Un percorso sofferto

DALLA SOLITUDINE
DELLE FILOSOFIE
ALLA GIOIA DI CRISTO


Il mondo offre le sue risposte ai problemi esistenziali dell’uomo: risposte che vengono accolte anche se non offrono soluzioni ma piuttosto evasione e rassegnazione. A dare soluzioni vere è solo l’incontro con Cristo, vissuto non nel contesto di realtà religiose ed ecclesiali ma in quello intimo e personale dell’ascolto della sua Parola.


Solitudine nella prova

Ringrazio il Signore che mi ha condotta a Roma e mi ha dato la possibilità di essere salvata per l’eternità.
Io sono nata in una famiglia cattolica, sono stata battezzata all’età di tre anni, ho frequentato la chiesa con il rito greco-bizantino, ho frequentato il catechismo e sono stata attivamente impegnata nell’“Azione cattolica dei ragazzi”.
Ma il giorno 7 febbraio del 1998 la mia vita cambiò drasticamente: persi mio padre, sicché mi ritrovai all’età di undici anni senza poter contare su un punto di riferimento insostituibile, il solo da cui si può accettare tanto un abbraccio quanto uno schiaffo.
La mia reazione a questo vuoto è stata quella di allontanarmi dalla chiesa e da Dio. Del resto, che sollievo avrebbero potuto dare al mio dolore delle istituzioni religiose tanto umane e politicizzate da essere diventate addirittura fonte di eresie?
E così mi sono aggrappata alla filosofia degli illuministi, di Marx, della “sinistra hegeliana”, di Feuerbach, della “scuola di Francoforte” e di Marcuse, il cui studio mi fece arrivare ad una conclusione definitiva, inappellabile: l’uomo deve accettare la sua solitudine esistenziale e capire che la fede è solamente la risposta umana alla paura della morte ed allo smarrimento dovuto alla mancanza di significato della vita.
Niente di più.


Un vuoto colmato dall’amore di Gesù

Grazie al Signore ora posso affermare che le cose non stanno così. Se infatti il filosofo Nietzche dice che solo l’uomo è il fautore del proprio destino, alla luce delle Scritture io oggi sono consapevole che senza la volontà o il permesso di Dio non si può fare nulla.
Se poi in passato ero affascinata dalla filosofia di Lucrezio, il quale vede nella morte la conclusione di tutti i progetti e le speranze umane, oggi io posso per fede credere nella resurrezione dei corpi e nel futuro glorioso che è riservato in cielo per i figli del Signore.
Non c’è dunque da meravigliarsi se l’ateo non è pienamente felice, se vive senza una speranza fondata e senza la capacità di superare realmente i limiti del proprio carattere, che lo portano a farsi del male.
Del resto, anch’io prima della conversione sentivo un vuoto dentro di me, un vuoto che è stato colmato dall’amore di Gesù e dalle meravigliose promesse presenti nelle Sacre Scritture, indispensabili per dissetare la nostra anima e per conoscere il piano che Dio ha per ognuno di noi.
Ammetto che per noi giovani non è una scelta facile quella di donare tutta la nostra vita al Signore, poiché abbiamo paura di rimanere soli, di non essere capiti né dai familiari né dagli amici.
Ma il Signore è fedele verso coloro che piegano le ginocchia davanti a lui e lo pregano con semplicità di cuore, così come feci io nella mia cameretta il 5 dicembre del 2005
Da allora la mia vita è cambiata, al punto che guardo il mondo con occhi diversi. Il Signore mi ha accolto a braccia aperte e mi ha donato la pace e la serenità.
Ho poi sperimentato che la Bibbia è davvero il nutrimento dato dal Signore alle anime di tutte le persone che vogliono conoscere con sincerità di cuore la sua volontà, magnifica realtà questa espressa in un bellissimo versetto tratto dai Vangeli che afferma: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Mt 4:4).
Mi sento ora di ringraziare Enzo e Mariangela, due miei carissimi fratelli in fede, dal momento che di loro il Signore si è servito per spronarmi a leggere la sua Parola, e scoprire così il suo meraviglioso piano di amore e di redenzione.
Un progetto questo talmente bello da avermi dato la forza di poter dire a tutti queste parole bibliche:
“Nutritevi della Parola di Dio. Gesù è speranza, luce, amore, il nostro migliore amico. Confidate nel Signore con tutto il cuore e non vi appoggiate sul discernimento umano. Riconoscete il Signore in tutte le vostre vie ed Egli appianerà i vostri sentieri”.


Paola Vita
(Assemblea di Roma,Via Prenestina)