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Dopo la resa a Cristo
AL DI LÀ
DEGLI OSTACOLI Nel cammino con il Signore ci sono difficoltà che noi stessi poniamo prima di rispondere alla sua chiamata, ma ci sono difficoltà anche dopo, messe davanti a noi dal nemico. La differenza sta nel fatto che dopo il Signore è accanto a noi e con noi per aiutarci a superarle. Una chiamata... senza risposta Una cosa ho chiesto al Signore e quella ricerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore, e meditare nel suo tempio (Sl 27:4) Questo versetto in questo tempo è stata la mia preghiera: poter conoscere Dio, poter ricercare le sue vie, la sua volontà e di poter abitare tutti i giorni nella casa del Signore. Ringrazio il Signore perché ora posso testimoniare e condividere quello che Dio ha fatto nella mia vita. Ripensando agli anni trascorsi, beh, avrei tante cose da dire, ma non lo farò. Iniziando: io sono nata e cresciuta in una famiglia di credenti. Il Signore fin da piccola mi ha dato il privilegio di avere al mio fianco persone che lo amano, lo seguono, lo servono. Sono sempre andata alle riunioni, crescendo ho iniziato la scuola domenicale, ero contenta di imparare sempre cose nuove e diverse sulle tante storie della Bibbia. Alletà di sette anni iniziai a frequentare il Campo ragazzi a Poggio Ubertini, che subito diventò un punto fermo per la mia crescita. Io continuavo a crescere, e davo tutto per scontato, pensavo che quello che avevo ottenuto fosse tutto e solo merito mio. Il Signore lo avevo messo un po in disparte. Era come se la sua guida che, nonostante tutto continuava ad esserci, mi desse fastidio. Lo vedevo con occhi diversi, una persona che interveniva nei miei piani in modo differente a quello che pensavo o che volevo io. Tante volte mi sono chiesta: Signore se tu sei mio amico perché non fai quello che ti chiedo, perché agisci cosi?. Tanti i Perché? che mi giravano in testa e poche erano le risposte che riuscivo a darmi. In realtà non mi volevo rendere conto che il Signore mi stava chiamando, mi diceva di arrendermi, di andare a lui, di accettare il suo amore e il dono della salvezza. Ricordo ancora quel giorno, un giorno come tanti, un giorno in cui ancora una volta non volevo ascoltare la sua Parola, mi dicevo sempre: Elisa hai ancora tempo, aspetta, non è questo il momento di una scelta per il Signore, il tutto comporta delle responsabilità, sei davvero pronta a questo? La sera della resa I giorni passavano ma... non quella sera! Quella sera il Signore parlò al mio cuore non cera più tempo per aspettare, le parole del messaggio mi risuonano ancora in testa: Se il Signore tornasse ora, in questo istante tu potrai dire di essere alla sua presenza e gioire della salvezza, oppure sarai chiamata in giudizio? Tu sarai fuori alla porta, o dentro alla presenza e gloria del Signore? Avevo capito che non cera più motivo di aspettare, il Signore aveva fatto tutto per me, non avevo più un motivo per dire di no a lui. Accettai il dono della salvezza, volevo che il Signore cancellasse i miei peccati. Volevo entrare dentro alla porta con il Signore. Iniziai un nuovo cammino, con la gioia che il Signore aveva cancellato e lavato tutti i miei peccati. Mi donò pace, la gioia della sua presenza in me. Mi sono sentita amata, protetta e in tante situazioni preservata. Iniziai a leggere la Bibbia da sola e ogni volta sentivo di esprimere la mia riconoscenza al Signore per quello che lui è e per quello che ha fatto in me. In tutto il mio cammino il Signore mi ha chiamato più volte a dover affrontare delle scelte, dei periodi di prove e tante sono le volte che ho consultato il Signore chiedendogli che mi potesse dare delle risposte. Così è stato, il Signore più volte mi ha risposto donandomi la gioia e la vittoria di raggiungere dei piccoli traguardi, altre volte il mio cuore non ha trovato le risposte che desideravo ed è stato proprio qui che il Signore mi dice di attendere, di aspettare, mi chiama ad avere fede in lui. Al di là degli ostacoli In questo ultimo anno è stato come se il Signore mi avesse chiamato ad affrontare una corsa ad ostacoli. Infatti mentre dentro di me cresceva il desiderio di servirlo e il mio amore verso di lui, e lostacolo mi sembrava molto lontano, il Signore mi chiamava ad affrontare un ostacolo un po difficile. In me non cera rabbia verso di lui per ciò che stava accadendo. Certo, tante erano le risposte che chiedevo, ma ero sicura che tramite questo ostacolo doloroso il Signore volesse guidarmi totalmente nelle sue braccia. Non nego che sia stato e che sia facile affrontare degli ostacoli, ma tante sono le promesse che il Signore ci ha lasciato nella Sua parola. Ma più lostacolo sembra duro, più sento la sua guida e la sua presenza che mi conducono verso la vittoria. Trova la tua gioia nel Signore ed egli appagherà i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nel Signore, confida in lui ed egli agirà (Sl 37:4-5). Chi mi conosce sa che sono una ragazza tranquilla a cui piace ridere e scherzare però vi posso assicurare che tante volte in me non cera gioia. Ed è qui che il Signore mi chiama a ritrovare la gioia in lui, una gioia duratura, sempre presente nella mia vita una gioia particolare perché è la gioia delle sua salvezza. Più volte il Signore mi ha chiesto di avere fiducia in lui, di confidare, di riporre la mia vita nelle sue mani, e cosi mi sono abbandonata a lui nella convinzione che Dio ha un piano per me e che sta operando in me. Così sono stata guidata, sono cresciuta grazie anche al dono di unassemblea, sono stata chiamata più volte a mettermi in discussione, sono stata ripresa, ma soprattutto sono stata salvata perché sono stata tanto amata dal mio Padre Celeste. Ora voglio essere ubbidiente a lui, consacrargli ogni aspetto della mia vita, perché ho capito che era questo ciò che Dio desiderava da una sua figlia. È così che voglio manifestargli la mia riconoscenza per quello che ha fatto in me e voglio permettergli di completare lopera che ha iniziato in me. Ringrazio per il dono indispensabile e bello che tante persone sono state per la mia vita, voglio chiedere al Signore di poter essere io un dono per loro e uno strumento che lui possa utilizzare per la sua gloria. Quando nel 2003 la mamma mi ha regalato una Bibbia, mi ha scritto un testo con la preghiera che io potessi consacrare la mia vita a Dio: Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai. Non te lho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il Signore, il tuo Dio, sarà con te ovunque andrai (Gs 1:8-9). Elisa Fiori |