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Nel 400° anniversario della Bibbia Diodati
DIODATI E LA DIODATI
Sono state molte le iniziative organizzate, nel corso di questo anno, per ricordare che sono trascorsi ben quattrocento anni da quanto apparve la traduzione, frutto del lavoro di Giovanni Diodati, della Bibbia in lingua italiana (la prima tradotta dai testi originali!). Ai primi di novembre oltre un centinaio di sorelle e fratelli si è raccolto a Poggio Ubertini per riflettere sul valore che questa traduzione ha avuto nel corso di questi quattro secoli e, più in generale, per esaminare, anche in modo intimo e personale, il valore che la Parola di Dio continua ad avere per noi oggi. Un tempo come questo! Infatti se oggi tu taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da qualche altra parte; ma tu e la casa di tuo padre perirete; e chi sa se non sei diventata regina appunto per UN TEMPO COME QUESTO? (Ester 4:14). Perciocché, se pur ti taci in questo tempo, alleggiamento e scampo sorgerà a Giudei da qualche altro luogo; ma tu e la casa di tuo padre perirete; e chi sa se tu sei pervenuta ad esser regina per un cotal tempo? (versione Diodati) Quando ricordiamo e studiamo lopera di persone delle quali Dio si è servito per portare la sua testimonianza fra gli uomini, siamo invitati dalla Parola a considerare IL TEMPO nel quale questopera è stata prodotta e LE CIRCOSTANZE che lhanno accompagnata. Ad esempio per la giovane Ester il tempo era caratterizzato dalla sofferenza conosciuta dal suo popolo in esilio che viveva in un continuo rischio di sterminio, mentre le circostanze sono quelle che lavevano portata ad essere regina. È opportuno ricordare che, anche a proposito della più straordinaria opera compiuta da Dio, quella della nostra salvezza attraverso linvio sulla terra del Signore Gesù, la Scrittura ci ricorda che essa si realizzò nel tempo e nelle circostanze (1Pi 1:11). Lopera compiuta da Dio attraverso un suo figlio - opera della quale vogliamo parlare in questo Convegno - è la traduzione nella nostra lingua della Bibbia, quindi la possibilità di conoscerne i contenuti ed il messaggio anche per il popolo di cui siamo parte: una possibilità che ha riguardato direttamente alcuni di noi. In molti di noi credo, soprattutto gli ultracinquantenni, ancora oggi possiamo in qualche modo definirci figli della Diodati, perché educati e formati dai nostri genitori e nelle Scuole Domenicali attraverso la lettura, la meditazione, lo studio delle pagine della Diodati. Dobbiamo allora chiederci: qual era il tempo e quali le circostanze? Qual era il tempo in cui nacque la Bibbia Diodati? E quali le circostanze che portarono a questa nascita? La risposta a queste domande ci consentirà di maturare la ferma convinzione che la Bibbia Diodati è stata ed è per il nostro Paese una straordinario dono di Dio. Ma potrà portarci anche ad una riflessione personale: interrogarci sul tempo nel quale noi stiamo vivendo e nel quale siamo chiamati ad essere testimoni e luminari e sulle circostanze che caratterizzano la nostra vita e attraverso le quali Dio vuole trasformarci in strumenti per lopera sua. Infatti il tempo e le circostanze di Dio non sono realtà che hanno riguardato solo Ester o solo la venuta sulla terra del Signore Gesù: sono realtà che riguardano ciascuno di noi! IL TEMPO Lepoca in cui Diodati visse è quella immediatamente successiva alla Riforma ed alla Controriforma. Questultima aveva cercato e stava cercando di annullare la grande opera della Riforma, ed in particolare laffermazione della libertà per ogni credente di accedere in modo diretto e personale alla Parola di Dio nutrendosi così della verità rivelata attraverso una conoscenza che chiamava direttamente in causa la sua sensibilità e la sua responsabilità. In particolare cerano stati due provvedimenti della Chiesa Cattolica Romana che aveva palesemente rivelato questo tentativo: l8 aprile 1546 (trentanni prima della nascita di Diodati) un decreto pontificio aveva espressamente vietato la diffusione di tutte le versioni latine della Bibbia allora in circolazione consentendo il diffondersi, ovviamente limitato al solo clero, unicamente della Vulgata; il 24 marzo 1564 (a dodici