Momenti di sofferenza trasformati in momenti di crescita

LA MENTE DEI CREDENTI
CAMPO DI BATTAGLIA
PER SATANA (III)

Abbiamo mai notato che la Scrittura, oltre a parlarci dell’armatura di Dio, ci parla anche di un’altra armatura, quella di Satana? In cosa consiste questa armatura? Come possiamo evitare di rimanere vittime dell’insieme di armi che il Maligno usa per rendere passivo e, di conseguenza, sterile il cammino della nostra vita cristiana? E come abbattere le fortezze che talvolta rimangono nel nostro cuore e nella nostra mente, impedendo a Cristo di rendere prigionieri della sua grazia e della sua libertà i nostri sentimenti ed i nostri pensieri?


LE NOSTRE FORTEZZE

Iniziamo questa terza parte delle nostre meditazioni con una considerazione importante, e cioè che molti credenti vivono nella consapevolezza sbagliata che la salvezza sia un punto di arrivo della loro vita spirituale. Sembrerebbe assurdo pensarlo solamente, ma la realtà che ci circonda e, forse la nostra vita stessa, può dimostrare qualcosa di diverso.
È vero invece che, nel piano di Dio per tutti noi suoi figli, il momento della salvezza è il punto iniziale del progetto da lui stabilito affinché noi possiamo, passo dopo passo e giorno dopo giorno, conformarci all’immagine di Cristo, sia nel carattere sia nella nostra mente o nel cuore, senza nessuna interruzione lungo il cammino della nostra vita terrena. Questo principio è un punto capitale per il nostro percorso di crescita.
Siamo pronti a lasciarci trasformare dal Signore?
Siamo disponibili a lasciargli compiere questo lavoro in noi?
Se non lo siamo mi permetto di dire che come credenti abbiamo un serio problema.
Il passo di Paolo ai Romani cap.12 che dice “siate trasformati nella vostra mente” non è un consiglio, ma un imperativo. Satana ci lascerà credere alla Parola di Dio, ma come già detto egli farà in modo che non ci sia in noi una reale adesione alle richieste ed alle indicazioni contenute nella Parola di Dio od una reale ubbidienza ai suoi comandamenti.
D’altronde era già stato così ai tempi del Signore stesso, ricordiamo tutti cosa è detto in Giovanni 2:23-25 quando viene affermato:
“Ora, mentre egli si trovava in Gerusalemme alla festa della Pasqua, molti credettero nel suo nome vedendo i segni che faceva. Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti, e perché non aveva bisogno che alcuno testimoniasse dell’uomo, perché egli conosceva ciò che vi era nell’uomo”. Queste persone avevano ascoltato e creduto al Signore, ma solo superficialmente.


Satana opera in due modi

Come si sviluppa l’opera di Satana nel contrastare l’opera del nostro Signore rivolta alla salvezza degli uomini? Molti forse la ignorano o non la comprendono esattamente, ma vediamo con l’aiuto di una esemplificazione come ciò avviene.
Satana agisce nei confronti delle sue “prede” in due modi:

1. In modo diretto, attraverso quelle influenze e/o le possessioni demoniache che permettono alle forze del male di arrivare a controllare completamente un essere umano, facendogli compiere le cose più abominevoli, proprio perché queste forze hanno la capacità di eliminare tutti i freni inibitori. Satana e i suoi angeli decaduti desiderano compiere il male sia nella persona interessata, sia verso gli altri che la circondano.

2. In modo indiretto: l’obiettivo di Satana è sempre quello di impedire che:

• Le persone possano ascoltare il puro Evangelo, e farà di tutto perché questo avvenga, e ha a disposizione secoli d’esperienza!

• E se queste persone lo ascoltano egli farà in modo che non arrivino a comprenderlo e gustarlo, anche questo è ovvio!

• E se anche lo ascoltano e arrivano a capire il messaggio, egli opererà affinché le sue vittime non ne realizzino l’importanza per la loro vita e la loro salvezza, mettendo nei loro cuori (menti) tutto ciò che è possibile, ad esempio scuse (“Non posso impegnarmi così... certe richieste sono impossibili da rispettare, etc...”) o adducendo impedimenti personali o spirituali. A Satana basta e avanza un homo religiosus (ce ne sono miliardi nel mondo)!

• E se vivono il messaggio dell’Evangelo e lo realizzano nella loro vita, egli impedirà loro con ogni mezzo di crescere e svilupparsi, attraverso prove, dolori, sofferenze o persecuzioni etc... Infatti un vero credente è probabilmente un uomo di sofferenza, esattamente come il suo Maestro!

