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Momenti di sofferenza trasformati in momenti di crescita
LA MENTE DEI CREDENTI
CAMPO DI BATTAGLIA PER SATANA (II) La vita dei figli di Dio conosce spesso una superficialità irresponsabile che li porta al disimpegno nei confronti del loro Signore e che, di conseguenza, permette a Satana di far gradualmente breccia nella loro mente, rendendo sterile ed amaro il loro cammino. SATANA SI CIBA DI CIÒ CHE NOI NON DIAMO A DIO Il secondo punto della nostra serie di meditazioni ci porterà a considerare la nostra personalità interiore, per cercare di conoscere e capire meglio quali siano le armi preferite di Satana, ma anche dove egli va ad insinuarsi, cioè la nostra mente, per combattere contro di noi. Un punto importante e fondamentale deve esserci chiaro: Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti (Ef.6:12). Spesso noi trascuriamo di ricordarci questo aspetto, e così lasciamo spazio e agio al nostro nemico di metterci in difficoltà, se non addirittura metterci in crisi. Ma prima di procedere con alcune considerazioni dobbiamo mettere al centro della nostra riflessione un principio molto importante che forse potrà far sorridere qualcuno, ma che nella realtà dovrebbe metterci con le spalle al muro e farci sfregare la testa: Satana si ciba di ciò che noi non diamo a Dio. È importante riconoscere che la causa di molti nostri problemi, cadute, fallimenti, tentativi inutili di progresso nella maturità spirituale non sono solo colpa del nostro nemico, ma anche della nostra carne e della nostra mente. Un basso livello di vita spirituale Dobbiamo avere ben chiaro che la nostra carne e la nostra mente saranno sempre il bersaglio preferito di Satana, ed è questo il pass (chiave daccesso) del nostro nemico quando vuole attaccarci. I suoi attacchi hanno sempre uno scopo ben definito che è quello di impedirci di avere un normale cammino spirituale fatto di progresso e di crescita attraverso una vita piena di preghiere comunione studio biblico e testimonianza. Satana sa bene che se vuole tenere basso il nostro livello di vita cristiana deve far alzare qualcosa daltro, con una sorta di bilanciamento negativo. Mi spiego meglio, egli sa come usare molto bene le leve del materialismo, o dellegoismo ad esempio riempiendoci di tanti impegni di lavoro, oppure riempiendoci di pensieri o problemi, o perché no iniettando massicce dosi di zizzania nelle chiese locali o nelle famiglie. Così facendo il nostro nemico farà in modo o di non farci pensare alle cose spirituali (Non ho tempo) oppure di farci pensare in negativo (Nellassemblea non cè amore; nellassemblea ci sono già altri che lavorano) o che in caso di problemi le colpe delle varie questioni siano sempre di altri, mai di noi stessi. La vita agitata e impegnata di oggi, è sempre più fatta di corse contro il tempo tempo tempo . Non ho più tempo per questo, o per quello .figuriamoci se ho tempo per pregare per la chiesa, per lopera di Dio, per le missioni, o addirittura per i miei fratelli non ho nemmeno tempo di pregare per me stesso!. Satana farà accadere le cose, manovrando cose e persone, in modo tale da non darci nemmeno il tempo di guardarci dentro, facendoci riflettere sul nostro stato spirituale. Oh, solo il Signore sa quanto ne abbiamo bisogno, e quanto è importante fermarci a riflettere sul nostro stato e sullandamento della nostra vita cristiana! Pensiamo ad un uomo come Giobbe e a come Dio gli permise di riflettere sul suo stato e in quali condizioni lo fece! Questo genere di domande fatte a noi stessi non sono solo salutari (spesso!) ma permetteranno allo Spirito Santo di illuminare la nostra mente, inondandola della sua luce. Sappiamo che siamo credenti e per la maggioranza di noi questo basta e ci fa sentire bene! Ma domandiamoci: Quanti di noi realizzano veramente la vita cristiana in tutti i suoi ambiti? : Quanti di noi pregano costantemente il Signore affinché ci mantenga umili e ci faccia conoscere OGNI GIORNO chi siamo realmente, così come diceva il salmista Signore ricordami quanto sono