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Cercare la Verità
NON PIÙ IO, MA DIO!
Una sorella ricorda, al momento del suo battesimo, il percorso compiuto alla ricerca della verità e le difficoltà incontrate nel vincere la resistenza a rinunciare al proprio Io e a mettere Dio al centro della sua attenzione, fino a scoprire personalmente che per dare valore a sé stessi occorre ascoltare Dio e sottomettersi a lui. L'importanza di cercare la Verità È possibile per una donna della mia età battezzarsi? Certamente, se me lo avessero detto pochi anni fa, avrei riso e detto: Io sono già battezzata. Ed è questa la risposta che ho dato a mio figlio Stefano una sera che era vicino al mio letto e parlavamo del Signore. Io sono già battezzata. Quante cose diamo per scontate: le cose stanno così, decidiamo che vanno bene, senza averne una giusta conoscenza, senza chiederci qual è la Verità. Chi è stato cattolico e chi ancora lo è sa come ci si sente protetti, posti al sicuro da tutta una serie di riti che ci vengono più o meno imposti da quando nasciamo a quando moriamo. Il Signore Gesù Cristo ci ricorda invece che dobbiamo cercare la Verità: in Giovanni 8:32, leggiamo: Conoscete la verità e la verità vi farà liberi. Non parla mai di riti, non ci dice mai che il rito ci farà liberi o frasi simili che assegnano una qualche importanza rivoluzionaria al rito. Il Signore ci parla di Verità. Non viene mai nominata nel nuovo Patto una qualche formula o cerimonia per piacere al Padre, malgrado sappiamo quanto fossero rituali gli Ebrei. In verità in verità era un'espressione che veniva utilizzata dal Signore in particolari momenti. Ed è proprio per la ricerca della verità, che ero sicura non fosse in Cristo, che ho iniziato lo studio biblico. Avevo già un'esperienza cattolica alle spalle, nella mia gioventù sono stata impegnata in campeggi, campi di lavoro, avevo una fitta corrispondenza con amici e amiche, facevo parte della Gioventù Studentesca (un'associazione legata all'ambiente cattolico, madre del movimento di Comunione e Liberazione). Poi ho conosciuto Attilio, mio marito, che non aveva questi interessi di volontariato religioso, e perciò sono arrivati i tempi culturali e di svago: cinema, teatro e anche feste. La svolta nella vita di mio marito Passata la gioventù, ho sempre mantenuto un certo interesse per questi momenti culturali e di divertimento e sono diventata una donna pratica ed efficiente. E quando siamo indaffarati nelle cose del mondo, inevitabilmente ci allontaniamo dallo spirito. Mio marito, meno indaffarato nelle cose del mondo, ha iniziato una ricerca spirituale, da cui non mi sono lasciata coinvolgere, perché assolutamente convinta che il mondo iniziasse e finisse con me, che tutto girasse intorno a me, ai miei interessi, ai miei affetti, ai miei sentimenti, alle mie emozioni, alle mie sicurezze. Tutte queste cose dovevano procedere per il meglio, più o meno sotto il mio controllo. Durante le nostre vacanze, ci siamo ritrovati vicino a dei luoghi di culto cattolico e li abbiamo visitati: siamo stati a Fatima, Medjugorie, Monte Sant'Angelo, Lourdes. Mio marito ha capito che non poteva trovare lì quello che stava cercando, ed io ho avuto la conferma di quanto quei luoghi di culto fossero lontani ed incomprensibili per me. Anziché in questi luoghi, fonti di vari interessi soprattutto di carattere economico e commerciale, spesso con imponenti edifici pieni di gente che fa penitenza e si procura a volte anche dolore fisico per chiedere perdono o farsi concedere grazie, in genere da qualche madonna o santo (ricordo che a Fatima c'erano donne che facevano giri in ginocchio con la croce sulle spalle), mio marito ha trovato il Signore attraverso una bancarella di libri dove si fermava poca gente. Era la bancarella della libreria evangelica che viene allestita nel periodo natalizio. Io non sapevo assolutamente niente di chi fossero questi evangelici. Ironica, stupita, soffocata Ricordo che la prima volta che Attilio è andato da Otello, al suo ritorno gli ho chiesto: Com'è la casa? Piena di icone, lumini e statuine? e lui: No, non c'è niente. Sono rimasta stupita, perché avendo conosciuto alcuni esaltati religiosi e sapendo come amino attorniarsi di dipinti, candele e statue, mi sembrava veramente strano che un uomo come Otello, che parlava sempre del Signore, non avesse tutto questo necessario in casa sua. Ma non sapevo che, com'è scritto in Giovanni 4, Gesù ha