Capiamo allora perché le persone del passo di Giovanni 2 non avevano capito. La Parola non era scesa nel profondo del cuore. Satana permette agli uomini di avere una religione, forse anche cristiana, ma solo “NOMINALE”. Poi si preoccuperà e lavorerà al suo meglio affinché tante aree della nostra vita non siano interessate dal cambiamento e dalla trasformazione progettata e richiesta dal Signore per noi.
Nella scala che abbiamo appena visto dove ci troviamo noi?
Abbiamo ricevuto l’Evangelo?
Lo ascoltiamo?
Lo abbiamo fatto nostro?
Lo viviamo?
La Parola del Signore ci sta trasformando?
Cosa vuol dire “cambiamento” per me?
A quale profondità lascio arrivare il Signore nell’operare la trasformazione che Lui desidera operare?
Quali ostacoli gli sto mettendo davanti?


Liberarci dai legami
della vecchia vita

Nella mia breve esperienza ho imparato che, se vogliamo permettere al Signore di costruire “qualcosa di nuovo” in noi, dobbiamo lasciargli prima abbattere quelle fortezze che ci tengono legati alla vecchia vita naturale e carnale.
Abbattere queste fortezze vuol dire demolire schemi mentali, sopprimere certe idee e pregiudizi radicati in noi, abbandonare cioè le “cose vecchie” affinché la presenza di Cristo e la sua vita possa realmente manifestarsi in noi, giorno dopo giorno. Personalmente sono convinto che dalla conversione in avanti dobbiamo raccogliere le indicazioni della Parola che troviamo in Filippesi 1:8 e 9 e farla diventare una splendida realtà dentro le nostre vite.
Ecco cosa dice la Parola:
“Che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, affinché discerniate le cose eccellenti (migliori) e possiate essere puri e senza macchia per il giorno di Cristo., ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e lode di Dio”.

Ci può aiutare a capire quanto stiamo dicendo leggendo un brano che viene a volte sottovalutato, ma che ritengo importante per la sua precisione e fondamentale per questo studio che troviamo nella 2Corinzi 10:3-5.

“In realtà sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo al carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”.

Prima di addentrarci in qualsiasi considerazione notiamo alcune cose in questo versetto:

• noi viviamo nella carne, ma il nostro combattimento non è secondo la carne;

• combattiamo una guerra con armi che vengono da Dio (non sono le nostre);

• Dio ci dà delle armi, ma ovviamente le armi si possono usare, ma si possono anche non usare;

• queste armi hanno una potenza da Dio che serve a distruggere le fortezze, (e cosa siano le fortezze lo esamineremo tra breve);

• ci sono ragionamenti nella nostra mente che vanno demoliti, quali essi siano lo comprenderemo dopo;

• ci sono altre cose che si elevano contro Dio e che hanno a che fare con il pensiero o la mente;

• tutto deve essere reso ubbidiente a Cristo;

Deve essere chiaro in modo assoluto che in noi coesistono cose vecchie e cose nuove, costruzioni mentali vecchie e nuove, schemi mentali vecchi e nuovi, anche dopo la conversione.
Tutto ciò che non è quotidianamente illuminato dalla Parola di Dio appartiene ancora alle tenebre e non ha niente a che vedere con la nostra nuova vita. Ovviamente Satana sa bene queste cose e farà il possibile, come detto, per tenerci appiccicato addosso tutto quello che fa parte del nostro vecchio uomo.
Ma dobbiamo anche dire onestamente che se vogliamo essere parte piena del progetto di Dio dobbiamo essere pronti a partecipare alla demolizione di quei baluardi o fortezze che Satana può e vuole usare per:
• ingabbiarci, o per:
• tenerci paralizzati, o
• semplicemente per impedirci di godere la vera LUCE.


