Una ragazza albanese musulmana scopre l’amore di Dio

SODDISFATTO
IL MIO BISOGNO DI DIO

La ricerca personale di soddisfare il proprio bisogno di Dio conosce una svolta dopo l’arrivo in Italia e dopo i primi contatti con una chiesa evangelica romana.
Le testimonianze d’amore ricevute dai membri di questa comunità, la lettura personale della Bibbia e l’azione dello Spirito Santo hanno poi gradualmente portato ad una piena e convinta resa a Cristo.



Il bisogno di Dio, ma anche
il timore di perdere solo tempo

Sono nata e cresciuta in Albania in una famiglia musulmana non praticante. I miei genitori avevano senz’altro la consapevolezza circa l’esistenza di Dio, tant’è che io stessa credevo che per forza di cose dovesse esistere un creatore. Tuttavia, molte mie domande non trovavano alcuna risposta.
Ma chi era, in fondo, questo Dio?
E, soprattutto, valeva proprio la pena di conoscerlo o era sufficiente limitarsi a quelle poche nozioni ereditate dalla mia famiglia?
Indubbiamente molto incise la mia partenza dall’Albania per affrontare gli studi universitari in Italia, precisamente a Roma. Qui cominciai ad avvertire sempre più il bisogno di Dio, il solo che possa darti il senso pieno della protezione e della guida, il solo che possa darti quella pace e quella consolazione che ristorano l’animo, specialmente quello di un ragazza lontana dalla propria famiglia e alle prese con delle continue sfide, delle continue prove.

Nel febbraio del 2004 una persona mi invitò a partecipare a un incontro che si sarebbe tenuto presso la chiesa evangelica di Roma, situata in via Prenestina 74.
Le mie perplessità furono immediate, nate quasi di getto: cosa può mai trovare una ragazza musulmana in una chiesa cristiana?
Inoltre, che attinenza ci può essere tra gli obiettivi universitari da me prefissati e la frequenza di una chiesa?
Questo invito non rischiava di farmi perdere solo del tempo prezioso, senza darmi niente in cambio?
Ragionai così per un po’ di tempo, ma poi decisi di andarvi, almeno per soddisfare la mia curiosità.


In una chiesa evangelica:
colpita dall’amore per il Signore

La prima volta che entrai in quella chiesa evangelica fui molto colpita dal modo in cui venni accolta: uno dei responsabili, Mauro, mi mise a mio agio, dimostrando verso di me gentilezza e considerazione.
Ma al di là di questo, mi colpì il modo in cui quelle persone lodavano Dio.
In loro c’era sincerità, libertà e semplicità nell’adorare il Signore, qualità queste che mi lasciarono molto meravigliata, poiché rivelavano un amore per il Signore che andava ben oltre un culto tradizionale, freddo, fatto solo di riti che ti lasciano il cuore come lo hanno trovato, cioè vuoto e privo della conoscenza di Dio.
Quelle persone infatti amavano un Dio personale, che aveva cambiato i loro cuori e che continuava a sostenerli nelle prove quotidiane della vita.


Una musulmana
alla scoperta della Bibbia

Dopo due mesi e dopo molte esitazioni chiesi una Bibbia, dal momento che le persone che frequentavano quella chiesa tenevano in grande considerazione quel libro. Essi infatti dicevano che solo nelle Sacre Scritture c’era esposto, in maniera chiara e completa, il piano di salvezza di Dio per l’umanità. E questo perché la Bibbia fu scritta da uomini direttamente ispirati dallo Spirito Santo, quindi da Dio stesso.
Tuttavia, ero ancora lontana dalla reale comprensione delle cose del Signore: infatti pensavo, ad esempio, di poter conciliare la lettura sporadica della Bibbia con l’oroscopo, non sapendo che le due cose sono assolutamente incompatibili tra loro. Del resto, a quale oroscopo avrei dovuto dar credito, dal momento che ogni astrologo mi diceva cose diverse, relative alla medesima giornata?

A proposito poi dell’abissale differenza che c’è tra la potenza delle Sacre Scritture e la menzogna degli oroscopi mi colpì un versetto tratto dalla lettera agli Ebrei (capitolo 4, versetto 12):
“Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore”.


Arresa a Cristo!

La Parola di Dio stava infatti operando potentemente nel mio cuore, nonostante le mie resistenze nell’affidare totalmente e con fiducia la mia vita a Cristo Gesù, nonostante le difficoltà nel riconoscermi peccatrice davanti alla santità di Dio.
Un giorno, precisamente l’11 giugno 2006, lo Spirito Santo parlò al mio cuore in maniera particolarmente forte e potente: riconobbi il mio peccato ed accettai il perdono che il Signore mi stava donando attraverso il sacrificio di suo figlio Gesù, che era morto sulla croce pure per me con il fine di riscattarmi e di donarmi la vita eterna.
Da quel giorno la mia vita è cambiata.
Ora so di appartenere a Gesù, posso confidare in Lui in tutti i momenti e in tutte le situazioni, poiché egli è fedele ed il suo amore non verrà mai meno.

Ariola
(Assemblea di Roma, via Prenestina)