Momenti di sofferenza trasformati in momenti di crescita

LA MENTE DEI CREDENTI
CAMPO DI BATTAGLIA
PER SATANA (IV)

Spesso, purtroppo, nel nostro cammino siamo condizionati più dalla paura dei nemici che dalla gioia di avere degli alleati. Dal nostro combattimento con Satana potremo uscire vittoriosi solo se impareremo ogni giorno a contare sugli alleati che il Signore ci dona e sulle armi che, nella sua grazia, egli mette a nostra disposizione per combattere!


Il cristiano deve
andare controcorrente


Tutti abbiamo visto in qualche documentario le affascinanti immagini dei salmoni che risalgono la corrente di fiumi o torrenti, nuotando con tutte le loro forze verso una meta lontana.
È incantevole osservare con quanta determinazione e volontà queste piccole creature si impegnano nel loro “cammino”, sfidando rapide e cascate oltre ad animali che sono pronti a mangiarseli, approfittando di un loro attimo di distrazione o di stanchezza.
Gli studiosi ci indicano che loro forza è sostenuta e motivata dall’obiettivo del loro viaggio, il luogo dove istintivamente sono portati ad andare per depositare le uova necessarie per la loro riproduzione.
Trovo questo esempio un ottimo aiuto per farci riflettere intorno ad alcuni aspetti della nostra vita cristiana.
Credo che possa essere un buon paragone assimilare i cristiani, impegnati nella loro vita e cammino spirituale, a questi straordinari pesci. Non siamo forse anche noi chiamati ad andare controcorrente in un mondo che tenta di continuo, con mille seduzioni e predatori spirituali, di distrarci dal nostro vero obiettivo che è quello di crescere nella fede e nella conoscenza di Cristo al fine di ricercare la santificazione per raggiungere il nostro vero obiettivo che è quello di glorificare Dio?
Se ci guardiamo intorno e riflettiamo dobbiamo dire che non c’è nulla nel “sistema mondo” che ci spinga nella direzione di Dio, vero?
Un punto fermo della vita spirituale, di noi che amiamo Dio e la sua Parola, è che abbiamo una “responsabilità personale”di dover seguire il Signore Gesù Cristo, impegnandoci a combattere per non essere travolti dalle ondate che sempre più spesso si abbattono sul nostro vivere quotidiano.
Certo abbiamo ripetutamente detto che Satana farà l’impossibile per atterrarci, mettendoci prima in una situazione di cadere, facendoci poi rimanere a terra, ed infine rendendoci inermi. Ma noi, anche se atterrati vogliamo continuare a guardare in alto, verso il Signore, perché è da lui che ci viene l’aiuto. Occorre considerare che sono i pesci morti che vengono trascinati dalla corrente, mentre quelli vivi lottano per realizzare ciò per cui sono stati creati.

Dobbiamo sapere che questo combattimento durerà tutta la nostra vita, senza tregua e senza scampo.
Abbiamo detto che Satana ci vuole inermi, inutili e indifesi, perché solo così ci tiene lontano dalla battaglia. Se è questo che vogliamo e se non vogliamo fastidi e preoccupazioni allora possiamo fermarci qui. Ma se non è così, allora che fare?
Se vogliamo essere pronti a passare all’azione dobbiamo conoscere le armi del Signore e usarle per difendere la nostra mente e per andare all’attacco verso il nemico, seguendo le istruzioni che il Signore ci dà.
Dobbiamo considerare alcuni aspetti importanti che riassumono molto di quanto abbiamo già considerato nei tre articoli precedenti, e cioè:
1. Il credente vive in sé una contraddizione.
2. Il combattimento ha una dimensione spirituale.
3. Satana è un nemico sconfitto, ma ancora pericoloso.
4. Il Signore non permette che veniamo tentati aldilà delle nostre forze.
5. Il valore della preghiera nella prevenzione delle tentazioni e nella nostra vita.