fragile! (Sl 39:4)? E per ricordarci di questo dobbiamo umilmente confessare la nostra pochezza e debolezza e chiederci: Ho un appuntamento quotidiano con il nutrimento della Parola di Dio? Mi sento male a mancare ad una sola delle riunioni di chiesa? Mi preoccupo per ogni fratello o sorella che non si vedono ad una riunione? Ecco che allora sapremo che cosa cè in noi! Dobbiamo ogni giorno vivere il fatto che siamo polvere e nientaltro. Se non fosse per la sua Grazia ogni giorno noi saremmo messi a morte, ma così non accade. Perché? Perché se è vero che siamo polvere, è anche vero che Cristo ci ha amati riscattati e salvati e ci ha fatti essere eredi con lui della Grazia di Dio. Ogni giorno egli mantiene le sue promesse, infatti possiamo dire Grazie a lui perché, nonostante tutto, Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, e non ci castiga in proporzione delle nostre colpe! (Sl 103:10). Una casa non può rimanere vuota! Lopera di Cristo, il suo sacrificio, è un perfetto rifugio spirituale per noi. Ma abbiamo detto che Satana che è bugiardo sin dal principio e che farà di tutto per smentire o farci dubitare di queste preziose promesse o realtà; ma a volte il suo impegno è limitato a farcele dimenticare! Ogni giorno Satana è occupato a contrastare il nostro impegno nel presentare a Dio noi stessi e ciò che siamo! Egli farà di tutto per mantenerci nellindifferenza, o nellinsicurezza, o nel dubbio, o nella ribellione sommersa o aperta, ma non permetterà mai che noi rimaniamo costantemente in comunione con il nostro Signore, per farci ricevere le sue benedizioni. Satana nellimpedirci di avere comunione con Dio farà in modo di farci avere comunione con qualcosa daltro perché luomo non è fatto per stare vuoto interiormente. Ricordate cosa dice il Signore: Ora, quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, vaga per luoghi aridi, cercando riposo e non lo trova. Allora dice «Ritornerò nella mia casa, da dove sono uscito». Ma quando giunge la trova vuota, spazzata ed adorna; va allora e prende sette spiriti peggiori di lui, i quali entrano e vi prendono dimora; e lultima condizione di questo uomo diventa peggiore della prima (Mt 12:43-45). La casa è vuota, ma solo momentaneamente resterà in questa provvisoria condizione. Se la casa, cioè la nostra mente e il nostro cuore, non è data e consacrata a Dio completamente, ecco che viene qualcuno che la occuperà abusivamente. Possiamo starne certi. Satana usa ciò che non diamo a Dio, e se lo vuole tenere ben stretto per attaccarci sino in fondo. Gesù gli disse: Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Satana conosce bene questo passo, e crede che sia vero, ma farà di tutto per impedire al credente a sua volta di credere e di vivere questo insegnamento nella sua vita e così di fargli amare Dio con tutta la sua mente. A proposito: Come curiamo la nostra mente? Di che cosa la nutriamo? Cosa lasciamo crescere in essa? Che spazio ha il Signore nella nostra mente oggi? E domani? Vi prego di rileggere queste domande, fermandovi a riflettere su ciascuna di esse. Non basta avere oggi la nostra mente sotto il controllo del Signore, per essere sicuri anche domani della nostra buona o ottima condizione spirituale, perché il domani non ci appartiene. Tre, anzi quattro principi fondamentali Vorrei considerare alcuni principi (che mi piace chiamare assoluti). Li troviamo nella Scrittura e ci possono aiutare a mantenere alto il livello della nostra vita spirituale: 1. È decisamente importante rimanere attaccati al Signore, giorno dopo giorno, perché altrimenti qualcun altro, o qualcosa daltro, prenderà il posto nella nostra vita che solo al Signore compete. 2. È necessario ascoltare e ubbidire non solo alla Parola di Dio ma anche ai richiami del Signore. 