Seduzione: come affrontarla

Ma qual è il significato di fortezze?
Sappiamo dalla storia, anche biblica, che una fortezza era una costruzione provveduta di difese armate e che doveva servire come luogo di protezione e rifugio, oppure di difesa.
Nel Vecchio Testamento si racconta che Davide, inseguito dal re Saul, si nascose nelle fortezze desertiche della regione di Zif (1Sa 24).
Dalla storia sappiamo che si trattava di strutture naturali, solitamente caverne, poste in cima alle montagne, in zone impervie e quindi molto difficili da espugnare.
Più tardi le fortezze vennero costruite fortificando grandi edifici (più avanti ancora i castelli) con delle possenti mura contornate di fossati, che creavano generalmente al loro interno tre livelli di sicurezza. C’era una parte esterna in cui tutti potevano accedere.
Per passare dalla zona esterna alla prima zona interna pubblica solitamente si doveva attraversare un ponte sopra un fossato, un fiume o divisori creati ad arte.
Tra la prima parte e la seconda c’erano ancora mura, ed infine vi era la parte interna, la più privata, destinata alla vita del padrone, o del nobile proprietario, e che era strettamente difesa e quasi impossibile da espugnare, con protezioni non solo umane ma anche porte ferrate e sbarre.
Credo che Paolo avesse questo in mente quando parlava di fortezze. Possiamo applicare questa immagine alle fortezze di cui vorrei parlare e che sono quegli ambiti che possono essere occupati o dal Signore o dall’avversario.
Qualcuno può pensare che un credente non può essere influenzato da Satana, o da un demone, proprio perché è un credente, ma proprio questa è una grande seduzione di Satana.
La seduzione crea un collegamento tra gli elementi del mondo e la nostra mente attraverso la concupiscenza e la tentazione, secondo una bella indicazione del libro di M. Distort (“Le seduzioni dell’Anticristo”).
Uno di questi collegamenti, ad esempio, è costituito dalla pubblicità, che ci spinge a volere a tutti i costi qualcosa, lavorando sulla nostra mente per farci concupire quella cosa.
Crea il collegamento tra il mondo esterno, non sempre reale o realistico, e la nostra mente!

Ebbene un demone, o Satana, non può certo possedere un credente in senso eterno, ma lo può influenzare in senso negativo usando la sua mente, oppure interferendo nei suoi processi mentali, e anche contaminando la sua vita, come ci ricordano le esperienze di vita di Pietro e di Giosafat oppure anche di altre relative a uomini di Dio, raccontate nella Parola e che sono utili al riguardo!


Cristiani esteriori ma senza potenza

Occorre quotidianamente vivere nella comunione del Signore, ricercando il perdono di Dio, attraverso la confessione dei peccati e un sincero pentimento, e l’abbandono del peccato e dei pensieri che giustificano il male, impegnandosi ad abbandonarli e a non permettere che questi facciano la loro dimora nelle nostre menti.
Lutero affermò:
“Io non posso impedire ad un uccello di depositarsi sulla mia testa, ma posso impedire che vi faccia sopra il suo nido”.
Il nostro nemico vanta un esperienza di secoli e di miliardi di casi di “costruzione di nidi” nella mente degli uomini. Vorrei suggerire a ciascuno di noi di riflettere sul fatto che la ribellione a Dio non è solo mettersi contro Dio direttamente; la ribellione a Dio comincia a volte con dei piccoli compromessi, oppure con delle piccole trascuratezze spirituali.
È vero: sembrano pagliuzze, ma pezzo dopo pezzo… il nido si costruisce e viene edificato! Ricordiamoci di Giosafat, e della sua caduta lenta ed inesorabile verso la rovina. Molti credenti pensano che dal momento che possiedono lo Spirito Santo non possono più cadere vittime dell’inganno di Satana. Presto o tardi questi credenti sperimenteranno la disillusione rispetto a questa non verità.
Una delle ragioni per cui il Signore ha dato ai credenti, e alla Chiesa, lo Spirito Santo è perché abbiamo bisogno di camminare nella verità essendo illuminati nella nostra mente riguardo alle seduzioni di satana, grazie proprio alla sua guida.
Naturalmente Satana fa in modo che il credente “sedotto” non si renda conto di essere su una rotta sbagliata, anzi farà in modo che la deviazione sia sottile e minima, giorno dopo giorno, finché esso non sia portato talmente lontano da non discernere più nulla.
Satana non si preoccupa se un tal credente s’incontra con la chiesa alla domenica, magari prendendo i simboli ed è tranquillo finché costui mantiene le “sane” abitudini del cristiano, senza sperimentare una reale vita di potenza nella sua vita, perché è INNOCUO!
Paolo in 2Timoteo 3:5 dice che “molti hanno aspetto di pietà, ma avendone rinnegato la potenza”.
Non credo Paolo si riferisse a dei veri credenti ma il rischio che possiamo correre è lo stesso, cioè di avere l’aspetto esteriore del credente, ma non la relativa potenza!


La strada per l’inferno?
Una china dolce e graduale!