Il cristiano vive in sé
una contraddizione

Molti cari fratelli scrivendo dei libri molto utili all’incoraggiamento ed esortazione dei giovani credenti (es. “Se vuoi andare lontano” di R.Shallis, e “Le seduzioni dell’anticristo” di M. Distort) presentano molto bene un paradosso nel quale vive il credente nel corso della sua vita spirituale terrena.
Il credente ha tre nemici: Satana, il mondo e la sua stessa carne. Ma allo stesso tempo ha anche ha quattro grandissimi alleati: il Padre che lo ama, il Figlio che è morto al suo posto, lo Spirito Santo che lo fortifica, e il nostro io rigenerato. Il paradosso in cui il credente si trova al centro è proprio questo, infatti egli è contemporaneamente nemico e alleato di se stesso.
Questo paradosso è spiegato molto bene dall’esperienza dell’apostolo Paolo quando descrive ciò che egli provava (Ro 7). Da questo passo biblico, riferibile soprattutto all’uomo non rigenerato, possiamo capire e comprendere la lotta e il travaglio spirituale, nonché la lacerazione a volte psichica e spirituale, che ancora può tormentare il credente fino a diventare una condizione abituale del credente carnale.
Come si riconosce il credente carnale, e quali sono le sue caratteristiche, almeno a livello generale?

Sta bene nello stato di debolezza spirituale in cui si trova, e non apprezza sino in fondo l’amore di Dio, né il perdono e la potenza di Dio, che o ha dimenticato o rifiuta, arrivando perciò a non manifestare la riconoscenza verso il Signore;

Ha esperienze con alti e bassi spirituali continui, e non sperimenta una vita costantemente guidata dal Signore. Vorrebbe fare ciò che è giusto e che viene dal Signore, ma non ci riesce perché non ha imparato a fare affidamento diretto sul Signore e la sua guida. Ecco così che rimane incredulo, disubbidiente e mancante d’amore verso Dio e verso gli altri. Quasi sempre ha una vita scarsa di preghiera, lettura e testimonianza. È concentrato su sé stesso e spesso è insensibile ai bisogni degli altri fratelli.

Nella sua vita spirituale non ha un obiettivo vero, e facilmente è esposto all’entusiasmo verso ogni esperienza nuova, anche mistica;

• Spesso può essere disturbato da pensieri impuri, o da cattivi pensieri come la gelosia oppure l’invidia; molte volte è abbattuto da sensi di colpa, vive in uno stato di perenne preoccupazione e sfiducia. Tutto ciò lo scoraggia e lo porta ad avere un atteggiamento legalistico, oltre ad essere spesso lamentoso e/o polemico verso la chiesa e i fratelli.

• Per questo spesso, e senza un motivo valido, è portato a disertare la chiesa di cui non sente ed apprezza il valore ed il reale bisogno, perdendo così le occasioni di crescita comunitaria, e privandosi del benessere spirituale insito nel “vivere” la comunione con i santi.

Come è invece il credente spirituale?

Ha al centro della sua vita Cristo, e perciò è anche rivestito dalla potenza dello Spirito Santo;

• Pur sapendo di essere debole e peccatore, come tutti gli altri credenti, ha imparato a non lasciarsi dominare dalle sue esperienze negative, ma a confidare nell’opera preziosa e potente del Signore, da cui trae forza e fede.

• Poiché vede gli altri con gli occhi del Signore e li ama come lui, sente il forte bisogno e l’urgenza dell’evangelizzazione, sia parlando agli altri di Cristo sia dando una buona testimonianza. Per questo gli altri lo ritengono una persona su cui contare e si aprono a lui, o a lei.

La sua fede è rafforzata costantemente da una vita di preghiera efficace e continua. Ama leggere la Parola di Dio, ricercando lo studio biblico e ricerca in ogni modo di crescere spiritualmente.

Ha fiducia nella Parola di Dio e nella sua autorità, in ogni campo e in ogni occasione, e non solo l’ascolta ma la segue ubbidendo in toto ai suoi comandamenti e principi.

Comprende e difende il valore della chiesa come famiglia di Dio e come realtà nella quale crescere, dando la propria disponibilità e contributo a beneficio del benessere spirituale e fisico degli altri.
Fa di tutto per portare lode e gloria al suo Signore, sia attraverso le proprie azioni, ma anche e soprattutto nelle scelte della sua vita.