3. È fondamentale mantenere una relazione sana non solo col Signore ma anche con coloro che sono suoi figli e che fanno parte della sua chiesa. In assoluto questi principi sono riconosciuti e accettati da tutti come buoni, ma vorrei invitarvi a meditare la vita di un personaggio che può far vacillare qualche nostra convinzione. Mi riferisco al re Giosafat di cui si parla nel Vecchio Testamento. Allinizio della sua carriera fu un personaggio estremamente positivo, sicuramente da prendere ad esempio come credente, mentre in seguito alcune sue scelte, apparentemente legittime, lo indussero a sbagliare e lo portarono ad una fine spirituale disastrosa. Prima di addentrarci nella meditazione della vita del nostro personaggio cominciamo esaminando un altro principio basilare che conosciamo benissimo ma a cui possiamo scegliere di dare un tipo di importanza relativa o no, almeno nella nostra mente. Parlo del principio biblico espresso in 2Corinzi 6:14 Non vi mettete con gli infedeli, sotto un giogo, perché quale relazione cè tra la giustizia e liniquità? E quale comunione tra la luce e le tenebre?. Mi permetto di fare una domanda, quale importanza diamo noi allubbidire? Comè il nostro approccio alla Parola di Dio? Dobbiamo pensare prima di rispondere, perché se la nostra vita reale non coincide con quanto noi crediamo o predichiamo, allora il Signore avrà qualcosa da dirci. Quali sono le nostre reazioni davanti alle indicazioni contenute nella Parola di Dio? Dobbiamo essere onesti con noi stessi dicendoci che spesso la Parola di Dio viene filtrata dalle nostre esperienze, dal nostro comune senso della vita, da ciò che ci aspettiamo gli altri pensino di noi, e così via. Intanto la Parola non raggiunge il suo effetto, e noi continuiamo a vivere la nostra vita di prima. Quali sono le nostre relazioni? Quando parliamo di ubbidienza alla Parola di Dio sicuramente almeno i giovani potranno storcere il naso, e sentirsi limitati, perché il concetto dellubbidienza è sempre più considerato relativo! In realtà dietro ad ogni comandamento della Parola di Dio cè lo scopo di proteggere lindividuo da un pericolo anche mortale, che possiamo anche non vedere o conoscere, ma Dio sì! Ricordiamoci sempre che lui è la luce e noi abbiamo bisogno di essere illuminati. Questo brano (1Co 6:14) non parla solo della relazione tra giovani credenti e giovani non credenti, altrimenti Paolo avrebbe usato altri termini per spiegarsi. Qui troviamo un principio generale che spesso non viene riconosciuto, o viene applicato parzialmente, storcendo così il significato della Parola di Dio. Prima però dobbiamo parlare dei soggetti di questo versetto. Il primo soggetto, linfedele, è colui che è paragonato alle tenebre, che appartiene alle tenebre e che abita in quel regno. Laltro soggetto invece è il credente: colui che ama la giustizia, che la pratica e che vive nella luce. Paolo esorta i credenti a non aver nessuna relazione o comunione, con gli infedeli perché costoro possono non solo corrompere i buoni costumi dei credenti, ma anche contribuire ad allontanare il credente dalla giustizia, dalla luce, per allontanare il credente da Dio. Siamo chiamati a riflettere su questo argomento: Con chi passiamo il nostro tempo? Chi frequentiamo volentieri? Con chi camminiamo regolarmente? Non mi riferisco alle compagnie di lavoro, ma più in generale alla vita di relazione che possiamo avere con gli altri intorno a noi. Qual è lambiente che frequentiamo? Il Signore ci invita a separarci dal sistema peccaminoso del mondo perché tutto quello che esso produce, ci fa sentire o ci fa vedere o di cui parla contamina la nostra mente, il nostro cuore e la nostra vita spirituale. Ci crediamo oppure pensiamo che non è poi così male tutto quello che ci circonda? Cosa ne pensiamo del brano di 1Giovanni 5:19 Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno? Ci crediamo noi a quello che lapostolo indica? Oppure pensiamo che questo versetto sia una esagerazione, un versetto buono solo per gli esagitati, integralisti, presenti anche tra i credenti? Se invece ci crediamo, perché facciamo così tanta comunella col mondo? Non dobbiamo ingannarci, il mondo appartiene a Satana, e noi lo sappiamo che il nostro nemico farà di tutto, con le sue armi e con linganno, per allontanarci dal Signore, dalla sua comunione. Se mi stessi sbagliando perché le chiese sono oggi sempre