IC




implosione
     


      Gli atteggiamenti e le azioni di ben noti estremismi, prima ideologici e religiosi poi politici, stanno conducendo gradualmente il mondo a vivere un clima da nuove crociate, con l’aggravante che la Gerusalemme da liberare non è più una sola città ma l’intero Occidente. Ormai, nonostante le tante dichiarazioni “moderate” di facciata, Islam e Cristianesimo (ma è più corretto dire: Cattolicesimo!) appaiono sempre più “l’un contro l’altro armati”. Gli interessi integralisti dell’una e dell’altra parte inducono molti a soffiare sul fuoco ed è difficile prevedere quale evoluzione potrà avere una situazione che, comunque, è già di per sé estremamente preoccupante. La soluzione del problema non sta certamente nelle parole, belle ma vuote sul piano pratico, contenute nei vari appelli alla moderazione, alla convivenza, alla tolleranza e neppure nei richiami alle proprie radici (quali?) o nella difesa della propria identità o, ancora, nell’ostentata esposizione dei propri simboli. L’Occidente continua a costruire sulla sabbia della propria religiosità, del proprio orgoglio, della propria arrogante supremazia: un atteggiamento che fa apparire come blasfema la sola evocazione del nome di Cristo. La cosidetta civiltà “cristiana” è infatti venuta meno, nel rapporto con il mondo arabo e islamico, proprio in quelli che sono i valori essenziali del messaggio cristiano: l’amore che salva, la pace che abbatte i muri di separazione, l’ospitalità che accoglie con gioia, la pazienza che sa attendere senza esasperare situazioni pur difficili. È successo così che, nel corso dei secoli è stata presentata un’immagine di Cristo completamente distorta e, guardandosi intorno, non è possibile al momento nutrire speranze di cambiamento. Tutto questo è accaduto perché l’Occidente che le prime chiese stavano cristianizzando ha cominciato, già a partire dal terzo secolo, a scristianizzarsi. Si è vissuta una tragica contraddizione, quando da Costantino in poi si è pensato di immettere nel “contenitore” dell’Occidente un cristianesimo trasformato in religione e per questo svuotato dei suoi contenuti evangelici essenziali. Si è cioè riempito il contenitore di un “cristianesimo” che aveva solo “l’apparenza della pietà”, di un “cristianesimo” che, come quello vissuto dalla chiesa di Sardi (Ap 3:1-6) aveva “la fama di vivere” ma era in realtà già morto, di un “cristianesimo” fondato non più sul Cristo della Parola, ma sul “cristo” della religione! Insomma: si è riempito “il contenitore” di un cristianesimo svuotato e riempito solo delle forme della religione, del potere, dell’apparenza. Questo “contenitore” appare oggi ancora più drammaticamente vuoto: l’Occidente è infatti ormai solo un desolante deserto dei valori. Non c’è quindi da stupirsi se attacchi esterni ne stanno facendo crollare le fondamenta costruite sulla sabbia. L’Occidente sta crollando per implosione, dal momento che le pressioni esterne premono su pareti di un contenitore vuoto di sostanza e di valori, provocandone il graduale ma inesorabile cedimento. Sta crollando per l’autolesionismo di secoli di storia insensata.
      Questa situazione ci incoraggia a pregare ogni giorno per “tutti gli uomini” perché “siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, dove quel “tutti gli uomini” include sia il mondo occidentale, presuntuosamente pieno ma desolatamente vuoto, sia il mondo islamico che ha più che mai bisogno di essere “bombardato” dall’amore di Cristo. Ma ci impone anche un esame sulla condizione della nostra vita personale e di quella delle chiese locali. In quale situazione si trova il nostro “contenitore” e quello della nostra chiesa: è “spazzato e adorno” ma “vuoto” (Mt 12:44) oppure ripieno della presenza del Signore e della “forza della sua potenza”? Stiamo correndo il rischio di una implosione personale e di chiesa oppure possiamo “star saldi contro le insidie del diavolo” e “resistere nel giorno malvagio” (Ef 6:10 e segg.)?
      È quanto mai urgente che diamo una risposta a queste domande

Paolo Moretti