Satana farà anche in modo che un tal credente non sia troppo preoccupato dei propri peccati; certo potrà anche pensarci ma farà in modo che sia una cosa lieve, del tipo “Non mi sono comportato molto bene questa settimana”. Ma la risposta subito pronta sarà: “...ma il Signore sa ogni cosa!”.
Questo tipo di pensieri sarà mantenuto da Satana come un leggero turbamento, perché se così non fosse porterebbe il credente dritto dritto al pentimento e alla richiesta di perdono, a cui seguirebbe subito il ripristino della comunione. Ma Satana lavorerà perché questo non avvenga!
Infatti quando non siamo in comunione col Signore ci sentiamo colpevoli, e questa sensazione genera una tensione negativa in noi che aumenta col passare del tempo e ci porterà ad una crisi spirituale. In questo stato il credente non eviterà i suoi impegni spirituali, che diventeranno in un primo momento pesanti e poi fastidiosi.
Poco a poco il credente si disinteresserà alla preghiera, alla lettura, e gli diventerà persino difficile e pesante andare in quel locale che impropriamente chiamano “chiesa” e in cui troverà molte persone antipatiche, che per di più gli faranno pesare le sue assenze o mancanze.
Mai capitato?
Questa condizione si stabilizzerà così presto che Satana non dovrà nemmeno porre davanti a un tal credente tentazioni per distrarlo, perché ogni cosa spirituale gli sarà fastidiosa.
Ecco che gli amici del mondo diventeranno “migliori” dei credenti; il lavoro o le altre attività “migliori” dell’impegno spirituale. Ogni cosa delle tenebre sarà “migliore” della luce!
Satana riuscirà così a bloccare questo credente senza fargli fare nulla per lungo tempo dandogli l’illusione che finalmente si trova a suo agio.
Il nulla che Satana offre è assai forte, è tanto forte da rubare all’uomo gli anni migliori, coccolandolo non in gravi peccati, ma semplicemente in una terribile superficialità della mente che si perde appunto nel nulla. Noi pensiamo che Satana sia pronto a far cadere l’uomo in cose orribili, per farlo peccare allontanandolo così da Dio, ma anche questa è una seduzione. Satana sa che il credente è un anima persa per lui, ma farà di tutto per renderlo almeno inutile e inoperoso. Quello che a Satana interessa è molto semplice: tenere lontano la persona il più possibile dal Signore stesso.
Il mucchio dei peccati non conta, purché il loro effetto cumulativo scacci il credente nel nulla, lontano dalla luce, rendendolo innocuo e senza la comunione con il Signore e la pace nel suo cuore!

Qualcuno (C.S. Lewis) ha detto che la strada più sicura per l’inferno è quella graduale, un dolce pendio, con un soffice suolo, senza brusche curve, senza pietre miliari, senza indicazioni. Quanto è vera ed efficace questa triste illustrazione.

È molto difficile spezzare il potere dell’illusione spirituale e religiosa di tali credenti, perché Satana fa loro credere di essere a posto e li farà sentire pieni di certezze e sono invece così illusi, ottenebrati e sedotti, che essi stessi non hanno nessun dubbio riguardo alla loro condizione. Se la persona è sedotta, e quindi illusa da Satana, essa non sa di esserlo per il semplice fatto che è stata sedotta.
Ma il vero credente è colui che sa di essere fatto di polvere, è colui che deve ricordarsi di “sapere quanto egli sia fragile”, e che può sbagliarsi, e quindi deve in ogni occasione ed ogni giorno chiedere all’Eterno Dio di essere perdonato dai propri peccati, di essere purificato dai propri errori e di ricevere la luce del Signore e l’illuminazione dello Spirito Santo sul proprio cammino.
Qualsiasi area della nostra vita, della nostra mente che non è liberata e che non è messa a disposizione del Signore è un area vulnerabile agli attacchi di Satana.
Dobbiamo essere “rivestiti di umiltà” (Cl 3:12). Il credente spirituale è colui che sa che deve ogni giorno morire a se stesso, arrendendosi a Dio, lasciando davanti a Lui ogni nostro pensiero vano, ogni cattiveria, ogni peccato.
Forse per qualcuno queste parole potranno sembrare pura teoria. Allora ti dico fratello caro: se è così, TREMA! Sii preoccupato perché Satana potrebbe in ogni momento chiedere al Signore di vagliarti! Sei pronto? È vero che Satana lo potrebbe fare anche col miglior credente, ma più siamo lontani da Dio e più siamo vicini alle tenebre.
Solo quando viviamo, con fede, l’impegno all’arrendevolezza a Dio, mortificando la nostra carne, in sottomissione a lui e alla sua Parola, potremo chiedere a Dio di cambiarci, e LUI lo farà.