più piene di credenti apatici e superficiali? Quante domeniche i locali di culto sono strapieni, mentre alle riunioni di preghiera in settimana si nota la presenza di meno della metà degli stessi! Perché? Potremmo continuare per molto indicando le cose che non vanno, ma la realtà è sempre quella che Satana ha oggi ampio spazio di manovra in molti credenti. Perché??? Giosafat: un uomo inizialmente fedele Ecco allora che lesempio di Giosafat è lì per parlarci, per scuoterci dallapatia, e se necessario per abbattere le nostre pretese di religiosità. Il Signore sa che nel mio dire non cè alcuna condanna, perché dovrei essere io il primo imputato, ma deve essere il Signore e il suo Spirito a risvegliare le nostre menti e coscienze perché noi possiamo piacergli sempre di più ogni giorno. Prendendo spunto dal brano di 2Cronache 17 osserviamo alcune caratteristiche che definirei importanti del credente Giosafat, allinizio della sua carriera: 1. Era un uomo diligente e cauto (vv.1 e 2), aveva fatto tesoro dellesempio di suo padre Asa da cui peraltro prenderà spunto anche per la sua vita da re. E noi da chi abbiamo preso spunto e raccolto un tesoro (spirituale)? Abbiamo un credente maturo a cui far riferimento e da cui trarre esempio, come molti esempi biblici ci suggeriscono? O preferiamo fare da soli, seguendo i consigli del nostro cuore malvagio, o della nostra indipendenza? (Pr 15:22). 2. Era un uomo veramente spirituale (vv. 2 e 3); troviamo dei particolari che ce lo confermano, infatti egli camminava nelle vie dei suoi padri e di Davide, inteso come esempio positivo (1Re 15:3), non seguiva i pagani (uno dei significati del nome Baal è mio signore), la sua condotta era essenzialmente basata sui comandamenti del suo Signore e Dio, non sulle idee del mondo di allora o del suo popolo. 3. Era un uomo approvato da Dio e molto stimato dal suo popolo (vv. 3 e 5). Che grande benedizione questa, che vale avere tutto se non si ha lapprovazione del Signore nella nostra vita? Se siamo approvati da lui, possiamo anche attraversare momenti bui ma avere la sua pace in noi stessi. È importante avere lapprovazione di colui che vuole essere sempre con noi, del nostro amico per eccellenza. E di solito, ma non sempre, oltre allapprovazione del Signore, segue anche quella degli uomini. 4. Egli viveva separato dal peccato (v. 1), egli si fortificò contro Israele (il cui re era il malvagio Achab) e (v. 4) è detto che viveva senza imitare i costumi dei pagani, anzi separandosi da essi, cioè tenendosi lontano dal peccato che caratterizzava laltro regno, quello malvagio di Achab. 5. Era un uomo molto benedetto dal Signore (v. 6), aveva infatti enormi ricchezze e tesori e più di un milione di uomini nel suo esercito pronti alla guerra (vv.14 a 18); 6. Era anche un uomo coraggioso e deciso (v. 6) e questo era il risultato del suo attaccamento alle vie del Signore cioè alla sua Parola e allubbidienza alla sua volontà. 7. Era un uomo protetto da Dio (vv. 10 e 11); infatti pure i popoli pagani che circondavano il suo regno gli portavano tributi, ed avevano terrore del suo Signore Dio. Dio stesso non permise a nessuno di attaccare Giosafat e il suo regno. Che bello essere dipendenti da Dio in tutto e per tutto ed essere approvati e protetti da lui direttamente. I malvagi non scompariranno, e nemmeno le insidie spariranno, ma sapere di essere custoditi e protetti dal Signore è una grande benedizione e un riposo per le nostre menti e le nostre anime. Giosafat: il declino Tutto bene dunque? No, ed infatti questo esempio nella Parola di Dio ci insegna che nessuno può considerarsi immune dagli attacchi del nemico, anche se possiede le caratteristiche di un uomo come Giosafat. Sappiamo, come abbiamo precedentemente considerato, che Satana cercherà di combattere sempre e comunque per atterrare i figli di Dio, perché questo è il suo obbiettivo. Ed egli si servirà di tutto quello che non viene dato a Dio per usarlo per allontanare la sua vittima sempre di più dal Signore. Vediamo così da dove e come iniziò il declino di Giosafat. Nel capitolo 