gli accenni che ritroviamo nel nostro testo, in particolare una citazione di una lettera di Paolo di Campello, Roma 30 Dicembre 1911 che cos recita:

 

Volendo, come ho sempre usato, dire la verit, tutta intera, non potr tacere che lefficacia di quel gruppo fu paralizzata dalla contrariet avuta dalle due principali forze conservative: il papato e la monarchia. Il primo ci ha posposto agli intransigenti, la seconda disprezzato per amore o timore dei progressisti.

 

 

Uninvadenza

che soffoca la verit dellEvangelo

 

Altrettanto interessanti, istruttive ed educative sono le altre figure che, si pu dire, sono contenute fra questi due poli di pensiero sia politico come religioso e che sono la espressione di una vitalit, sensibilit e coscienza politica oltre che religiosa volta ad incidere positivamente sullandamento della formulazione legislativa del nostro paese e ci senza cedimenti mirati allottenimento di particolari privilegi!

 

Al contrario stiamo assistendo ai nostri giorni ad un appiattimento cultural-religioso a sfondo ecumenico e sociopolitico con implicazioni legislative importanti che non fa che alimentare linvadenza romano-vaticana a danno della libert religiosa e soprattutto della verit dellEvangelo oltre ad una autentica libert civile, inficiata, appunto, da una autorit che mira a sovrapporsi costantemente a quella dello Stato, incurante (non solo da essa) del dovere di rispettare i dettami costituzionali sanciti dallart. 7 della Costituzione Italiana.

 

Non mi pare che si stia tenendo gran conto dei sacrifici passati e delle lotte ideali pagate a volte a caro prezzo.

Oltre al mondo protestante anche in quello tipicamente evangelico che gi nel passato non si particolarmente distinto per limpegno politico-legislativo, si nota un conformismo mirato ad interessi particolari.

 

Laddove nel passato non si parlava neppure di Stato-Chiesa per pudore civile (Mazzarella ), oggi si assiste ad una accettazione supina ed interessata dei privilegi derivanti anche dalle Intese previste dallart. 8 della Costituzione, articolo che, nella intenzione del legislatore costituzionale era stato pensato e previsto come contrappeso allart. 7 relativo al Concordato Cattolico: un vero puntello costituzionale, che costituisce lalibi per la non applicazione integrale del testo costituzionale e per il non dar luogo ad una uguaglianza dei culti che pregiudiziale per una autentica libert religiosa.

 

Significative sono le parole con le quali Tullio Vinay interveniva il 31 Maggio 1977 sul tema della Interruzione della gravidanza:

 

... mi rivolgo a tutti, ma in modo particolare a quelli fra noi che si confessano credenti, di qua e di l dei due schieramenti; perch chi pu dire chi sia credente e dove lo sia? Lappartenenza a un partito cattolico pu semmai indicare una soggezione alla gerarchia ecclesiastica, non certo lappartenenza al popolo di Dio; il quale, Dio, libero di servirsi di chi vuole senza badare ai banchi su cui noi ci sediamo... (pag. 544)

 

Parole profetiche; proprio quello che manca ai giorni nostri.

 

Gianpirro Venturini

(Assemblea di Ivrea)