L’armatura di Satana
deve essere eliminata

“Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro; ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino” (Lu 11:21-22).
Prima della nostra conversione Satana possedeva la nostra casa, essendo egli l’uomo forte, ma nel giorno della nostra “salvezza”, uno “più forte”, il Signore Gesù Cristo, ha concluso una battaglia contro il nemico e, dopo averlo sconfitto, lo ha spogliato della sua armatura. Nel mondo dell’invisibile, dello spirito, il Signore con i suoi angeli ha combattuto con Satana e i suoi angeli decaduti una dura battaglia per vincerlo.
A cosa si riferisce il Signore in questi versetti?
Qual è l’armatura tolta a Satana e che ci impediva di conoscere il Signore e la sua salvezza, almeno per quanto riguarda la nostra persona?
Credo che ci si possa riferire ai nostri stessi pensieri, agli atteggiamenti, alle nostre concupiscenze e alle opinioni di prima, tutti elementi carnali che sono il primo strato dell’armatura. Ci sono molti testi che ne parlano nella Bibbia.
È vero che con la salvezza le cose vecchie sono passate e le cose nuove sono veramente in noi, ma sarebbe da folli pensare che la salvezza abbia eliminato da noi tutte le cose sbagliate e automaticamente ucciso il nostro vecchio uomo, altrimenti non si capirebbe perché il Signore ci invita continuamente ad “essere trasformati nella nostra mente” (Ro 12:2) ed ancora Paolo dice “per essere rinnovati nello spirito della vostra mente” (Ef 4:23). Dobbiamo permettere dunque all’uomo più forte di togliere tutta l’armatura al meno forte, cioè al nostro nemico.
Ma siamo d’accordo di partecipare col Signore a questa continua battaglia?
Da che parte stiamo nel combattimento?
Con chi combattiamo?
Chi è il nostro Signore?
Con quali armi combattiamo?
Nella citazione iniziale il Signore parla di demoni che cercano riposo. Mi sono chiesto a cosa si riferisse e credo che il riposo abbia a che fare con l’armonia con sé stessi e con il mondo circostante. Abbiamo detto che il nemico ottiene la sua vittoria/il suo riposo quando la nostra vita va di pari passo con il peccato non eliminato o tollerato nella nostra vita. Il momento di riposo di Satana viene fatto finire quando andiamo al Signore portandogli i nostri peccati e chiedendogli perdono, pronti ad abbandonare ogni peccato. A questo punto inizia il conflitto, il combattimento. Ha inizio un periodo di turbamento e di conflitto perché le due forze, quelle della luce e quelle delle tenebre lottano per avere il sopravvento ovunque, e così anche nella nostra vita interiore.
È vero che all’uomo forte è stata tolta l’armatura, ma i soldati possono combattere anche senza armatura. E così fa Satana, continua a combattere per avere le spoglie della nostra vita. Lui sa che non potrà vincere, ma a lui va bene anche se non ci sconfigge completamente, a lui basta tenerci impantanati in una lunga ed estenuante battaglia di trincea. Così facendo ci tiene bloccati e ci impedisce di crescere in Cristo. Dobbiamo conoscere queste logiche di combattimento di Satana.
Il combattimento interiore è un buon segno di come la nostra mente desidera rimanere libera e di come Satana invece non voglia abbandonare il campo di battaglia. Come credenti non dobbiamo aver timore di avere in noi un combattimento, perché questo è ciò che accade a chi non vuole la signoria di Satana nella sua vita.


Rendere prigioniero di Cristo…
ogni pensiero

Dobbiamo sempre ringraziare il Signore perché siamo suoi e abbiamo la Parola stessa che ci assicura che nessuno ci potrà rapire dalla sua mano. La salvezza non si può perdere. Tutto il capitolo 10 dell’Evangelo di Giovanni è pieno di questa meravigliosa e benedetta promessa. Leggetelo vi prego, e rileggetelo continuamente sino a fare vostra ogni promessa! Ma, se è vero che siamo suoi, è anche vero che non siamo ancora perfetti. Quindi… che fare?
Abbiamo parlato prima delle fortezze che a volte permangono dentro di noi, ed ora daremo un nome ad alcune di loro, consapevoli che è raro che un credente non sia ostacolato da alcune di queste.

1. L’incredulità.
“Incredulo” può essere anche il credente che non ha una fede reale nella vita di potenza che il Signore gli vuole donare.
È un credente che sa tante cose, ma non le vive! Può essere difficile uscirne, ma c’è ancora speranza! Può essere utile chiedere a qualcuno di aiutarci a crescere e a maturare. Se la Scrittura dice che “Io posso ogni cosa in Cristo”, Satana ci farà credere il contrario. Ricorderete l’esempio del popolo di Israele che, proprio a causa di questo atteggiamento spirituale, ma anche mentale, non entrò nel paese che Dio gli aveva promesso e preparato. Dobbiamo sapere che Satana non vuole farmi possedere la vera fede perché vuole tenermi nella sconfitta ed in rovina. Occorre guardare a Dio con gli stessi occhi di un bambino che si fida ciecamente della propria mamma, o papà, quando egli tende la mano per attirarlo a sé.
Quante volte Dio Padre lo ha fatto, e vuole farlo! Occorre ricordare sempre proprio questo. Il ricordo delle grandi cose che Dio ha fatto per noi è un ottimo balsamo per le ferite dell’incredulità, lasciateci da Satana. Chiediamo a Dio di aumentarci il nostro senso di dipendenza da Lui, cercando la sua luce ogni giorno!