18 di 2Cronache al v. 1 si ripete che ebbe grandi ricchezze e gloria, e si imparentò con Achab. Guarda un po cosa fece Giosafat, esattamente il contrario di ciò che prima si era sempre rifiutato di fare. Il nemico prepara la sua trappola con cura, e questo accade sempre! Suo figlio sposò la figlia di Achab. Tutti i declini spirituali hanno sempre una causa precisa, niente accade per caso, o improvvisamente. Se Satana non riesce ad abbatterci nelle cose in cui crediamo, provvederà ad accerchiarci andando ad attaccare i nostri affetti, o sentimenti, per attirarci in trappola. In molto casi in guerra per far cedere uomini inflessibili e duri, provati dalle battaglie più dure, il nemico attacca e cattura i suoi cari. Preghiamo noi ogni giorno per circondare i nostri cari dalla barriera spirituale del Signore? Ricordiamo: è una grazia che Dio con la sua bontà e con la sua fedeltà ci accompagni e ci guidi oggi, ma non abbiamo la garanzia che domani sarà lo stesso, se noi stessi non ci impegneremo per stare vicini al Signore e lontano dal male. Fu lo stesso per un altro grande uomo di Dio, Salomone, infatti in 1Re 3 al v. 1 abbiamo lindicazione della causa della rovina finale della vita di Salomone. Era sceso in Egitto per sposare la figlia del Faraone. Ma dovera il male? Dio aveva detto: Non scenderete in Egitto, non rifarete quella via (De 17:16). Ma non cerano belle donne in Israele? Perché Salomone scese in Egitto? La Parola di Dio va ubbidita tutta, non cè una parola fuori posto. Non ci sono cose inutili, perché essa è tutta la Parola di Dio! Ma torniamo a Giosafat. Perché fece quella scelta di imparentarsi proprio con Achab? Avrà pensato, nella sua mente: Bene, io sono ricco e avrò una grande convenienza, non solo io, ma tutto il popolo; se a mio figlio faccio sposare la figlia del re dIsraele in futuro i nostri popoli saranno di nuovo un popolo. Che bellidea! Non doveva quello essere lunico popolo di Dio? Che cera di male in questo pensiero? Intanto non era quello di Dio (la nostra convenienza non sempre coincide con quella di Dio). Inoltre Giosafat prima di buttarsi in questo progetto non cercò lEterno, e non ottenne la sua approvazione. E noi cerchiamo lapprovazione del Signore nei nostri progetti di vita quotidiana? Oppure ci presentiamo da lui a cose già fatte chiedendo o magari aspettando la sua approvazione? La convenienza di Giosafat si trasformò in un boomerang. Qualcuno dirà che forse stiamo esagerando. Vorrei che riflettessimo sul fatto che Satana gioca proprio su questo! Come Dio vi ha detto...? Ma non è così...! E la trappola è tesa, e noi siamo belli pronti a cadere dentro se non vegliamo! La Scrittura ci sintetizza che Giosafat si imparentò con Achab, ma prima di questo momento ci saranno stati contatti preliminari saltuari, poi contatti sempre più frequenti ed infine la caduta! Dobbiamo sapere e riconoscere che è sempre così, infatti i semi depositati nel terreno oggi non producono subito i loro frutti, devono essere seminati, innaffiati etc. Così il tempo passò e cosa avvenne? Seguiamo attentamente il racconto così come è riportato nel brano di 2Cronache 18, per avere alcune indicazioni su quello che può accadere nelle nostre menti se non vigiliamo attentamente: 1. Dopo qualche anno è Giosafat che scende da Achab (v. 2). Solitamente, quando si concede uno spazio a Satana, accadde che egli ci fa fare dei piccoli passi, uno dopo laltro e quasi impercettibili, con lo scopo di attirarci lontano da dove siamo sempre vissuti. Così Giosafat scende in Israele, paese in cui le pratiche mistiche religiose e pagane si mischiavano. Lincredibile accade. È lui che scende andando a cercare il male, svendendo ciò che il Signore gli ha dato. Satana sa bene come tendere le sue trappole e preparare il terreno dove far cadere i suoi nemici. 