anni dalla nascita di Diodati), papa Paolo IV nella regola quarta della sua enciclica Dominici gregis custodiae aveva espressamente vietato la traduzione della Bibbia nelle lingue volgari, poiché è manifesto per via di esperienza che, se si permette la Sacra Bibbia dovunque e senza discernimento in lingua volgare, a causa della temerità degli uomini, ne consegue più un danno che un vantaggio . È evidente da queste parole, in cui si usa lespressione blasfema danno a proposito dei risultati prodotti nella vita delluomo dalla Parola della Vita, che più che di Contro Riforma sarebbe più lecito ed opportuno parlare di Contro Bibbia. Vale la pena di ricordare a questo punto che il permesso di tradurre la Bibbia in italiano arriverà soltanto nel 1757 con papa Benedetto XIV, ma solo nellaprile del 1778 con lautorizzazione di Pio VI fu pubblicata la prima traduzione cattolica in italiano, quella dellarcivescovo di Firenze Antonio Martini, fatta però dalla Vulgata di Gerolamo e non dai testi originali. È in questo tempo che spinto da un desiderio e dallassistenza dello Spirito, come lui stesso scrisse, Diodati alletà di 16 anni si mette a tradurre la Bibbia dai testi originali. Questo lavoro non gli fu commissionato da nessuno: fu solo un suo desiderio interiore a spingerlo a intraprendere un lavoro che nessuno aveva intrapreso prima di lui e che, fra prima traduzione e successive revisioni, lo avrebbe praticamente impegnato per tutta la vita. È da rilevare che i pochi italiani che avevano seguito gli insegnamenti della Riforma non si erano posti il problema della traduzione della Bibbia nella loro lingua, perché avevano a loro disposizione le versioni del Malermi (1471) e del Brucioli (1532), versioni che ovviamente circolavano in modo assolutamente clandestino e soprattutto fra le comunità italiane costrette ad emigrare allestero. In cotal tempo quindi la Bibbia del Diodati non fu una risposta alle esigenze dei credenti, ma piuttosto la risposta di Dio alle esigenze di un popolo che loscurantismo della Chiesa Cattolica teneva lontano dalla conoscenza della Verità della Parola. LE CIRCOSTANZE Giovanni Diodati nacque a Ginevra, presumibilmente il 1° giugno del 1576, quindi 431 anni fa. Era il terzogenito dei dieci figli che Carlo Diodati ebbe in seconde nozze da Maria Mei. È questa la prima circostanza da tenere presente. Diodati non è nato in Italia e, se si eccettua un breve viaggio a Venezia, non ha mai messo piede nella sua patria dorigine. Eppure per tutta la vita egli volle che fossero ricordate le sue origini, che fece riportare anche sul frontespizio della sua Bibbia: Giovanni Diodati di NATION LUCCHESE. Qual è il valore di questa circostanza? Da un lato, rimanendo fiero delle sue origini italiane, e lucchesi in particolare (ma allora, come tutti ben sappiamo, non si poteva parlare di nation italiana e, questo, sempre per storica responsabilità della chiesa romana che aveva tutto linteresse strategico a mantenere gli italiani divisi), Diodati ebbe un amore ed un interesse particolari per la sua Patria. Senza questamore difficilmente sarebbe sorto in lui il desiderio di tradurre la Bibbia proprio in italiano. Dallaltro lato lessere nato fuori dallItalia sottrasse la sua vita ed il suo lavoro dalle grinfie dellInquisizione cattolica. È evidente che quello che egli fece a Ginevra, in un tempo come quello non avrebbe mai potuto farlo in Italia! La famiglia Diodati era una delle sessanta famiglie che, a partire dal 1555, aveva scelto di rifugiarsi a Ginevra per poter vivere liberamente la propria fede: libertà assolutamente impossibile nellItalia di cotal tempo, lItalia dellInquisizione e della Controriforma-Controbibbia! Carlo Diodati, il padre di Giovanni, era un affermato commerciante di stoffe pregiate, lana e seta in particolare. Arrivato a Ginevra creò, in consorzio con gli altri esuli lucchesi, una rete commerciale che gli permise di vivere nellagiatezza se non proprio nella ricchezza, nonostante la sua condizione di profugo religioso. Diodati ebbe una particolare ammirazione-venerazione per il padre, avendo personalmente raccolto la testimonianza di un uomo che aveva affrontato le incognite dellesilio pur di conservare intatta la propria fede