2. Il fallimento.
Quanti credenti non avanzano nella vita spirituale, perché ogni giorno vivono sulla propria pelle le sconfitte nel proprio cammino. La sconfitta è paralizzante come poche altre cose. Molte persone scendono addirittura nella depressione a causa di questa “fortezza”! Che il Signore possa essere chiamato in causa direttamente per lavorare su questa dura fortezza!
Mi permetto di dare un consiglio pratico, può essere utile pregare dicendo:
“Sì, io sono stato un fallimento, ma lo ero perché seguivo Satana colui che voleva tenermi nella sconfitta ed in rovina. Ma ora io voglio seguire Colui che mi ha cercato e trovato: non sono solo: egli ora è con me, sempre e prega e intercede per me!”
La fortezza del fallimento deve essere sostituita dalla forza e dal baluardo della fede. Occorre seguire Cristo e avremo la vittoria! “Il sangue di Gesù Cristo mi purifica da ogni peccato!”: questa è la promessa. Forse in questo caso può essere utile essere aiutati da un fratello o da una sorella più maturi nella fede e che si facciano carico di “combattere” accanto a noi.

3. L’amore che si è raffreddato.
Accade quando la vita spirituale scorre nel tempo e, perché no, arriva a mancare lo zelo oppure non si hanno chiari obiettivi di crescita spirituale. Può accadere a credenti soli o non impegnati. Non credo che nessuno abbia medicine idonee per ogni caso. Ma solo il Signore può operare nel nostro cuore per riportarlo al calore spirituale. Certo occorre magari cambiare “area”, ricordando che le sane amicizie e le relazioni spiritualmente idonee possono contribuire molto in questo caso.
Ogni caduta ha sempre un punto di partenza. Se ci sentiamo “raffreddati” e non sappiamo cosa fare, può essere utile leggere la Bibbia come facevamo un tempo, con l’entusiasmo di volerci abbeverare dalla pura Parola. Può essere anche utile riflettere sul nostro stato di “intercessori”, vale a dire: come preghiamo?
Siamo effettivamente impegnati a pregare, non solo per noi, ma anche per gli altri che ci circondano?
Può anche essere utile stare vicino a qualcuno che ci può trasmettere il suo calore spirituale. Avete mai provato ad accendere un cerino spento, senza strofinarlo? Esso si accenderà se lo mettete vicino ad un cerino già acceso.

4. La fortezza della paura, o del rifiuto.
Ci sono credenti che sono stati segnati da passate esperienze che li hanno trasformati in persone che non decidono nulla, per paura di sbagliare.
Nessuno meglio del Dio di amore può consolare questi cuori tritati e sconsolati.
Nessuno meglio del Padre può riempire d’amore questi credenti che possono essere paragonati a dei “sacchi vuoti” che non riescono a stare in piedi da soli. Se la paura è una grossa preoccupazione, dobbiamo lasciarla a colui che può portarla meglio di noi. Questa fortezza porta molto spesso alla paralisi spirituale. Ma il Signore non ci vuole schiavi, anche se questo è diventato parte della nostra natura.
“Egli può venire in aiuto a noi!” (Eb 2:18). Che fare se siamo tentati a questo modo? Probabilmente ci sono molti versetti che possono essere citati. Ma ne lascio uno sul cuore di chi si trova ingabbiato da questa esperienza: “Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1P 5:7).
Non c’è nulla che non possa essere trasferito al Signore, perché lui se ne faccia carico. Quand’è l’ultima volta che abbiamo sperimentato la sua cura? Se questi pensieri costituiscono un serio problema per noi allora dobbiamo gettarli ai suoi piedi. È perfettamente inutile che li teniamo addosso a noi. Questo è quello che vuole il nostro nemico per tenerci al palo, immobili! È possibile uscire da questa “fortezza”, prigione, attraverso un sentiero di preghiera al Signore, presentandogli la richiesta di perdono per chi ci ha fatto del male, chiedendogli inoltre di guarire la nostra anima, o le nostre ferite! Anche in questo caso un aiuto spirituale di una persona matura può essere importante ed utile.