2. Durante un banchetto Achab convince Giosafat ad andare alla guerra con lui (v. 3). Satana conosce bene il suo campo preferito di battaglia, la mente dei suoi nemici. Lì egli scatena le battaglie e semina la distruzione e la morte. Ecco che laffare è fatto, e il tutto viene mascherato da una apparenza gentile, quella del commensale che si rende disponibile a fare delle concessioni giusto per far contento lamico. Ecco che la trappola tesa viene chiusa e Giosafat è diventato schiavo del suo nemico, cioè di Satana. Il seme del male è caduto nel suo cuore e subito viene annaffiato dalla cattiva compagnia di Achab ma anche dallorgoglio e dalla presunzione, viene poi accompagnato dalla concupiscenza, pronto a far germogliare la disgrazia del fallimento. 3. Giosafat perde anche il poco barlume della ragione spirituale che gli rimaneva (v. 4). Prima dellazione cerca la giustificazione alle sue scelte inique, così chiede al re empio di Israele se era possibile consultare lEterno. Sembrerebbe una buona cosa, ma come non ricordare chi aveva davanti? Quante volte anche noi cerchiamo giustificazioni spirituali per compiere le nostre scelte sbagliate! Mai capitato? E a volte chiediamo alle persone più improbabili aiuto e consiglio. 4. Così vengono chiamati 400 falsi profeti (v. 5) a cui viene chiesto consiglio, ma cosa potevano mai dire costoro contro il volere del loro re? Non erano che falsi profeti! Le cattive giustificazioni sono sempre più abbondanti delle buone, e spesso si tira anche in ballo Dio per compiacere al nostro desiderio. 5. Giosafat sembra non contento, forse perché un barlume della luce che prima aveva in abbondanza gli è rimasto (v. 6) e quindi chiede un ulteriore conferma, ma a quanto però aveva già deciso. Infatti non era stato lui a dire Conta su di me come te stesso! qualche momento prima? Giosafat non era solo intorpidito spiritualmente, ma ora era anche e soprattutto compromesso. Che contrasto con luomo che era stato, che amava Dio e che seguiva fedelmente la Parola del suo Signore, colui che era il paladino della giustizia e della verità in Giuda. E così arriva Michaia, un vero profeta dellEterno e che predice solo la verità, ma che non piace allempio re Achab. il resto della storia è quanto di più triste ci possa essere. Giosafat va alla battaglia e per poco non viene ucciso. Solo allultimo momento grida allEterno, che intervenne a sua salvezza. Consideriamo anche questo aspetto che mi ha fatto riflettere molto, e cioè che se Dio non fosse intervenuto Giosafat sarebbe morto sicuramente. Spesso il credente, anche nelle distrette più profonde, o anche nel baratro dellincredulità sperimenta la verità di quanto detto nel Salmo 123 Stavo andando incontro alla morte ma tu mi ha tratto fuori. Comè misericordioso il nostro Buon Padre! Anche quando stiamo per essere travolti dagli eventi la sua cura e la sua attenzione sono sempre rivolti verso i suoi figli. Questo non vuol affatto dire che dobbiamo cullarci nella nostra ostinatezza, e nei nostri peccati, anzi! Il senso di colpa, altra arma devastante di Satana Quando si prendono certe strade, che portano al compromesso con il nemico e con i suoi angeli decaduti, difficilmente si torna ad essere quelli di una volta anche se interviene poi il ravvedimento. Questo accade, se non per altro, perché le conseguenze sono spesso la ferita più profonda, la cicatrice che rimane a segnare i nostri passi folli. E anche lì Satana lavora facendoci sentire addosso il peso della colpa, che fu quello che portò al suicidio Giuda il discepolo traditore del Signore. Anche questa è una grande seduzione di Satana, che infatti ci fa pensare in un primo momento che non cè nulla di male in quello che stiamo per commettere, però poi quando il peccato è commesso fa sì che il senso di colpa arrivi ad occupare pienamente, sino a devastarla, la mente di alcune persone. Quanti credenti hanno avuto la vita spirituale rovinata da un senso di colpa continuo e paralizzante? Se siamo in questa situazione, non facciamoci schiacciare da Satana, piuttosto chiediamo a Dio perdono per i nostri falli e confidiamo nel suo pieno perdono e nella sua immensa misericordia. Anche in questi tristi momenti, dopo aver confessato il nostro peccato dobbiamo ringraziarlo perché lui non si ricorda dei nostri peccati, che vengono gettati nel mare del suo