detto: Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Dio è Spirito, e quelli che lo adorano bisogna che l'adorino in Spirito e verità. Il credente adora Dio in Spirito e Verità. Non lo sapevo, così come non sapevo che Dio ordina nel secondo comandamento di non adorare né prostrarsi davanti a statue ed immagini di qualsiasi genere, perché il nostro Dio è un Dio geloso. Ho conosciuto le parole di Gesù: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto. Non me lo avevano insegnato, anzi... Io comunque me ne sono stata in disparte; non avevo bisogno di nessuno, né tantomeno del Signore che mi avrebbe creato solo problemi. Sono andata a qualche culto, a qualche agape, ed anche se mi rendevo conto che non c'era alcuna emotività religiosa che avrebbe potuto paralizzarmi, avevo alzato la mia palizzata di sicurezze. E poi si parlava troppo del Signore, anziché parlare delle cose che io reputavo veramente importanti: come attraverso le opere si risolvano i veri problemi e poi le dissertazioni sul pensiero di uomini e di religiosi per risolvere i problemi cosiddetti esistenziali. In questa chiesa mettevano sempre al centro il Signore e non l'uomo, e questo mi dava un senso di soffocamento. Pensando a quei momenti, mi vengono in mente passi biblici come quello di Isaia 55 in cui leggiamo: Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie - dice l'Eterno - Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie, e i miei pensieri sono più alti dei vostri pensieri. Ma anche le parole di Pietro: Poiché ogni carne è come l'erba, ed ogni gloria d'uomo come il fiore dell'erba; l'erba si secca, e il fiore cade, ma la Parola del Signore rimane in eterno. Tutti venivano con questa Bibbia, ed erano più o meno veloci nel trovare i versetti che si trovavano nei vari capitoli: quelli dell'Antico Testamento, difficilissimi per me, ma ancora più difficili quelli delle varie epistole, con tutti quei nomi simili (Filippesi, Colossesi, Tessalonicesi...). Mi chiedevo: A che cosa serve tutto questo? L'avrei scoperto più tardi dalle parole di Romani 10:17: La fede viene dall'udire e l'udire dalla Parola di Cristo e dalle parole di Gesù nel deserto riportate nel quarto capitolo di Matteo: Sta scritto: «L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio». Anche questa sicurezza di essere salvati la consideravo una forma di arroganza: quanto sei stato bravo per esserne così certo? In Efesini 2: 8-9, Paolo ci ricorda: È per grazia che siete stati salvati,mediante la fede. E ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti. E in Romani: Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. (...) E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo. Presunzione e reticenza davanti alla Bibbia Ma io ero così piena delle mie sicurezze sulla scala dei valori della mia vita e della vita dell'uomo più in generale che ho iniziato lo studio biblico assolutamente certa che non mi sarei lasciata coinvolgere da quest'assurdità di mettere Dio al centro del tutto, che le mie certezze non si sarebbero smosse. Credevo in fondo che il concetto di Verità fosse molto soggettivo: le cose puoi guardarle da mille angoli diversi questi angli ti danno mille verità. Effettivamente, è così quando continui a guardare tutto con gli occhi degli uomini. Ogni cosa ha un valore diverso a seconda di chi la guarda. Ma uno solo è lo sguardo di Dio. Dipende da dove sei a guardare: dalla parte degli uomini o da quella di Dio? Ogni mercoledì sera, dopo lo studio biblico, andavo a dormire e le parole della Bibbia mi ballavano in testa, ma ho resistito per due anni. Abbiamo studiato per tre anni il Vangelo di Marco e ricordo quando abbiamo studiato l'episodio che ha come protagonista il giovane ricco. Ero proprio in crisi, mi ritrovavo in quella situazione: anche io mi ritenevo una brava persona, rispettosa delle leggi e credevo, come lui, di non essere neanche troppo peccatrice, ma il Signore chiede a questo giovane di abbandonare il suo tesoro, così come lo chiede ad ognuno di noi. Il mio tesoro ero io stessa! Per altri può essere il lavoro, la tradizione, un amore, la famiglia, o comunque tutto ciò che ti è d'intralcio per seguire Dio. Ma il Signore vuole essere il primo dei nostri tesori: Dov'è il tuo tesoro, là è il tuo cuore. Riconciliata con Dio! Questa richiesta di abbandonare è stato il momento più difficile. Dovevo abbandonare le mie certezze, il mio senso del giusto, i miei valori, la mia strada. Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso. Ho capito che per il Signore niente è impossibile, che lui ci permette, attraverso le persone che ci ha mandato, di conoscere le sua Parola e di poter far entrare nei nostri cuori quella Verità. In 2Timoteo 2:5, il Signore ci dice cosa devono fare gli uomini che Dio ci manda: istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio concede loro di ravvedersi per avere piena conoscenza della verità. Io ero veramente un'oppositrice, ma il Signore mi ha cercato e dato la possibilità di conoscerlo. Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano (Is 65). Come possiamo amare, lodare, sottometterci, comunicare con qualcuno se non sappiamo chi è? Per questo, il battesimo viene dopo, dopo che, attraverso lo Spirito di Dio, lo conosciamo. In 1Corinzi 1:9-11, leggiamo: Ma com'è scritto, le cose che occhio non vide e che orecchio non udì e che mai salirono nel cuore dell'uomo sono quelle che Dio ha preparato per coloro che lo amano. A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Infatti, chi tra gli uomini conosce le cose dell'uomo se non lo Spirito che è in lui?Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. Il battesimo viene dopo che ho avuto la certezza che Cristo, attraverso il suo sacrificio, mi ha riconciliata con il Padre, ed è questa la Buona Novella, ed è per questo che quella frase Io sono già battezzata non ha nessun significato agli occhi del Signore. In 1Corinzi 15:46, Paolo ci ricorda: che ciò che è spirituale non viene prima: ma prima ciò che è naturale, e poi viene ciò che è spirituale. Naturalmente, non posso ricordare il momento in cui ho avuto il battesimo da neonata, ma certo non sono stata battezzata nella consapevolezza che Gesù Cristo mi avesse dato la salvezza. Quello che facciamo, dobbiamo farlo non per compiacere agli uomini, ai parenti, alla tradizione, ma solo per sottomissione al Signore, perciò dobbiamo sapere quello che lui vuole da noi. Ma questo l'ho capito molti anni dopo, e non è stato facile. Oggi quando faccio qualcosa penso: È buono agli occhi di Dio? È la sua volontà? Veramente, prima questo tipo di domande neppure mi sfioravano, perché non mi preoccupavo di conoscere qual era la sua volontà. Dopo averlo conosciuto, ho scoperto che mi ha sempre amata, preservata, colmata di benedizioni, perché mi ama e si è preoccupato di farsi conoscere da me. In Isaia 45:5, leggiamo: Io sono il Signore, e non ce n'è alcun altro; fuori di me non c'è altro Dio! Io ti ho preparato, sebbene non mi conoscessi. E veramente, non solo non lo conoscevo, ma mi ero persino dimenticata di essere una creatura spirituale. Il Signore rivoluziona la composizione del nostro essere, e la parte dominante diventa lo spirito, non più il corpo o l'anima, e così come nutriamo il corpo e la nostra anima, non ci dobbiamo dimenticare di nutrire lo spirito con la Parola che è Gesù Cristo, il Pane della Vita. In Apocalisse, il Signore ci dice: Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ode la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. Dopo che hai aperto al Signore, lo conosci personalmente e nessuno ti può venire a raccontare cose che non corrispondono alla verità, perché grazie allo Spirito tu lo conosci. Il Signore dice dello Spirito: Egli testimonierà di me.... Lo Spirito della verità vi guiderà in tutta la verità. Quelli che non conoscono Gesù ti giudicano come fondamentalista e sostengono che dovresti avere la capacità di adattarti, di mutare al mutare delle situazioni e che tutto vada rivisto, anche la Parola di Dio. Ma questo è per quelli che appartengono al mondo. In Galati 1:10 leggiamo: Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo. Gesù ci ricorda: Chi è da Dio ascolta la Parola di Dio: ascolta e si sottomette, e non pretende di cambiarla. Vorrei terminare con un versetto che per me è fondamentale per l'appartenenza alla chiesa del Signore: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano (Gv 10:27-28). Ascoltare la voce del Signore, essere personalmente conosciuta da lui, seguirlo e sapere di avere per la sua grazia e il suo amore la vita eterna, avere la certezza che niente e nessuno ti strapperà dalla sua mano è il più grande privilegio della mia vita. Ringrazio il Signore che mi ha fatto rinascere a nuova vita e che mi ha dato la possibilità di appartenere alla Chiesa di Dio, che ha un solo capo, Gesù Cristo, e una sola autorità, la sua Parola. Emanuela Guerri Polchi
(Assemblea di Città di Castello, PG) |