Ci sono molte altre “fortezze” che possono essere prese in considerazione, ad esempio: uno spirito di superbia, oppure una vita con la mancanza di perdono, o la concupiscenza pesantemente insita in noi, o l’avidità, o ancora l’insieme o combinazioni di queste cose o altre ancora.
Dobbiamo lasciarci illuminare a fondo dalla Parola per rimuovere queste fortezze e rendere prigioniero di Cristo ogni pensiero. Ricordiamo cosa dice lo scrittore dei Proverbi: “Come uno pensa nel suo cuore, così egli è” (Pr 23:7).
Se vogliamo permettere al Signore di abbattere le vecchie fortezze e rendere prigioniero ogni vecchio pensiero, dobbiamo prima di tutto smettere di pensare che ogni cosa sia a posto, che così va bene, oppure che tanto non succederà niente perché le cose rimarranno invariate.
Sappiamo che non è così!
Dobbiamo umiliarci e chiedere aiuto al Signore. Satana sotto l’armatura dell’incredulità ne ha costruita un’altra, cioè quella dell’orgoglio. Infatti finché una persona non ammetterà il proprio bisogno di essere liberata da un tale ostacolo, non cercherà di essere aiutata e non sarà mai liberata ed affrancata.
I pensieri vanno fatti prigionieri e gli atteggiamenti sbagliati vanno crocifissi. Facciamo spazio dentro di noi al Signore, umiliamoci di fronte a lui e Satana fuggirà da noi !
Solo il Signore deve aver il diritto di dare la FORMA alla nostra vita, e guidare i nostri pensieri.


Il credente... incredulo!