Quanto appena detto non vuole costituire una condanna verso gli altri, ma semplicemente la condivisione dell’esperienza della mia vita e la mia diretta testimonianza a riguardo, se può essere utile a qualcuno.
È per questo che mi permetto di chiedere prima di tutto a me stesso: “A chi o a che cosa sto dando spazio nella mia vita?” Ricordiamo che le seduzioni troveranno una facile breccia, se non ci impegniamo a crescere nella nostra relazione personale con Dio (Ef 4:21-24)
Voglio ricordare un passo straordinariamente adatto al nostro dire che troviamo nella Parola e che dice: “ La carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra loro….ma se siete guidati dallo Spirito non siete sotto la legge” (Ga 5:17-18).
Per mezzo dello Spirito Santo l’apostolo Paolo evidenzia che i “desideri” della carne e dello Spirito sono in opposizione tra loro. E, se ci riflettiamo sopra, possiamo scoprire che è proprio così, nella nostra mente questi opposti ci sono, convivono e spesso combattono tra loro. E dobbiamo sapere che ogni combattimento porta disagi e fastidi più o meno profondi.


Il combattimento
ha una “dimensione” spirituale

Abbiamo detto che il nostro combattimento non è contro carne e sangue, e le armi da usare non sono fisiche. Ecco che la Parola ci viene incontro affinché possiamo imparare ad usare le armi che il nostro buon Padre ci mette a disposizione, utilizzando “la completa armatura di Dio” (Ef 6:13a).
In Efesini 6 troviamo l’elenco di queste armi che conosciamo molto bene, ma che potremmo sottovalutare e non usare compiutamente. L’apostolo Pietro ci dichiara quale immensa dotazione spirituale possediamo: “..conoscendo Cristo (la verità) veramente, riceviamo per mezzo della sua divina potenza tutto ciò che occorre per vivere come Dio vuole” (2P 1:3). È Dio che ci dà gratuitamente ogni cosa necessaria a vivere come egli vuole, e più esattamente:

1. “La verità per cintura dei vostri fianchi”. Pilato un giorno ha chiesto a Gesù “che cos’è verità”? Questa è un’ottima domanda anche per noi. Ne parliamo spesso ma forse più che parlarne credo che la verità non vada solo ricercata, piuttosto vada vissuta! Noi sappiamo bene che la verità è Cristo. Ecco allora che conoscere la verità significa conoscere Cristo e conoscere Cristo significa viverlo. Se mi fermo a considerare questa frase devo ammettere di essere in difetto.
Satana combatte gli eletti usando la menzogna, di cui è il padre, e oggi più che mai utilizza menzogne abilmente mascherate che “appaiono” più che credibili. Come possiamo combattere questa situazione? Noi credenti possediamo la verità di Dio che ci aiuta a smascherare gli inganni di Satana. Grazie al Signore per il dono della verità in Cristo e della sua Parola.

2. “La corazza della giustizia”. Dalla storia sappiamo com’era fatta la corazza dei soldati romani alle quale Paolo pensava, quando scriveva questi versetti. Essa aveva la funzione di riparare i più importanti organi vitali del soldato e poteva essere considerata come il suo “giubbotto antiproiettile” di allora. Spesso Satana attacca la sala di regia della nostra vita (la mente), facendo vacillare le nostre emozioni, i nostri valori e la nostra fede così cara al Signore. Ecco che il Signore ci ha gratuitamente dotato della “corazza” della sua giustizia. La corazza è deputata a custodire le parti più vitali del nostro essere. Grazie siano rese a Dio per questo dono prezioso della Sua giustizia. È un suo dono immeritato, e io lo possiedo!

3. “Lo zelo del Vangelo”. L’illustrazione usata qui è legata ai calzari, che costituivano un elemento importante del soldato perché gli permettevano di combattere su qualsiasi terreno ed inoltre gli permettevano di camminare, correre o saltare alla bisogna. Lo zelo del Vangelo indica un cammino spedito nelle cose del Signore, il cammino con zelo indica un cammino dinamico e vitale, che è il contrario della pigrizia e del disimpegno. Siamo impegnati a raggiungere l’obiettivo della nostra vita? O siamo pigri? Dobbiamo essere sostenuti nel nostro combattimento dallo zelo della Buona Novella che ci ha resi figli di Dio, anche se Satana farà di tutto anche in questo per scoraggiarci, magari impedendoci di vedere i frutti del nostro impegno.