perdono (Mi 7:19), e su cui lui mette un cartello con la scritta Vietato pescare!. Non crediamo a Satana che vuole torturare le nostre menti per questo. Dio e Cristo hanno vinto il peccato e la morte e i miei peccati sono stati cancellati perfettamente e completante dal sangue di Gesù Cristo. Lode a Dio per questo. Conosciamo tutti tanti versetti che dicono questo, ma stiamo sicuri che in certe occasioni il nemico farà di tutto per non farci credere al valore prezioso e assoluto del sangue di Cristo. Con Dio cè ancora speranza Se esaminiamo i fatti dobbiamo notare unaltra cosa importante nella vita di Giosafat. Dio lo richiamò non una, non due, ma tre volte ed in modo forte ed inequivocabile, affinché non compisse ulteriori passi folli. Infatti mandò per primo il profeta Micahia che gli disse: torna a casa tua in pace (2Cr 18:16) perché stava sbagliando e questo proprio poco prima della guerra disastrosa in cui Achab lo coinvolse. Poi, in un secondo momento, mandò il profeta Jehu, che gli disse: Lira di Dio è su te! (2Cr 19:2) con un terribile messaggio di condanna e giudizio, dopo il suo triste ritorno a casa. Ma cosa succede spesso anche a noi? Proprio perché siamo compromessi e lontani dal Signore, volentieri non diamo più ascolto a colui che ci chiama e che vuole il nostro bene anche se agisce attraverso prove e afflizioni durissime. Noi siamo spesso quelli che ci sediamo vicino al nostro accusatore e lo ascoltiamo, invece di ascoltare il nostro avvocato e prezioso Salvatore. Satana anche qui lavora forte nella nostra mente, proprio per accusarci e paralizzare le nostre forze spirituali che invece vorrebbero portarci indietro verso e accanto al Signore. Tuttavia? Tuttavia cè ancora speranza (2Cr 19:3) dice Jehu a Giosafat dopo il secondo avvertimento! Dio non prende mai a calci i suoi figli, ma fa di tutto per recuperarli al suo servizio e per la sua gloria. Così è stato per Pietro, così sarà per ogni figlio di Dio, sempre ed in ogni occasione! Satana sa come tenerci schiacciati a terra dopo una dura lezione e sa come usare diverse armi per far questo: lorgoglio, la frustrazione, la condanna degli altri, la depressione, la paura, lindifferenza, la vergogna o anche una miscela di queste armi e a volte anche la ribellione. Il Signore vuole invece che andiamo a lui pieni di tristezza, e con questa vuole portarci ad un salutare ravvedimento. Non esiste il ravvedimento senza che Dio ci faccia prima capire la gravità del nostro peccato. (2 Co 7:8-10). La consapevolezza di peccato prima e la tristezza di aver offeso Dio poi, deve portare il credente al ravvedimento. Egli deve ripercorrere la strada sbagliata che è stata fatta e ritornare al punto dove aveva lasciato Dio. E possiamo stare certi che lì lo troveremo come il Padre amoroso della parabola del figlio prodigo, con le braccia aperte e il perdono pronto per ciascuno. Egli è lì, sempre, ogni volta! Che benedizione! Giosafat, ci dice la Parola, torna ad essere il re virtuoso che era. Nei versetti da 4 a 11 del capitolo 19 della 2Cronache, vediamo i frutti degni del ravvedimento di Giosafat. Ma ricordiamoci, e insisto su questo, che Satana farà di tutto per impedire che questa tristezza arrivi in noi, piuttosto si impegnerà a fondo per mantenerci nella polvere e nella sconfitta, o nella debolezza. Ma ricordiamoci che cè ancora speranza!. Paolo ai Romani dice: Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza nello Spirito Santo (Ro 15:13). Il Signore vuole che ritorniamo a lui, ed gli si accosterà a noi, sempre, ogni volta dopo ogni caduta se solo ritorniamo a lui! Ricordo come sia confortante la presenza del Signore Gesù sulla spiaggia della Galilea dopo la sua resurrezione ed è lì che aspetta Pietro (in modo particolare!) per ristabilirlo. Purtroppo Giosafat cadde di nuovo, venendo così a confermare il principio che quello di buono che è stato fatto ieri non serve alloggi o al domani. Satana mette le sue trappole ovunque, e non lo fa qualche volta, ma sempre! Se oggi siamo fedeli, questo è una grazia di Dio, ma non abbiamo garanzie che la