Una cosa importante da chiarire, e che invece molti trascurano. Ricordiamoci che prima di tutto dobbiamo pentirci del nostro modo di vivere sbagliato. Queste fortezze sono il nostro modo di vivere sbagliato. Ma attenzione pentimento significa “cambiamento” e non solo rimorso.
È il nostro modo di pensare, e di conseguenza di vivere, che deve cambiare. Non mi riferisco certo ad una sorta di pensiero positivo cristiano. Il pensiero positivo è quella corrente di pensiero filosofica nata per portare gli uomini ad aumentare la loro autostima e a vivere meglio. Senza troppo entrare in queste cose sappiamo che non è questa la nostra strada, vero? Noi sappiamo che una infinità di pensieri negativi circolano nella nostra mente ogni giorno, nutrendola di incredulità e negatività e di peccato. Quante volte abbiamo pensato: “Io sono un tale fallimento”, oppure: “Io sono un peccatore e basta!”, o ancora: “Ho cercato di camminare per lo spirito, ma non ha funzionato!”. Ecco pensieri come questi, magari associati a peccati non confessati, oppure ad una vita spirituale larvale, o minimalista (cioè lettura del calendarietto alla mattina, preghiera a pranzo o a cena e preghierina prima del sonno più un sano culto domenicale) costituiscono il pavimento, le mura e il soffitto della fortezza dell’incredulità in cui Satana ci costringe prigionieri.
L’incredulo, abbiamo già visto, non è solo chi non crede in Gesù Cristo! Purtroppo l’incredulo può essere anche il credente che non crede realmente alla vita di potenza che il Signore gli vuole donare. È un credente che sa tante cose, ma non le vive! È colui che non ha una fede reale e sicura in Cristo.
L’incredulo credente è colui che minimizza la portata della Parola, che la indica agli altri ma non la fa sua! È dubbioso e diffidente riguardo alle promesse della Parola, che non capisce e non fa sue. Lo conosciamo meglio come credente carnale!
C’è un bellissimo brano in Filippesi e che mi piace molto e che ha contribuito a distruggere molte fortezze nella mia vita.
Non posso che parlarvi di quello che il Signore ha fatto nella mia vita, con la speranza e la preghiera che esso possa agire in voi come ha agito in me, e continua a farlo ogni giorno.
Per il resto fratelli tutte le cose che sono (1) veraci, tutte le cose che sono (2) onorevoli, tutte le cose che sono (3) giuste, tutte le cose (4) pure, tutte le cose che sono (5) amabili, tutte le cose che sono di (6) buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose. Quello che avete imparato, ricevuto ed udito da me e veduto in me, fatelo, e il Dio della pace sarà con voi” (Fl 4:8-9).
Provate a rileggere il brano come vorrebbe farlo vivere Satana ogni giorno:
“Per il resto tutto le cose che sono false, tutte le cose che sono disonorevoli, tutte le cose che sono ingiuste, tutte le cose che sono impure, tutte le cose che sono ingiuste, tutte le cose che sono di cattiva testimonianza, se vi è qualche immoralità o vizio e se vi è qualche disapprovazione, ebbene pensate a queste cose. Quello che avete dentro, ricevuto ed udito dal mondo, fate tutte queste cose e il dio di questo mondo sarà con voi !”.
Quante volte il dio di questo mondo ci tiene legati a cattivi pensieri, manipolando la nostra mente. Qualcuno potrà pensare che non è così, ma provate a guardare la televisione e chiedetevi quali messaggi arrivano alla vostra mente! Sono sani e puri secondo la Parola di Dio? E l’ambiente in cui vivete? E noi come reagiamo? Quante volte capita di sentire dalla bocca di credenti l’uso di un linguaggio che non ha nulla da invidiare (come parole sconce) agli increduli. Cosa vuole Dio per noi? Cosa ha preparato per ciascuno di noi? La Parola di Dio vuole che io, te, noi tutti siamo degli esseri puri e felici, ma la purezza e la felicità non arrivano da sole. La purezza è qualcosa che va custodita come un bene prezioso, perché rispecchia la personalità di Dio. Noi ora siamo sua immagine e somiglianza! La felicità è qualcosa che ha a che fare con la nostra posizione davanti a Dio e alla pace che solo lui può metterci nel cuore. La vera felicità non dipende dalle situazioni belle e piacevoli in cui ci veniamo a trovare. No e poi no!
La pace, la vera pace ci viene data da Dio come risultato di una vera vita di comunione con il nostro Signore.
Ma come far accadere questo nella realtà? Qualcuno ha detto che noi dobbiamo essere simili a Gesù.
Che vuol dire essere simili (non uguali perché solo Gesù è stato Gesù)? Come pensava Gesù? Com’era Gesù? Come affrontava le situazioni della vita il Signore Gesù? Cosa aveva nell’animo e nella mente il Signore? Qual era la sua guida? Quale volontà ricercava? Cosa costituiva il suo piacere?
Rileggiamo il brano di Filippesi 4:8 e sentiamo lo Spirito Santo, per mezzo di Paolo, che ci dice forte: “Tutte le cose che sono genuine voglio che a quelle tu pensi. Forse ci sono cose che non sono genuine ed ipocrite: a quelle non pensare! Tutte le cose che sono degne di rispetto, ecco ciò che è giusto e su quello devi focalizzare il tuo pensiero. Tutto ciò che è puro ed amabile, sia l’oggetto costante dei tuoi pensieri. Via da te i pensieri impuri e peccaminosi, pensieri di vendetta o di sfiducia. Via da te tutto quello che ha a che fare con questi pensieri! Tutte le cose di buona fama, quelle in cui vi è qualche virtù o lode, se c’è qualcosa degno di lode…..pensa queste cose!”.
Ecco ciò che dice il Signore e che ci chiede. Proviamo a fare una lista delle cose che sono genuine. Poi una lista delle cose che sono degne di rispetto. Poi ancora una lista di cose pure, e così via. Non sto chiedendo di giocare, ma se ci fermiamo e ci concentriamo a fare questo, sono sicuro che ci farà del bene!
Occorre essere concreti, e scrivere queste cose, e poi mettere in pratica. Ricordiamo che Satana ci vuole superficiali e dimentichevoli, mentre il Signore vuole che siamo “profondi” e pronti al ricordo! Il Signore mi dà una scelta su ciò che io devo pensare. Ricordate Proverbi 23:7 “Come uno pensa nel suo cuore, così egli è (nel suo intimo)”. Se penso cose negative, o brutte, cosa potrà esserci nel mio cuore, o nella mia mente? Se penso cose negative, e le lascio dimorare nella mia mente (i nidi!), inevitabilmente sarò una persona negativa. Ma se penso cose buone e farò di tutto per mantenerle nella mia mente allora sarò diverso, ma devo lasciarlo fare a Gesù Cristo, non alle mie forze!
Mi impegno ad identificare le cose buone? Lo farò oggi, e poi domani ritornerò al mio tran-tran?
Ricordiamo che questi versetti contengono un ordine di Dio, non un optional. Se lo farò o non lo farò, dipende da me.
Ricordiamo che Satana farà di tutto per distogliere la nostra mente da queste cose.
Ricordiamoci anche che Satana non lascia la nostra mente vuota. Quindi se la nostra mente non è piena di cose buone, amorevoli, pure, giuste, vere, etc, allora sarà piena di altro, che il Signore non gradisce, anzi!
Forse non credo che sarà possibile farlo nella mia vita, o che arriverò ad avere questi pensieri sempre nella mia mente.
Ricordiamo che Satana è il padre dell’incredulità ed è bugiardo, mentre il Signore è il Padre della fede.
Ricordiamoci che il Signore Dio è il Signore della mia vita e, se lui è il Signore, ha il diritto di dirmi quello che devo fare, allora io lo devo prendere in parola lasciando a lui tutto lo spazio per agire in me “il volere e l’agire”. Lui è fedele e potente!

(3. continua)

Enrico Pasquini
(Assemblea di Lodi)