cristiana e pur di vivere la libertà di leggere la Bibbia e di guidare la sua famiglia ed i suoi figli, educandoli in ubbidienza ai principi biblici. Altra circostanza importante: lagiatezza della famiglia e lincoraggiante testimonianza del padre gli permisero di dedicarsi fin da giovanissimo agli studi classici. Concluso liter accademico a Ginevra alla giovanissima età di ventanni, Diodati parlava e scriveva correntemente le due lingue bibliche (il greco e lebraico) e conosceva altrettanto bene la lingua della sua Patria dorigine (litaliano) e quella della sua Patria dadozione (il francese). Infine una terza circostanza importante: la libertà di movimento che egli aveva e lincoraggiamento del padre allapprofondimento della sua formazione classica gli consentirono di frequentare le università europee più prestigiose del tempo, in particolare quella di Montpellier in Francia, dove si trovava per un corso di perfezionamento in ebraico quando, alletà di ventun anni fu richiamato urgentemente a Ginevra. Il motivo di questo precipitoso rientro è quanto mai probativo della stima di cui Diodati godeva come linguista: infatti gli fu offerta la cattedra di lingua ebraica. Ma oltre al tempo ed alle circostanze ci sono altre importanti osservazioni da fare, per motivare la nostra riconoscenza a Dio per il dono della Bibbia Diodati. Leggere la Bibbia in modo comprensibile Leggiamo in Neemia 8 che durante la solenne adunanza del popolo rientrato da Babilonia a Gerusalemme i Leviti spiegavano la legge al popolo e tutti stavano in piedi al loro posto. Essi leggevano nel libro della legge di Dio IN MODO COMPRENSIBILE, ne davano il senso per far capire al popolo quello che leggevano (Ne 8:7-8). Nella versione Diodati leggiamo, nello stesso testo, che i Leviti dichiaravano al popolo la Legge, stando il popolo nel suo luogo; e leggevano nel libro della Legge di Dio DISTINTAMENTE e CHIARAMENTE; e, sponendone il sentimento, davano ad intendere ciò che si leggeva. Ho tradotto la Bibbia per aprire agli Italiani la porta della scienza celeste. Con queste parole Diodati non testimoniò soltanto il suo desiderio di donare il suo servizio a tutti gli Italiani, ma rivelò in particolare la sua convinzione che la conoscenza di Dio e del suo progetto di salvezza per luomo peccatore non viene certo dallascolto di massa degli insegnamenti di una chiesa, ma soltanto dallascolto, intimo e personale, della Bibbia, la Parola di Dio! Giovanni Diodati è lesule che ha risposto allingratitudine della sua Patria con il più prezioso dei doni: la Parola di Dio. La sua Bibbia è un atto damore per la sua terra mai conosciuta. Attraverso di lui la Bibbia è diventata un libro comprensibile, le cui parole potevano e possono essere comprese distintamente e chiaramente. Pur lontano dal suo Paese, Diodati come Esdra, si era dedicato con tutto il cuore alla studio e alla pratica della legge del Signore, e a insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine (Esdra 7:10). Mentre Esdra si era preoccupato che il popolo in esilio e lontano dalla sua Patria non dimenticasse la Parola del Signore, Diodati si preoccupò, lui esiliato e lontano dalla Patria, di fare in modo che i suoi connazionali potessero conoscere quella Parola! In ogni tempo e nelle più varie situazioni, Dio ha suscitato, nel corso della storia, dei suoi servi per comunicare e insegnare la sua Parola. E in realtà era proprio una chiamata da parte del Signore quella che Diodati aveva sentito: la chiamata a tradurre la Bibbia nella lingua dei suoi padri. Come Esdra, era consapevole di svolgere il lavoro che il Signore richiedeva a lui, proprio a lui! Diodati aveva ben compreso che il più grande bisogno degli Italiani erano quello di potersi specchiare personalmente, e senza mediazioni ecclesiastiche, con la Parola di Dio e sapeva bene che questo bisogno sarebbe stato soddisfatto soltanto il giorno in cui gli Italiani avessero avuto la possibilità di leggere la Bibbia nella loro lingua. Diodati non aveva il potere per rendere questa lettura libera, ma attraverso il suo servizio la rese possibile! La sua traduzione infatti, soprattutto nella seconda versione frutto di un lungo lavoro di revisione, pubblicata nel 1641 e conosciuta