nostra fedeltà sarà la stessa domani, perché la Grazia di Dio non dipende da noi, ma piuttosto dal nostro rapporto, dalla nostra relazione col Signore, ogni giorno che passa. Questa relazione, o comunione, se sarà alimentata produrrà la comunione e la nostra fermezza in Cristo, altrimenti se non sarà alimentata servirà ad alimentare qualcosa daltro. Daltronde abbiamo detto che Satana si ciba di ciò che non diamo a Dio. Ecco il punto, se non diamo a Dio la nostra persona, la nostra mente, il nostro cuore, le nostre vite, qualcun altro le prenderà e le userà. Ancora salvati, ma paralizzati! Abbiamo detto che Dio parlò tre volte a Giosafat. Le prime due le abbiamo viste, ora ce ne manca una terza. Giosafat alla fine della sua carriera cadde ancora, perché Satana sfruttò un ambito non illuminato della vita di Giosafat stesso per tenerlo in pugno. Infatti è detto (2Cr 20: 35 a 37) che Giosafat si alleò con Achazia, re di Israele, che agiva empiamente, egli si alleò a lui per andare a Tarsis. Cosa voleva raggiungere il nostro eroe? Cosa gli mancava? Era re, ed era ricco, era stato salvato dal Signore, aveva ottenuto benedizioni e grazia, poi perdono e grazia nuovamente. Cosa poteva desiderare di più? Piuttosto dobbiamo chiederci cosa stava trascurando? Trascurava la presenza e lalleanza di Dio. Se Dio non ci basta, se non andiamo a lui per le nostre esigenze o necessità, se non abbiamo fede in lui cosa succede? Se non diamo fede a Dio a chi la diamo? Satana stende unaltra trappola. Usa stavolta linsoddisfazione e la concupiscenza. Quante vite spirituali paralizzate o distrutte dalla insoddisfazione, oppure vite bloccate dalla concupiscenza! Qui troviamo Eliezer il terzo profeta che parla da parte del Signore a Giosafat, e cosa gli dice? Poiché tu ti sei alleato con Achaziah, lEterno ha distrutto le tue opere ed esse saranno disperse!. Tre profeti, tre messaggi, tre momenti della vita di Giosafat che spiritualmente parlando ce lo fanno vedere sempre più in basso! Il primo messaggio: Non andare, torna indietro! Il secondo: Lira di Dio è su te, ma cè ancora speranza! Ravvediti!. Infine il terzo messaggio È finita, le tue opere saranno disperse!. Vedete cosa può fare Satana anche in un grande uomo di Dio, se egli non veglia quotidianamente sulla propria vita? Satana stende le sue trappole ovunque e usa le sue armi per mandare al tappeto chiunque, perché il suo obiettivo è sempre quello di interrompere la nostra comunione col Signore. Dio ci ama e vuole che noi usiamo la sua luce per evitare le trappole del nemico, proprio perché conosce quanto siamo deboli e fragili. I consigli della Parola e degli uomini di Dio, che spesso egli stesso usa, servono a tenerci lontano dal male. Ma li ascoltiamo questi preziosi consiglieri? Riflettiamo su quello che siamo, o su quello che ci sta accadendo in alcuni momenti? Oppure andiamo avanti per la nostra strada, finché Dio non farà scatenare la sua ira su noi, ma spesso anche in queste situazioni dandoci ancora la speranza di un ravvedimento e di un ripristino della nostra vecchia posizione? Detto questo, però, non va trascurato che se noi ci ostiniamo a continuare a seguire il nemico, a non ascoltare la voce del nostro Signore che ci chiama, dobbiamo sapere per certo che il Signore ci lascerà lì. Certo la salvezza non è persa, grazie a Dio questa non ce la toglie nessuno, ma la comunione col Padre e con la sua Chiesa verranno a mancare, anche la gioia del servizio cesserà e Dio non potrà usarci. Saremo spettatori inermi e inutili nel grande stadio della vita paralizzati da colui che non ci ama, da colui che vuole tenerci nelle tenebre, da colui che vuole la nostra morte, da colui che odia Dio e la sua chiesa e la sua opera. Ringraziamo il Signore Dio per la sua bontà, per la sua misericordia nel parlarci ancora attraverso la sua Parola, illuminando la nostra mente. Che il Signore possa farci dire come il Salmista: Tu infatti sei colui che fa risplendere la mia lampada; LEterno, il mio Dio, illumina le mie tenebre (Sl 18.28). Ne abbiamo bisogno ogni giorno! (2. continua) |