4. “Lo scudo della fede”. Sappiamo quanto lo scudo rettangolare romano fosse importante per proteggere i soldati dagli attacchi vicini ma anche dalle frecce. Satana ci aggredisce ogni giorno con insulti, frustrazioni, avvilimenti e tentazioni, ma lo scudo della fede ci protegge dalle sue frecce infuocate. Grazie alla fede, dono prezioso di Dio, abbiamo la possibilità di guardare oltre alle circostanze contingenti, sapendo questo che, rimanendo stretti a Dio, otterremo la vittoria. Sappiamo che possiamo contare sempre sullo scudo per eccellenza della nostra vita? Che doni meravigliosi ci ha fatto il nostro Dio e Padre!

5. “L’elmo della salvezza”. L’elmo era un altro elemento importante che proteggeva il capo del soldato dai colpi mortali dell’avversario. Andare in combattimento senza l’elmo poteva significare morte certa. È importante “prendere” l’elmo ed indossarlo, proprio perché la salvezza è un dono di Dio e non dipende da noi. Lo scopo di Satana è di farci dubitare di Dio, di Gesù e della nostra salvezza. L’elmo della fede deve proteggere la nostra mente dalle perplessità, e dai dubbi, che potremmo avere sulla nostra posizione di credenti, o sulla nostra salvezza in Cristo che Dio ci ha donato per la sua Grazia. Non scordiamoci mai l’elmo!

6. “La spada dello Spirito”. Ecco l’unico elemento dell’armatura che serviva sia per difendere che per attaccare. La spada deve essere usata bene quindi occorrere esercitarsi all’uso e mantenerla funzionante. L’esempio più bello dell’uso della spada lo abbiamo nel Signore Gesù stesso che davanti a Satana impiegò la Parola in modo meraviglioso. (Lu 4:1 a 13). La spada è utile sia per noi sia a difendere gli altri che ci stanno vicino. Guai al soldato pigro e indifeso, che non partecipa all’offensiva contro Satana, proclamando la Parola di Dio. Guai al credente che rifiuta di usare le armi che Dio gli dà, perché consapevolmente si espone alle insidie del suo nemico.


Satana è un nemico sconfitto,
ma ancora pericoloso

Credo che abbiamo ormai dimostrato quanto sia pericoloso il nostro nemico che comunque è già sconfitto, anche perché la Parola ci dice: “Egli (Cristo) …ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su loro per mezzo della croce” (Cl 2:15).
Ma abbiamo anche detto che, nonostante la sconfitta, Satana farà di tutto per dissuaderci di camminare in Cristo e di avanzare nella vita cristiana, perché egli comunque ha ancora una grande potenza, infatti l’apostolo Pietro dice: “Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo” (1P 5: 8-9).
Se non vogliamo essere noi tra coloro che cadranno sotto le grinfie di Satana, dobbiamo vegliare sia nella nostra mente curando la nostra vita spirituale, sia imparando a resistere al diavolo, come abbiamo visto usando le armi che Dio ci dona.


Il Signore non permette che…

Non dobbiamo essere rattristati dal fatto che le prove fanno parte della vita cristiana e che il Signore le usa spesso per il nostro bene, e che molte volte queste prove sono un utile strumento per la nostra crescita. Possiamo fare una verifica della nostra crescita guardando al nostro atteggiamento di fronte alle prove. Se viviamo nella prova come se fosse un occasione nella quale il Signore vuole insegnarci qualcosa di nuovo, allora la prova produrrà costanza. Però possiamo anche guardare alla prova come qualcosa di fastidioso e da cui dobbiamo o possiamo ribellarci, perché Dio “non doveva farci questo!”. Credo che in questa situazione la prova produrrà in noi solo scoraggiamento, dolore e amarezza. Le prove sono comunque limitate, ed è bene saperlo sempre, da ciò che Dio ha stabilito, infatti è scritto “Nessuna tentazione vi ha colti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, affinché la possiate sopportare” (1Co 10:13).
Che bello sapere che Dio è fedele. Non mancherà mai di esserci vicino nella prova. Noi non siamo mai soli! Se leggiamo e rileggiamo il Salmo 139 possiamo gustare e gioire del fatto che noi non siamo in balia del caso. Non siamo neppure come delle foglie trascinate qua e là dal vento d’autunno. Dio sa ogni cosa, tutto è sotto il suo controllo, e neppure una lacrima scende dal mio volto che non sia contata nei libri del Signore. (Sl 56:8). È bello sapere anche che, anche se egli permette certe cose, ci dà sempre la via per uscire. Ma attenzione c’è il risvolto della medaglia e cioè che, se cadiamo nella tentazione e ci lasciamo trascinare da essa, la colpa (e le conseguenze) saranno solo nostre!