come la Diodatina, cominciò ad essere presto diffusa clandestinamente in migliaia di copie nel nostro Paese. Da allora anche gli Italiani, leggendo chiaramente e distintamente il testo biblico nella loro lingua, hanno la possibilità di varcare la porta della scienza celeste. Ancora oggi la Bibbia Diodati nelle varie versioni rivedute, dalla cosidetta Luzzi in poi, continua ad essere lo strumento che, trasmettendoci il messaggio divino in modo comprensibile, nella nostra lingua, ci consente di conoscere dalla terra il Cielo. La Bibbia Diodati ha realizzato la sua straordinaria missione, attraversando questi 400 anni di storia. Il libro ritrovato! Ancora oggi, fra le rovine del tempio di Dio, cè qualcuno di tanto in tanto che come il sommo sacerdote Chilchia grida: Ho trovato nella casa del Signore il libro della legge (2Re 22:8). Ho letto da qualche parte laneddoto di un colpoltore che, allarrivo della truppe garibaldine a Napoli nel 1860 (durante la spedizione dei mille), accolse i soldati con una Bibbia Diodati in mano, gridando: Il libro! Il libro!. Ecco: la Bibbia Diodati vuol essere, per gli Italiani, il libro ritrovato, è per molti di loro lo è stato e lo è davvero! Grazie al lavoro rigoroso e fedele di un uomo che ha voluto ascoltare la chiamata di Dio, dedicando al servizio che gli era stato richiesto tutta la sua vita, è stato ritrovato il libro perduto fra le macerie del tempio della cristianità corrotta e della cristianità nominale il libro nascosto da chi aveva interesse a non far conoscere il suo messaggio di verità e di libertà il libro proibito da chi intuiva, per il proprio potere, i pericoli contenuti nelle sue rivelazioni il libro ingabbiato da chi riteneva il magistero di sacerdoti umani superiore al magistero divino. Chissà, in questi 400 anni, quante copie della Bibbia Diodati sono state strappate, calpestate, gettate nelle fogne, bruciate! Ma la parola di Dio non è incatenata (versione Diodati: ma la parola di Dio non è in prigione, 2Ti 2:9). Ad essere prigioniero e ad imprigionare nello stesso tempo è lerrore non la verità, è la schiavitù dei cuori, delle menti, delle coscienze non la libertà, è la religione non la fede, è lignoranza non la conoscenza, è la scienza terrena non la scienza celeste, è la chiesa apostata non la Bibbia! Quattrocento anni fa il Libro è diventato per noi Italiani IL LIBRO RITROVATO. Fra le rovine spirituali, morali, intellettuali, culturali di un cristianesimo, che aveva ormai poco da spartire con Cristo, è riemerso il Libro. Chilchia, il sommo sacerdote, si limitò ad una consegna che, per il suo ufficio, considerava doverosa. Safan, il segretario, ne comunicò il ritrovamento al re Giosia e, fedele al suo compito di segretario, glielo lesse. Solo il re (Giosia) si stracciò le vesti e mise in moto tutta una serie di interventi tesi a riportare ordine e decoro spirituale nel Paese, ma soprattutto ubbidienza alla Parola di Dio. Una riflessione personale In questi 400 anni vi sono stati più Chilchia, più Safan o più Giosia? Non è possibile rispondere a questa domanda, ma ad una domanda possiamo dare la risposta: con quale di questi tre personaggi ci identifichiamo davanti al Libro ritrovato? Lo stiamo facendo emergere o lo stiamo ancora nascondendo fra le macerie della nostra vita spirituale? Siamo dei Chilchia colpiti dalla scoperta ma indifferenti e desiderosi di sbarazzarcene lasciandola in mano ad altri? Siamo degli Safan pronti alla lettura, ma ad una lettura che non lascia traccia nella vita? Oppure siamo dei Giosia, compunti nel cuore, pentiti e pronti a seguire le indicazioni del Libro per ricostruire la nostra vita? Se saremo dei Giosia, ciò vorrà dire che la missione di Diodati, attraverso la sua Bibbia, ha raggiunto anche nella nostra vita lo scopo voluto da Dio: guidarci ad attraversare la porta della scienza celeste. Paolo Moretti 1. Si fa qui riferimento al Convegno svoltosi sabato 27 ottobre presso la Facoltà Valdese di Teologia e promosso dalla Società Biblica in Italia e durante il quale è stata data la parola anche ad un rappresentante della chiesa romana il quale ha riaffermato, senza che nessuno dei presenti lo contestasse, il pieno magistero della sua chiesa sulla Parola di Dio. |