Tappe di un lungo cammino

AL DI LÀ DI UN MURO
CHIAMATO PECCATO

Il percorso che il Signore fa percorrere per giungere a lui parte sempre dalla consapevolezza disperante dei propri bisogni e della incapacità, propria e degli altri intorno a noi, di soddisfarli. È questa consapevolezza che porta a riconoscere la propria miseria di uomini peccatori e ad abbandonarci a Gesù, l’unico che può cancellare la miseria e donarci ricchezza.


Un soggetto... tanti bisogni!

Sono uno dei tanti ma, come tutti prima di conoscere il messaggio di salvezza di Gesù Cristo, ero inconsapevole soggetto della mia visione, ogni volta diversa, delle cose o soggetto di quella di altri uomini che è altrettanto mutevole. Ero una banderuola al vento, una barca senza timone.
Ecco: avevo bisogno di un timone e di una rotta che valesse la pena seguire!
Non bastava. Avevo anche bisogno di appagare un appetito perenne... di cosa? Non sapevo dirlo. Niente infatti mi soddisfaceva: né quello che facevo né quello che potevo pensare di fare,
Avevo bisogno di qualcosa che mi sfamasse una volta per tutte, perché quel buco mi faceva stare veramente male.
Avevo inoltre bisogno di qualcuno che mi capisse nel profondo, qualcuno che mi liberasse dalla confusione.


Io... come gli altri!

Ho passato la vita a cercare di trovare una risposta a questi bisogni, dovunque: nell’idealismo, nell’amore sentimentale, nell’amicizia, nell’autodeterminazione, nella filosofia, nell’isolamento, nel divertimento a tutti i costi, nel menefreghismo, nel “si salvi chi può”, nel “life is now”, nel cinismo, nella rabbia, nella disubbidienza.
La maggior parte delle risposte che mi davo non avevano nessun senso e le migliori mi accontentavano solo temporaneamente. Le mie relazioni con gli altri erano superficiali, deludenti e del tutto illusorie. Così la mia insoddisfazione e sofferenza crescevano col passare del tempo.
Mi sembrava chiaro quindi che dovevo contare solo su di me: è stato terribile!
Realizzare di essere io stesso il primo dei miei problemi è stato duro da mandare giù! Ero io stesso un contributo attivo e primo rappresentante di tutto quello che disprezzavo nel mondo e nella gente.
Ero il primo a mentire e a tradire ed il peggio è che neanche me ne accorgevo. Continuavo a sbagliare all’infinito, solo in mille maniere diverse!
La cosa più tragica è stato realizzare che non solo io pagavo per i miei errori, ma questi si riflettevano sugli altri: ero responsabile anche degli altri nel mio sbagliare.
Anche il mio prossimo scontava i miei errori e così io i suoi! Non ero quindi migliore di nessuno e come gli altri non meritavo niente di buono.

Soluzioni con il sapore della bugia!

Come fermare questo circolo vizioso dove tutti siamo coinvolti? Ero destinato a perdermi di certo con tutto il resto! Mi serviva un aiuto!
Forse dovevo affidare la mia vita alle parole, al pensiero o seguire l’esempio di persone più illuminate di me?
Ma, a giudicare dai risultati, questi si illudevano di sapere sbagliavano sapendo di farlo. Persino chi si dipingeva nel più nobile dei modi o chi addirittura usava religioni di vario tipo per apparire migliore, risultava ai miei occhi un povero illuso, anzi... tutta la religione era illusione e Dio non poteva esserci in un mondo così crudele, ostile, privo di giustizia e pieno di sofferenza o, se c’era, si trattava di certo di un dio sadico o quanto meno bugiardo.
Tutto aveva il sapore della bugia. In questa visione vivevo malissimo. Ero solo, fermo e al buio.
La verità? Io non conoscevo Dio né conoscevo la sua Parola, quindi non conoscevo né Verità né Pace né Amore né Giustizia! Vivevo, agivo e parlavo nell’ignoranza di lui, del Padre celeste, e questo mi aiutava a mantenere quello stato di cose ed il mio essere in quella maniera.


Un cammino
disseminato di segnali

Ma il Signore era sulle mie tracce da molto tempo. Mi cercava e mi voleva per sé... voleva proprio me: una causa persa!
Adesso, guardando indietro, riesco a vedere come Dio abbia disseminato tutta la mia vita con centinaia di messaggi che parlavano di sé, ha usato diverse persone e circostanze per avvicinarmi a lui.
La sua Parola, la Bibbia, è stata la più grande delle scoperte. Mi ha fatto realizzare delle grandi verità su di me e sugli uomini in genere: io non avevo mai voluto accettare il Signore ed ero facile preda di qualsiasi corrente o vanità, perché schierarmi dalla parte di Dio significava schierarsi contro me stesso e contro la mia natura egoistica e questo mi bruciava parecchio.
Ho realizzato che ero fermo in attesa di un sentimento, di una sensazione che mi facesse sentire e che giustificasse l’esigenza di Dio.
Mentre è stato il contrario: prima ho provato ad aprirgli il cuore e poi è giunta la sensazione. Prima obbedivo poi ne capivo il significato. Come l’amore: è un atto, non un sentimento.
Ho realizzato che nessun uomo può leggermi dentro e che da nessun uomo posso ricevere un vero aiuto o salvezza, che il male nasce nel cuore dell’uomo e non ci viene dall’esterno, che Dio vuole che torniamo da lui liberamente ed ecco il libero arbitrio, e ancora che non è Dio ad allontanarsi da me ma sono io ad allontanarlo e a separarlo da me con un muro che costruisco, mattone su mattone.
Ho finalmente capito: è questa separazione la fonte di tutta la mia sofferenza!
Questo muro si chiama peccato, disubbidienza ed il suo giusto prezzo è la morte dell’anima!


Tra le sue braccia c’è!

Da qui la buona novella: Gesù Cristo, l’Agnello di Dio!
Lui ha pagato questo prezzo per me ed è morto, obbediente fino alla fine per dare l’esempio, per potermi salvare dal giudizio e per riportarmi da chi appartengo: Dio Padre!
Tra le sue braccia c’è Gioia, Pace, Amore, Verità e Giustizia per sempre.
Ora chiedo che Dio attraverso suo Figlio e mio Salvatore Gesù Cristo rinnovi il mio spirito e la mia vita e mi illumini con la sua Parola attraverso lo Spirito Santo per la sua volontà, in attesa del suo ritorno.

Paolo di Camillo
(Assemblea di Pescara)

Questa testimonianza è stata resa dal fratello Paolo in occasione del suo battesimo.