Il valore della preghiera

Nella Parola di Dio il credente è chiamato a compiere determinate azioni che sono di grande beneficio allo sviluppo sano ed equilibrato nella vita cristiana, ad esempio fortificarsi, santificarsi, rivestirsi della completa armatura, stare saldo nella fede e vegliare. Credo che niente più della preghiera possa aiutare il credente a compiere tutto questo. Nell’epistola agli Efesini l’apostolo Paolo prosegue il suo discorso sulle armi a nostra disposizione con un accento particolare all’importanza della preghiera. Mai come oggi sia nell’ambito personale, sia nell’ambito di chiesa la preghiera costituisce la cenerentola delle attività.
Non serve scorrere il prontuario delle nostre chiese italiane per verificare quante di esse hanno abolito, per varie ragioni, la riunione settimanale comunitaria di preghiera. Se la chiesa non prega è perché i suoi membri pregano molto? Se i credenti non pregano come può l’opera del Signore nella loro vita crescere e svilupparsi? Come possono i credenti che non pregano essere un valido stimolo spirituale per le loro famiglie e le loro chiese? Cosa dice la Parola al riguardo della preghiera?
“Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni perseveranza, e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza” (Ef 6:18).
Tre parole uguali in un solo versetto: “ogni”. “Ogni” tempo così che la preghiera non sia un caso, ma occupi la parte preponderante nella nostra vita. Quanto tempo dedichiamo alla preghiera giornaliera? “Ogni” supplica, cioè non solo un piccolo ringraziamento a tavola. Quanto intercediamo e supplichiamo il nostro Padre celeste per la crescita e lo sviluppo della sua opera nella nostra vita ed in quella di coloro che ci stanno intorno? Siamo pronti ed abituati a presentare ogni nostro progetto al Signore, anche il più piccolo?
Con “ogni” perseveranza! La perseveranza è questione di ordine e disciplina. Se il soldato non persegue la disciplina, non sarà mai un buon combattente. Anche nella vita militare ci sono momenti di stanca, in cui sembra non succeda nulla. Ma è proprio quello il momento in cui occorre vegliare e stare attenti, perché l’attacco può arrivare all’improvviso.
Spesso siamo concentrati a pregare per noi stessi, ma se esaminiamo con attenzione le preghiere del Signore vediamo che molto spesso egli era preoccupato di presentare al Padre i suoi fratelli. La sua passione nel pregare era motivata dal fatto che probabilmente sentiva la preghiera come un debito d’amore da pagare! Come possiamo realmente seguire il suo esempio? Cerchiamo di essere pratici e allora mi permetto di dare un consiglio, che a me ha fatto bene. Possiamo prendere un foglio bianco e scrivere sopra due tipi di cose.
Pregate per questi due gruppi di cose. Ma, attenzione, non prendete questo impegno se non intendete farlo seriamente. Io personalmente vi sfido a prendere seriamente la decisione ORA, non dopo o più tardi, magari fra dieci minuti, fra un’ora, stasera o domani, perché, se non prenderete questa decisione ora, è probabile che non la prenderete mai più.
Cosa dovete fare?
Prendete il foglio, piegatelo in due parti e scrivete sopra:

1. Le cose che voglio chiedere a Dio di abbandonare e togliere dalla mia vita, quelle cose che costituiscono le fortezze che Satana vuole continuamente occupare e da cui poter controllare la mia mente, tenendomi lontano da ciò che Dio vuole e dai suoi progetti per la mia vita.

2. Le cose o le persone per cui mi impegno a pregare. Possono essere persone che mi creano dei problemi. Perché non pregare per loro? In fin dei conti abbiamo dei debiti d’amore anche verso loro. Ciò che succederà è esattamente quello che Dio vuole. Inizieremo a pregare per loro. Poi continueremo a pregare per loro. E vedremo che accade qualcosa di meraviglioso. Queste persone potrebbero anche non cambiare, ma saremmo noi a cambiare atteggiamento verso di loro. Potremmo scoprire di non avere più dei cattivi pensieri per lei. È infatti abbastanza difficile pensare male di qualcuno per cui si sta intercedendo davanti al Signore.
Possiamo anche pregare per coloro che ci sono cari, e che hanno bisogno del nostro sostegno. Perché non pregare anche per i nostri anziani che portano un notevole peso nella vita spirituale?
Oppure perché non pregare per qualche coppia della nostra chiesa in difficoltà? Oppure… ognuno di noi avrà dei casi particolari a cui pensare.

Quello che dobbiamo fare però lo dobbiamo fare bene. La lista, o l’elenco, deve essere specifico, non generico! Devo scrivere che voglio pregare per Tizio e per sua moglie Caia e per il figlio Sempronio. L’ordine che ci viene dalla Parola è “Pensate a queste cose!”, ricordando Filippesi 4:8. Prendete tempo per eseguirlo! Ma eseguitelo e soprattutto ricordatevi che è un comandamento del Signore, non mio, e neppure è un consiglio!
Dopo aver fatto la lista va pagata ! Come si paga questa lista ed i debiti d’amore che essa contiene? Attraverso la preghiera.
Qualcuno dirà ma io non so pregare. Oppure qualcun altro potrà dire non sono un uomo o una donna di preghiera.
Anch’io lo dicevo e ora mi trovo ad amare la preghiera più di qualsiasi altra cosa.
La preghiera è importante. Proviamo a chiederci: Il nostro Signore come iniziò il suo ministerio? Come finì la sua vita, e facendo cosa? Durante tutto il suo ministerio egli fu il più grande uomo di preghiera mai esistito, dandoci un esempio.
Prendete tempo per pregare. Prendete tempo per farlo seguendo la vostra lista. La lista non è qualcosa di magico ma solo un aiuto concreto per darci un metodo. Qualcuno può usare un altro modo di fare… ma l’importante è fare!
Vedrete che il Signore vi benedirà ogni giorno di più.

Non trascuriamo la preghiera, e nemmeno la lettura della Parola, e nemmeno la comunione e nemmeno la testimonianza: solo così il Signore riempirà la nostra mente continuamente, e la riempirà delle sue promesse e delle sue realtà! E solo il Signore sa quanto sia importante tenere la nostra mente piena di queste cose, invece di quelle che Satana vuole iniettarci.
Tutte le realtà divine, le sue promesse e le sue rivelazioni sono amabili perché guidano i nostri cuori e le nostre menti a vivere nella presenza stessa del Signore ed a contemplare la sua bellezza, nell’attesa del suo prossimo ritorno, a lode e gloria del suo nome che è benedetto in Eterno !

La vita oggi è più che mai difficile, ma noi possiamo essere come Dio vuole.
Prendiamo Dio in Parola. Sottomettiamoci a lui e Satana fuggirà da noi.
Ricordiamo che la mente del credente può essere sì il campo di battaglia di Satana, ma è lì che il Signore vuole vincere per mostrare al mondo la sua potenza attraverso di te, e di me, noi che usati da lui possiamo essere le sue mani, la sua bocca, i suoi piedi, ma per esserlo dobbiamo avere la mente riempita di Cristo! Già la mente, la nostra mente: da cosa vogliamo sia riempita?!?
Grazie al Signore per averci dato una mente che può essere ripiena di lui ogni giorno, per far sì che possiamo essere suoi strumenti utili a lode e gloria del suo nome, uomini e donne che il mondo riconosce essere di coloro che “stanno con lui”!

(4. fine)

Enrico Pasquini
(Assemblea di Lodi)



Bibliografia
“Rapporto dell’Ass. sulla Ricerca della depressione anno 2005 Torino”, info su: http://www.depressione-ansia.it
http://bioterapia.altervista.org
“I tre campi di battaglia”, Francis Frangipane; ed. Patmos
“Pietro, testimone della sua maestà”, Edward Donnely; ed. Passaggio
“Disposti a pagare il prezzo”, Samuele Negri, ed. Aurora Mission
“Le seduzioni dell’Anticristo”, Marco Distort, ed. UCEB
“Le cattive compagnie corrompono”, studi di Gino Parisi a Lodi nov. 2006
Studi a Maranatha di David Clemence, 2003;
“Lettere di Berlicche”, C.S. Lewis, ed. Oscar Mondatori
“Là dove la luce confina con le tenebre”, Remo Dosi; ed. EUN
“Occhi aperti sulle astuzie di Satana”, Emil Kremer, ed. La Buona Novella, Brindi
si
“Vita pratica attraverso il Nuovo Testamento”, ed. Centro Biblico.